E’
iniziato il Ramadan per tutti i musulmani del mondo. Ma che
senso ha digiunare per un mese intero? Qual è il motivo? In che cosa
consiste? Che cosa vuol dire per un musulmano digiunare? Perché è
importante? Tante domande.
Prima di tutto bisogna ricordare che il digiuno, in arabo sawm,
assieme alla dichiarazione di fede, alle cinque preghiere giornaliere,
all’elemosina e al pellegrinaggio, costituisce uno dei cinque
pilastri dell’Islam che un musulmano deve assolutamente seguire. Si
tratta del nono mese del calendario lunare. Con il calendario
lunare, i mesi musulmani sono alternativamente di 29 e 30
giorni, e l’anno è costituito di 354 giorni. Ne
consegue che ogni anno il Ramadan inizia più o meno dieci giorni prima
rispetto all’anno precedente: attraversa quindi tutte le
stagioni, dall’estate all’inverno, dalla primavera
all’autunno.
Secondo la legge, per annunciare l'inizio del mese di
Ramadan, non basta il calcolo, ma ci vogliono dei testimoni oculari che
dichiarino davanti a un giudice di aver visto la mezzaluna. Tuttavia,
se per ragioni meteorologiche è impedito l’avvistamento,
l’inizio è posticipato di un giorno. Il Ramadan non è un semplice
digiuno alimentare che dura dall’alba al tramonto per tutto il
mese, ma è anche un metodo e un mezzo per purificarsi fisicamente
e spiritualmente.
Il corpo umano viene adattato a una delle circostanze più
difficili, ossia l’assenza di cibo e di bevande. La mente e lo spirito
vengono alleggeriti, allontanando ogni cattivo pensiero. Si
cerca di non fumare, di non litigare, di non mentire, di non
calunniare per l'intera durata del Ramadan, astenendosi,
inoltre, da ogni rapporto sessuale dall’alba al tramonto. Il
Ramadan, perciò, non consiste solo nel digiuno, ma è qualcosa di più
profondo: intende insegnare all’uomo a essere più generoso,
a padroneggiare i propri pensieri e le proprie tentazioni.
Il digiuno è obbligatorio per ogni musulmano, donna e uomo dall’età
puberale, che sia responsabile e in grado di affrontarlo. Ne
sono esclusi coloro il cui corpo non sia in grado di
sopportarlo per ragioni medico-fisiche e coloro ai
quali il digiuno potrebbe provocare dei danni, come i
minorenni, le donne durante la mestruazione, i malati, i
viaggiatori, le donne gravide o che allattano, gli anziani, i
malati cronici e quelli mentali.
Tutte queste categorie, esclusi i minorenni, i malati
mentali, gli anziani e i malati cronici, devono recuperare i
giorni di digiuno perduti, mentre gli altri devono riscattare il
digiuno, donando un pasto per ciascun giorno del mese di Ramadan a
un povero o il suo corrispettivo in denaro. Se si interrompe il digiuno
involontariamente, se si dimentica che si sta facendo il digiuno o si è
costretti a sospenderlo, esso rimane ancora valido, purchè
l’atto che teoricamente lo invaliderebbe non sia stato compiuto
intenzionalmente.
Oltre al Ramadan esistono dei giorni di digiuno facoltativo, ma non
devono coincidere con i giorni delle due feste islamiche, Alid Assagir,
al termine del mese di Ramadan, e Alid Alkabir, in concomitanza dei
sacrifici fatti in occasione del pellegrinaggio alla
Mecca. Il digiuno non è valido se non è preceduto dall’intenzione,
in arabo niyya, ossia una frase che confermi l’intenzione di compiere
un’azione pronunciata la sera prima di fare il digiuno.
E’ consigliato fare un piccolo pasto poco prima dell’aurora per
rinforzarsi per la giornata, chiamato sahur. Il digiuno si rompe dopo
il tramonto con il pasto di rottura, detto fatur.
Il Ramadan è considerato mese sacro, perché in questo
mese è stato rivelato il Corano al profeta Mohammed, e come già detto,
il digiuno è uno degli obblighi prescritti da Dio, come fu prescritto
ai cristiani e agli ebrei, per avvicinarsi spiritualmente a Dio,
leggendo durante il mese tutto il Sacro Libro per purificare il corpo e
l’anima, condividendo la fame e la sete dei poveri e diventando più
generosi verso il prossimo.
Questo concetto è spiegato alla la Sura II, della vacca, ai versi
183 e 185 "O voi che credete! V'è prescritto il digiuno, come fu
prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che
possiate diventare timorati di Dio, - per un numero determinato di
giorni [...] E il mese di Ramadan, il mese in cui fu rivelato il Corano
come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e
salvazione, non appena ne vedete la nuova luna, digiunate per tutto
quel mese [...]".
Con l'avvistamento della nuova mezzaluna, termina il mese di
Ramadan e si festeggia "la rottura del Ramadan", che dura tre
giorni. Essa consiste, oltre al pasto che riunisce tutti i credenti,
nel dono della propria ricchezza, come i prodotti dei campi, la
frutta, il bestiame, l’oro, l’argento, le mercanzie, i gioielli,
ai bisognosi e alle persone care.
Fadia Al Beik