I RACCONTI di
Mariagrazia Di Stasi

LA GENTE DICE

La moglie del sindaco ha l’amante.

In paese tutti lo sanno, e, c’è da scommetterci, lo sa anche il marito.

Come fanno a saperlo? Lo sanno, lo sanno! E che siamo in un tribunale che ci vogliono le prove?

 

Lei è una ragazza di città ed è giovane. Per strada si ferma a parlare con tutti. Ti guarda con gli occhi ridenti, gesticola fino a sfiorarti e ride troppo forte.

Il sindaco ha vent’anni più di lei, una gran pancia che inutilmente cerca di tener dentro, una facciona bianca e rossa in cui scompaiono due occhi piccoli e ammiccanti.

E ne volete di più? La moglie del sindaco è bella, e questo dice tutto. Quando passa per strada, gli uomini si danno di gomito. Volano i complimenti e lei sorride…Capite? Lei invece di arrabbiarsi sorride.LA GENTE DICE

Proprio ieri la mia amica Dora, la moglie del farmacista, mi diceva:

_ Cettina, ma ti rendi conto che quei due sono cinque anni che sono sposati e non hanno figli? E’ strano, no?La gente dice che… beh! Capiscimi, insomma, la gente dice che lui non è buono…Una moglie così giovane, niente bambini, ci può essere qualche dubbio?_

A Dora luccicano gli occhi quando dice queste cose e il suo sguardo lascia intendere più di quel che le parole non dicano. Nel film che si snoda nella sua piccola mente contorta, scorrono scene di illecite passioni, incesti, tradimenti, malattie vergognose.

Ce n’è per tutti.

Nessuno si salva dal sottile veleno delle sue insinuazioni. Farsela amica, è l’unica arma di difesa.

_ Ma che mi dici!_ le dissi fingendomi stupita. _ Mi stai dicendo che forse ha un compare? Abbassai la voce con fare complice. Lei si sentì invitata a nozze.

_Scoprire chi è l’amante, questa è tutt’altra faccenda. A dire il vero, ipotesi molte, ma nessuna certezza…lei deve essere una furbona!_

Lo disse con un tono che faceva presagire che presto ci sarebbero state succose novità.

Riprese a parlare abbassando la voce, con fare cospiratorio.

_ Il sindaco ha un segretario, un ragazzo di trent’anni; bel ragazzo, di quelli che piacciono alle donne. Alto, bruno, con certi occhi…Ha moglie, un figlio, un altro in arrivo. Sarà lui? Insieme soli non si sono mai visti, ma chi può dire…_

_Ma come fai _cercai di interromperla…

_ Muta!_mi interruppe lei insofferente._ Non ci sono dubbi che abbia qualcuno ti dico. C’è poi il cognato, il fratello del sindaco; gran donnaiolo quello, ti scordasti che ha seminato figli per tutto il paese e quella povera donna di sua moglie è diventata vecchia prima del tempo per la vergogna?_

_ E va bene, ma un paese così piccolo, e non poter scoprire niente di certo, questo sì che è incredibile._ Dissi tanto per irritarla un po’. Infatti mi guardò con occhi di fiamma come se l’avessi insultata.

_ Vedrai!_ mi disse voltandomi le spalle,_ Vedrai!_ E si allontanò lasciandomi di botto ferma all’angolo della strada.

La novità arrivò alla fine di marzo, come la primavera.

All’uscita dalla messa, Dora mi tirò da parte e stringendomi il braccio, mi sussurrò con voce così forte che la sentì anche il prete:

_Ma lo sai che in paese è arrivato un forestiero? Ed è ospite del sindaco!_ E’ così brava lei a sussurrare gridando…La sentono tutti.

Continuò gustandosi le parole ad una ad una quasi fossero farcite di cioccolata. Le faceva rotolare sulla lingua rosea e appuntita quasi a saggiarne la portata perché fossero più insinuanti possibile.

Dicono che sia un vecchio compagno di università della Signora…_La parola detta da lei, assunse un’intonazione vagamente offensiva…

_ Che sia lui? Staremo a vedere, perché è certo che ha qualcuno. Non so chi è stato che mi ha detto che il sindaco da qualche tempo non è più lui. E’ nervoso, irritabile, ha un colorito giallastro, quelle borse sotto gli occhi…come se non dormisse bene, che so, come se avesse qualche pensiero. E poi non lo vedi che è dimagrito, che la sua panciona fiera, adesso gli pende floscia sulla cintura?_

A me non sembrava, ma non lo dissi, quando Dora si fa un’idea, non gliela togli più.

