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Chavez presidente per la terza
volta
Nuovo sfottò a George Bush: "Un'altra sconfitta per Mister
Pericolo"
4 dicembre 2006 - Hugo Chavez è stato rieletto presidente
del Venezuela. Con l'80% delle schede scrutinate, l'ex
colonnello dei paracadutisti ha ottenuto il 61% dei suffragi,
contro il 38% dello sfidante, Manuel Rosales (53 anni e 10
figli).
L'avversario ha riconosciuto la sconfitta dopo un timido
tentativo di contestazione sulla base di presunte irregolarità.
"Abbiamo dato un'altra lezione di dignità agli imperialisti - ha
detto alla folla dei sostenitori in festa - Per l'impero di
Mister Pericolo è un'altra sconfitta".
Il presidente venezuelano ha dedicato la sua vittoria al leader
cubano Fidel Castro, gravemente malato.
Chavez ha già vinto le presidenziali del 1998 e del 2000, ma se
i dati restano confermati, quello del 2006 è il suo miglior
risultato elettorale.
Per Washington la rielezione dell'ex paracadutista è un altro
duro colpo in quell'area geo-politica considerata da
decenni come il giardino di casa.
Il chiaro risultato di Chavez segue l'affermazione di 3 altri
leader della sinistra latino-americana nelle ultime 5 settimane:
Rafael Correa in Ecuador, Lula da Silva in Brasile, Daniel
Ortega in Nicaragua. E nel dicembre 2005 si era affermato alla
presidenza della Bolivia Evo Morales, altro amico di Castro e
Chavez.
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WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 2 DICEMBRE
2005
Venezuela: precipita la crisi tra Chavez e le opposizioni
REDAZIONE
E'
sempre più drammatica in Venezuela la crisi politica tra Hugo Chavez
e i principali partiti dell'opposizione dopo la decisione di
quest'ultimi di boicottare le elezioni legislative di domenica
prossima per mancanza di trasparenza.
Il presidente è fuori di se dalla rabbia e continua a ripetere che
sono stati gli americani ad avere organizzato la protesta delle
opposizioni.
"Questi partiti stanno tentando di mettere in atto un
golpe militare
- ha tuonato - ma sono sicuro che i militari risponderanno con
fermezza. Questi gruppi non hanno un seguito nella popolazione
perché hanno tradito e pugnalato il popolo di questo paese. Questi
partiti politici in passato hanno trasformato il Venezuela in una
colonia degli Stati Uniti facendolo affondare nel più spaventoso
degli abissi".
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L'Avana. 2 Novembre 2005 "Noi in
Argentina seppelliremo l’ALCA!" (Digital Gramma)
• Lo ha dichiarato Hugo Chávez che andrà a Mar del Plata
Il presidente del Venezuela, Hugo Chávez ha annunciato che nel
Summit delle Americhe a Mar del Plata inviterà i popoli dell’America
Latina e dei Caraibi a liberarsi dal giogo dell’imperialismo.
"A Mar del Plata dirò che il Venezuela è libero e non necessita
dell’imperialismo" ha detto Chávez durante un incontro per la firma
di un accordo tra Venezuela e Cina per il lancio di un satellite di
comunicazioni nel 2006.
Non necessitiamo per niente l’imperialismo e lo dirò a Mar del Plata
tra poche ore. Il Venezuela è libero e noi invitiamo tutti i popoli
dell’America Latina e dei Caraibi a liberarsi dal ricatto
dell’imperialismo!"
Chávez ha denunciato che gli Stati Uniti fanno pressioni sulla
regione per cercare di far risorgere la progettata Area di Libero
Commercio - ALCA – ma, ha assicurato, noi invece in Argentina
seppelliremo l’ALCA!"
Il presidente venezuelano ha criticato il monopolio degli USA sui
mezzi di comunicazione a livello mondiale ed ha segnalato la
necessità di rompere le catene che legano braccia e gambe, voce e
anima, attraverso l’alienazione dei popoli.
"La Rivoluzione bolivariana non ha altro cammino che
l’approfondimento dei suoi sforzi per liberarsi da questi meccanismi
di sfruttamento e di dominio della maggioranza sulle minoranze", ha
precisato.
