“ Sono io il tuo segreto?” Me lo hai chiesto all’improvviso,
noncurante, nel mezzo di una chiacchierata che parlava d’altro,
sorridendo con gli occhi accesi.
Me lo hai chiesto come se non ci pensassi e quelle parole
fossero cadute nel mezzo del discorso come le gocce di pioggia
di una nuvola passeggera nel cielo d’aprile.
Ti ho guardato. Avevi il tuo solito sorriso tranquillo che ti
filtrava tra i denti piccoli e bianchi.
Avevi gli occhi socchiusi come se guardassi lontano, la dove io
non potevo seguirti e non volevo…
Poi ti sei lisciata la gonna sui fianchi e ti sei seduta davanti
a me che rimanevo in piedi senza sapere cosa dirti. Muto
all’improvviso di un imbarazzo greve.
Perché non posso dirlo. Non posso neanche pensarlo che sia tu il
mio segreto. E non dovresti pensarlo neanche tu.
Eppure tu mi scavi i pensieri. E te ne appropri quasi fossero
tuoi. Come se già li avessi pensati prima di me.
Eppure tu raccogli le mie parole come briciole di pane, prima
che il vento le disperda.
E io so che capisci, che lo sai benissimo ciò che volevo dire,
prima che lo sappia io.
In questo autunno stanco che degrada incurante verso l’inverno
così come la mia giovinezza oramai esausta, tu sei come un
raggio di luce che taglia un cielo di granito, fra nuvole grevi
di pioggia e pensieri pesanti come pietre.
Tu sei lo specchio dove la mia inquietudine si riflette,
sbriciolandosi in minuscoli frammenti che tu raccogli paziente e
conservi nel tuo sguardo dolce che mi raggiunge ovunque.
E così stai ora seduta di fronte a me, e non c’è malizia nei
tuoi occhi mentre riprendi il discorso consueto e io sento che
vuoi rassicurarmi, e ci riesci quasi.
Forse è stata frutto della mia fantasia quella tua frase,
buttata fra noi come una pietra, che rompa la superficie placida
di un lago immoto.
Forse è stata solo la proiezione involontaria di un mio
desiderio inconfessato e inconfessabile che tu rischiari il
grigio vuoto dei miei giorni con l’illusione dell’amore o solo
della fantasia dell’amore.
Quella che mi fa scrivere racconti nostalgici e brevi poesie.
Tu sembri ormai persa in altri pensieri e altre parole. Ridi fra
gli altri, con gli occhi che brillano, e se il tuo sguardo mi
sfiora è solo per caso.
E non so indovinare ciò che ti passa per la testa e poi non
voglio. Mi sento irritato senza sapere perché e non ho voglia
più neanche di parlarti, né di sentire la tua voce densa che si
perde in discorsi leggeri che mi escludono.
Così mi metto sul viso il mio sorriso amaro e con una scusa
qualunque mi allontano.
Mi segue il tuo sguardo da lontano e la tua voce che chiede
sussurrando:” Sono io il tuo segreto?”