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SEZIONE 3
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SEZIONE 4
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Titolo  6

 

 

 

 

 


AIUTO GOZILLA E’ TORNATO, PIU’ FORTE CHE MAI! (Mg. Di Stasi)

 (Ercofini contro Bossilla)

E’ ufficiale: il Berlusconi bis veleggia ormai verso i suoi futuri trionfi! Il governo nato da una crisi che doveva sancire la rottura definitiva del così detto asse del nord, sancisce al contrario la vittoria schiacciante delle zecche padane che
oltre ad avere i loro tre ministri storici
 saldamente inchiavardati nei soliti posti chiave, hanno recuperato anche quel Tremonti la cui testa era stata voluta da Ercolino Fini sempre in piedi, quando ancora si pensava che avesse gli attributi.

 (clicca immagine)
 

Ercolino d’altro canto ha piazzato alla sanità il trombato Storace che lui si ce l’ha d….almeno lo dice ai quattro venti, e nel contempo ha dato un bel calcione a Gasparri, nemico storico del primo e uno dei migliori lacchè del Pelato di Palazzo Chigi. Ora si che in balia delle correnti d’aria all’interno di AN, Ercolino rischia la polmonite e il suo partito l’esplosione.

Il Pelato anche lui ha i suoi problemi, sempre più ostaggio delle zecche verdi, privato di uno dei suoi uomini di paglia all’interno di An, deve guardarsi da Celestino 5° Follini, reduce dal gran rifiuto, che gli ha piazzato il Santo Bottiglione, castiga gay al ministero dei Beni culturali. Il Bottiglia, in crisi d’astinenza di poltrona da una vita, per la grande gioia ha avuto un orgasmo subitaneo in pubblico che ha provocato un grande imbarazzo. Di Celestino 5° Follini, il Pelato non si può fidare che quello da DC doc ti svicola come un' anguilla, c’è sempre il caso che alla prima votazione con voto segreto, ti impallini a tradimento e allora…

Il Pelato si è inventato, massimo della fantasia, il Ministero dello sviluppo e coesione territoriale, dove ha sistemato il fido Miccichè, che ancora non aveva premiato per avergli procurato la Sicilia tutta intera, dove oggi nessuno ha votato Forza Italia, perché a suo tempo lo fecero in stato di trance. Con questo ministero intende buttare un po’ di fumo negli occhi a quei rompic….di terroni che non l’hanno votato alle regionali, che la smettano di lamentarsi, che se no li mette tutti sui gommoni e li spedisce tutti in Albania.

E il Gozzilla padano che fa? Ma festeggia con la zecca dentista, che si mette il fard ogni mattina sulle guanciotte, prima di fare il nodo alla cravatta, e con le altre due zecche ministeriali. Partito alle stelle, elezioni scongiurate, il Pelato che, come tiri un filo, esegue, Ercolino che l’ha presa lì dove non batte mai il sole e Celestino Follini…ecco quello lì un po’ la festa gliela guasta, ma tanto che fa poi? Canta….e canta Follini, canta che ti passa!

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COME PERDERE LE ELEZIONI-RICETTA DEL CENTRO SINISTRA

Per la serie “continuiamo a farci del male.”(mariagrazia di stasi)

 

Il Governo Berlusconi quando si trova in notevoli difficoltà, sull’orlo dell’implosione, ecco che può contare sull’aiuto di formidabili alleati. Non intendo i vassalli della Casa Delle cosiddette Libertà, bensì i leaders dei partiti del Centro Sinistra, che sembrano
 

affetti da masochismo politico e smanie di autodistruzione.

Il Centro sinistra appare come una scombinata Arca di Noè che ha imbarcato di tutto e naviga a vista, avendo perso del tutto la rotta.

Il Paese si dibatte in enormi problemi di difficile soluzione, il mondo è sull’orlo di un baratro del quale non si intravede il fondo, e loro che fanno? Si baloccano con questioni del tipo: Primarie si, Primarie no.

Motivo del contendere? La leadership di Romano Prodi.

A parole tutti sono d’accordo nel richiamarsi a lui come capo della coalizione, nei fatti lo boicottano in tutte le maniere.

C’è per esempio “nu bellu guaglione” ( Della Margherita)che è affetto da manie di protagonismo, inversamente proporzionali al peso elettorale del suo partito, il quale soffre se, un giorno si e l’altro pure, non appare su qualche giornale, con esternazioni più o meno pregnanti, più o meno in contrasto con la linea dell’Ulivo.

A lui Prodi non piace e non lo nasconde, larvatamente s’intende. Ora, come elettrice di sinistra, non è che mi esalti davanti a Prodi, però vorrei sapere quale sarebbe l’alternativa dei cosiddetti Progressisti, quali sarebbero per loro le personalità papabili?

