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LOVE SWEET LOVE♥
La
notte, il giorno…è tutto così…vuoto! Apro le mani, le
richiudo. Non afferro niente.
Dove sei? E’ strano
ricordare così bene il tuo viso, la forma irregolare
delle sopracciglia, la linea ferma del tuo naso e quella
bocca della quale non riesco ad immaginare i baci.
Stare ferma sull’orlo
del tempo, percepire i battiti confusi del mio cuore,
pensare a te mentre la pioggia cade in un lento,
monotono ticchettio.
Il tuo corpo
slanciato, percorrerlo tutto col pensiero. I fianchi
stretti, le spalle, poterti sfiorare.
Avvicinarmi a te così
vicina da sentire il tuo odore, da sentire la vita che
ti scorre dentro.
Non ho molto tempo,
capisci? Ma dove sei, che diamine era così necessario
che fuggissi da me?
Il desiderio è come
un grumo nel fondo del mio ventre, o del mio cuore.Ormai
si equivalgono.
Insofferenza, come
una febbre, un calore che dal di dentro si espande e mi
penetra tutta. Una sofferenza bestiale questo desiderio
che non posso soddisfare…
Sei lì sulla soglia,
che sorpresa! Sei tornato per qualche giorno. “Una
visita sai, i genitori.” Si lo so che non sei tornato
per me, come potresti? Dai entra, che fai lì fermo? Ti
faccio un caffè, vedrai che questa volta non lo brucio.
Esiti. Sono sola in casa e ti imbarazza. Ma dai, entra,
che vuoi che ti faccia?
In cucina ti siedi
sull’orlo della sedia, sorridi, mi dici frasi scherzose.
Hai dimenticato gli amici? Ti chiedo, non ci sentiamo da
un mucchio di tempo. Gli amici! Sarei un’amica io? Ma
non scherziamo. Ti giro le spalle per nascondere il
rossore. Il caffè è già pronto accidenti, così avrai la
scusa per andartene.
“Dai, raccontami.” Me
lo dici sornione e a me, sempre girata, tremano le mani,
o forse il cuore.
“ Ma sai sono un po’ giù in questi giorni. E’ un
periodo un po’ così che ci prende a noi donne qualche
volta, che vorresti qualcosa e non sai cosa…Voglio te,
stupido, potessi dirtelo!
Comincio a provocarti
con piccole frasi allusive. Fai finta di non accorgerti
di niente. Insisto.
“ Mi stai
provocando?” Lo dici polemico. Sei irritato di non poter
prolungare la finzione di non accorgerti di nulla. Ecco
che ho paura.
Se mi dici no, ci
muoio. Meglio far marcia indietro. Sono vecchia, sono
brutta, sono grassa, meglio rimettere tutto a posto. Non
è vero che sono brutta, vecchia, grassa, ma è così che
mi sento davanti al tuo sguardo che mi giudica.
Se mi dici no, ci
muoio. Ti alzi, vuoi andartene. Ti afferro per il
braccio, il calore della pelle sotto il maglione mi fa
arrossire. “ Scusami, non volevo metterti in imbarazzo.”
Lo dico con un filo di voce, ti ho perso anche come
amico. Stupida, che pensavo di fare?
Mi guardi in
silenzio. Non cerchi neanche di nascondere che hai
capito tutto. Forse ti faccio pena. Ti giro le spalle,
mi viene quasi da piangere come una vecchia bambina.
Vattene se vuoi. Mi sento di schifo, umiliata, ridicola.
Vattene, liberati di me una volta per tutte. Tanto parti
e non ti vedo per mesi, la vergogna sarà passata al
nostro prossimo incontro.
“E’ colpa mia…” Lo
dici piano. Non dico niente, mi manca quasi il fiato.
“ E’ colpa mia di
aver nascosto così bene quanto mi piacevi.” La tua voce
è così vicina ora. Mi giro di scatto. Mi sei quasi
addosso. Alzo lo sguardo verso il tuo viso. Sei così
vicino. Con le dita ti sfioro le labbra, lentamente. I
tuoi occhi sembrano immensi. Mi guardi pensieroso quasi
duro.
“ Cosa vuoi da me?” Lo dici con una rabbia che mi fa
paura. “Cosa vuoi da me?” Continui a ripetermi, ora
senza convinzione. Già le tue mani mi sfiorano le
spalle. Sento che vorresti abbracciarmi. E fallo,
allora, cosa aspetti? Ci penserò domani a questa pazzia.
Ci penserò domani!
Ad un tratto abbassi
il viso e mi baci, un bacio leggero come un soffio.
Svanito prima ancora di averne sentito il gusto. Ma
adesso sono io a baciarti, un bacio vero, come l’ ho
desiderato per mesi.
Che gusto di frutta
ha la tua bocca, e il retrogusto è del caffè che hai
appena bevuto.
Ti abbraccio forte.
Tu mi baci il viso, il collo, le tue mani scivolano
sulla mia schiena e poi risalgono a perdersi nei miei
capelli. Le mie sono sotto il tuo maglione, penetrano
sotto la camicia, cercano la tua pelle, la trovano. E’
come un ritorno. Il ritorno al centro del mio desiderio.
Sento la vita che esplode dentro di me. Sono bella, sono
giovane, ho vent’anni un’altra volta fra queste tue
braccia, fra queste tue mani che esplorano il mio corpo,
in questo silenzio rotto solo dal nostro respiro,
affannoso, soffocato.
Domani, ci penserò
domani che non dovevo, che ho un compagno a cui voglio
bene, un figlio che si fida di me. Ora non posso, ora
non voglio.
