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Gli Ufo in Italia
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black Friday, Oct. 21, 2005 at 12:18 AM |
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TROVATO L'HANGAR DEL DISCO
da UFO Notiziario di novembre - 2000. Articolo di Alfredo Lissoni
Le ricerche sugli X-files di Mussolini vanno avanti ed ogni giorno
nuovi elementi confermano l'autenticità dei documenti, delineando
parimenti un quadro sempre più completo ed intrigante, composto da
insabbiamenti, azioni di guerriglia e trame tessute per mettere a
tacere una scomoda verità. Oggi i mass media, brutalmente censurati
negli anni Trenta, si sono presi una rivincita "morale" dando ampio
risalto a questo giallo del Ventennio: i documenti fascisti sono stati
mostrati dal nostro Roberto Pinotti nello Speciale Tg1 andato in onda
sabato 30 settembre ed interamente dedicato agli UFO, durante il quale,
fra l'altro, l'Aeronautica Militare ha aperto i propri dossier. E la
rubrica Tentazioni de "Il Giorno" ai files fascisti ha dedicato
un'intera pagina il 7 settembre scorso, con una dettagliata inchiesta
del giornalista Gabriele Moroni. É stato proprio "Il Giorno" il
primo ad ipotizzare, su mia indicazione, che il disco volante
recuperato dai fascisti all'alba del 13 giugno del '33 fosse stato
nascosto negli stabilimenti della Siai Marchetti di Vergiate o Sesto
Calende, due località confinanti in provincia di Varese. Sono giunto
all'identificazione del posto grazie ad una serie di elementi
combacianti. In primo luogo, la zona dell'atterraggio doveva essere nel
milanese o in Lombardia; lo dimostrava il fatto che le veline Stefani
che riferivano del recupero partissero dall'Ufficio Telegrafico di
Milano e non, ad esempio, da Roma o da una sede giornalistica
periferica; Vergiate si trova in provincia di Varese; a cinque minuti
di macchina c'è Sesto Calende, sul fiume Ticino, al confine con Novara.
A Sesto Calende e a Vergiate (e nella vicina S.Anna) la Siai Marchetti
aveva i propri stabilimenti ove venivano costruiti gli aerei militari.
A Sesto vi erano gli uffici dirigenziali, a Vergiate gli stabilimenti
veri e propri, a S.Anna i cantieri che in seguito ospiteranno la Decima
Mas. A Sesto e Vergiate erano di casa Italo Balbo e Filippo Eredia, suo
braccio destro. Balbo, lo apprendiamo dai documenti fascisti, era uno
dei vertici del Gabinetto RS/33 (ed era in stretto contatto con
Marconi, come dimostra un articolo su "La Sera" del 15-7-33, circa
alcuni telegrammi amichevoli fra i due personaggi). La storia ufficiale
ci dice che Balbo "era solito partire per le sue imprese aviatorie
proprio da Sesto Calende" (meglio ancora: dal campo di volo
dell'adiacente Vergiate). Filippo Eredia, responsabile dell'Ufficio
Meteorologico di Stato (forniva a Balbo le condizioni atmosferiche per
le trasvolate oceaniche) era di casa negli stabilimenti della Marchetti
(vi sono foto che lo ritraggono a S.Anna). Dopo la guerra quest'ultimo
divenne, curiosamente, uno dei più strenui scettici d'ufficio del
fenomeno UFO. Ancora, altre indicazioni spingevano la mia attenzione
nella zona di Varese. In primo luogo, il fatto che, dopo il recupero
del disco, era stato proprio un giornale varesino, la "Cronaca
Prealpina" del 20 giugno, a dare notizia con enfasi dell'esistenza di
forme di vita su Marte in contatto con uomini della Terra; in secondo
luogo il fatto che negli anni immediatamente successivi il dopoguerra
continuasse a circolare nella zona la voce che a Vergiate fossero
custoditi dischi volanti terrestri. Ho personalmente
reinchiestato il caso di Tradate di Varese. Nel 1950 l'operaio Bruno
Facchini di Abbiate Guazzone s'imbatté, in un bosco, in un disco
volante sceso al suolo e nei suoi occupanti. A ricordo di
quell'esperienza, Facchini portò sempre sull'addome gli effetti (da
scossa elettrica) provocatigli da un fascio di luce sparatogli contro
dagli alieni; conservò inoltre frammenti del disco volante, lasciati a
terra dagli extraterrestri, intenti ad effettuare sul disco un lavoro
di saldatura. Ciò che pochi sanno è che quando Facchini si imbatté nel
disco, pensò subito fosse un prototipo americano custodito a Vergiate.
Proprio gli americani, che durante la guerra bombardarono ben nove
volte lo stabilimento Marchetti di Vergiate tentando di distruggere
qualcosa a tutti i costi, risparmiarono Sesto Calende, sebbene sorgesse
accanto ad uno strategico ponte in ferro sul Ticino. Forse gli
americani, venuti a conoscenza del fatto che negli uffici della
Marchetti vi erano preziosi incartamenti, decisero di risparmiare
Sesto. E a guerra finita, negli anni Cinquanta, l'US Air Force si
affrettò a mettere le mani sugli stabilimenti di Vergiate,
improvvisamente adibiti ad hangar manutentivi per gli aerei americani.
Altri elementi ancora mi spingevano ad investigare in questa direzione.
Va detto che negli ultimi mesi diverse teorie sui files fascisti sono
state veicolate su pubblicazioni varie; riguardavano in parte il crash
(sebbene nei documenti si parlasse solo di atterraggio) del disco
volante del '33; veniva avanzata l'ipotesi di un guasto causato da un
fulmine, chiaramente ispirandosi al crash di Roswell. Sin dall'inizio
della mia indagine era bastato controllare il bollettino meteo
dell'Osservatorio di Milano Brera per escludere a priori questa
ipotesi: quel giorno il cielo era semicoperto, occasionalmente piovoso.
Non vi erano stati furiosi temporali. Ma proprio per questo motivo
saltava subito agli occhi come una forzatura, una bugia male
orchestrata, la notizia che un misterioso lampo di luce schiantatosi
nella notte sullo "stradale tra Magenta e Novara" fosse un banale
fulmine. L'unica pubblicazione che si azzardava a riportare la notizia
(con un certo ritardo) era la Domenica del Corriere del 9 luglio;
riferiva assai stringatamente di ben cinque operai, uno dei quali
ferito molto gravemente, colpiti... da un unico fulmine!. Non poteva
sfuggirmi la connessione con il documento senatoriale del Gabinetto
RS/33 che imponeva di ricondurre il "fenomeno" ad una spiegazione
astronomica. Non ho mai scritto prima di questa scoperta perché volevo
esserne sicuro (in fondo, nei giorni immediatamente precedenti o
successivi l'atterraggio dell'UFO vi erano state diverse
convenzionalissime cadute di fulmini). Solo qualche mese fa ho
potuto finalmente avere le prove definitive che da tempo cercavo. Un
amico militare mi aveva fornito una mappa dell'Aeronautica americana
che indicava la dislocazione tattica dei principali aeroporti italiani
negli anni Quaranta. Nel Nord Italia la più grande concentrazione era
proprio attorno al milanese. Era evidente che qualunque ordigno fosse
stato recuperato in zona, sarebbe stato occultato nel più vicino hangar
aeronautico di fiducia. Vergiate era legato a doppio filo con il
Gabinetto RS/33. Non solo. Grazie ad una preziosa collaborazione potei
scoprire che negli uffici dirigenziali di Sesto Calende lavorava un
funzionario a nome Aldo Moretti. Ricordate il misterioso "caso Moretti"
del quale i carteggi fascisti dicevano che "non si poteva parlare se
non a quattr'occhi data la delicatezza e la particolarità della
vicenda"? Moretti veniva citato in una velina Stefani indirizzata ad un
misterioso Alfredo (ipotizzai potesse essere un giornalista di "Anno
XIII"). "Se mi chiedi un consiglio, eccolo: non dire a nessuno, ripeto
a nessuno e ciò comprende i parenti più stretti, quanto hai visto",
consigliava la missiva. Un Moretti è tra i funzionari della Siai
Marchetti. Il suo nome viene indicato in un bollettino parasatirico del
dopolavoro della Siai Marchetti, lo Zic (1). Viene indicato come
"funzionario della D.O.", probabilmente della Direzione Operativa. Cosa
aveva mai combinato questo Moretti per diventare un innominato? Aveva
incendiato l'hangar che custodiva il disco volante (o quanto ne
restava)! Negli archivi dei repubblichini il solerte e fedele
funzionario veniva improvvisamente disegnato come un pericoloso
partigiano; i carteggi che lo riguardavano erano però volutamente
fumosi, quasi si stesse cercando di cancellarne per sempre l'identità
(come consigliavano le veline Stefani). Lapidaria la citazione nei
documenti della Guardia Nazionale Repubblicana di Varese, circa "alcuni
elementi entrati nella clandestinità, certi Moretti e Tiferi da Sesto
Calende". La conversione di Moretti dovette avvenire dopo il
1940. Sino al 6 settembre di quell'anno Aldo Moretti era ancora uno
stimato dirigente di regime; sembra collegato il fatto che proprio nel
1940 il Gabinetto RS/33 terminasse le investigazioni sugli UFO e
passasse l'intera documentazione ai nazisti. Tre anni dopo Moretti
decise di ribellarsi. L'incendio del capannone della Siai di Vergiate è
datato 17 marzo 1943. Quanto danno fece quell'incendio doloso non è
dato di saperlo. Non è detto, nei carteggi RS/33, quanta documentazione
(o reperti) le avide mani dei nazisti ci abbiano lasciato dopo il 1940.
