T.de Zulueta e F. Roggiolani intervengono su
Capo Verde

 

GUIDA ALLE EUROPEE 2004

 

Tana de Zulueta Gentile sig. Andrea,   
 grazie della sua segnalazione e dei suoi auguri. Per salvare Capo Verde dalla speculazione credo che iniziative dell'Unione Europea con accordi di partenariato che contengano esplicitamente clausole di salvaguardia
dell'ambiente e di sviluppo sostenibile potrebbero fare molto.  Un saluto ed a presto
 

la stanza delle ombre   

 

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FABIO ROGGIOLANI, capogruppo dei Verdi nella Toscana e candidato alle Europee. Raccogliendo "finalmente"  il nostro invito per la difesa ambientale di Capo Verde, ci ha scritto la seguente lettera :
"Cosa ritiene sia utile fare? Si tratta di denunciare e basta in Italia oppure lei ha contatti con Capo Verde per poter sviluppare una azione con la popolazione locale? Ha foto per chiarire quello che lei afferma e riuscire a spiegare meglio la situazione? Non ci faccia colpa se spesso non ce la facciamo a rispondere siamo
terribilmente piccoli come piccola è la sua Capo verde per lottare contro le ruspe della politica cieca....ma non per questo ci arrendiamo! Mi mandi un riscontro anche se per le azioni occorre parlarne tra alcuni
giorni le prometto comunque un intervento  e grazie"
Fabio Roggiolani
Capogruppo VERDI Toscana Democratica - Presidente II° Commissione Agricoltura
Consiglio Regionale della Toscana - via Cavour 2 - 50129 FIRENZE
tel. 055/2387322 fax 055/2387422
f.roggiolani@consiglio.regione.toscana.it
http://www.ecquologia.it                      

ROGGIOLANI SCRIVE:Berlusconi 15.000.000 di lettere, Roggiolani un po’ più di 1500 Per questo ti chiedo scusa dell’intrusione nella tua posta elettronica dovuta non a spamming, che anch’io non sopporto, ma all’invio da parte di un tuo corrispondente o amico.
Se intendi conoscere il programma dei Verdi alle Europee clicca qui
Se intendi saperne di più su di me e vedere se puoi darmi la preferenza scrivendo roggiolani accanto al simbolo dei Verdi clicca qui

Grazie e scusa ma ho consumato meno alberi, ho meno impegni da assolvere con grossi finanziatori, ho occupato solo un attimo della tua attenzione.
Cordialmente Fabio Roggiolani Se vuoi aiutarci inoltra questo messaggio a tutti i tuoi amici

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Stipendi uguali per tutti e fissati a 7.000 euro lordi al mese attinti dal budget comunitario a partire dal 2009. Il Parlamento europeo, riunito ieri (20.6.2005) in seduta «miniplenaria» a Strasburgo, ha approvato il nuovo statuto degli eurodeputati. Stessa sorte toccherà alle «europensioni». Anche se il vero taglio sarà operativo solo a partire dal 2014: nei nove anni di «transizione» previsti dall'entrata in vigore dello Statuto, i governi nazionali che lo riterranno opportuno avranno infatti la possibilità di ricorrere ai propri bilanci integrando la busta paga europea e mantenendo, nei fatti, il sistema attuale. L'ipotesi, concordata tra le parti non senza scontri e tensioni, potrebbe però naufragare nuovamente sotto i colpi degli esecutivi non disposti a cedere i propri privilegi che, nel caso italiano, saranno chiamati a esprimersi sul «dimezzamento» della propria busta paga.
(stipendi attuali 2005):

Italia 144.084,36
Austria 106.583,40
Olanda 86.125,56
Germania 84.108
Irlanda 82.065,96
Gran Bretagna 81.600
Belgio 72.017,52
Danimarca 69.264
Grecia 68.575
Lussemburgo 66.432,60
Francia 62.779,44
Finlandia 59.640
Svezia 57.000
Slovenia 50.400
Cipro 48.960
Portogallo 41.387,64
Spagna 35.051,90
Slovacchia 25.920
Rep. Ceca 24.180
Estonia 23.064
Malta 15.768
Lituania 14.196
Lettonia 12.900
Ungheria 9.132
Polonia 7.369,70

 

Per che cosa si vota?
Per eleggere i 78 rappresentanti italiani al Parlam

ento europeo. Il numero complessivo degli elettori europei è 338 milioni per eleggere i 732 deputati in rappresentanza di 455 milioni di cittadini appartenenti ai 25 Paesi dell'Unione; gli elettori italiani sono 50 milioni.

