home

links la satira la previdenza i racconti le foto caboverde*

IL VENEZUELA di hugo chavez

Chavez:no al software
chiuso e al copyright

licenziati gli istruttori militari statunitensi 23.4.05

Il Bolivarismo di
Hugo Chavez

°°°°°°°°
In America Latina i poveri scommettono sulla sinistra

Chavez come S. Allende ?

Chavez: no al latifondo, in difesa dei poveri

Chavez: no imperialismo Usa TERZO ANNIVERSARIO DEL GOLPE IN VENEZUELA22.4.05 CHAVEZ IL PRESIDENTE DEI POVERI Tentativo di intorbidire i risultati in Venezuela
Castro accusa: Bush vuole assassinare Chavez?-12.2.05 a)Chavez sfida Bush 4.3.05
b)Si schiera con l'IRAN
SCHIACCIANTE VITTORIA ALLE REG-1.11.04 L'opposizione non si rassegna ( 6.9.04)
Aznar coinvolto nel golpe contro Chavez? 27.11
Coinvolto anche Bush?
Assassinato magistrato che indagava su golpe contro Chavez   (20.11.04)

mostra Martiana a Caracas (6.10.04)

UNA POESIA DI JOSE' MARTI


 clicca

Chavez presidente per la terza volta

Nuovo sfottò a George Bush: "Un'altra sconfitta per Mister Pericolo"
4 dicembre 2006 - Hugo Chavez è stato rieletto presidente del Venezuela. Con l'80% delle schede scrutinate, l'ex colonnello dei paracadutisti ha ottenuto il 61% dei suffragi, contro il 38% dello sfidante, Manuel Rosales (53 anni e 10 figli).

L'avversario ha riconosciuto la sconfitta dopo un timido tentativo di contestazione sulla base di presunte irregolarità.
"Abbiamo dato un'altra lezione di dignità agli imperialisti - ha detto alla folla dei sostenitori in festa - Per l'impero di Mister Pericolo è un'altra sconfitta".
Il presidente venezuelano ha dedicato la sua vittoria al leader cubano Fidel Castro, gravemente malato.
Chavez ha già vinto le presidenziali del 1998 e del 2000, ma se i dati restano confermati, quello del 2006 è il suo miglior risultato elettorale.
Per Washington la rielezione dell'ex paracadutista è un altro duro colpo in quell'area geo-politica considerata da decenni come il giardino di casa.
Il chiaro risultato di Chavez segue l'affermazione di 3 altri leader della sinistra latino-americana nelle ultime 5 settimane: Rafael Correa in Ecuador, Lula da Silva in Brasile, Daniel Ortega in Nicaragua. E nel dicembre 2005 si era affermato alla presidenza della Bolivia Evo Morales, altro amico di Castro e Chavez.
 
WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 2 DICEMBRE 2005
Venezuela: precipita la crisi tra Chavez e le opposizioni
REDAZIONE

E' sempre più drammatica in Venezuela la crisi politica tra Hugo Chavez e i principali partiti dell'opposizione dopo la decisione di quest'ultimi di boicottare le elezioni legislative di domenica prossima per mancanza di trasparenza.
Il presidente è fuori di se dalla rabbia e continua a ripetere che sono stati gli americani ad avere organizzato la protesta delle opposizioni.
"Questi partiti stanno tentando di mettere in atto un
golpe militare - ha tuonato - ma sono sicuro che i militari risponderanno con fermezza. Questi gruppi non hanno un seguito nella popolazione perché hanno tradito e pugnalato il popolo di questo paese. Questi partiti politici in passato hanno trasformato il Venezuela in una colonia degli Stati Uniti facendolo affondare nel più spaventoso degli abissi".

 
 
 
 L'Avana. 2 Novembre 2005     "Noi in Argentina seppelliremo l’ALCA!" (Digital Gramma)

• Lo ha dichiarato Hugo Chávez che andrà a Mar del Plata

Il presidente del Venezuela, Hugo Chávez ha annunciato che nel Summit delle Americhe a Mar del Plata inviterà i popoli dell’America Latina e dei Caraibi a liberarsi dal giogo dell’imperialismo.

"A Mar del Plata dirò che il Venezuela è libero e non necessita dell’imperialismo" ha detto Chávez durante un incontro per la firma di un accordo tra Venezuela e Cina per il lancio di un satellite di comunicazioni nel 2006.