Non possiamo quindi stabilire se a Vergiate, all'epoca dell'incendio,
vi fosse ancora il disco, o semplici frammenti di UFO, o ancor più
banalmente carteggi segreti, fotografie e schizzi del velivolo. Questo
materiale è probabilmente andato distrutto per sempre, sebbene vi sia
una speranza che ne possa esistere copia. Un nostro collaboratore
ricorda una mostra di disegni del dopoguerra, realizzati (prima del
1947) da "malati di mente" d'Italia. Fra i tanti bizzarri schizzi,
alcuni raffiguravano chiaramente lo spaccato di un disco volante,
disegnato da un matto prima che si cominciasse a parlare di UFO. Li
aveva realizzati il misterioso personaggio citato nei carteggi fascisti
come "il caso analogo conclusosi con il ricovero in manicomio"?
Identificare nella zona di Sesto e Vergiate i luoghi del primo cover up
UFO dell'età contemporanea ci spinge ad alcune riflessioni. In primo
luogo, Sesto Calende si trova sul Ticino. Ed i nostri lettori sanno che
da tempo immemorabile il "triangolo" che va dal Ticino pavese a quello
novarese e comprendente la punta varesina è zona di intensissima
attività ufologica. Il dossier al riguardo è voluminosissimo. É solo un
caso? O c'è un legame con i fatti del 13 giugno del '33? Una teoria
analoga è stata proposta per Hessdalen; anche in quell'occasione le
ripetute e continuate apparizioni UFO sono state spiegate da alcuni con
un incidente alieno. Siamo nel campo delle supposizioni; sappiamo però
che nei giorni successivi il recupero la vita dei funzionari delle
località coinvolte venne improvvisamente stravolta. I dirigenti della
Macchi varesina, l'altra società che costruiva aerei militari assieme
alla Marchetti, venivano spostati e sostituiti da tale ingegner Paolo
Foresio, un fedelissimo che proveniva dal Genio Navale (2); a Milano il
questore Pietro Bruno veniva rimosso e rimpiazzato dal questore di
Trieste Gaetano Laino; il 26, "alla presenza di S.E il Prefetto, gr.
uff. Fornaciari", il Segretario Federale del Fascio console Erminio
Brusa (che evidentemente sapeva troppo) veniva trasferito e sostituito
"dal nuovo segretario federale Rino Parenti (3)". Non solo.
Probabilmente la milizia fascista aveva rastrellato tutta la zona
incriminata; non si spiegherebbe altrimenti l'improvvisa mobilitazione
di fedelissimi da Cuggiono (VA), da Como e dalla Brianza. Cercavano
qualcosa? O nascondevano qualcosa? Fatto sta che la stampa dell'epoca
riferisce che il 17 giugno venivano allertati "i Comandanti di Fascio,
i Capi Centurie e gli aiutanti in seconda dei Fasci Giovanili di
Combattimento" della cittadina di Cuggiono, che guarda caso è proprio
tra Varese e Milano; e veniva messa in allarme la sede del Fascio di
Carate in Brianza (4); la mobilitazione si estendeva sino a Como, ove
il 23 giugno si approntava un imponente raduno di camice nere (5). E
ancora, pochi giorni dopo l'atterraggio UFO, si precipitava a Milano,
inaspettatamente, nientemeno che la Regina (6). La versione ufficiale
fornita dalla stampa fu che intendesse all'improvviso semplicemente
visitare l'Ospedale Maggiore di Milano. Forse per incontrare i cinque
viandanti feriti dalla caduta del disco volante? Alla luce di questi
nuovi elementi assume un diverso significato il martellante
bombardamento mediatico con cui il Regime cercava, a mezzo stampa, di
convincere e di convincersi che la propria Aeronautica fosse ancora la
migliore del mondo. Ciò avveniva persino sulle riviste femminili,
solitamente interessate a ben altri argomenti; anche là il lavaggio del
cervello era continuo, da "Eva" alla cattolicissima "Alba" (che il 16
luglio '33 dedicava la copertina alle "Ali d'Italia") a "Lei" (con un
pezzo sulle "aviatrici"). Il regime temeva chiaramente una perdita di
autorità (7), tant'è che Mussolini in persona dovette ribadire, in
prima pagina dalle colonne dal fedelissimo quotidiano "La Sera" pochi
giorni dopo l'atterraggio, che lo Stato fascista non era soltanto "un
guardiano notturno che si occupava della sicurezza personale dei
cittadini..." (8). Eppure, proprio in quelle prime ore dell'alba la
polizia segreta fascista aveva lavorato da guardiano notturno, non per
la sicurezza dei cittadini, ma per la salvaguardia delle proprie
istituzioni. Sfortunatamente, hanno lavorato bene. La caccia ai
documenti è un'impresa disperata. In primo luogo, questa ricerca è una
lotta contro il tempo; i pochi testimoni che ricordano qualcosa si
stanno spegnendo lentamente (e recentemente è deceduto, a 73 anni per
un cancro al pancreas, il soldato italiano che collaborò con i servizi
segreti inglesi nello studio delle foto di foo-fighters). Ancor più
drammatica la ricerca di memoriali di membri del Gabinetto RS/33. Non è
noto se Mussolini abbia mai parlato della commissione UFO ai suoi più
stretti collaboratori o alle persone che gli furono vicine negli ultimi
istanti di vita. La logica lo escluderebbe; in ogni caso, lo scorrere
inclemente del tempo non ci favorisce: l'estate scorsa si è spento
monsignor Salvatore Capula, per sessant'anni parroco della Maddalena a
Cagliari, la persona che raccolse le ultime confessioni del Duce (9) e
dal quale avrebbe avuto in custodia certi misteriosi diari, la cui
esistenza continuò peraltro a negare. Ed è morto a Brescia, nel '96,
forse l'unico partigiano che potesse saperne qualcosa, il professor
Aldo Gamba di Gargnano (BS), che dopo la Liberazione fu responsabile
della polizia militare per il Nord Italia. I giornalisti arrivavano a
Gargnano da tutto il mondo per intervistarlo sulle casse segrete che
Mussolini cercò di trarre in salvo prima della fucilazione. E Gamba
rispondeva: "Non dirò niente a nessuno sull'impiego e sulla fine di
quelle casse". Ma quando era assieme agli amici toccava spesso
l'argomento. "Il 29 aprile del '45", diceva, "in qualità di capo della
polizia militare feci sequestrare una delle casse con l'archivio
segreto di Mussolini e la consegnai regolarmente alle autorità del
nascente Stato Repubblicano". Fu forse grazie a ciò che fu possibile
scoprire - come abbiamo già scritto nel numero di marzo di "UFO
notiziario" - che la Repubblica Sociale Italiana aveva un suo RS (di
cui parla lo scettico Marcello Coppetti nel volume "UFO arma segreta").
"C'erano altre quattro casse contenenti atti e scritture della
segretaria Mussolini", confessava Gamba. "Due furono affondate nel lago
di Garda. Per ottenere una sicura e rapida immersione, erano state
zavorrate da grosse pietre. Le altre due, il 18 aprile a Gargnano,
furono caricate su un camioncino con altro materiale della segreteria.