Chi può votare?
Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni con diritti politici. Sono abilitati a votare i candidati italiani anche tutti i cittadini, residenti in Italia, di ognuno degli altri 24 Paesi membri dell'Unione che ne abbiano fatto richiesta per tempo.



Che cosa serve per votare?
Un documento di riconoscimento e la scheda elettorale che dovrebbe essere in possesso degli elettori. Se la scheda non è stata consegnata o è necessario un duplicato, è possibile ottenerla dagli uffici elletorali del comune di residenza, anche il sabato e la domenica negli orari di apertura dei seggi elettorali.

Dove si vota?
In una delle 60.512 sezioni. I cittadini italiani nei Paesi della Ue (iscritti all'anagrafe degli italiani all'estero) devono recarsi nei consolati e nelle ambasciate d'Italia o nella sezione del comune italiano di residenza. Per i cittadini italiani di Paesi non Ue vale solo la seconda ipotesi, a differenza delle politiche e dei referendum non possono votare dall'estero.

Quando si vota?
Sabato 12 dalle 15 alle 22 e domenica 13 giugno dalle 7 alle 22.
Sabato 26 dalle 15 alle 22 e domenica 27 dalle 7 alle 22 (per eventuali ballottaggi).

Come sarà la scheda in Italia? L'elettore riceverà un'unica scheda, di colore diverso a seconda della differente circoscrizione: grigio nel Nord Ovest; marrone nel Nord Est; rosso per il Centro; arancione per il Sud; rosa per le Isole.
( da " il Diario it"  7.6.2004)

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Lo stipendio dell’eurodeputa: italiani primi
Chi siede in Europa guadagna lo stesso stipendio che guadagna in patria un deputato nazionale. Ciò significa che la retribuzione degli europarlamentari varia a seconda del paese di provenienza.
Gli Italiani sono quelli che guadagnano di più con uno stipendio mensile pari a 9.975 euro. Seguono gli Austriaci con 8535 euro, i Britannici con 6722 euro e i Tedeschi con 6582 euro. Ultimi in classifica i Polacchi con 2.075 euro, i Cechi con 1.300 euro, gli Slovacchi con 888 euro e gli Ungheresi con 761 euro.
All’importo dello stipendio vanno poi aggiunti 175.092 all’anno (14.600 al mese) che vanno così divisi:
- 14.400 euro all’anno come diaria per la partecipazione alle sedute del Parlamento
- 40.620 euro all’anno per le attività collegate
- 117.072 euro all’anno per gli assistenti
- 3.000 euro per spese varie
Senza considerare che le somme escludono i rimborsi per le spese di viaggio da e verso Bruxelles e Strasburgo (in pratica il rimborso di un biglietto aereo in business class comunque si viaggi) e che gli italiani possono avere il doppio mandato, cioè sono spesso anche deputati al parlamento nazionale (unico caso in Europa).
Di fronte a questi capitoli di spesa potrebbe passare la voglia di recarsi alle urne. Ma forse è meglio che proprio per queste somme si cerchi di scegliere al meglio i “nostri parlamentari”.



Se volete maggiori informazioni

Si può trovare la lista di tutti i candidati per la nostra circoscrizione all’indirizzo www.elections2004.eu.int/ep-election/sites/it/yourvoice/it/candidates.html.
Sul sito ufficiale del Parlamento Europeo ( http://www.europarl.eu.int/ ), oltre le informazioni relative all’istituzione e alle sue attività, trovate una lista di tutti gli europarlamentari, divisi per partito e nazionalità. Potete anche contattarli direttamente componendo il loro indirizzo email: inizialedelnome+cognome@europarl.eu.int

Istruzioni per l’uso

Cerchiamo di capire al meglio di cosa si occupa Bruxelles - di Sabrina Rosati

Qualche informazione in più sull’“utilizzo” del nostro voto dopo il 13 giugno. E perché oltre il sindaco dobbiamo scegliere con cura anche il nostro eurodeputato. Elezioni europee. Il loro significato va oltre la polemica della candidatura della Gruber, di Santoro e del Presidente del Consiglio. L’Europa sembra lontana, ma nella vita quotidiana, volenti o nolenti, è più vicina di quanto si pensi. E non solo perché c’è l’euro. Esistono direttive europee, fondi europei, tasse europee. E’ difficile capirne i meccanismi, anche perché l’informazione spesso non c’è e quando c’è è complessa. Ad ogni modo, il Parlamento Europeo è la “voce dei cittadini europei” e per quanto retorico possa essere qualcosa di vero c’è. Proviamo a vedere.