E quando Dora ha un’idea, la partecipa a tutti, amici, parenti, semplici conoscenti…e questo è un paese piccolo, capite ciò che voglio dire? Alla fine sembra parlare con una voce sola.

Dopo una settimana, il forestiero non era ancora andato via…ne avremmo viste delle belle!

Giuseppina, mia sorella, che si impegna ad emulare Dora, ma deve ancora studiare molto, continua a ripetermi:_ Sì! Compagno di università, figurati! Secondo me, è un ex della Signora…

_ Ma perché mai un uomo dovrebbe andare a trovare una sua ex fiamma?_ La interruppi.

_ Appunto, perché? Vuol dire che si amano ancora, è ovvio._ La logica contorta di mia sorella non finirà mai di stupirmi.

_ Il Direttore della Posta oggi mi ha detto che il sindaco ha ricevuto una lettera anonima…

_ E lui come fa a saperlo?

_ Sorella, in questo paese anche i muri hanno orecchi…

Avevo qualche idea su chi avesse mandato la lettera anonima, ma me la tenni per me.

Passò un’altra settimana, e arrivò la festa del Santo Patrono. A sentire la banda, c’era il sindaco, la moglie, l’ospite. La signora era un po’ pallida, non guardava in faccia nessuno, non sorrideva.

L’amico sembrava imbarazzato, e il sindaco poi, un cadavere, un lenzuolo lavato.

Qualcosa sotto c’è di certo. La gente mormora, e quel mormorio è così forte che sembra un frastuono. Gli sguardi dicono tutto. Sguardi che ti scorticano vivo, lasciandoti solo la vergogna…

Che pazzia sposare una donna così! Ce n’erano tante di ragazze in paese, serie, senza grilli per la testa. E lui poi! Ma non si è visto allo specchio? Un rospo, cosa pretendeva? L’ ha voluta e ora se la tenga. E si tenga anche le corna…

La moglie del sindaco non esce da giorni, starà poco bene? Il forestiero è partito, nessuno l’ ha visto.

Sarà partito di notte!

Il sindaco sembra un pazzo.

Sarà esaurito quell’uomo? Ti guarda con occhi da folle, ti parla con una voce acuta che ti fora il cervello. La sua famiglia sembra sia tutta a lutto. Ha una sorella nubile, un vecchio cavallo, tutta casa e chiesa, che non l’ ha mai potuta vedere la cognata.

Dora mi ha detto che non fa che piangere e ripetere:” Povero fratello mio, che disgrazia, che disgrazia!”.

Dora è così dispiaciuta per il sindaco, deve aver dimenticato quanto lo aveva insultato per il suo rifiuto di concederle la licenza edilizia per costruire sul terreno di sua madre…Dora è fatta così, si dispiace sempre quando qualcuno cade in disgrazia, specie se fa parte della schiera dei suoi nemici…

Ma la sorella, fa proprio pena povera donna con quei suoi grandi denti da cavallo e gli occhi acquosi che anche quando è normale, sembra che pianga.

A pensarci bene in paese si dice che quando era giovane, non era precisamente tutta casa e chiesa, anzi! Brutta sì, come la fame. Suo padre avrebbe fatto carte false per sistemarla, ma non c’era stato niente da fare. Ognuno ha il suo destino, dico io.

Ma la moglie del sindaco che fine ha fatto? Sono due settimane che non si vede. Ho chiesto a tutte le mie amiche, ma perfino Dora non sa nulla. Forse il marito ha scoperto la tresca e la tiene chiusa in casa…

 

Io l’ ho sempre detto, è il vento di scirocco che ti soffia nella testa la pazzia e non ci vedi più dagli occhi.

E’ finita come doveva finire: L’ ha ammazzata, incredibile, l’ ha ammazzata davvero.

L’ hanno trovata la prima domenica di giugno, di mattina, la serva e la cuoca, ancora nel letto, e lui, il marito, seduto lì accanto. La testa tra le mani, non parlava, non vedeva e non sentiva nessuno.

C’era sangue dappertutto; Cinque coltellate le ha dato.

Quando i carabinieri sono venuti a prenderlo, se n’è andato via buono buono come un agnello.

Dora dice che il suo avvocato cercherà di farlo passare per matto,” incapace di intendere e di volere” mi pare che abbia detto proprio così. Dora di legge se ne intende.

Ma quale pazzo, con tutte le lettere anonime che ha ricevuto, uno si arrabbia, magari pensa delle cose…

Bastava la prima, dico io, ma Dora vuole sempre strafare, non si sa limitare, ecco qual è il problema.

E alla fine, mica l’abbiamo capito chi era veramente l’amante…

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