Saúl Ortega, presidente della Commissione di Politica estera del
Parlamento del Venezuela ha detto a proposito del ALCA che le
nazioni dell’America Latina respingono questo progetto creato a
Washington.
Questo deputato ha detto che la condanna del ALCA si avallerà a Mar
del Plata, nel IIIº Foro dei Popoli, in contrapposizione con il
Summit presidenziale delle Americhe.
"Sono due scenari diversi, ha detto, quello dei Capi di Stati che
hanno accompagnato fame e miseria per il continente e un altro
integrato da un gruppo di paesi che lottano per un altro genere
d’integrazione. Io posso assicurare che ci sono milioni di abitanti
latino- americani e dei Caraibi che scenderanno nelle strade per
condannare la firme dei loro governanti!"
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LA CHIESA CATTOLICA INCITA ALLA RIVOLTA IN
VENEZUELA
News del 18-07-2005
CARACAS – Per il presidente
venezuelano, Hugo Chavez, il cardinale
Rosalio Castillo è "un bandito, immorale e
golpista"; il giudizio “lusinghiero” arriva dopo che
la massima autorità della chiesa cattolica in
Venezuela ha esortato la popolazione a disconoscere
il governo, rovesciarlo e a non avallare un processo
elettorale "farsa".
"Lei è una farsa, cardinale bandito, golpista e
immorale, ruffiano dei governi corrotti del
passato!", ha sentenziato Chavez dopo aver letto nel
suo programma domenicale ‘Salve, presidente’ l’
intervista pubblicata ieri dal giornale 'El
Universal', nella quale il religioso ha affermato
che il governo Chavez "e' il piu' nefasto che il
Paese abbia mai avuto" e che dietro "la patina di
democrazia" si nasconde "la dittatura".
"Sono convinto", ha affermato il cardinale, "che nel
Paese vi sia una dittatura; una dittatura intesa
come esercizio dispotico e arbitrario del potere
concentrato nelle mani di una singola persona".
Castillo, che si e' fatto portavoce delle
conclusioni della Conferenza episcopale venezuelana,
non si e' fermato qui e, richiamandosi all'articolo
350 della Costituzione, ha detto che "il popolo
venezualano, fedele alle sue tradizioni repubblicane
e alla sua lotta per l'indipendenza, la pace e la
liberta', deve disconoscere qualsiasi regime,
legislazione o autorita' contraria ai valori, ai
principi alla garanzie democratiche e al rispetto
dei diritti umani. Le azioni del governo", ha
assicurato il cardinale, "violano tutti questi
presupposti".
Poi l'anatema contro il presidente: "Possa soffrire
le frustate di Cristo per tradimento". Il cardinale
si e' infine chiesto: "E' con questi banditi che il
Vaticano ci chiede di intrattenere buone
relazioni?".
La risposta di Chavez, da cattolico praticante che
vanta di avere convertito al cristianesimo anche il
leader cubano Fidel Castro: "Il Papa deve sapere
tutto questo. Che Dio perdoni il cardinale e che il
diavolo lo accolga".
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licenziati gli istruttori militari
statunitensi
Caracas. Il governo del presidente Hugo Chavez ha licenziato gli
istruttori militari statunitensi, ordinando loro di interrompere
il lavoro con le forze armate venezuelane ''improvvisamente e
senza dare spiegazioni, dopo 35 anni di collaborazione''. Lo rende
noto una nota dell'ambasciata Usa a Caracas che si rammarica per
la decisione e sottolinea come ''il governo degli Stati Uniti
desideri mantenere gli storici rapporti fraterni tra le forze
armate'' dei due Paesi. Mentre negli ultimi anni la maggior parte
dei programmi militari di interscambio tra Washington e Caracas
sono stati sospesi, in Venezuela ci sono al momento 17 militari,
compresi gli addetti alla manutenzione degli F16 della 'Fuerza
aerea'.
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Fidel Castro
accusa: "Bush vuole assassinare
Chavez"
WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 12
FEBBRAIO 2005 - REDAZIONE
Il dittat ore
cubano Fidel Castro non ha dubbi: "Se gli Stati Uniti potranno, elimineranno il presidente venezuelano Hugo Chavez".
Il leder maximo ha rivolto nuove pesanti accuse alla Casa Bianca
in occasione di un discorso pubblico durato quasi sei ore.