Lo stesso giorno, di pomeriggio, anche Mussolini abbandonò Gargnano. Le
due casse vennero abbandonate nella prefettura di Milano, ove si svolse
l'ultimo breve Consiglio dei ministri. Il 29 aprile riuscii a far
recuperare anche una di queste due casse. La seconda era sparita. Un
giallo. Qualcosa era stato presumibilmente prelevato dal segretario
particolare del Duce (10)". "Ma", informa lo storico Federico
Pelizzari, "bisogna anche tenere presente che la sera del 26 aprile il
Comitato di Liberazione Nazionale aveva occupato la prefettura milanese
di Corso Monforte, dove il 27 si era insediato Riccardo Lombardi,
prefetto della Liberazione. Con lui arrivarono partigiani, patrioti
improvvisati e guardie di finanza, che avranno rovistato nelle casse
zincate aperte (11)". Le attuali veline del Gabinetto RS/33 finirono
così nelle mani di un partigiano? "Abbandonati sul pavimento", continua
Pelizzari, "furono trovati documenti di Mussolini degli anni '21, '25,
'27, '36, '40. Dell'altra cassa neppure l'ombra. Aldo Gamba supponeva
che il materiale fosse finito nelle mani dei servizi segreti americani
o sovietici". É forse casuale che dopo la guerra proprio americani e
russi iniziarono a costruite velivoli discoidali (l'Avro-car
statunitense, il Galonska russo)? "Infine", conclude Pelizzari, "la
cassa che era stata recuperata scomparve durante il trasferimento verso
Roma. Ma non conteneva tuttavia rivelazioni storiche dirompenti, solo
un pot-pourri di atti pubblici, di relazioni sui Consigli dei ministri,
documenti su biografie fasciste...". Il 13 agosto scorso è morto anche
Franco Campetti, l'artigiano che aveva ricevuto l'ordine dai fascisti
di costruire le celebri casse. Fu lui che, nel 1993, smentì
pubblicamente che le casse ritrovate nei fondali del lago di Gargnano
(aperte con grande enfasi alla presenza dell'on. Alessandra Mussolini)
fossero quelle contenenti i documenti più segreti del Duce (12). Tali
casse non vanno confuse con l'oro di Dongo, che secondo il settimanale
elvetico "L'Hebdo" sarebbero state nascoste non lontano dal lago di
Ginevra, e non sarebbero invece finite nelle mani dei partigiani che
fucilarono il Duce (13). Le casse di Dongo contenevano l'oro sottratto
dai fascisti alla popolazione, e dovevano servire per la nascita di un
piccolo feudo mussoliniano in Svizzera, in Spagna o in America; le
casse di Gargnano custodivano invece i dossier top secret del Fascio.
Facile dunque che vi fossero anche i files UFO (ma sul come Mister X
abbia potuto mettere le mani sui carteggi originali ho una mia teoria
assai precisa, che spero presto di avvalorare...). Quanto sopra
riportato è ciò che ci dice la cronaca. Da fonti ufficiali non vi è
modo di avere risposta alcuna (sebbene i files fascisti dovrebbero
essere custoditi alla Farnesina); non è questa una novità, peraltro: ad
esempio i carteggi fra Winston Churchill e Mussolini sono stati cercato
invano a Palazzo Chigi e non vi è traccia del loro passaggio negli
archivi riservati della Presidenza del Consiglio all'epoca dei governi
de Gasperi (14). Nulla si sa anche dal fronte partigiano. Del Gabinetto
RS/33 non vi è traccia negli archivi dell'Associazione Nazionale
Resistenza Partigiana (15) e la Fondazione Marconi di Bologna neanche
risponde. Qualche altro documento segreto sarà sfuggito alla censura?
Mistero. Casa Feltrinelli, la villa di Gargnano da cui Mussolini
governò la Repubblica Sociale e ove potrebbero essere stati occultati
altri documenti, è stata improvvisamente acquistata da un magnate,
guarda caso americano... (16). Relativamente più semplice è stato
indagare sui membri del Gabinetto RS/33. Ne sono emerse convinzioni
folli! Nel 1973 nella sala della Caxton Hall di Londra l'astronomo
scozzese Duncan Lunan presentava ai colleghi un diagramma di echi radio
(LDE) captati nel 1928 dal professor C. Stoermer in Norvegia. Gli echi
erano, secondo Lunan (e secondo l'astronomo Bracewell, che li aveva
studiati nel 1960) delle radiofrequenze terrestri che erano state
captate dagli alieni e reinviate sulla Terra con una serie precisa di
pause ("ritardi") a mo' di messaggio intelligente, un po' come nel film
"Contact". Secondo Lunan gli echi erano stati rispediti ritardati
sulla Terra da una sonda extraterrestre partita tredicimila anni fa da
Epsilon di Boote. Al di là della bontà di queste conclusioni, ciò che
mi ha molto meravigliato è stato scoprire che Marconi - capo del
Gabinetto RS/33 e convinto assertore dell'esistenza di comunicazioni
aliene - fosse assolutamente al corrente dell'esistenza di questi
radiomessaggi! Ciò spiegherebbe perché proprio lui sarebbe stato
incaricato di guidare il Gabinetto RS/33; e spiegherebbe perché assieme
ad un altro membro del team fascista, Giancarlo Vallauri, studiasse il
radar per intercettare gli intrusi dallo spazio (17)! E si chiarirebbe
il ruolo del progettista Gaetano Arturo Crocco, altro membro del
Gabinetto RS/33, il primo in Italia a studiare, sin dal 1906,
l'autorotazione - mediante eliche - dei velivoli. Chi meglio di lui
poteva capire il funzionamento di un disco volante? Di lui il
giornalista aeronautico Cesare Falessi, che fu suo grande amico, mi
confermò l'improvvisa fissazione per i viaggi nello spazio. Tale
affermazione è documentata anche dallo studioso Franco Fiorio: "Il
grande scienziato e pioniere astronautico italiano Crocco ha dimostrato
fin dal 1950 come, mediante uno sfruttamento più efficiente
dell'energia di fusione nucleare, il raggiungimento di velocità
quasi-luce sia possibile e come ciò consenta di varcare, entro i limiti
di tempo della vita umana, i confini del nostro sistema solare fino a
distanze equivalenti a 34 anni luce, contenenti circa 480 stelle fisse
della classe del nostro sole, ciascuna delle quali rappresenta un
sistema solare indipendente comprendente molti pianeti di svariate
caratteristiche (18)". Quanto a Marconi, citò gli echi di
Stoermer in uno scritto inviato alla Reale Accademia d'Italia (di cui
fecero in seguito parte i membri del Gabinetto RS/33) e letto a Trento
il 7 settembre 1930. "Nel 1928", dichiarò il fisico, "il prof. Stoermer
di Oslo annunziò di aver potuto confermare delle osservazioni fatte
dall'ing. Hals, riguardo all'esistenza di radio-echi ricevuti parecchi
secondi dopo la trasmissione di ciascun segnale. Dato che la velocità
delle onde elettriche è di circa 300.000 km al secondo, è necessario
supporre che le onde causanti l'eco percorrano in certi casi centinaia
di migliaia di chilometri. Infatti, nel corso di una conferenza tenuta
ad Edimburgo nel febbraio di questo anno, il prof. Stoermer espresse il
dubbio che alcune onde adoperate nelle varie trasmissioni, fossero
riflesse dall'orbita della luna (19)". Guarda caso, proprio Crocco
insisteva in quegli che si dovesse colonizzare il nostro satellite. Il
Majestic 12 fascista era convinto che vi fosse qualcun altro sulla
Luna?
Note: 1. "Zic" del 6-9-40. Cfr anche E. Varalli - Sesto Calende porto di cielo, Gruppo Lavoratori Siai Marchetti, Varese 1979. 2. AA.VV - Ali a Varese, Provincia di Varese, Varese-Milano 1997.
3. "Il cambio della guardia alla Federazione" in "La Sera" 26-6-33. "Il
nuovo Segretario Federale di Milano" ne "Il Sole" 25-6-33. "Il saluto
del nuovo Segretario Federale" ne "Il Sole" 28-6-33. 4. "Convocazioni di zone" in "La Sera" 17-6-33 p.4. 5. "Raduni fascisti nel Comasco" in "La Sera" 23-6-33 p.2. 6. "Improvvisa visita di Sua Maestà la Regina" ne "Il Sole" 19-6-33.
7. Qualcosa di analogo accadde anche in occasione dei sorvoli UFO di
Venezia e Mestre nel '36. Dopo che un sigaro volante e due dischi
vennero invano inseguiti da un caccia la rivista "Il Politecnico", che
evidentemente ne era al corrente, prese ad insistere sulla necessità
dei rifugi antiaerei. 8. "La Sera" del 17-6-33. 9. "Morto monsignor Capula" in "Giorno" 25-7-00. 10. "Vi racconto che fine hanno fatto le casse del Duce", di F.Pelizzari in "Giorno" 22-8-00. 11. Id. 12. "Il falegname che nascose i segreti del Duce" in "Giorno" 17-8-00. 13. "Mussolini, in Svizzera l'oro di Dongo?" in "Giornale di Bergamo" 1-9-00. 14 "Carteggio Churchill-Mussolini: a Palazzo Chigi non c'è", in "Giorno" 29-7-00. 15. Comunicazione personale dell'ANRP all'autore in data 23-6-00. 16. "Stelle e strisce nella villa del Duce" in "Corriere della sera" 7-7-00. 17. A.Mondini - Storia della tecnica. L'epoca contemporanea, Editrice Torinese, Torino 1980. 18. F. Fiorio - L'aviazione moderna e il suo futuro spaziale, Vallardi Milano 1967. 19. Scritti di Guglielmo Marconi, a cura della R. Accademia d'Italia, Roma 1941.