Vorrei inoltre che mi si spiegasse in cosa consiste questo Progressismo.

Inseguire la destra sulle sue posizioni in materia sociale, economica, politica, su giustizia, istruzione ecc.? Così si vorrebbero recuperare i voti in uscita di quello schieramento? Oppure si insegue l’utopia del grande centro, la resurrezione della balena bianca? A questo si devono le continue strizzatine d’occhio ad aree del centrodestra?

Nel mondo politico italiano è forte la persuasione che non si possano vincere le elezioni senza la cosiddetta classe media, senza i voti del centro.

In primis, quale sarebbe oggi la classe media?

Inoltre dobbiamo, posto che ci riusciamo il che dubito, prendere i voti del centro, perdendo per strada quelli di sinistra?

E veniamo ai DS, Democratici di Sinistra. E’ evidente che vogliono farsi perdonare il peccato originale di essere stati Comunisti.

La loro politica sia interna che estera è fortemente sbilanciata verso il centro, nonostante i tentativi di riequilibrare le cose, operati dal Correntone DS.

Appaiono in sudditanza psicologica a partiti fortemente inferiori a loro come peso elettorale, ma che dettano, o cercano di farlo,  le linee politiche della coalizione, dicendo anche chi deve starci e perché.

Non hanno il coraggio di esprimere una loro leadership, preferendo appiattirsi su Prodi. Forse credono che i tempi non siano maturi, o semplicemente non hanno personalità carismatiche da proporre.

Gli altri partiti minori cercano i loro spazi con una coerenza talvolta faticosa e titubante.

Rifondazione comunista sembra con Bertinotti, barcamenarsi in un tatticismo estemporaneo, ora cavalcando i movimenti, ora distaccandosene, ora cercando di attrarre gli elettori comunisti( ancora esistono seppure con grandi difficoltà), ora proclamando il superamento del comunismo. Bertinotti anzi si spinge a dire di non essere mai stato comunista.

In politica interna ovviamente questi partiti non sono d’accordo su nulla. L’unico punto di contatto è l’avversione a Berlusconi.

Di programmi neanche a parlarne. Ognuno per non scontentare gli altri non si azzarda a parlarne.

Sulla questione della guerra in Iraq poi si raggiunge il massimo della schizofrenia. A parte quei partiti del no alla guerra, senza se e senza ma, gli altri si producono in distinguo di tutti i generi arrampicandosi sugli specchi, ora chiedendo il ritiro delle nostre truppe, ora dicendo che non possiamo andarcene su due piedi. Il massimo della coerenza.

Persino negli Usa si sta facendo strada l’idea del ritiro prima della pacificazione( utopica) di quel disgraziato paese, e Fassino che dice? La questione non è all’ordine del giorno, scavalcato a sinistra da Rumsfeld, uno dei falchi di Bush.

In conclusione qual è il messaggio politico che il Centro Sinistra propone al suo elettorato? Mistero.

Qual è il programma di governo? Mistero anche quello.

Con queste premesse, se non si distrugge da solo, ci aspettano altri cinquant’anni di Berlusconi.(6.10.04)

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Udite udite! Robin Hood è tornato.

(mariagrazia di stasi)

Anzi, non se n’è mai andato. Lui e i suoi sceriffi di Nottingham stanno sempre a litigare, ma poi amici come prima.

Magari ha fatto un po’ di confusione, sai com’è la vecchiaia!

Adesso ruba ai poveri per dare ai ricchi. Più soldi hai meno tasse paghi.

Con le nuove aliquote, farai un bel risparmio, amico mio. Come dici? Guadagni 20000 Euro l’anno? Peggio per te, risparmi di meno, e ti va anche bene che non sei pensionato che a quel punto non risparmiavi nulla.

Bell’idea questa di risparmiare. Bando agli sprechi! I servizi di assistenza agli anziani? Eliminare che diamine! Parassiti della società, non producono. Gli asili nido? E a te che ti frega? Perché non ti fai la baby sitter inglese, la colf filippina, l’autista rumeno?

Chi te l’ha detto a te di svolgere un lavoro dipendente? Perché non hai fatto l’imprenditore ad esempio. A quest’ora ti facevi la villa col condono preventivo e il cabinato esentasse, che un modo per scaricare la spesa lo trovavi.

E non venirmi a dire che l’Italia è allo sfascio per carità. Demagogia! Propaganda elettorale! E poi quando tutto manca, ci sono sempre i paradisi fiscali, non vi pare?