Il Parlamento Europeo

Nel Trattato di Roma del 1957 (il padre di tutta la struttura dell’Unione Europea) si legge che il Parlamento Europeo (PE) rappresenta “i popoli degli Stati riuniti nella Comunità Europea”. I popoli degli Stati, dunque, i loro cittadini e i loro residenti. Il PE quindi deve portare in Europa e difendere in quella sede gli interessi di quei 338 milioni di persone che il 12-13 giugno prossimo andranno a votare. Tutto ciò può sembrare idealistico e ingenuo. Nella grande macchina europea in realtà non lo è del tutto. Per la maggior parte delle questioni il PE soppesa infatti il potere degli Stati, dei Governi che sono rappresentati (forse in maniera un po’ meno retorica) nel Consiglio dell’Unione Europea (di cui fanno parte i ministri di ciascun stato membro).

Cosa fa in pratica il Parlamento Europeo?

Le leggi. Oltre a presentare spesso proposte di indirizzo politico alla Commissione, il PE approva le leggi insieme al Consiglio dell’Unione. L’approvazione finale del PE è indispensabile nella maggior parte delle aree d’intervento (libertà di circolazione delle persone, delle merci e dei servizi, protezione dei consumatori, istruzione, sanità, ecc). La visione non criptata di alcuni eventi sportivi, il non utilizzo di alcuni materiali inquinanti nella costruzione di automobili e norme più severe in materia di combustibili inquinanti sono state ottenute grazie al contributo che il PE ha dato su queste questioni. Tuttavia questioni molto rilevanti per i “popoli” rimangono ancora sotto l’esclusivo controllo del Consiglio dell’Unione: infatti, in materia fiscale e sulla politica dei prezzi agricoli il PE può solo esprimere un parere. Il nuovo Trattato di Costituzione europea dovrebbe però attribuire al Parlamento poteri più ampi anche in questi settori.
Il bilancio Il PE influisce significativamente sulle priorità economiche dell’Unione. Insieme al Consiglio decide infatti le voci di spesa del bilancio per la maggior parte delle politiche. Ad esso spetta ad esempio l’ultima decisione sulle spese per l’attribuzione di fondi alle regioni più svantaggiate, per la lotta alla disoccupazione, per gli investimenti nella scuola, ecc. Il PE ha inoltre il potere esclusivo di non approvare il bilancio.
Il controllo. Diversi strumenti nelle mani del PE garantiscono il controllo sull’operato di tutte le istituzioni europee: le commissioni d’inchiesta (famosa quella della mucca pazza), il mediatore europeo (a cui i cittadini possono denunciare direttamente casi di cattiva amministrazione europea), Alla Commissione concede o toglie la fiducia costringendola alle dimissione in blocco.
Il ruolo politico. Il PE ha il potere di approvare o no le decisioni del Consiglio dell’Unione Europea per quanto riguarda sia gli affari esteri (gli accordi internazionali, di adesione, e di politica estera, di sicurezza) sia quelli interni ( in materia finanziaria e di giustizia).

Gli Europarlamentari

Il 12-13 giugno si eleggeranno 732 europarlamentari che rimarranno in carica fino al 2009. Oggi il numero dei deputai è 626 ma l’entrata di dieci nuovi paesi ha costretto l’Unione ad aumentarne il numero. Ogni paese ha un numero di europarlamentari stabilito dai trattati: attualmente l’Italia ha 87 deputati ma con le prossime elezioni scenderanno a 78, poiché il numero dei seggi per paese diminuisce in favore dei nuovi entrati. I deputati europei sono eletti da tutti i cittadini dell’Unione che abbiano compiuto 18 anni secondo un sistema elettorale proporzionale realizzato o su base nazionale (come in Austria, Danimarca, Spagna, e altri), o su base regionale (come in Italia) o combinato come in Germania.
L’Italia è stata divisa in V circoscrizioni: insieme al Veneto, al Friuli Venezia Giulia, e al Trentino Alto Adige, l’Emilia Romagna appartiene alla II a cui spettano 15 ro di donne elette nel parlamento di casa.
Il mese degli europarlamentari. Poiché la sede ufficiale del PE è a Strasburgo ma molti degli uffici operativi sono a Bruxelles, gli europarlamentari sono costretti a continui spostamenti. E così una settimana al mese sono a Strasburgo per la seduta plenaria e nelle restanti tre a nella capitale belga dove partecipano alle attività di indagine e relazione delle commissioni parlamentari e agli incontri dei gruppi politici.

   

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