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COLLANT

Nella stanza sei solo.
Assolutamente assorto in una tua fantasia, incurante del
mondo e del tempo che trascorreva lento, appena scandito
dal ticchettio della pioggia, fuori dei vetri della
finestra.
Nel caminetto, il fuoco crepitava e scorze d’arancia
bruciate, spandevano nell’aria un denso profumo.
Sono rimasta silenziosa sulla soglia a guardarti.
Non ti sei accorto della mia presenza, non sospettavi
nemmeno che sarei venuta.
Immagino che non avresti gradito o forse avresti gradito
troppo per desiderarlo…
Te ne stavi in piedi di fronte ad un enorme specchio
dalla cornice dorata e guardavi la tua immagine
riflessa: il tuo corpo nudo coperto soltanto da un
sottilissimo lucidissimo, setoso paio di collant color
fumo.
La stanza era buia, appena illuminata dal fuoco intenso
del caminetto e dall’abatjour sul comodino.
Solo il tuo corpo, saldo come una statua davanti allo
specchio, brillava come di luce propria.
Io sola, conosco questo tuo segreto, questa tua insana
passione per un indumento così sfacciatamente femminile,
tu che sei un uomo nel vero senso del termine e hai
gusti e desideri di uomo.
Ora immobile davanti a quello specchio che ti riflette
sfacciato, fai scorrere lentamente le mani lungo le tue
gambe snelle, quasi fossero quelle di una donna…e le
accarezzi piano con gesti misurati e lenti, facendo
scorrere i polpastrelli sulla superficie setosa,
risalendo fino all’inguine dove il nailon trattiene a
stento la tua evidente eccitazione. Le tue mani sono
nervose e forti, eppure leggere come ali di
farfalla…mani che sanno accarezzare, ma all’occorrenza
prendere con violenza…
Ti guardo e sento il sangue scorrermi dentro come fuoco,
sento il mio viso che si arrossa e brucia.
Brucia del desiderio che mi afferra, del tuo corpo
slanciato, delle tue braccia forti, della tua bocca
socchiusa come i tuoi occhi persi in un piacere
solitario e segreto.
Mi avvicino in punta di piedi alle tue spalle.
Sulla tua pelle minuscole gocce di sudore scivolano come
su un sentiero sconnesso, per depositarsi come piccole
gemme perlacee sull’elastico dell’indumento che indossi.
Sono in piedi dietro di te. Nascosta allo sguardo
implacabile dello specchio, dal tuo stesso corpo.
Il calore che emana da te e l’odore aspro del tuo sudore
mi prendono come una morsa.
Sento i miei seni che si inturgidiscono sotto la stoffa
sottile che li copre.
Devo toccarti.
Devo, altrimenti impazzisco. Le tue mani con le quali ti
accarezzi le voglio sulla mia pelle. Sui miei seni, fra
le mie cosce…
Ma esse sono sul tuo stesso ventre a sfregare
implacabili il tessuto teso sul tuo sesso. Il tuo
respiro è denso, smanioso e rapido e asseconda il tuo
piacere solitario che mi esclude.
Non resisto. Con le dita ti sfioro la nuca e scivolo
lungo la tua schiena madida. Ti blocchi all’improvviso
sussultando.
Fai per girarti, mentre io ti abbraccio da dietro
incrociando le braccia sul tuo petto.
Aderisco a te con tutto il corpo, mentre tu giri il viso
per vedermi.
I tuoi occhi…il tuo sguardo manifesta più di mille
parole: sorpresa, gioia, irritazione, imbarazzo, mi
sembra di vedere i tuoi pensieri rincorrersi sulle
montagne russe delle tue emozioni, contrastanti,
dolorose eppure ebbre.
Fai per scostare le mie mani dal tuo corpo, ma lo fai
senza convinzione.
Non dici una parola, mentre io con le labbra bevo le
gocce del tuo sudore sulla tua schiena nuda.
Le mie mani sui tuoi fianchi…le dita allentano
l’elastico dei collant e si insinuano sotto, facendo
scivolare giù il nailon a scoprire i tuoi glutei
nervosi. Le mani stringono la carne che si offre, e tu
emetti un impercettibile sospiro.
Lo specchio rimanda l’immagine di noi così avvinghiati.
Ti voglio, ora, subito. Ti voglio e basta.