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FACCIAMOCI DEL MALE 2: DELLA SERIE IL GUASTATORE SOLITARIO MA NON TROPPO

(mariagrazia di stasi)

 

 Massimo D’ Alema continua a prodursi nella sua attività preferita, quella di guastatore.

Non contento di avere in tempi non troppo lontani, affossato il Centro Sinistra allora al governo, con un tipo di politica che nei fatti avvantaggiava Berlusconi e che portò, con l’aiuto involontario di Bertinotti, alla caduta del Governo Prodi e successivamente alla vittoria del Centro Destra, si produce oggi in un’ulteriore performance.

Dopo aver praticamente costretto Prodi, con l’aiuto de lu bellu guaglione Rutelli, a pretendere le Primarie, vale a dire una sorta di investitura ufficiale della sua leadership nella coalizione che dovrebbe battere Berlusconi, pretesa resasi necessaria a causa degli attacchi più o meno sotterranei contro la candidatura Prodi, ora si chiede angelico, in un’intervista ad un noto quotidiano, perché Bertinotti segretario di Rifondazione Comunista, abbia sentito la necessità di candidarsi  anche lui alle Primarie.

Voleva forse questi, forte dei suoi 6 milioni di voti appena, cercare una maggiore visibilità ai danni del candidato principale?

Consideriamo l’interessante strategia del Massimino: per ora fra Prodi e Bertinotti le cose procedono bene e allora perché non spargere un minimo di veleno tanto per intorbidare le acque?

E poi che diamine quest’ostinarsi ad avere più candidati fra cui scegliere. Uno basta e avanza, tanto più che non si ha ben chiaro chi deve votare e come e che agli Italiani, soffocati da problemi ben più gravi delle Primarie, non gliene può fregar di meno. Fumo negli occhi, appunto.

Se poi a qualcun altro fosse venuta l’idea peregrina di porsi come erede ideale di Prodi alla guida della coalizione(leggi Veltroni)che se lo tolga immediatamente dalla testa! Il Massimino ha parole al cianuro anche per il compagno di partito: “Veltroni non potrà candidarsi prima del 2011!” “Ipse dixit” e Veltroni è impallinato a dovere, bruciato sul nascere.

Qualcuno ha capito quali sono gli obiettivi di Massimino? Muoio io con tutti i filistei! Non può candidarsi lui e perciò che non lo faccia nessun altro. Oppure adora a stare all’opposizione.

Detto fra noi io vedrei bene un Centro sinistra senza D’Alema e voi?

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Il tempismo di Osama Bin laden

(mariagrazia di stasi)

Hai visto che tempismo Osama Bin Laden? Quando l'amico Busch è in difficoltà, arriva lui a sistemare le cose.

L'ultimo proclama sembra fatto apposta per spingere i "babbi" americani intorno al loro presidente guerrafondaio.

Osama e Bush sono perfettamente funzionali l'uno all'altro. Il caro B. che non per niente si chiama come il nostro B. farebbe di tutto per vincere le elezioni, magari anche un piccolissimo ... scoop, tanto per non perdere l'abitudine.

Ma queste cose restino fra noi, non vorrei trovarmi la Digos sotto casa.

Il nostro B. ha detto che è naturale che la diminuzione delle tasse riguardi per primi i redditi alti, naturale per chi? mi chiedo. Solo per un...come lui che non gli viene mai... perchè anche satana non ne vuole sapere di lui.

Per oggi penso che basti. Aspetto di vedere che altro tireranno fuori dal cappello.  

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Tony Blair come il Viagra per la sinistra italiota

 La vittoria di Tony Blair nelle elezioni politiche in gran Bretagna, è stata come una compressa di viagra per una certa sinistra italiota.

 Dopo essersi spesi in tutti i modi possibili per prendere le distanze dalle posizioni espresse dal leader spagnolo Zapatero, reo soprattutto di aver tenuto fede alle promesse fatte durante la sua campagna elettorale, cosa questa che come tutti sanno è assolutamente fuori discussione per una classe politica che si rispetti, i nostri hanno visto finalmente nella vittoria di Tony Blair, la dimostrazione che si può governare infischiandosene bellamente della volontà della maggioranza dell’opinione pubblica nazionale, raccontare un mucchio di bugie e vincere ugualmente le elezioni. Il fatto che Blair si sia visti dimezzati i seggi del partito laburista in parlamento, è cosa del tutto irrilevante, Berlusconi insegna. Il così detto riformismo all’italiana è convinto più che mai che non si vince in Italia se non rincorrendo l’elettorato moderato con qualche puntatina a destra, tanto per essere tranquilli. Nel momento di maggior difficoltà di Berlusconi, non trova di meglio che abbracciare posizioni impopolari.