Fra le tante leggende urbane veicolate dalla stampa in questi mesi,
quella che del Gabinetto RS/33 fece parte un noto massone italiano, che
ha lasciato ai suoi adepti carteggi contenenti alfabeti extraterrestri.
ma è noto che i fascisti combattessero in tutti i modi la Massoneria
(cfr. S.Bertoldi - Camicia nera, Rizzoli, Milano 1994); mai e poi mai
un massone dichiarato avrebbe potuto far parte del Gabinetto RS/33.
Un particolare ringraziamento va al collega Antonio Manzoni del CUN
Lecco, per il suo coinvolgimento nella perizia dei files fascisti, ed
ai giornalisti Dario Angelibusi della Provincia di Lecco e Gabriele
Moroni, per il grande aiuto fornito nell'opera di divulgazione del
materiale fascista.
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Gli Ufo a Mozzate?
Pellegrinaggio di curiosi
10.5.2006
Scive la
lettrice Chiara Cattaneo: "Sempre più frequenti nelle ultime ore i
pellegrinaggi di curiosità in Via Prati Vigani a Mozzate, ove si
vocifera che, nella notte tra lunedì e martedì, un UFO abbia
'attraccato' su di un terreno coltivato, delineando sulla superfice
dello stesso forme di vario tipo, interpretate come messaggi
paranormali, che sono al momento al vaglio degli esperti.»
Un pellegrinaggio che Varesenews andrà a documentare, senza tuttavia
dedicare particolare enfasi a questi episodi che ciclicamente, e "a
regola d'arte" compaiono su prati e campi di mezzo mondo.
"Gli
abitanti della zona sostengono - continua Chiara -, infatti di
aver percepito, quella stessa notte, un clima di irrequietudine
diffuso (animali in subbuglio, anomalie del sonno, strani lampi
avvistati nel cielo), tuttavia un velo di scetticismo circonda la
vicenda e, circa l' esistenza dei cosidetti extraterrestri ci si
ritrova tutti divisi tra mito e realtà. L' unica cosa che ci
accomuna è una sottile curiosità e un innato fascino per l'
inspiegabilità di tali fenomeni incogniti".
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9.5.2006
Prove dell'esistenza degli alieni nei computer della
NASA ?
Gary McKinnon, un Hacker
britannico che si è introdotto illegalmente su alcuni computer
dell'Agenzia Spaziale Americana, sostiene di aver trovato su alcuni
server della Nasa informazioni che confermerebbero l'esistenza di
alieni e ufo. Il voler indagare sulle informazioni in possesso della
Nasa è costata però cara a McKinnon, ora è accusato dagli Stati
Uniti di aver causato danni per 700mila dollari, e rischia fino a 60
anni di carcere.
Solitamente il
termine "Hacker" viene usato impropriamente dai media, questa volta
però potrebbe calzare in quanto l'obiettivo che ha spinto McKinnon
ad introdursi nei server della Nasa era quello di verificare se
effettivamente l'agenzia spaziale più grande del mondo possedesse
informazioni segrete relative a forme di vita extraterrestri.
I rapporti ufficiali
relativi agli UFO hanno alla base di tutti i presunti avvistamenti
di oggetti non identificati la presenza di fenomeni naturali come
meteore e condizioni atmosferiche eccezionali o inconsuete, altri
invece sono relativi a sperimentazioni di sonde e velivoli non
conosciuti dai cittadini ma comunque realizzati da uomini in ambito
militare e per questo top secret.
Secondo McKinnon però
la Nasa è in possesso di informazioni relative a forme
extraterrestri che non vuole divulgare. Per due anni l'Hacker,
introducendosi illegalmente su numerosi computer, è andato alla
ricerca di informazioni sull'esistenza degli UFO. Secondo quanto
comunicato le informazioni ci sono, oltre ad esserci numerose foto,
molte delle quali conservate negli archivi e altre cancellate per
nascondere la verità, si avrebbero anche alcune informazioni
relative a una nuova tecnologia che consentirebbe di avere una fonte
di energia inesauribile di origine extraterrestre. Queste
informazioni sono state comunicate da McKinnon in un programma della
BBC alla vigilia dell'udienza.
Sempre attraverso la
BBC si apprende che il ministero della Difesa britannico ha
confermato che in seguito a uno studio segreto completato nel
dicembre 2000, non sono state trovate prove che i dischi volanti
esistano e gli avvistamenti sono riconducibili a fenomeni naturali
più o meno noti e consueti, viene ritenuto inoltre improbabile che
forme di vita aliene siano mai arrivate sulla Terra.
Il rapporto di 400
pagine dal titolo "Fenomeni aerei non identificati nel Regno Unito",
era stato stampato in un numero limitato di coppie e riportava la
dicitura "Segreto: solo per occhi britannici". In base alla legge
sulla libertà di informazione e in seguito alla richiesta di un
professore dell'Università di Sheffield, il rapporto è stato reso
pubblico.
Secondo quanto
riportato nel rapporto non c'è prova che suggerisca che i fenomeni
visti siano ostili o sotto qualsivoglia tipo di controllo diverso da
quello delle forze fisiche naturali. Non vi è prova che esistano
oggetti "solidi" che possano causare un rischio di collisione.
Vengono fornite inoltre alcune spiegazione di come alcune persone
possano essere convinte di avere avuto "incontri ravvicinati".
Ma gli extraterrestri
sono arrivati veramente sulla terra o no ? dobbiamo credere a
McKinnon, e quindi pensare che tali informazioni siano tenute
segrete, o in questo caso al rapporto "Fenomeni aerei non
identificati nel Regno Unito" che spiega attraverso la scienza i
fenomeni che vengono ricondotti ad avvistamenti ufo ?
Se pensiamo alle
dimensioni dell'universo e alle tecnologie oggi a disposizione degli
uomini sembra improbabile che forme di vita extraterrestri possano
essere arrivate sulla terra. Non possiamo però neanche escludere che
esistano altre civiltà molto più evoluta di noi in grado di compiere
dei viaggi spaziali che ora non riusciamo neanche ad immaginare,
l'uomo in passato non era a conoscenza dello spazio tantomeno
avrebbe mai pensato di poter viaggiare attraverso delle astronavi.
Le domanda che forse
più di tutte bisognerebbe porci sono le seguenti: se ogni tanto gli
extraterrestri arrivano con i loro mezzi sui nostri cieli perché si
dovrebbero limitare a guardarci dall'alto ? e nel caso gli
avvistamenti di alieni siano effettivamente veri, perché si fanno
vedere solo da poche persone ?
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dalla BBC. Londra 9.5.2006
Si tratta solo di fenomeni naturali ,
sostengono gli esperti dell'aeronautica britannica. I risultati
dello studio, contenuti in un rapporto di oltre 400 pagine, sono
stati diffusi grazie all'interessamento di un professore
universitario, che si è affidato alla legge sulla libertà
d'informazione per ottenere la pubblicazione del manoscritto.
"Non esiste alcuna prova che suggerisca un origine innaturale ed
artificiale dei fenomeni presi in esame", si legge nel rapporto. Gli
UFO, Unidentified Flying Objects , in pratica, sono
semplici lampi e "scherzi" ottici frutto di forze fisiche
naturali . "Non vi è prova dell'esistenza di oggetti solidi
in grado d'entrare in collisione con gli aeromobili", concludono gli
scienziati britannici.
C'è da scommettere che i cosiddetti "ufologi" non saranno
completamente d'accordo con le affermazioni contenute nello studio
britannico. Gli "scettici" che studiano il fenomeno OVNI in maniera
distaccata e scientifica, come gli esperti del
CICAP , hanno
sempre sostenuto la teoria sull' origine naturale dei
"dischi volanti".
Chi ha ragione? Il fronte dei sostenitori della teoria sull'
orgine extraterrestre , d'altro canto, è numerosissimo.
Esistono esperti del calibro di Roberto Pinotti, direttore del
Centro Ufologico
Nazionale , che hanno scritto numerosi libri a testimonianza del
nesso tra alieni e UFO.