"Bisogna lottare per conservare un leader prima che lo uccida un
impero che ha come metodo prediletto assassinare dirigenti - ha
affermato il numero uno di Cuba - lo dico a tutta l'opinione
pubblica mondiale: se Chavez verrà assassinato, la
responsabilità cadrà in pieno sul presidente degli Stati Uniti
George W. Bush".
13
feb 06:13 Cuba: Fidel Castro, "Piani Usa per uccidere Chavez"
Corriere della sera
L'AVANA - Secondo Fidel Castro la vita del presidente
venezuelano Hugo Chavez e' in serio pericolo. Il leader cubano
ha espresso la sua preoccupazione durante un discorso di sei ore
in un convegno economico sostenendo che sia nei piani
dell'amministrazione Usa eliminare Chavez. Lo scrive il
quotidiano spagnolo El Mundo nella sua versione on line. Castro,
78 anni, si e' detto pronto a lottare per la vita del presidente
del Venezuela.
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Chavez sfida gli USA
R e p o r t e r A s s o c i a t i 
04 Marzo 2005
Chavez avverte gli americani: "Siamo pronti a
tagliarvi il petrolio"
Caracas - 04
Marzo 2005 -- Il presidente
Hugo Chavez avverte gli
Stati Uniti: se vi saranno intromissioni nella
politica interna del Venezuela, il
Governo di Caracas è pronto a lasciare i
nord-americani senza petrolio.
"Se ci sarà una
qualunque aggressione nei nostri confronti non ci sarà più
petrolio - ha chiarito - noi agli
Stati Uniti vogliamo fornirlo, non abbiamo alcuna
intenzione di non farlo, a meno che il loro governo non
impazzisca e cerchi di danneggiarci".
Le parole di
Chavez sono probabilmente una risposta al
recente rapporto del Dipartimento di Stato
Usa sul rispetto dei diritti umani nel
mondo. Washington ha infatti sonoramente
bocciato, tra gli altri, anche il Venezuela,
colpevole di aver approvato "leggi che intimidiscono
la stampa, che mettono limiti al lavoro dei giornalisti e con le
quali si sta cercando di controllare la Corte
Suprema".
(centomovimenti)
Vedi anche:
Gli USA spingono per iniziative contro il Venezuela
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ASSASSINATO
MAGISTRATO CHE INDAGAVA SU GOLPE CONTRO CHAVEZ
E quello che è successo a un giudice venezuelano, come
abbiamo appreso da “Repubblica” del 20 novembre 2004:
“È stato assassinato in un sobborgo di Caracas, Dando Anderson, titolare
dell'inchiesta sugli autori del golpe contro il presidente Ugo Chavez nel
2002. Nelle indagini erano coinvolti 400 politici dell'opposizione,
avvocati, imprenditori ed ex esponenti delle forze armate che
parteciparono alla rivolta sfociata nella destituzione temporanea di
Chavez. Poco dopo le 23, Anderson, 38 anni, stava tornando a casa a bordo
del suo fuoristrada quando sono esplosi due potenti ordigni collocati
sotto la sua auto. Per riconoscerne il corpo è stato necessario l'esame
del Dna: solo ieri pomeriggio quindi il ministro gli Interni, Jesse
Chacon, ha comunicato che la vittima dell'attentato era il procuratore.
Appresa la notizia, Chavez ha rinunciato a lasciare Caracas per recarsi in
Costa Rica dove, oggi, inizia un vertice di capi di stato iberoamerìcani.
Il procuratore aveva ricevuto delle minacce e girava armato: tra i rottami
dell'auto sono stati trovati infatti tre telefonini e due pistole. Ieri i
sostenitori del governo hanno inscenato una manifestazione pacifica di
fronte alla sede della procura generale. Alcuni esponenti dell'opposizione
hanno espresso il timore che il governo approfitti dell'occasione per
imporre un giro dìvìte contro gli avversari. « È stata un'azione vile», ha
detto Manuel Rosales, l'oppositore che governa lo stato di Zulia e che il
magistrato aveva incluso nella lista dei 400 che voleva incriminare per
"rivolta" per aver firmato il decreto che derogò i poteri di Chavez
durante il golpe fallito nel giro di 48 ore.»
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CULTIVO UNA ROSA BLANCA
Cultivo una rosa blanca
En julio como en enero,
Para el amigo sincero
Que me da su mano franca.