Nell’occasione un importante esponente del centro sinistra ha partorito un’idea di una originalità stupefacente: In talune occasioni, può essere necessario esportare la democrazia con l’uso delle armi. Ma no!!! In tutti questi mesi il nostro non si era accorto che un’idea così luminosa era già stata espressa dal Cowboy texano, che ha esportato in Iraq tanta e tale democrazia che i morti non si contano più, da fare impallidire Saddam. E nel caso non si capisse bene la lezione della democrazia ci sono pur sempre i corsi accelerati per adulti ad Abu Graib, gratuiti e aperti a tutti escluse le donne, che come si sa non portano più il burqua in Afganistan e quelli che dicono il contrario sono tutti comunisti. Mister Bush è andato a dare anche lezioni di democrazia in Russia e ha detto che il trattato di Yalta è stato un errore che lui non avrebbe mai fatto. Certo, due o tre bombe atomiche sulla capoccia di Stalin e vedevi come la capiva anche lui la democrazia.

Non ci resta che aspettare di sentire altre idee luminose di questo tipo, che siamo certi ci allieteranno nei prossimi mesi, nel caso che ci illudessimo che un eventuale governo di centrosinistra possa proporre una reale alternativa all’attuale governo. Non sia mai! Italiani di centro destra state tranquilli, cambierà tutto perché tutto resti com’ è, perciò votate e fate votare….Vota Antonio, vota Antonio

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IL SATYRICON

 

 


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La vittoria di Bush contro Kerry

(mariagrazia di stasi)

 

La vittoria di Bush alle presidenziali contro Kerry, segna a mio parere un momento molto difficile, nella storia politica contemporanea.

Con Bush ha vinto “il ventre profondo dell’America”. Hanno vinto coloro che credono alla legge del più forte, all’aggressività e alla guerra come mezzi per risolvere i conflitti fra gli stati.

Ha vinto la provincia americana ignorante e violenta con la colt sotto il cuscino e il burro di arachidi al posto del cervello, l’America pronta a tutto pur di conservare la sua egemonia politica e militare sul resto del mondo.

Una grande potenza con un’economia in declino che dovrà fare prima o poi i conti con la nuova potenza economica del futuro e cioè la Cina con le sue enormi potenzialità di sviluppo.

Non a caso il cavallo di battaglia di questa tornata elettorale è stata la guerra contro il terrorismo, incubo dell’americano medio, che ha distolto l’attenzione dai gravi problemi del paese.

Kerry d’altra parte non ha saputo o voluto dare una visione politica realmente alternativa.

Non ha avuto né carisma né coraggio, una personalità tutto sommato volutamente grigia, timida,

 

il ventre profondo dell'America

poco incisiva.

Il risultato è che gli Stati Uniti sono e saranno sempre più isolati, la loro politica guerrafondaia che a questo punto non può che continuare, fornirà sempre maggiore concime al terrorismo globale che si nutre e prospera sulle ingiustizie, sulla fame , sulla sopraffazione.

Bush e Bin Laden  sono funzionali l’uno all’altro, l’uno il contro altare dell’altro.

 La vittoria di Kerry avrebbe rischiato di cambiare in qualche misura gli ingranaggi di questo gioco perverso. La sua sconfitta ha sistemato le cose.

D’altro canto L’Europa concentrata totalmente sull’unione economica e monetaria, non è né vuole proporsi come un interlocutore veramente incisivo, rimanendo indebolita dalle sue contraddizioni interne, dalle visioni politiche contrastanti dei vari stati che la compongono. Contraddizioni destinate ad aumentare a dismisura con l’entrata nell’Unione Europea di Stati troppo lontani culturalmente e politicamente, e con interessi spesso in contrasto con gli Stati della Vecchia Europa. Un’ Europa sostanzialmente paralizzata da apparati burocratici privi di incisività e di un effettivo potere decisionale unitario, che non ha nessun potere efficacemente contrattuale sul tavolo sempre più confuso della politica mondiale.

In quest’ottica è molto difficile che possano risolversi gravi questioni come il conflitto Israele- Palestinesi, il debito dei paesi sottosviluppati, la fame nel mondo, l’inquinamento ambientale solo per citarne alcuni. Per non parlare poi del problema dei vari movimenti integralistici in crescita esponenziale e sempre più incontrollabili che forniscono manovalanza a non finire ai vari gruppi terroristici internazionali.

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tutti i racconti di M.Grazia

 

 

 

IL SATYRICON

 

 

L’IPOCRISIA DEI DEMOCRATICI DI SINISTRA
(mariagrazia di stasi)
http://canarias.indymedia.org/newswire/display/10386/index.php

 

La vittoria di Niki Vendola alle primarie in Puglia, ha irritato il nervo scoperto dei DS che, stretti come sono tra La Margherita da destra e Rifondazione a sinistra, vedono esplodere tutte le loro contraddizioni interne e la crisi d’identità.