Tu sei fragile nella sorpresa che provi a vedermi qui
con te in questa circostanza inattesa e imprevedibile e
non trovi la forza di respingermi.
Ti giri verso di me, lo sguardo denso di desiderio e la
tenerezza dolorosa di chi sa che sta compiendo un gesto
fatale. Mi baci piano le labbra e il viso e le tue
labbra sanno di sale.
Mentre il gusto della tua bocca mi perde in attimi
sospesi su un tempo dilatato, le mie mani fanno scorrere
giù i collant a liberare il tuo sesso impaziente. Con le
labbra scivolo sul tuo petto, sui capezzoli tesi e duri,
lungo la linea del tuo ventre, lungo l’attaccatura delle
cosce, saggiandone il calore odoroso.
Non voglio darti il piacere che cerchi non ancora
almeno, non prima di essermi presa io il mio piacere.
Mi lascio scivolare sul tappeto che copre il pavimento
davanti ai tuoi piedi. Mi distendo, gli occhi fissi nei
tuoi che mi guardano dall’alto.
Tu mi sovrasti altissimo e invincibile nella prestanza
sfacciata del tuo corpo che il desiderio ha reso
aggressivo.
I collant sono oramai arrotolati intorno alle tue
caviglie e te ne liberi con facilità. Ti inginocchi
accanto a me e poi ti stendi al mio fianco e mi baci di
nuovo, ma con passione adesso, insinuando la lingua
nella mia bocca, mordendomi piano le labbra, mentre con
la mano tiri su il mio vestito, facendo risalire la
stoffa sottile lungo le gambe tese.
Risali lungo le cosce e ti fermi stupito quando non
trovi quel che ti aspettavi di trovare.
Non indosso mutandine. Sono completamente nuda sotto il
vestito e ho il sesso bagnato degli umori
dell’eccitazione che la vista del tuo corpo mi suscita.
Il vestito sottile mi aderisce come una seconda pelle e
attraverso di esso, le sensazioni che il tuo tocco mi
provoca, arrivano come esaltate.
Ti metti in ginocchio davanti a me e con un gesto brusco
allarghi le mie gambe. Ti guardo.
I muscoli guizzano sotto la pelle lucida, la tua
espressione è assorta, quasi dura.
Abbassi il viso fra le mie cosce aperte e sento il
calore umido delle tue labbra e poi la lingua, sottile
stiletto di carne che si fa strada implacabile nella mia
vulva aperta, si nutre dei miei umori, come di un frutto
maturo che le mani freneticamente hanno dischiuso.
Mi sento scivolare come in un gorgo che a cerchi
concentrici sempre più grandi mi trascina là dove non
voglio andare…non subito…non ancora.
“ Non così!” ti grido, afferrando i tuoi capelli e
costringendoti ad allontanare il viso dal mio sesso
torturato.
Ti stendi lentamente sopra di me risalendo il mio corpo
come l’alta marea, afferri le mie gambe e senza
esitazione le appoggi sulle tue spalle.
Sono così completamente vulnerabile sotto il tuo corpo
implacabile, mentre le tue mani inchiodano le mie
braccia sul pavimento, tenendole per il polsi.
Mentre mi baci le labbra mordendole piano, sento il tuo
sesso entrare nel mio con un colpo violento che mi
strappa un gemito.
Ti muovi in me, con lunghi colpi poderosi e lenti che mi
torturano. Imprimi il tuo tempo sul mio corpo vinto e
non sembri aver fretta, mentre il tempo si ferma in una
spirale che incontra se stessa nel centro del mio ventre
dove il piacere è una lama di fuoco che mi uccide
lentamente e con metodo.
Implacabile continui mentre io scivolo sempre più in una
dolcezza densa e invincibile che mi esplode dentro come
mille scintille e grido…grido…
Dormi. Disteso accanto a me, sembri così fragile, eppure
così sazio e sereno.
Mi alzo piano senza fare rumore. Non voglio svegliarti.
Indosso il mio vestito e senza guardarti esco dalla tua
stanza.
Fuori ha smesso di piovere. L’aria sa di erba marcita.
Ho ancora nella bocca il tuo sapore e sulla pelle
l’odore che il tuo corpo vi ha lasciato.
Ho ancora nell’anima l’immagine di te, magnifica statua
di carne davanti ad uno specchio dalla cornice dorata…
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