Y para el cruel que me arranca
El corazon con que vivo,
Cardo ni ortiga cultivo,
Cultivo una rosa blanca.
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Il
Bolivarismo di Hugo Chavez
Come previsto con largo
anticipo l’opposizione Venezuelana non riconosce la vittoria del presidente
Hugo Chavez nel referendum revocatorio del suo mandato. Ma quali sono i
motivi e timori che sono alla base di tale posizione?
Il Bolivarismo di Hugo Chavez si rifà al pensiero del
“Libertador” Simon
Bolívar (l’eroe venezuelano, nato nel 1783 e morto nel
1830, un idealista che lottò per la libertà, la modernizzazione e lo
sviluppo politico-sociale dell'America Latina)
e fa proprio il suo sentimento latinoamericanista, che chiama i popoli, non
le oligarchie, a unire gli sforzi per costruire quella grande nazione che
possa affrontare le sfide del futuro in condizioni di eguaglianza rispetto
alle potenze contemporanee.
Secondo il pensiero di Bolivar, solo un potere che sorge dal popolo può
garantire il futuro delle nazioni.
La proposta bolivariana è ancora attuale anche se la lotta emancipatrice di
Bolivar finì per essere tradita dalle oligarchie locali che non
vedevano alcun vantaggio nella cooperazione di più Stati, preferendo che al
potere stesse un’élite gretta ed autocratica.

“Il proposito bolivariano fu la trasformazione della lotta anticolonialista
per l’indipendenza in un regime rivoluzionario che facesse propri i
cambiamenti democratici per l’avanzata del progresso materiale e sociale
delle grandi masse popolari. Ma i rapporti di forza avversi impedirono che i
rivoluzionari, alla cui testa stava Simón Bolívar, prendessero il potere per
metterlo al servizio del popolo.
Sullo sfondo della grande frustrazione storica nazionale continua ad essere
incompleto il progetto bolivariano. Come disse José Martí, “quello che
Bolívar lasciò incompiuto, è incompiuto anche oggi, perché Bolívar ha ancora
da fare in America.”
E
FORSE QUESTO QUALCOSA POTRÀ FARLO HUGO CHAVEZ
(a.ingianni)
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Venezuela:
Il furto del petrolio
Lunedì, 16 maggio “E’
assolutamente falso” che la produzione venezuelana di petrolio sia
diminuita di un milione di barili ha detto il presidente Hugo Chavez
nel suo programma radiotelevisivo domenicale “Aló, Presidente".
Smentendo con fermezza notizie pubblicate dalla stampa locale, e
prontamente rimbalzate nei circuiti dell’informazione americana e
internazionale, Chavez ha ammesso , come aveva già fatto all’inizio
del mese, un calo di produzione di circa 100.000 barili nella parte
occidentale del paese, a causa di vandalismi e sabotaggi organizzati
da forze che intenderebbero mettere in difficoltà lui e il suo
governo.
Quinto esportatore mondiale di petrolio, il Venezuela afferma di
produrre tre milioni e 300.000 barili al giorno mentre fonti
statunitensi non gliene riconoscono più di due milioni e 600.000.
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Chàvez: ''fine del monopolio dell'informazione di
Stati Uniti ed Europa''
Basta con la morfina
mediatica dei telefilm di Fox e con l’egemonia dei grandi circuiti di
informazione occidentali: cambiare (canale) si può. O meglio si potrà, dal
24 luglio prossimo, quando prenderanno il volo le trasmissioni di Telesur,
la nuova emittente satellitare del Sud America, voluta dal presidente
venezuelano Hugo Chávez e appoggiata dai governi di Venezuela, Cuba,
Argentina e Uruguay.
“La concretizzazione di questo progetto presuppone un nuovo ordine
informativo mondiale e porrà fine al monopolio delle informazioni esercitato
da Stati Uniti ed Unione Europea”, ha dichiarato il presidente Chávez, che
considera indispensabile aumentare l’indipendenza culturale dei paesi
latinoamericani, vale a dire circa mezzo miliardo di persone.
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Venezuela:si sta pianificando golpe
contro Chavez
In Venezuela si starebbe preparando un nuovo golpe per
eliminare Hugo Chavez e instaurare un regime militare. Non si tratta di una
indiscrezione, ma di una denuncia del vicepresidente Josè Vincente Rangel, e
del leader del partito di governo (Movimento e Repubblica) William Lara.