Invece di fare un esame di coscienza sulle loro prospettive politiche, sugli errori, i tatticismi inutili, la mancanza di un effettivo coerente programma di governo, mancanza nascosta dietro il vuoto quanto astratto concetto di riformismo, preferiscono al contrario polemizzare con Rifondazione Comunista il cui segretario Fausto Bertinotti, presentandosi alle primarie nazionali come secondo candidato oltre Prodi, indebolirebbe nei fatti la coalizione di Centro Sinistra..

L’obiezione è evidentemente pretestuosa e frutto di malafede, infatti se le primarie in Puglia le avesse vinte il candidato dei DS e della Margherita, Boccia, esse sarebbero state esaltate come massima espressione di democrazia. Così non è stato e i DS hanno dovuto fare i conti con una parte del proprio elettorato evidentemente critico nei confronti della dirigenza del partito. Nel loro forsennato appiattirsi in posizioni centriste, si sono accorti solo ora di aver perso una parte del loro bacino elettorale. Non hanno considerato evidentemente che, se in politica si lascia scoperta una posizione, questa viene subito occupata e Rifondazione non fa altro che cogliere il frutto di determinate scelte politiche del tutto legittime, ma che nei fatti sembrano danneggiare i DS.

La questione delle Primarie così come i DS la pongono, mostra una debolezza di fondo: non si possono fare le primarie, proponendo un solo candidato, in questo caso Prodi. E’ ridicolo, oltre che antidemocratico, perché si tratterebbe di un plebiscito, una farsa, un chiamare a votare su giochi già fatti. Evidentemente il problema di fondo è Rifondazione Comunista il cui peso politico rischia di trascinare la Gad troppo a sinistra e che per questo motivo va ridotta a più miti consigli.

Sembra che non ci si renda conto di due cose.

Primo, senza Rifondazione non si possono vincere le elezioni perché mancano i numeri e questo è un dato di fatto.

Secondo, non ci si può aspettare che Rifondazione firmi una cambiale in bianco, rinunciando a portare nella coalizione le sue posizioni su importanti questioni come l’economia, la guerra, il lavoro, la sanità la scuola ecc.

Rinunciare alle proprie posizioni significherebbe il suicidio politico di questo partito che comunque rappresenta le istanze di chi lo vota e a questi deve render conto.

In questo momento Rifondazione, I Verdi, I Comunisti Italiani, la Lista di Pietro, piaccia o non piaccia, raccolgono i malumori di una gran parte di elettorato di sinistra, dei movimenti, delle associazioni che non si sentono rappresentati dal loro referente storico.

La dirigenza DS ha la maggioranza all’interno del congresso, ma ne ha altrettanta fra la gente comune che si definisce di sinistra?

Le primarie in Puglia hanno dimostrato, senza ombra di dubbio, che i giochi di palazzo, i tatticismi, le strategie di breve respiro, hanno le gambe corte. Che la gente vuole chiarezza, poche idee ma forti nelle quali identificarsi, un’identità precisa anche se rischiosa.

Con una destra sempre più aggressiva e arrogante, sempre meno rispettosa della costituzione e delle regole del vivere civile, che sta disgregando il Paese e il suo tessuto economico e sociale, occorre  un’opposizione altrettanto decisa e coerente capace di mettersi in gioco veramente e mantenere le sue promesse. Zapatero in Spagna insegna. Il Centro Sinistra in Italia non sembra però al momento percorrere questa strada e ciò rende molto inquietante il percorso che il Paese dovrà affrontare nel prossimo futuro.

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Terry Schiavo: la vita e la morte
di Maria Grazia Di Stasi

 La triste vicenda di Terry Schiavo, giovane donna da tredici anni in  stato di coma vigile, in seguito ai gravi danni cerebrali provocati da un infarto, vicenda di cui in questi giorni si occupano praticamente i più importanti media mondiali, ha portato alla ribalta, il problema dell’eutanasia.

Opposti schieramenti si fronteggiano, sia negli Stati Uniti, dove addirittura nella questione è intervenuto Bush, per annullare la decisione del giudice, su richiesta del marito, di sospendere le cure e l’alimentazione alla sfortunata ragazza, sia in Italia. I fautori del libero arbitrio pensano che non spetti allo Stato invadere la sfera della libertà di coscienza di chi vuol decidere, se, quando e come morire, in presenza di condizioni drammatiche in cui la vita è soggettivamente ritenuta indegna di essere vissuta, e i fautori della sacralità della vita umana, per i quali, il valore etico della vita umana, non è proprietà del singolo, ma trascende da esso e dalle sue esigenze e motivazioni. Questi ultimi ritengono che la vita umana debba essere conservata finché è possibile a prescindere.