Senza parlare, mi
rovesci all’indietro sul divano, come abbiamo fatto ad
arrivare fin qui? I vestiti non frenano il tuo desiderio
né tanto meno il mio. Sento il mondo fermarsi mentre il
tuo corpo mi copre, mentre entri dentro di me,
lentamente, dolcemente, come l’onda del mare che va e
poi ritorna, al ritmo lento del tempo che ferma il
desiderio e lo rinnova. Brucia la voglia di te, in un
unico spasimo che accende la stanza di mille colori e ci
spinge sull’orlo dell’eternità in cui io e te
afferriamo, nel piacere, l’assoluto.
Dopo, restiamo
abbandonati. Ho il viso nascosto nell’incavo del tuo
collo. Non riesco neppure a guardarti. E’ sempre brutto
dopo, perché non sai con che occhi ti guarderà l’uomo
che hai appena finito d’amare. E poi è passato così
tanto tempo dall’ultima volta che ho amato un uomo
diverso dal mio compagno. E’ come nascere di nuovo,
difficile, doloroso in un certo senso.
Respiro profondamente
il tuo odore, per non dimenticarlo, per tenerlo con me
quando te ne andrai.
Ti alzi, è sempre
imbarazzante rassettarsi i vestiti. Non è quello di un
ragazzo il tuo corpo, anche tu come me, porti i segni
del tempo. Eppure mi sembri quasi bello.
Sorridi imbarazzato
senza guardarmi.
Poi ti siedi, le mani nei capelli, sei già pentito?
Non so cosa dirti, se mi dici di no ci muoio!
Ti abbandoni
all’indietro sul divano.” Siamo stati due pazzi! Dio,
sono stato un pazzo. E adesso?”
Poi ti giri verso di
me, mi accarezzi il viso. C’è tristezza nei tuoi occhi,
eppure brillano di tenerezza.
Ti alzi e vai verso
la porta. Non hai nulla da dirmi? Possibile che tu non
abbia nulla da dirmi?
Un momento e non ci sei più. A te non ci rinuncio. Ma
lo dico alla porta chiusa.
A te non rinuncio. Ripeto a me stessa, ferma dietro
la porta del tuo appartamento. Un messaggio sul
telefonino:” Ti aspetto a casa mia fra 15 minuti.” E io
sono qui, non mi importa che qualcuno mi veda, non mi
importa di nient’altro che di te e della fretta che ho
di amarti ancora, al punto che le gambe mi tremano e
potrei quasi svenire su questo pianerottolo mentre
aspetto che tu apra la porta.
Fai presto, ti prego,
non posso più aspettare, per vederti, per toccarti. Fai
presto…
La porta si chiude
alle mie spalle. Non c’è ritorno. Ci ho pensato, potevo
non venire. Invece sono qui, fai quello che vuoi. Ti ho
aspettato tanto. Ti ho voluto tanto.
Mi abbracci. “Non
dovevi venire.” Dici, e ti assolvi. Sono io che ho
accettato questo incontro, sono io che ne ho la colpa,
tu sei libero, mentre io no.
Senza preamboli,
senza inutili discorsi, andiamo in camera tua. Ti spogli
lentamente nella penombra. Ti stendi sul letto e mi
guardi. Non vuoi darmi nessun vantaggio, nessuna
scappatoia.
Love sweet love. Non c’è amore nei tuoi occhi,
ma una durezza ostile. Ma io ho deciso ormai. Ti voglio
e basta. Perfino l’umiliazione che provo è un piacere.
Non ti sapevo così freddo, cattivo. Vuoi farmi male e lo
sai. Intuisco il tuo sguardo nel buio, mentre mi stendo
al tuo fianco in attesa.
Mi accarezzi
lentamente, quasi svogliato, ti neghi al mio desiderio e
io mi chiedo perché mi hai chiamato. Poi cominci a
baciarmi davvero, prima con tenerezza, poi sempre con
maggiore passione. Adesso sono io che mi nego, mentre tu
coccoli il mio corpo come se io fossi l’unica donna al
mondo, come se tu mi amassi fino ad impazzire. Mi piace
la forza che è in te mentre mi tieni ferma sull’orlo del
piacere costringendomi a ritardarlo, a piegarmi ai tuoi
desideri. Io prigioniera non posso scappare e non
voglio. Ma poi sono io che ti inchiodo su questo letto
troppo stretto, facendoti impazzire, facendoti implorare
finché, esausto, ti lasci andare.
“A te non rinuncio”
Ti sussurro, mentre tu giaci immobile ormai vinto.
“ Parto stasera.” Mi
dici, come se non lo sapessi.
“ Forse ti telefono
qualche volta, forse.” Lo dici aspettando che io
risponda qualcosa, ma io taccio.
Lo so che non sei
mio, non lo sarai mai, né forse lo vorrei. Mi basta
averti avuto ora. Domani, ci penserò domani a quanto ci
soffrirò per questo amore, a quanto ci soffrivo prima,
senza poterti avere.Non c’è scampo, ora lo so e lo sai
anche tu…Nel buio di questa stanza il tuo cuore batte
insieme al mio. Non c’è ieri né domani, solo questi
momenti in cui già soffro per quando ti dovrò dire
addio. Fino alla prossima volta se ci sarà, che tu mi
cercherai e io tornerò ad amarti ancora e ancora…
La notte, il giorno,
è tutto così vuoto. Dove sei? Ho ancora sulle labbra il
tuo sapore.Ho ancora nelle mani la tua carne, attraverso
i chilometri che ci separano, ti vedo. Quei tuoi occhi
ridenti, le tue battute fulminee con cui mi hai fatto
innamorare…
Apro le mani, le
richiudo, tendo le braccia, senza di te…nulla.
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