"Abbiamo
informazioni dei servizi - ha detto Lara - che alcuni settori stanno
tramando per attentare alla vita del presidente Chavez". Settori che hanno
partecipato, ha spiegato Lara, anche al tentato golpe del 2002.
Parallelamente sarebbe in corso anche un tentativo di destabilizzare
l'azienda petrolifera nazionale, Pdvsa.
Per questo il
governo, ha detto Lara, ha adottato misure di sicurezza speciale per
preservare il Paese da un nuovo tentativo di golpe.(Ticino online 30.5.05)
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BOLIVIA: CHAVEZ, BUSH COLPEVOLE
DELLA CRISI
Caracas, 13 giu. - (Adnkronos) - La crisi della Bolivia
e' la conseguenza del capitalismo promosso dal presidente americano George
Bush che con le sue politiche di libero mercato ha provocato ''miseria e
destabilizzazione''. Nel suo programma domenicale 'Alo' presidente',
trasmesso in tv e alla radio, lo ha affermato il presidente venezuelano Hugo
Chavez, rispedendo cosi' al mittente le accuse di quanti ritengono che abbia
avuto un ruolo nella crisi politica di La Paz. Chavez ha sostenuto che la
proposta statunitense di un mercato comune nei paesi centroamericani e' una
''medicina della morte''.
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"Un
giorno prevarrà il popolo degli Stati Uniti sognato da
Martin Luther King"
Chávez
al Gigantinho conquista Porto Alegre "Gesù Cristo è stato uno dei più grandi
avversari dell'imperialismo" Ringrazia Lula per il supporto al Venezuela
Bush? "Un giorno prevarrà il popolo degli Stati Uniti sognato da Martin
Luther King".
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Chávez al Gigantinho conquista Porto
Alegre "Gesù Cristo è stato uno dei più grandi avversari
dell'imperialismo" Ringrazia Lula per il supporto al Venezuela Bush? "Un
giorno prevarrà il popolo degli Stati Uniti sognato da Martin Luther
King"
FSM 2006 in Venezuela
Durante l'apertura della conferenza del Presidente Hugo Chávez è stato
confermato il Venezuela come la sede di una delle edizioni regionali del
Forum Sociale Mondiale del 2006. La decisione è stata presa
all'unanimità dal Consiglio delle Americhe, uno dei comitati del Forum.
Dopo l'annuncio, Candido Grzybowski, direttore dell'Istituto Brasiliano
di Analisi Sociali e Economiche (IBASE) ha ringraziato Chávez per la
disponibilità ad ospitare l'evento.
Il carisma del polemico Presidente ha
veramente conquistato Porto Alegre. Già molto prima dell'arrivo di
Chávez in città, diverse migliaia di manifesti, con la stessa
impostazione della pubblicità dei concerti rock, informavano sulla
conferenza del "capo bolivarista" (la parola viene del nome di Simon
Bolivar, che sognava un Sud America trasformato in un unico paese).
Il discorso di Chávez
allo Stadio Gigantinho di Porto Alegre Chávez, nel suo discorso, ha
elencato gli ispiratori della "rivoluzione bolivariana". Il primo,
secondo lui, sarebbe stato Gesù Cristo, definito come "uno dei più
grandi avversari dell'imperialismo", poi l'indimenticabile Che Guevara
(il Presidente indossava una camicia con una foto del mito in basco)
seguito da Atahualpa, leader della resistenza inca ai conquistadores, e
dal fondatore del Partito Comunista Brasiliano, Luiz Carlos Prestes.
Il presidente Chávez ha fatto al
pubblico un resoconto del suo lavoro per il Venezuela, definito da lui
una "rivoluzione", con tanto di statistiche alla mano, al punto di far
supporre una sorta di ringraziamento del supporto fornitogli dal Governo
Lula durante le due crisi interne che ha dovuto fronteggiare. Il
Presidente ha attaccato duramente gli Stati Uniti concludendo così: -
"Tutti gli imperi sono sempre corrotti da dentro e un giorno piomberanno
per terra. Un giorno l'imperialismo nord americano piomberà per terra e
prevarrà il popolo degli Stati Uniti sognato da Martin Luther King".
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