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ecn.org Friday, Oct. 21, 2005 at 12:20 AM |
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http://www.ecn.org/cunfi/rs33.htmG
abinetto RS/33: dagli UFO arrivò il raggio della morte
Proseguono le ricerche sui files fascisti. Secondo questa
documentazione, recentemente emersa ed inviata a più riviste di
settore, fra il 1933 ed il 1940 presso l'università La Sapienza di Roma
avrebbe segretamente operato un team di scienziati impegnati a capire
la natura di strani velivoli non convenzionali (che oggi chiamiamo
UFO), dopo che uno di essi sarebbe atterrato presumibilmente in
Lombardia nel ‘33, recuperato in tutta fretta dalla polizia segreta
fascista e fatto sparire nel nulla. Nel precedente numero di UFO
Notiziario abbiamo sottolineato come tali documenti siano stati inviati
in forma anonima sia al CUN che ad altre associazioni da un misterioso
personaggio che abbiamo ribattezzato ‘Mister X’. É stato Mister X - il
cui coraggio non possiamo non sottolineare - che ha fatto conoscere
alla comunità ufologica italiana l’esistenza del team di studio UFO
fascista, noto come 'Gabinetto RS/33, che avrebbe avuto come braccio
armato la polizia politica segreta di Arturo Bocchini (l'O.V.R.A.),
incaricata di bloccare qualsiasi fuga di notizie; che avrebbe operato
con la copertura delle massime autorità del regime (Mussolini, Balbo e
Ciano), delle prefetture, dell'Agenzia di stampa Stefani; che sarebbe
stato fondato su proposta di Giovanni Gentile e capitanato nominalmente
dal fisico Guglielmo Marconi (peraltro sempre assente volontario) e de
facto da un certo dottor Ruggero Costanti Cavazzani (pseudonimo
probabilmente ricavato dal cognome di un noto politico popolare
filofascista) e dall’astronomo Gino Cecchini (in seguito direttore
dell’Osservatorio di Pino Torinese).
Sempre secondo Mister X,
nel 1940 il controllo pressoché totale sui dati raccolti dal Gabinetto,
i cui membri erano più propensi a credere alla tesi delle armi segrete
Alleate, sarebbe passato ai nazisti.
LA STORIA HA INIZIO
Nei limiti del possibile, abbiamo verificato tutti gli elementi
fornitici col contagocce da Mister X. Impresa non facile, visto che
l’anonimo dei componenti il Gabinetto aveva fornito soltanto i cognomi
(due dei quali scritti in maniera errata, per di più). Ma ciò che
abbiamo scoperto ci porta a ritenere le rivelazioni altamente
credibili. Vera è la storia che Marconi non partecipò mai alle sedute
del Gabinetto; il diario della figlia Degna (abbiamo cercato di
contattarla, ma i parenti ci hanno detto che si è spenta tre anni fa)
riferisce che nel ‘33 il fisico stava effettuando il giro del mondo,
nel corso di una serie di test sulla radiotelegrafia; dunque, non
poteva certo essere parte attiva nelle riunioni del Majestic 12
fascista.
Quanto al referente del Duce nel team supersegreto,
il conte Cozza di cui parla Mister X, è esistito ed altri non era che
il senatore Luigi Cozza, conte e presidente del Consiglio Superiore dei
Lavori Pubblici.
Credibili anche gli altri membri del
Gabinetto RS/33, senatori i burocrati dirigenti, scienziati non troppo
in vista (e dunque con garanzia di maggiore riservatezza) i tecnici.
Costoro, per come li ho identificati, erano: il chirurgo e biologo
sperimentale Filippo Bottazzi dell'università di Napoli; l'ingegnere
aeronautico Gaetano Arturo Crocco, fondatore della Società Italiana
Razzi e teorizzatore della colonizzazione dello spazio; il botanico
Romualdo Pirotta della Sapienza di Roma (intimo amico di quel professor
Filippo Eredia che nel 1946 screditò un'ondata di avvistamenti di razzi
fantasma sull'Europa); il genio matematico Francesco Severi, che fu
insegnante alla Sapienza e, nel 1940, alla Pontificia Accademia delle
Scienze; Giancarlo Vallauri (che Mister X chiama erroneamente
'Dallauri'), insegnante di elettrotecnica e ferromagnetismo ed
Accademico dei Lincei; il chimico Francesco Giordani dell'Università di
Napoli; un certo Debbasi, più probabilmente Dante De Blasi, medico
igienista che insegnò alle università di Napoli e Roma e che nel '42
divenne un accademico pontificio (come Severi). Il fatto che Cecchini,
l’unico astronomo, pare non fosse poi parte attiva, sembra confermare
quanto sostenuto da Mister X, cioè che il team propendesse per una
spiegazione convenzionale del fenomeno UFO. O quanto meno, una parte
del team; non si spiegherebbe altrimenti la presenza di un chimico, un
biologo ed un medico (ma forse nuovi documenti, magari riferiti ad
IR-3, debbono ancora vedere la luce, riservando ulteriori sorprese).
Elemento interessante di questa UFO-connection è che il team
presentasse esperti in campo spaziale, aeronautico, chimico-biologico
ed elettrotecnico; sette su sette legati all'Accademia dei Lincei, tre
in stretto rapporto col Vaticano, tre dipendenti de La Sapienza di
Roma, tre in seguito facenti parte del CNR, quel Comitato Nazionale per
le Ricerche fondato nel 1923 da Giovanni Gentile (membro del Gabinetto
RS/33) e riorganizzato a Roma nel '33 su un progetto del conte Cozza
(del Gabinetto RS) e diretto dal '27 al '37...da Guglielmo Marconi!
Il dato curioso è che a tutt’oggi il CNR, i cui vertici forse qualcosa
sanno, ha sempre espresso pareri negativi sul fenomeno UFO (cover up?),
sia quando dopo l’ondata del 1978 l’allora Ministro alla Difesa
Spadolini cercò di incaricare il centro delle ricerche sui dischi
volanti, sia all’epoca del flap belga, sulla cui genuinità il CNR
espresse forti dubbi, nonostante l’accredito dei militari di Bruxelles.
L’insieme di coincidenze che legano tutti questi personaggi è
troppo corposa per essere casuale e gioca a favore dell’autenticità dei
fatti; in alternativa, avevo pensato ad un falso molto ingegnoso ideato
da persona particolarmente addentro all’establishment citato, dunque
membro egli stesso del CNR. Ma era un’ipotesi assai remota, che la
perizia sui documenti originali ha allontanato definitivamente. In più,
sapevo che di eventi UFO nel ‘33 ve ne furono effettivamente. Ne
abbiamo trovato traccia in un libro di Pinotti (1), che ha scritto: "É
il 14 agosto 1933. Il sig. Elvano Ferrini, allora sedicenne, osserva
con molti altri testimoni un sigaro volante che attraversa, apparendo e
scomparendo fra le nuvole, tutta la volta del cielo in una trentina di
secondi, verso le 14.30, maestoso e velocissimo. ‘Né prima né dopo ho
mai visto qualcosa di simile’, ci ha dichiarato il testimone nel 1991".
Il luogo dell’avvistamento? La città di Forlì, curiosamente proprio uno
dei luoghi da cui Mister X ha spedito parte dei documenti.
IPOTETICI SCENARI
Un elemento che mi ha fatto molto riflettere è stato il coinvolgimento
di Marconi nel Gabinetto RS/33. Un elemento curioso, che qui presento a
mero titolo speculativo, è che costui avrebbe - gli storici non sono
concordi - costruito sul finire degli anni Trenta un misterioso raggio
della morte in gradi di paralizzare all’istante i sistemi elettrici dei
motori. Sarà solo un caso ma oggi sappiamo, col senno di poi, che
questa è una prerogativa degli UFO! E trovare proprio lo scopritore del
raggio della morte in una commissione di studio UFO inevitabilmente
adombra il sospetto che i fascisti studiassero... retroingegneria
aliena!
É solo un’ipotesi, per carità; ma in questa indagine
le combinazioni che stanno sostenendo queste ipotesi diventano oggi
giorno sempre più numerose.
Che dire, del raggio della morte?
La maggior parte degli storici e degli scienziati pensano fosse una
bufala propagandistica messa in giro da Mussolini; secondo lo storico
Ugo Guspini dietro questa leggenda si sarebbe celato in realtà il
progetto segreto di costruzione del radar (2); per Antonio Spinosa era
invece un’arma in grado di carbonizzare le persone (3); parzialmente
scettico si è detto un altro storico, Aurelio Lepre (4), ma un suo
collega, Bruno Gatta (5) la pensa diversamente: "Negli ultimi mesi,
negli ultimi anni della vita di Marconi ricorre più di una volta la
voce della sua scoperta del cosiddetto raggio della morte.
L'incredibile invenzione è respinta da alcuni, ma trova conferma in un
ultimo documento mussoliniano del 20 marzo 1945, più che un'intervista
un soliloquio alla presenza di un giornalista, Ivanoe Fossani,
nell’isoletta di Trimefione, nel Garda, di fronte a Gargnano. Quella
sera, fra tante cose, si parlò anche di Marconi e dei suoi ultimi
esperimenti ai quali assistette il duce. ‘Sulla strada di Ostia, ad
Acilia, ha fermato i motori delle automobili, delle motociclette e dei
camion. Nessuno sapeva rendersi conto dell'improvviso guasto.