Non necessitiamo per niente l’imperialismo e lo dirò a Mar del Plata tra poche ore. Il Venezuela è libero e noi invitiamo tutti i popoli dell’America Latina e dei Caraibi a liberarsi dal ricatto dell’imperialismo!"

Chávez ha denunciato che gli Stati Uniti fanno pressioni sulla regione per cercare di far risorgere la progettata Area di Libero Commercio - ALCA – ma, ha assicurato, noi invece in Argentina seppelliremo l’ALCA!"

Il presidente venezuelano ha criticato il monopolio degli USA sui mezzi di comunicazione a livello mondiale ed ha segnalato la necessità di rompere le catene che legano braccia e gambe, voce e anima, attraverso l’alienazione dei popoli.

"La Rivoluzione bolivariana non ha altro cammino che l’approfondimento dei suoi sforzi per liberarsi da questi meccanismi di sfruttamento e di dominio della maggioranza sulle minoranze", ha precisato.

Saúl Ortega, presidente della Commissione di Politica estera del Parlamento del Venezuela ha detto a proposito del ALCA che le nazioni dell’America Latina respingono questo progetto creato a Washington.

Questo deputato ha detto che la condanna del ALCA si avallerà a Mar del Plata, nel IIIº Foro dei Popoli, in contrapposizione con il Summit presidenziale delle Americhe.

"Sono due scenari diversi, ha detto, quello dei Capi di Stati che hanno accompagnato fame e miseria per il continente e un altro integrato da un gruppo di paesi che lottano per un altro genere d’integrazione. Io posso assicurare che ci sono milioni di abitanti latino- americani e dei Caraibi che scenderanno nelle strade per condannare la firme dei loro governanti!"
 
LA CHIESA CATTOLICA INCITA ALLA RIVOLTA IN VENEZUELA
News del 18-07-2005
CARACAS – Per il presidente venezuelano, Hugo Chavez, il cardinale Rosalio Castillo è "un bandito, immorale e golpista"; il giudizio “lusinghiero” arriva dopo che la massima autorità della chiesa cattolica in Venezuela ha esortato la popolazione a disconoscere il governo, rovesciarlo e a non avallare un processo elettorale "farsa".
"Lei è una farsa, cardinale bandito, golpista e immorale, ruffiano dei governi corrotti del passato!", ha sentenziato Chavez dopo aver letto nel suo programma domenicale ‘Salve, presidente’ l’ intervista pubblicata ieri dal giornale 'El Universal', nella quale il religioso ha affermato che il governo Chavez "e' il piu' nefasto che il Paese abbia mai avuto" e che dietro "la patina di democrazia" si nasconde "la dittatura".
"Sono convinto", ha affermato il cardinale, "che nel Paese vi sia una dittatura; una dittatura intesa come esercizio dispotico e arbitrario del potere concentrato nelle mani di una singola persona".
Castillo, che si e' fatto portavoce delle conclusioni della Conferenza episcopale venezuelana, non si e' fermato qui e, richiamandosi all'articolo 350 della Costituzione, ha detto che "il popolo venezualano, fedele alle sue tradizioni repubblicane e alla sua lotta per l'indipendenza, la pace e la liberta', deve disconoscere qualsiasi regime, legislazione o autorita' contraria ai valori, ai principi alla garanzie democratiche e al rispetto dei diritti umani. Le azioni del governo", ha assicurato il cardinale, "violano tutti questi presupposti".
Poi l'anatema contro il presidente: "Possa soffrire le frustate di Cristo per tradimento". Il cardinale si e' infine chiesto: "E' con questi banditi che il Vaticano ci chiede di intrattenere buone relazioni?".
La risposta di Chavez, da cattolico praticante che vanta di avere convertito al cristianesimo anche il leader cubano Fidel Castro: "Il Papa deve sapere tutto questo. Che Dio perdoni il cardinale e che il diavolo lo accolga".
 

licenziati gli istruttori militari statunitensi
Caracas. Il governo del presidente Hugo Chavez ha licenziato gli istruttori militari statunitensi, ordinando loro di interrompere il lavoro con le forze armate venezuelane ''improvvisamente e senza dare spiegazioni, dopo 35 anni di collaborazione''. Lo rende noto una nota dell'ambasciata Usa a Caracas che si rammarica per la decisione e sottolinea come ''il governo degli Stati Uniti desideri mantenere gli storici rapporti fraterni tra le forze armate'' dei due Paesi. Mentre negli ultimi anni la maggior parte dei programmi militari di interscambio tra Washington e Caracas sono stati sospesi, in Venezuela ci sono al momento 17 militari, compresi gli addetti alla manutenzione degli F16 della 'Fuerza aerea'.

