I RACCONTI di
Mariagrazia Di Stasi

SONO IO IL TUO SEGRETO?

“ Sono io il tuo segreto?” Me lo hai chiesto all’improvviso, noncurante, nel mezzo di una chiacchierata che parlava d’altro, sorridendo con gli occhi accesi.
 Me lo hai chiesto come se non ci pensassi e quelle parole fossero cadute nel mezzo del discorso come le gocce di pioggia di una nuvola passeggera nel cielo d’aprile.
 Ti ho guardato. Avevi il tuo solito sorriso tranquillo che ti filtrava tra i denti piccoli e bianchi.
 Avevi gli occhi socchiusi come se guardassi lontano, la dove io non potevo seguirti e non volevo…
 Poi ti sei lisciata la gonna sui fianchi e ti sei seduta davanti a me che rimanevo in piedi senza sapere cosa dirti. Muto all’improvviso di un imbarazzo greve.
 Perché non posso dirlo. Non posso neanche pensarlo che sia tu il mio segreto. E non dovresti pensarlo neanche tu.
 Eppure tu mi scavi i pensieri. E te ne appropri quasi fossero tuoi. Come se già li avessi pensati prima di me.
 Eppure tu raccogli le mie parole come briciole di pane, prima che il vento le disperda.
 E io so che capisci, che lo sai benissimo ciò che volevo dire, prima che lo sappia io.
 In questo autunno stanco che degrada incurante verso l’inverno così come la mia giovinezza oramai esausta, tu sei come un raggio di luce che taglia un cielo di granito, fra nuvole grevi di pioggia e pensieri pesanti come pietre.
 Tu sei lo specchio dove la mia inquietudine si riflette, sbriciolandosi in minuscoli frammenti che tu raccogli paziente e conservi nel tuo sguardo dolce che mi raggiunge ovunque.
 E così stai ora seduta di fronte a me, e non c’è malizia nei tuoi occhi mentre riprendi il discorso consueto e io sento che vuoi rassicurarmi, e ci riesci quasi.
 Forse è stata frutto della mia fantasia quella tua frase, buttata fra noi come una pietra, che rompa la superficie placida di un lago immoto.
 Forse è stata solo la proiezione involontaria di un mio desiderio inconfessato e inconfessabile che tu rischiari il grigio vuoto dei miei giorni con l’illusione dell’amore o solo della fantasia dell’amore.
 Quella che mi fa scrivere racconti nostalgici e brevi poesie.
 Tu sembri ormai persa in altri pensieri e altre parole. Ridi fra gli altri, con gli occhi che brillano, e se il tuo sguardo mi sfiora è solo per caso.
 E non so indovinare ciò che ti passa per la testa e poi non voglio. Mi sento irritato senza sapere perché e non ho voglia più neanche di parlarti, né di sentire la tua voce densa che si perde in discorsi leggeri che mi escludono.
 Così mi metto sul viso il mio sorriso amaro e con una scusa qualunque mi allontano.
 Mi segue il tuo sguardo da lontano e la tua voce che chiede sussurrando:” Sono io il tuo segreto?”

ULTIMI FUOCHI ALL'OMBRA DELLA SERA

il ventre profondo dell'america