E che nessuno abbia il diritto di decidere quando e come questa debba finire.

E’ chiaro che la complessità di una simile questione che tocca le corde più profonde di tutti noi e coinvolge aspetti etici, morali e religiosi, impedisce superficiali semplificazioni, tuttavia mi sento  di fare in proposito qualche considerazione.

Le conquiste della scienza moderna, hanno spostato sempre più in là i confini tra la vita e la morte e attraverso le sempre più sofisticate tecniche medico chirurgiche, è possibile oggi mantenere in vita, persone che in passato sarebbero morte. Tuttavia spesso questi sfortunati restano in una situazione fisica che  difficilmente potrebbe definirsi vita, almeno non secondo i parametri del senso comune.

Incapaci del più piccolo movimento autonomo o di comunicare in qualche modo con il mondo circostante, sono praticamente in balia di macchinari che li nutrono e espletano per loro le più elementari funzioni fisiologiche.

Ora se è vero, e per me lo è, che una persona ha il diritto di decidere della propria vita e della propria morte, viene da chiedersi, in base a cosa possiamo stabilire che Terry S. vuole porre fine alla sua esistenza, visto che non è più in grado di manifestare la sua volontà? Il marito afferma che l’ha manifestata prima del suo “incidente”, ma anche se così fosse, a quel tempo era in salute e non si può ragionevolmente escludere che in seguito avrebbe potuto cambiare idea. Oggi, nelle sue condizioni che direbbe Terry S. se potesse esprimersi?

Non mi sembra un problema da poco.

Il coma vigile, non esclude una qualche attività cerebrale e le attuali conoscenze mediche non permettono di sapere se esista ancora in questi pazienti un barlume di coscienza,  di pensiero, che però non è in grado fisicamente di essere espresso. In poche parole: soffre Terry S? Pensa, desidera, nell’involucro immobile del suo corpo?

Un’altra considerazione che mi viene spontanea è questa: decidendo di porre fine alle sofferenze di Terry S., non le si fa un’iniezione letale, bensì si smette di alimentarla, cioè la si fa morire lentamente di fame e di sete, il che  è a mio parere uno dei peggiori supplizi che si possano infliggere all’essere umano. Ci dicono che Terry non soffrirà. E chi può dirlo con certezza? Chi è in grado di leggere quello che c’è dietro a quello sguardo vuoto? Che atteggiamento ipocrita è mai questo che condanna una persona ad una morte lenta, per non prendersi la responsabilità morale e materiale di ucciderla con un’iniezione letale?

Un ultima considerazione che mi sento di fare, riguarda il presidente Bush che ha interrotto le sue vacanze e si è precipitato in piena notte a mettere la firma sul decreto che dovrebbe salvare la “vita” a Terry.

 Un uomo responsabile in modo diretto e indiretto della morte di centinaia di persone, soldati, uomini, donne, vecchi, bambini. Un uomo che ha provocato guerre dagli esiti incalcolabili e che resta indifferente alla morte per fame di milioni di esseri umani, solo perché gli Stati Uniti non debbano mai rinunciare al proprio stile di vita e al proprio potere mondiale, che si commuove per il caso singolo di una giovane donna che non potrà mai più tornare ad una vita normale. Quanta sincera partecipazione ci possa essere dietro un simile atteggiamento è facile ad immaginarsi.

I fautori dell’etica assoluta, della sacralità della vita umana intesa nella sua idealità, sono proprio quelli che appoggiando sistemi economici e politici basati sull’ingiustizia, si disinteressano delle vite concrete di persone di carne e sangue, che vivono, soffrono, amano e muoiono, ogni giorno su questo nostro pianeta. Sono quelli che lottano a spada tratta per salvare un feto nel ventre materno, ma ignorano e fingono di ignorare i bambini in carne ed ossa che non possono andare a scuola, che vengono sfruttati, torturati o uccisi, ogni minuto che passa in ogni parte di questo nostro paese.

Per concludere voglio dire che a mio parere un malato terminale può decidere se e come togliersi la vita, ma a patto che sia in grado di esprimere in qualche modo la propria volontà. Per coloro che non ne sono in grado, il rischio che si corre, è aprire la strada a rischi a mio parere molto gravi che non si possono sottovalutare.

Non ho risposte per questo problema. Il mio scopo è suscitare una riflessione libera da preconcetti, su qualcosa di fronte alla quale ogni ragionamento strettamente razionale, mostra limiti insuperabili.