(Pab/Zn/Adnkronos) 23-APR-05                   home            torna su

®

Fidel Castro accusa: "Bush vuole assassinare Chavez"
WWW.CENTOMOVIMENTI.COM - 12 FEBBRAIO 2005 - REDAZIONE
Il dittat
ore cubano Fidel Castro non ha dubbi: "Se gli Stati Uniti potranno, elimineranno il presidente venezuelano Hugo Chavez".
Il leder maximo ha rivolto nuove pesanti accuse alla Casa Bianca in occasione di un discorso pubblico durato quasi sei ore.
"Bisogna lottare per conservare un leader prima che lo uccida un impero che ha come metodo prediletto assassinare dirigenti - ha affermato il numero uno di Cuba - lo dico a tutta l'opinione pubblica mondiale: se Chavez verrà assassinato, la responsabilità cadrà in pieno sul presidente degli Stati Uniti George W. Bush".

13 feb 06:13   Cuba: Fidel Castro, "Piani Usa per uccidere Chavez"
Corriere della sera

L'AVANA - Secondo Fidel Castro la vita del presidente venezuelano Hugo Chavez e' in serio pericolo. Il leader cubano ha espresso la sua preoccupazione durante un discorso di sei ore in un convegno economico sostenendo che sia nei piani dell'amministrazione Usa eliminare Chavez. Lo scrive il quotidiano spagnolo El Mundo nella sua versione on line. Castro, 78 anni, si e' detto pronto a lottare per la vita del presidente del Venezuela.


*****************
 

Chavez sfida gli USA
R e p o r t e r A s s o c i a t i  04 Marzo 2005
Chavez avverte gli americani: "Siamo pronti a tagliarvi il petrolio"

Caracas - 04 Marzo 2005 -- Il presidente Hugo Chavez avverte gli Stati Uniti: se vi saranno intromissioni nella politica interna del Venezuela, il Governo di Caracas è pronto a lasciare i nord-americani senza petrolio.

"Se ci sarà una qualunque aggressione nei nostri confronti non ci sarà più petrolio - ha chiarito - noi agli Stati Uniti vogliamo fornirlo, non abbiamo alcuna intenzione di non farlo, a meno che il loro governo non impazzisca e cerchi di danneggiarci".

Le parole di Chavez sono probabilmente una risposta al recente rapporto del Dipartimento di Stato Usa sul rispetto dei diritti umani nel mondo. Washington ha infatti sonoramente bocciato, tra gli altri, anche il Venezuela, colpevole di aver approvato "leggi che intimidiscono la stampa, che mettono limiti al lavoro dei giornalisti e con le quali si sta cercando di controllare la Corte Suprema". (centomovimenti)

Vedi anche:
Gli USA spingono per iniziative contro il Venezuela
home            torna su

ASSASSINATO MAGISTRATO CHE INDAGAVA SU GOLPE CONTRO CHAVEZ
E quello che è successo a un giudice venezuelano, come abbiamo appreso da “Repubblica” del 20 novembre 2004:
“È stato assassinato in un sobborgo di Caracas, Dando Anderson, titolare dell'inchiesta sugli autori del golpe contro il presidente Ugo Chavez nel 2002. Nelle indagini erano coinvolti 400 politici dell'opposizione, avvocati, imprenditori ed ex esponenti delle forze armate che parteciparono alla rivolta sfociata nella destituzione temporanea di Chavez. Poco dopo le 23, Anderson, 38 anni, stava tornando a casa a bordo del suo fuoristrada quando sono esplosi due potenti ordigni collocati sotto la sua auto. Per riconoscerne il corpo è stato necessario l'esame del Dna: solo ieri pomeriggio quindi il ministro gli Interni, Jesse Chacon, ha comunicato che la vittima dell'attentato era il procuratore. Appresa la notizia, Chavez ha rinunciato a lasciare Caracas per recarsi in Costa Rica dove, oggi, inizia un vertice di capi di stato iberoamerìcani. Il procuratore aveva ricevuto delle minacce e girava armato: tra i rottami dell'auto sono stati trovati infatti tre telefonini e due pistole. Ieri i sostenitori del governo hanno inscenato una manifestazione pacifica di fronte alla sede della procura generale. Alcuni esponenti dell'opposizione hanno espresso il timore che il governo approfitti dell'occasione per imporre un giro dìvìte contro gli avversari. « È stata un'azione vile», ha detto Manuel Rosales, l'oppositore che governa lo stato di Zulia e che il magistrato aveva incluso nella lista dei 400 che voleva incriminare per "rivolta" per aver firmato il decreto che derogò i poteri di Chavez durante il golpe fallito nel giro di 48 ore.»
home            torna su

 

CULTIVO UNA ROSA BLANCA

Cultivo una rosa blanca
En julio como en enero,
Para el amigo sincero
Que me da su mano franca.