L'esperimento venne ripetuto sulla strada di Anzio con i medesimi
risultati. Ad Orbetello due apparecchi radiocomandati vennero
incendiati ad oltre duemila metri di altezza. Marconi aveva scoperto il
raggio della morte! Sennonché egli, che negli ultimi tempi era
diventato religiosissimo, ebbe uno scrupolo di carattere umanitario e
chiese consiglio al Papa ed il Papa lo sconsigliò di rivelare una
scoperta così micidiale. Marconi, turbatissimo, venne a riferirmi sul
suo caso di coscienza e sull’udienza papale. Io rimasi esterrefatto.
Gli dissi che la scoperta poteva essere fatta da altri ed usata contro
di noi, contro il suo popolo; per rasserenarlo lo assicurai che il
raggio non sarebbe stato usato se non come estrema risoluzione, avevo
fiducia di poterlo convincere gradatamente. Invece Marconi moriva
improvvisamente. Da quel momento temetti che la mia stella
incominciasse a spegnersi’, disse il Duce".
Questa versione è stata confermata ad un giornalista anche da Claretta Petacci, che del Duce fu amante e confidente.
IL RAGGIO DELLA MORTE
Vero o falso? La leggenda vuole che Marconi, in crisi esistenziale,
rifiutò di cedere ai fascisti il brevetto di un'arma così pericolosa;
aveva il Papa dalla sua (e che i due fossero amici è testimoniato dalla
figlia, che ricorda una celebre udienza in Vaticano nel '33. Non
dimentichiamoci poi che fu Marconi l’ideatore della Radio Vaticana. Con
il Pontefice era dunque in strettissimo rapporto). Pochi mesi dopo,
prosegue la storia, il fisico moriva improvvisamente, solo e
dimenticato (in realtà non era affatto solo; al suo capezzale c'erano
il medico e la figlia Degna), portandosi nella tomba i segreti di
quest’ipotetica arma. In ogni caso, Mussolini qualcosa sapeva; ed anche
i nazisti, in conseguenza: forse per volere dello stesso Duce o, peggio
ancora, grazie ai maneggi della Gestapo. Solo l'anno scorso si è
scoperto, difatti, che Claretta Petacci, l'amante di Mussolini, spiava
il Duce e passava informazioni alla polizia segreta nazista (6);
secondo uno studio dello storico Marino Viganò, la Petacci avrebbe
passato al Reich documenti trafugati fra il 1944 ed il 1945, ma,
aggiungiamo noi, non si può escludere che le azioni spionistiche
andassero avanti da anni. Non si spiegherebbe altrimenti l'episodio che
stiamo per raccontare.
Nel libro Situation red, the UFO
siege! (7) Leonard Stringfield, il primo fra gli ufologi a dare
credito, vent'anni fa, alle rivelazioni militari sugli UFO-crashes,
cita en passant un episodio sbalorditivo. Scriveva Stringfield nel
1977: "Secondo una fonte piuttosto attendibile, il figlio di un ex
membro del Ministero degli Interni degli Stati Uniti che lavorava per
il servizio segreto in Germania nell'estate del '39, un avvenimento
estremamente insolito avvenne nella città di Essen. Nell'ora di punta
del traffico si fermò tutto ciò che era elettrico e meccanico:
automobili, autobus, tram, motociclette, orologi. Il padre, che era ad
Essen, ricordava che quando il momento di depressione fu al culmine,
durante una decina di minuti, le automobili non erano nemmeno in grado
di suonare il clacson". "A quei tempi", prosegue Stringfield, optando
però per la tesi ufologica, "la risposta era scontata: una manovra
sperimentale delle armi segrete di Hitler! I giornali tedeschi non
parlarono dell'episodio, ma i dati informativi che descrivevano gli
effetti dell'arma sospetta furono trasmessi a Washington agli enti
competenti". Conclude Stringfield: "Naturalmente il tempo a dimostrato
che i tedeschi non possedevano un'arma di tale potenza, altrimenti la
guerra avrebbe avuto un esito disastroso per gli Alleati". Se questa
storia non è una panzana, forse Stringfield si sbagliò: gli UFO
centravano solo indirettamente; il black out di Essen era stato
realmente causato dal raggio della morte che i nazisti avevano - forse
- sottratto ai fascisti. Cronologicamente, tornerebbero i conti con la
progressiva militarizzazione nazista del Gabinetto RS/33 sul finire del
‘39 e con certi esperimenti di radiodisturbo effettuati dai tedeschi, i
più famosi dei quali videro la costruzione di dischi volanti infuocati
e radiocomandati (le feuerball o palle di fuoco), che interferivano con
i radar ed i motori degli aerei (8).
Certo, sappiamo che il
raggio della morte, se mai è esistito, non venne portato a termine;
forse, come per le V-7, ci volle troppo tempo per perfezionarlo, o fu
impossibile gestire una simile tecnologia avanzata.
IL GIORNO DOPO LA ROSWELL ITALIANA
Molto probabilmente, lo abbiamo già detto nel precedente articolo, i
files fascisti diedero un impulso alla costruzione dei dischi volanti
nazisti, le V-7. Che i tedeschi iniziassero nel 1941 a costruire
velivoli discoidali, in tutto e per tutto simili agli UFO, è un dato di
fatto confermato pubblicamente, negli anni Cinquanta, da diversi
personaggi che presero parte a questi esperimenti, dal pilota Rudolph
Schriever, la cui V-7 venne testata a Praga il 14 febbraio 1945,
all'ingegnere milanese Giuseppe Belluzzo, che ammise di avere costruito
i velivoli discoidali, ad Andrea Epp, ingegnere del Reich che costruì
un minidisco a Bremerhaven nel ‘43, con il quale sognava addirittura di
colonizzare la Luna e che nel maggio del 1969 ne presentò la
ricostruzione alla fiera di Padova (9).
I diversi autori,
come pure gli storici che si sono occupati della vicenda quali Rudolf
Lusar (10), concordano nel ritenere che lo sfondamento del fronte russo
impedì al Reich di perfezionare quella che oggi definiremmo
retroingegneria aliena; i dischi volanti nazisti vennero distrutti dai
tedeschi o - in minima parte - recuperati ed occultati dai russi (che
negli ultimi cinquant'anni, difatti, ne hanno costruito diverse
versioni, dai modelli Rossyia all'Ekip, tutte scarsamente funzionanti).
Ma il ricordo delle ricerche nazi-fasciste in qualche modo
rimase, presso i vertici militari Alleati. E certamente contribuì a
diffondere, presso certi strati dell’Intelligence russo-americana, la
credenza che gli UFO fossero in realtà prototipi di brevetti nazisti
sviluppati dalla controparte, durante la Guerra Fredda. A cominciare
dall’avvistamento di Kenneth Arnold.
Già perché nel 1933 due
ufficiali nazisti, Walter e Reimar Horten, iniziavano a progettare
degli ordigni triangolari. Costruirono i primi prototipi nel 1936 a
Cologna e ne testarono i successivi sviluppi a Goettingen nel ‘44;
erano degli UFO terrestri a forma di V, detti ali volanti o modelli
Horten (11).
Alla fine del conflitto, l’Horten cadde nelle
mani degli americani e venne nascosto nella base di Silver Hill, nel
Maryland. Grazie a quel modello, gli USA realizzarono nel 1947 l'ala
volante Northrop, e molti anni dopo lo Stealth. Quando, proprio nel
1947, esplose la mania dei dischi volanti, quei pochi ufficiali
dell'Intelligence che erano al corrente di questi progetti, e
fors’anche dei files fascisti, pensarono che gli UFO altro non fossero
che armi segrete. Kenneth Arnold diceva di averne visti nove, di questi
ordigni e, sebbene la stampa li raffigurasse circolari e a coda di
rondine, avevano la forma di una mezzaluna (basti vedere i disegni
originali del pilota americano). Erano probabilmente i nove Northrop
Flying Wing Bombers costruiti nella celebre base (ritenuta "degli UFO")
di Muroc. L'US Aire Force in seguito fece sparire ogni traccia di
questo progetto (12). Ma c'è una prova, una rarissima fotografia che
mostra i nove ordigni tutti in fila.
Tutto ciò nulla toglie
all'ipotesi extraterrestre dei dischi, ma mi induce a riflettere su
quanto poco si sappia, a distanza di oltre mezzo secolo, dei maneggi
dei governi sui dischi volanti. Alieni e non.
TUTTI I MEMBRI, MINUTO PER MINUTO
Alfredo: misterioso personaggio cui è rivolta una lettera Stefani che
fa riferimento al Gabinetto RS/33. Potrebbe trattarsi del giornalista
milanese Alfredo Rizza, agente segreto dell’O.V.R.A. che agiva sotto
uno pseudonimo numerico (203), come presumibilmente le persone
implicate nei files fascisti.