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IL SATYRICON

 

 

A VOLTE RITORNANO, ANZI…NON SE NE VANNO
1
3.4.05

La crisi del centro destra sembra ormai avviarsi al disfacimento irreversibile. Ciò naturalmente non vuol dire che è stato raggiunto l’obbiettivo della caduta di questo governo, che sembra, al contrario, pervicacemente aggrappato al potere come una cozza al suo scoglio. Vuol dire soltanto che si è ormai disfatto il blocco sociale che lo sosteneva e che la “coperta” che Berlusconi strattona da tutte le parti per coprire il corpo ( o, dovrei dire, il cadavere) della Casa delle Libertà, è diventata troppo corta.

E’ ormai evidente che gli interessi elettorali della Lega non collimano, anzi sono in aperto contrasto con quelli di AN e dell’Udc, o meglio con gli interessi della base elettorale che si riconosce in questi partiti. Le ultime elezioni regionali hanno evidenziato che, a fronte di un’avanzata della Lega in Lombardia e Veneto, si è avuto un vistoso calo di Forza Italia, soprattutto nel centro sud. L’emorragia di voti non si è riversata però in AN e UDC, che pure hanno tenuto, e ciò farebbe pensare ad una certa insofferenza dell’elettorato di centro destra.

Berlusconi con innegabile faccia tosta continua a ripetere che si è trattato di un problema di comunicazione, cioè che l’elettorato non ha “capito” quanto questo governo ha fatto e continua a fare per il Paese. Che, al contrario, gli Italiani abbiano “capito” benissimo, è cosa della quale si ostina a non rendersi conto. Egli sa perfettamente che perdere la Lega equivale a far cadere immediatamente il Governo, e per questo motivo, non può rinunciare alla Devoluzione, termine orribile che sta per disfacimento dell’unità nazionale, cavallo di battaglia dell’armata druida.

Nello stesso tempo è consapevole che Fini e Follini più che proclami più o meno rabbiosi, non possono fare, avendo Berlusconi stesso il controllo su metà dei loro rispettivi partiti.

Infatti il Nostro, ha avuto l’accortezza di porre quinte colonne all’interno di tutti i partiti della coalizione. Quinte colonne che gli assicurano fedeltà incondizionata.  E’ quindi prevedibile che non ci sarà nessuna crisi di Governo e che questa coalizione si trascinerà per un altro anno, portando a compimento l’opera di smantellamento del Paese e della nostra Costituzione.

In questo gioco al massacro chi rischia maggiormente, dal punto di vista politico, sono proprio AN e l’UDC. Infatti, Forza Italia si identifica con Berlusconi, per cui, finito lui, si dissolverà, confluendo nelle altre formazioni che non è detto siano solo Alleanza Nazionale e il Partito di Follini.

Questi ultimi rimanendo in una posizione si subalternità rispetto all’asse Berlusconi-Bossi, saranno condannati per forza di cose ad una lunga e lenta agonia politica, precludendosi ogni eventuale riscatto futuro.

Le Elezioni anticipate, avrebbero costituito una possibilità non dico di rivincere, ma almeno di perdere con dignità. Fra un anno la situazione non può che peggiorare, scanso errori marchiani della sinistra o particolari situazioni favorevoli del quadro economico-politico europeo che ad oggi non è dato di intravedere. Tuttavia Berlusconi non è uomo capace di farsi da parte e, nella sua mania di onnipotenza, è ancora convinto di poter condizionare col suo potere comunicativo e con le sue televisioni, per non dire del suo strapotere economico, gli esiti elettorali del prossimo anno.

Stando le cose in questi termini, al centro sinistra converrebbe mantenere il basso profilo, stando alla finestra e aspettando che nel campo avversario le contraddizioni finalmente esplodano. In questo modo la vittoria alle politiche sarebbe quasi certa.

Tuttavia il prezzo per il Paese sarà altissimo. Come lo saranno gli ostacoli e le macerie che il prossimo governo si troverà a fronteggiare. Ciò imporrà una coesione interna molto forte, un programma coraggioso che porti avanti le istanze di tutte le componenti sociali e politiche del Paese, la necessità di provvedimenti finanche impopolari finalizzati solo al bene del Paese, nella sua totalità e non di alcune delle sue lobbies. Sarà necessario ricostruire una cultura politica e di rispetto per le Istituzioni che oggi è stata definitivamente travolta da tutte le leggi ad personam che il gran capo si è fatto per difendere i propri interessi. Non sarà un’impresa facile e dobbiamo solo sperare che la classe dirigente di questo centro sinistra ne sia all’altezza. Purtroppo il Nostro Paese non ha altra scelta: o trova il modo di risollevarsi, o lo sfacelo sarà completo.