Y para el cruel que me arranca
El corazon con que vivo,
Cardo ni ortiga cultivo,
Cultivo una rosa blanca.

 

 Il Bolivarismo di Hugo Chavez

Come previsto con largo anticipo l’opposizione Venezuelana non riconosce la vittoria del presidente Hugo Chavez nel referendum revocatorio del suo mandato. Ma quali sono i motivi e timori che sono alla base di tale posizione?

Il Bolivarismo di Hugo Chavez si rifà al pensiero del “Libertador” Simon Bolívar (l’eroe venezuelano, nato nel 1783 e morto nel 1830, un idealista che lottò per la libertà, la modernizzazione e lo  sviluppo politico-sociale dell'America Latina) e fa proprio il suo sentimento latinoamericanista, che chiama i popoli, non le oligarchie, a unire gli sforzi per costruire quella grande nazione che possa affrontare le sfide del futuro in condizioni di eguaglianza rispetto alle potenze contemporanee.
Secondo il pensiero di Bolivar, solo un potere che sorge dal popolo può garantire  il futuro delle nazioni.
La proposta bolivariana è ancora attuale anche se la lotta emancipatrice di Bolivar finì per essere tradita
dalle oligarchie locali che non vedevano alcun vantaggio nella cooperazione di più Stati, preferendo che al potere stesse un’élite gretta ed autocratica.

 

“Il proposito bolivariano fu la trasformazione della lotta anticolonialista per l’indipendenza in un regime rivoluzionario che facesse propri i cambiamenti democratici per l’avanzata del progresso materiale e sociale delle grandi masse popolari. Ma i rapporti di forza avversi impedirono che i rivoluzionari, alla cui testa stava Simón Bolívar, prendessero il potere per metterlo al servizio del popolo.
Sullo sfondo della grande frustrazione storica nazionale continua ad essere incompleto il progetto bolivariano. Come disse José Martí, “quello che Bolívar lasciò incompiuto, è incompiuto anche oggi, perché Bolívar ha ancora da fare in America.”

 E FORSE QUESTO QUALCOSA POTRÀ FARLO HUGO CHAVEZ                            (a.ingianni)

home            torna su

 
 Venezuela: Il furto del petrolio
Lunedì, 16 maggio “E’ assolutamente falso” che la produzione venezuelana di petrolio sia diminuita di un milione di barili ha detto il presidente Hugo Chavez nel suo programma radiotelevisivo domenicale “Aló, Presidente". Smentendo con fermezza notizie pubblicate dalla stampa locale, e prontamente rimbalzate nei circuiti dell’informazione americana e internazionale, Chavez ha ammesso , come aveva già fatto all’inizio del mese, un calo di produzione di circa 100.000 barili nella parte occidentale del paese, a causa di vandalismi e sabotaggi organizzati da forze che intenderebbero mettere in difficoltà lui e il suo governo.
Quinto esportatore mondiale di petrolio, il Venezuela afferma di produrre tre milioni e 300.000 barili al giorno mentre fonti statunitensi non gliene riconoscono più di due milioni e 600.000.

home            torna su

 

Chàvez: ''fine del monopolio dell'informazione di Stati Uniti ed Europa''

Basta con la morfina mediatica dei telefilm di Fox e con l’egemonia dei grandi circuiti di informazione occidentali: cambiare (canale) si può. O meglio si potrà, dal 24 luglio prossimo, quando prenderanno il volo le trasmissioni di Telesur, la nuova emittente satellitare del Sud America, voluta dal presidente venezuelano Hugo Chávez e appoggiata dai governi di Venezuela, Cuba, Argentina e Uruguay.
“La concretizzazione di questo progetto presuppone un nuovo ordine informativo mondiale e porrà fine al monopolio delle informazioni esercitato da Stati Uniti ed Unione Europea”, ha dichiarato il presidente Chávez, che considera indispensabile aumentare l’indipendenza culturale dei paesi latinoamericani, vale a dire circa mezzo miliardo di persone.

home            torna su
 
 


Venezuela:si sta pianificando golpe contro Chavez

In Venezuela si starebbe preparando un nuovo golpe per eliminare Hugo Chavez e instaurare un regime militare. Non si tratta di una indiscrezione, ma di una denuncia del vicepresidente Josè Vincente Rangel, e del leader del partito di governo (Movimento e Repubblica) William Lara.