De Santi: è probabilmente il
più inafferrabile e sfuggente degli 007 fascisti, uomo di punta per i
contatti con le spie naziste; per capire quanto fosse in gamba si pensi
che, dopo la guerra, riuscì a spacciarsi per antifascista e venne
persino premiato con una medaglia da De Gasperi in persona; per molti
anni si pensò che non esistesse nemmeno; la sua esistenza venne poi
provata al di là di ogni ragionevole dubbio solo l’anno scorso dallo
storico Arrigo Petacco, che ha identificato in De Santis, Nostromo,
Luigi Grassi, Grossi o David (tutti pseudonimi) un certo Tommaso David,
colonnello di Frosinone fondatore del gruppo spionistico Volpi
Argentate ed in seguito capo dei servizi segreti di Salò.
Marconi: credeva negli extraterrestri, ed ha rilasciato al riguardo
diverse dichiarazioni; riteneva si potesse comunicare con loro via
radio; inoltre, dopo i fatti del ‘33, ebbe un misterioso incontro in
America con David Sarnoff, persona di spicco dell’Intelligence USA
(coinvolto nell’ondata di razzi fantasmi del ‘46 e nello studio di un
celebre avvistamento UFO filmato nel 1966).
L’O.V.R.A.:
secondo Mister X il Gabinetto avrebbe avuto il pieno sostegno
dell’O.V.R.A. Tutto ciò è plausibilissimo. Fra il 1931 ed il 1933 la
polizia segreta di Mussolini visse la sua fase di massimo attivismo.
Nucleo portante di tutta la struttura fu proprio la Lombardia, ove
sarebbe stato recuperato il disco; la sola Milano coordinava con 24
agenti la rete lombarda, diretta da Francesco Nudi, dal commissario
Tommaso Petrillo e dal commissario aggiunto Giovanni Di Salvia. Forse
era di Di Salvia (e non di De Santi) la sigla ‘D.S.’ che appare in uno
dei files fascisti.
Zerbino: è il nome che appare, per esteso
ed in sigla, in calce ad alcuni documenti fascisti (la firma non è
particolarmente leggibile e, paradossalmente, potrebbe invece
corrispondere a Foschini, capo dei servizi segreti SID durante la
Repubblica di Salò); ma è anche il nome di una villa ove Marconi era
solito trovarsi con alcuni suoi amici altolocati, quella dei marchesi
Gropallo di Genova. Zerbino era forse il nome in codice di Marconi? O
il nome di un covo del Gabinetto RS/33?
L’INCHIESTA
D’ORDINE DEL DUCE: ‘TACITARE’ I TESTIMONI
Nuove ricerche d’archivio dimostrano in maniera inequivocabile la
connection fra Guglielmo Marconi ed i professori del Gabinetto RS/33.
Ed intanto si scopre che all’epoca degli avvistamenti UFO il Duce
ordinò che sparissero tutti i testimoni. Con le buone o con le
cattive...
Autore: Alfredo Lissoni
A seguito del
clamore suscitato dai files fascisti su molti media nazionali, ai primi
di maggio chi scrive riceveva una richiesta di incontro da un pilota
militare di Milano, incuriosito dai carteggi del Gabinetto RS/33. Al
colloquio partecipava anche il collega Gigi Barone, mio braccio destro
nella gestione della sezione milanese del CUN. Il nostro interlocutore,
del quale ovviamente rispettiamo la richiesta di anonimato, era non
solo un esperto di Intelligence militare, ma anche un appassionato di
storia contemporanea e collezionista di documenti del Ventennio. Era
dunque in grado di poterci fornire utili indicazioni sui carteggi
mussoliniani. Gli mostrammo i documenti e questi ci confermò
l’esattezza di alcune procedure, come ad esempio la dizione lampo,
realmente in vigore presso i militari, come indicazione d’urgenza di un
documento; ma rimase scettico sul grado di segretazione dei telegrammi
Stefani e della nota personale del Senato, etichettati riservatissimi e
riferiti all’atterraggio di un UFO in Lombardia; il nostro
interlocutore ci fece notare che per eventi di quel tipo sarebbe stato
più appropriato un grado di copertura assai più severo, quali segreto o
segretissimo, e ci fece presente che, a tutt’oggi, queste classifiche
non sono che le più basse, in quanto ne seguono almeno altre dieci
ancor più imperscrutabili.
LA RUOTA VOLANTE TEDESCA
Chi scrive, stimolato dalla considerazione, ha deciso di puntare parte delle proprie indagini in quella direzione.
Appariva difatti palese, sulla falsariga di quanto accadde molti anni
dopo a Roswell, che le autorità governative inizialmente non avessero
valutato appieno l’importanza dell’evento ufologico. E, pur operandone
una pronta censura, non avevano adottato misure di segretezza ancor più
rigorose, come sarebbe stato invece militarmente imponibile. In realtà
questo atteggiamento un po’ contraddittorio, grazie al quale vi sono
state le fughe di notizie che ci hanno permesso di ricostruire la
faccenda seppure con 67 anni di ritardo, era stato confermato anche dal
fantomatico Mister X. Egli, in una lettera inviata ad un’altra
pubblicazione del settore, dichiaratasi scettica sui files, aveva
sottolineato che solo occasionalmente il Gabinetto RS/33 aveva sposato
l’oltremodo destabilizzante tesi degli UFO; la credenza dominante era
che i misteriosi velivoli non convenzionali altro non fossero che armi
segrete di qualche potenza straniera. Ma quale? Il fatto che nei
telegrammi Stefani sul recupero di un disco in Lombardia comparisse la
dicitura riservatissimo anziché segretissimo poteva essere spiegato
solo con la credenza che l’UFO fosse stato scambiato per un’arma
sconosciuta, italiana oppure tedesca. Per avvallare questa tesi avevo
bisogno di prove, che, puntualmente, sono arrivate. Dopo una
massacrante ricerca libraria chi scrive ha rinvenuto un tomo del 1930,
a firma E. Roggiero ed edito per i tipi della milanese Hoepli, dal
titolo "Enimmi della scienza moderna". Il volume, che si occupa della
tecnologia all’epoca del Fascio, ad un certo momento accenna alla
colonizzazione dello spazio, che sarebbe stata resa possibile grazie...
ad un disco volante tedesco!
"Il tedesco Nordung propone in
un suo libro di impiegare la forza motrice del sole, catturata per
mezzo di specchi raccoglitori dei suoi raggi, per innalzare nelle
regioni supreme una ruota volante che potrà contenere nel suo interno
viaggiatori aerei", commentava brevemente il testo, che però presentava
due disegni dell’ordigno, dalla forma inequivocabile. Essendo il libro
del 1930 era chiaro che il prototipo tedesco, in tutto e per tutto
simile ad un moderno UFO, fosse antecedente a quella data. La Regia
Aeronautica Militare italiana, che della Germania era buona amica, era
certamente al corrente dell’esistenza di questo ordigno; è lecito
dedurne che quando l’UFO lombardo atterrò sul nostro suolo, le alte
sfere del fascismo che ordinarono il recupero pensassero a qualche
prototipo proveniente dalla vicina Germania (in linea d’aria nemmeno
troppo distante dall’Alta Italia). Ciò spiegava le procedure di
segretezza non particolarmente restrittive, come pure le fughe di
notizie.
Non solo. Nello stesso periodo (per la precisione il
giorno precedente l’atterraggio lombardo) la rivista "Il Balilla" aveva
pubblicato le foto di un curioso prototipo nostrano, l’aeroplano
tubolare di un certo ingegner Stipa, dalla forma assai dissimile dagli
aerei tradizionali. Forse vi fu chi, trovandosi di fronte al disco
della Lombardia, pensò a qualche nuova diavoleria nostrana.
FAR SPARIRE I TESTIMONI
La disillusione sarebbe però arrivata da lì a poco, quando i servizi
segreti del Duce si sarebbero trovati dinanzi a qualcosa di veramente
alieno alla nostra cultura (mai termine fu più appropriato). E lo si
ricava dal violento cover up imposto subito dopo: rifusione di piombi
giornalistici; completa censura della notizia sulla stampa nazionale;
arresto dei testimoni, allerta di tutti gli uomini dell’OVRA lungo
tutta la penisola. E soprattutto, pesanti sanzioni e procedimenti
contro chi si fosse azzardato a spifferare qualcosa. E così il prefetto
Bruno di Milano veniva tutt’a un tratto "promosso e spostato" e
sostituito dal triestino Gaetano Laino; assai più sfortunato tale
Moretti, al quale si accenna in una missiva Stefani rilasciata da
Mister X ed indirizzata ad un certo Alfredo; Moretti presumibilmente
fece una brutta fine (nel testo si accenna anche ad un "caso analogo
precedente conclusosi col ricovero in manicomio"). Di quest’ultimo,
possiamo dire di averlo identificato con buona approssimazione. Si
chiamava Ugo Moretti, viveva a Roma, era un giornalista palesemente di
regime (e questo spiega come potesse essere al corrente dell’esistenza
del Majestic 12 fascista); scriveva per un giornale per ragazzi,
intitolato "Anno XII" (poi "Anno XIII"). Evidentemente, pensando di non
combinare nulla di male, ebbe a scrivere del Gabinetto RS/33 o degli
avvistamenti UFO; che fine fece non lo sappiamo, ma la lettera
divulgata da Mister X adombra i sospetti più cupi: se ne doleva, nella
missiva, un cronista della Stefani (la cui firma è peraltro la stessa
dei telegrammi dell’atterraggio del ‘33 e della lettera a Ciano circa
gli avvistamenti veneti del ‘36) a quell’Alfredo, probabilmente un
collega di Milano, forse pure egli collaboratore di "Anno XII".