(E' di queste ore la notizia per cui, secondo il Fondo Monetario Internazionale, non solo i conti pubblici sono in peggioramento, ma anche la crescita arranca e le esportazioni hanno il fiato corto, tanto da pesare sull'andamento complessivo dell'export europeo. )

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IL SATYRICON

 

NESSUN COLPEVOLE! CI RIMETTE ANCORA LUI, CALIPARI!
 

Le due versioni contrastanti, italiana e statunitense, sulle dinamiche che hanno causato la morte di Nicola Calipari, l’agente del Sismi responsabile della liberazione della giornalista del “Manifesto” Giuliana Sgrena, mettono in evidenza come anche su questo tragico episodio, far luce sulla verità dei fatti, sarà praticamente impossibile.

Perfino il Governo Italiano, ben noto per l’atteggiamento di “orgoglioso” servilismo nei confronti degli Stati Uniti, non ha potuto controfirmare le inverosimili conclusioni della commissione d’inchiesta statunitense, e si è visto costretto a rendere pubblica una propria versione dei fatti in aperto contrasto con l’altra. Il fatto ha dato la stura ad una ridda di polemiche, deduzioni e controdeduzioni che sta alzando un polverone di interventi da parte di esponenti politici e non, giornalisti televisivi e della carta stampata, esperti e presunti tali, che tutti concorrono ad aumentare la confusione sull’intera faccenda.

Dato per appurato che la manomissione e la cancellazione delle eventuali prove sul luogo “dell’incidente” e sull’autovettura dove viaggiavano Calidari e la Sgrena, operata dagli Statunitensi, rende praticamente impossibile ogni ulteriore indagine, e al di là di eventuali involontari errori o presunte leggerezze nella conduzione dell’azione di liberazione dell’ostaggio, argomentazioni espresse da un certo giornalismo e da una certa parte politica fanaticamente e acriticamente filo americana, la questione che si sta perdendo di vista è un’altra e ben più grave. Ciò di cui occorre discutere è la pretesa Statunitense all’impunità per tutti i crimini compiuti da cittadini o militari americani, in qualunque paese del mondo. Il sottrarsi ad ogni corte internazionale che indaghi sui crimini di guerra. La pretesa di avere essi soli, la giurisdizione per qualunque situazione che veda coinvolto un cittadino americano.

Non è la prima volta che ci troviamo in situazioni di questo genere. Abbiamo già dimenticato il Cernis dove a causa delle incoscienti, spericolate, criminali, manovre di un pilota di caccia che troncò con il suo apparecchio il cavo di una funivia, morirono 21 persone? In quell’occasione il responsabile se la cavò praticamente con un nulla di fatto, non facendo neanche un giorno di prigione.

Anche oggi nella vicenda Calipari, non ci saranno colpevoli. Nessuno pagherà per quella morte.

E per una morte ingiusta su cui si discute, quante altre morti innocenti sono passate e passeranno sotto silenzio? Abbiamo la più pallida idea di quanto sangue innocente sia costata questa guerra?

Perché si tratta di una guerra, e senza esclusione di colpi, alla faccia di quanti continuano ad insistere che gli Italiani si trovano in Iraq, per una missione di pace. C’è da chiedersi per quanto ancora tollereremo, noi popolo Italiano, di stare li a sporcarci le mani per “l’amico statunitense” che al contrario ci tratta dai peggiori lacchè che siamo, senza dignità, senza orgoglio nazionale.

Se di incidente si è trattato, a che scopo allora nascondere e manipolare le prove. A che scopo impedire nei fatti alla Magistratura Italiana di fare luce sulla vicenda. Per quanto ancora tollereremo che i nostri politicanti ci umilino con queste manifestazioni di amicizia che invece è sudditanza, politica, economica, militare in una sorta di complesso di inferiorità che li fa vantare di ciò di cui invece dovrebbero vergognarsi? Anche una certa Sinistra si è precipitata ad assicurare che comunque l’Italia è amica degli Stati Uniti, ma l’amicizia implica rispetto reciproco e dignità e non c’è nessuna dignità nel modo in cui l’Italia è stata trattata. Che altro aspettiamo ad uscire da questa guerra sporca, e ingiusta che falcia in un unico bagno di sangue che sembra non aver mai fine, militari, giornalisti, operatori di pace, guerriglieri, terroristi, civili, uomini donne vecchi e bambini, senza che si riescano più a distinguere torti e ragioni, verità e menzogne, vittime e carnefici.

E’ il momento di dire basta, e di dirlo con tutta la forza che abbiamo, solo in questo modo potremo riacquistare la nostra dignità e il nostro orgoglio nazionale tanto umiliato e offeso.

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