"Abbiamo informazioni dei servizi - ha detto Lara - che alcuni settori stanno tramando per attentare alla vita del presidente Chavez". Settori che hanno partecipato, ha spiegato Lara, anche al tentato golpe del 2002. Parallelamente sarebbe in corso anche un tentativo di destabilizzare l'azienda petrolifera nazionale, Pdvsa.

Per questo il governo, ha detto Lara, ha adottato misure di sicurezza speciale per preservare il Paese da un nuovo tentativo di golpe.(Ticino online 30.5.05)

home            torna su

 

BOLIVIA: CHAVEZ, BUSH COLPEVOLE DELLA CRISI
Caracas, 13 giu. - (Adnkronos) - La crisi della Bolivia e' la conseguenza del capitalismo promosso dal presidente americano George Bush che con le sue politiche di libero mercato ha provocato ''miseria e destabilizzazione''. Nel suo programma domenicale 'Alo' presidente', trasmesso in tv e alla radio, lo ha affermato il presidente venezuelano Hugo Chavez, rispedendo cosi' al mittente le accuse di quanti ritengono che abbia avuto un ruolo nella crisi politica di La Paz. Chavez ha sostenuto che la proposta statunitense di un mercato comune nei paesi centroamericani e' una ''medicina della morte''.
home            torna su

 

"Un giorno prevarrà il popolo degli Stati Uniti sognato da Martin Luther King"

Chávez al Gigantinho conquista Porto Alegre "Gesù Cristo è stato uno dei più grandi avversari dell'imperialismo" Ringrazia Lula per il supporto al Venezuela Bush? "Un giorno prevarrà il popolo degli Stati Uniti sognato da Martin Luther King". 

Chávez al Gigantinho conquista Porto Alegre "Gesù Cristo è stato uno dei più grandi avversari dell'imperialismo" Ringrazia Lula per il supporto al Venezuela Bush? "Un giorno prevarrà il popolo degli Stati Uniti sognato da Martin Luther King"

FSM 2006 in Venezuela Durante l'apertura della conferenza del Presidente Hugo Chávez è stato confermato il Venezuela come la sede di una delle edizioni regionali del Forum Sociale Mondiale del 2006. La decisione è stata presa all'unanimità dal Consiglio delle Americhe, uno dei comitati del Forum. Dopo l'annuncio, Candido Grzybowski, direttore dell'Istituto Brasiliano di Analisi Sociali e Economiche (IBASE) ha ringraziato Chávez per la disponibilità ad ospitare l'evento.

Il carisma del polemico Presidente ha veramente conquistato Porto Alegre. Già molto prima dell'arrivo di Chávez in città, diverse migliaia di manifesti, con la stessa impostazione della pubblicità dei concerti rock, informavano sulla conferenza del "capo bolivarista" (la parola viene del nome di Simon Bolivar, che sognava un Sud America trasformato in un unico paese).

Il discorso di Chávez allo Stadio Gigantinho di Porto Alegre Chávez, nel suo discorso, ha elencato gli ispiratori della "rivoluzione bolivariana". Il primo, secondo lui, sarebbe stato Gesù Cristo, definito come "uno dei più grandi avversari dell'imperialismo", poi l'indimenticabile Che Guevara (il Presidente indossava una camicia con una foto del mito in basco) seguito da Atahualpa, leader della resistenza inca ai conquistadores, e dal fondatore del Partito Comunista Brasiliano, Luiz Carlos Prestes.

Il presidente Chávez ha fatto al pubblico un resoconto del suo lavoro per il Venezuela, definito da lui una "rivoluzione", con tanto di statistiche alla mano, al punto di far supporre una sorta di ringraziamento del supporto fornitogli dal Governo Lula durante le due crisi interne che ha dovuto fronteggiare. Il Presidente ha attaccato duramente gli Stati Uniti concludendo così: - "Tutti gli imperi sono sempre corrotti da dentro e un giorno piomberanno per terra. Un giorno l'imperialismo nord americano piomberà per terra e prevarrà il popolo degli Stati Uniti sognato da Martin Luther King".

home            torna su