Abbiamo controllato la lista degli "Alfredo" collaboratori di "Anno
XII": ne esistevano solo due, uno a Milano, Alfredo Liotto; ed uno a
Messina, Alfredo Occhio.
Una brutta fine deve aver fatto
anche il pilota francese che sulle Alpi Marittime ebbe a filmare o
fotografare un UFO (qui Mister X è stato evasivo). L’anonimo
divulgatore dei files fascisti ha difatti inviato ad altra
pubblicazione, a mo’ di sfida, un ritaglio di giornale senza data, che
smentiva "ipotesi straniere sulla scomparsa di un aviatore". "In
seguito alla scomparsa di un sergente aviatore francese, che non ha
fatto ritorno da una gita sulle Alpi Marittime, alcuni giornali
stranieri hanno avanzato l’ipotesi che egli, avendo sconfinato in
territorio italiano, sia stato tratto in arresto dalle nostre autorità
confinarie", riferiva il quotidiano. Aggiungendo: "Siamo in grado di
smentire tali voci fantastiche, nessun arresto del genere essendo stato
operato dai nostri reparti di frontiera". Mister X chiedeva all’ufologo
di "dimostrare a sé qual è la sua stoffa di ricercatore. Dia
un’occhiata alla fotocopia dell’articoletto che le invio. É dell’estate
del 1933: riesce a scorgere l’anello che lo collega all’affaire del
Gabinetto RS/33? La risposta sarà tanto sbalorditiva, inquietante ed
intrigante che si complimenterà da solo per esserci riuscito (se ci
sarà riuscito...)". Non ci risulta che il collega scettico ce l’abbia
fatta. Ma noi del CUN, che siamo dei mastini, sì. Ed abbiamo trovato
copia della notizia, che altro non è che (guarda caso!) un dispaccio
Stefani, apparso sui giornali "L’Italia", "La sera" e "Regime
fascista", rispettivamente del 13, 14 e 15 agosto 1933. Avendo scoperto
poi che nel dossier che Mister X aveva inviato nel 1996 al "Resto del
Carlino" erano elencati tutti gli avvistamenti fra il ‘33 ed il ‘40,
compresi i casi fotografici sulle Alpi, era stato sin troppo facile
capire quale fosse la colpa del misterioso gitante francese scomparso
nel nulla: avere documentato il passaggio di un UFO.
A titolo
di mera curiosità riporterò infine il fatto che quando Italo Balbo, uno
dei vertici del Gabinetto RS/33, venne per sbaglio abbattuto dalla
contraerea italiana durante un volo, vi fu chi insinuò che si fosse
trattato di un evento premeditato ordinato segretamente dal Duce, in
quanto il pilota italiano era palesemente antigermanico. Curiosamente
nei files fascisti si accenna, con rammarico, proprio alla progressiva
germanizzazione del Gabinetto RS, con tanto di esclusione degli
italiani, a cominciare dai cronisti Stefani. Altra curiosità, Balbo,
sin dal 1932, collaborava gomito a gomito con il professor Filippo
Eredia, direttore dell’Ufficio Presagi della Regia Aeronautica (ovvero
l’Ufficio Meteo); curiosamente quest’ultimo nel dopoguerra divenne uno
dei classici UFOscettici d’ufficio...
LA CAMPAGNA STAMPA
Ma nelle mie ricerche d’archivio non ho trovato solo traccia delle
sparizioni degli UFOtestimoni e dei giornalisti coinvolti negli eventi
di quella travagliata epoca; ho trovato anche molte affermazioni che
oggi si potrebbero rileggere come un ben preciso progetto di cover up
portato avanti di pari passo con un apparentemente contraddittorio
training ufologico, ovvero una progressiva acculturazione delle masse
verso l’accettazione dell’idea dell’esistenza degli extraterrestri.
Questo tentativo, messo in atto in questi ultimi anni dagli americani,
era forse stato attuato a casa nostra già negli anni Trenta! Segno
forse che la fazione extraterrestrialista del Gabinetto RS/33 premesse
per una rivelazione diretta, pur se controllata e centellinata, mentre
altri si opponevano. Non fu soltanto la "Cronaca prealpina" del 20
giugno del ‘33 a riferire, pochi giorni dopo il recupero del disco in
Lombardia, dell’esistenza dei marziani (vedasi "UFO Notiziario" di
marzo); la notizia era stata riportata, in maniera assai più
circostanziata, anche sul quotidiano cattolico "L’Italia" del 21 giugno
ed era palesemente un press release, un dispaccio stampa; dunque
ripreso da più giornali per ordine del Duce! Nello stesso periodo
diverse pubblicazioni allineate (e quali non lo erano?) avevano
cominciato a bombardare i lettori con notizie astronomiche e di vita
sugli altri pianeti, come la rivista "Il Balilla" che fra giugno e
luglio del ‘33 dedicò all’argomento diversi servizi (e nel numero del
20-7-33 accennò chiaramente all’esistenza di "uomini su altri mondi");
o come "L’italiano", che nel settembre dello stesso anno pubblicò la
notizia che Marte era abitato. Ma, quasi a voler creare a bell’apposta
confusione, da altre parti fioccarono anche le smentite (la rivista
"L’Illustrazione italiana" del 3-9-33 pubblicò un romanzo di Lucio
D’Ambra, "Angioli della fine di giornata", che derideva la vita negli
altri pianeti) e le insinuazioni sull’esistenza di armi segrete,
custodite in hangar altrettanto occulti, come il pezzo apparso a pagina
tre de "La Stampa" del 17 giugno del 1933 ed intitolato "I rifugi degli
aerei, hangars nascosti". Questa era certamente la fazione militarista
(Balbo in testa?) che propagandava il mantenimento della credenza della
supremazia aerea dell’Italia fascista; ed esultava nel leggere titoli
quali "L’ammirazione francese pel successo delle Ali fasciste", apparso
su "La Stampa" due giorni dopo la scomparsa nel nulla del pilota
UFOtestimone. Essi non potevano certo tollerare che si mettesse in
discussione la nostra supremazia aerea. Qualsiasi evento contrario
andava negato, i testimoni fatti scomparire.
Ma a sparire in quegli anni furono anche i carteggi.
OCCULTARE I DOCUMENTI
Nei diari di Ciano, che peraltro vanno dal 1939 al 1943, non vi è
traccia del Gabinetto RS/33. Comprensibile, trattandosi di una
commissione segreta. Più facile invece che ve ne fosse accenno in
quelli della Petacci, che era solita annotare fedelmente il contenuto
di tutte le conversazioni avute con il suo amante, Mussolini. Tale
materiale (due scatoloni contenenti duecento lettere del Duce ed un
diario comprendente eventi storici dal ‘33 al ‘45) è stato sequestrato
nel 1950 dai carabinieri e tutti gli incartamenti sono stati segretati
dal governo dell’epoca; nonostante le vibrate proteste degli storici
(Luciano Garibaldi ed Alessandro Zanella in testa) nonché degli eredi
della famiglia Petacci, su quelle carte è calato un incomprensibile
velo di segretezza; una sentenza della Corte di Cassazione del 12
aprile 1956 ha attribuito le carte allo Stato "in quanto contengono
riferimenti alla politica estera ed interna in Italia" (e dunque anche
alla commissioni segrete!) ed un decreto (dpr) del Presidente della
Repubblica, datato 30 settembre 1963, ha stabilito in 50 anni la durata
dei "segreti di stato". In realtà quel lasso di tempo è già trascorso
ed ora sarebbe possibile visionare queste carte interessantissime, che
potrebbero forse fornire ulteriori indizi anche a questa intricata
vicenda; ma sfortunatamente quando gli storici Garibaldi e Zanella il
18 aprile 1995 hanno rivolto istanze all’Archivio di Stato ed ai
ministeri dei Beni Culturali e dell’Interno, si sono sentiti rispondere
dall’allora ministro dell’Interno Giorgio Napolitano (PDS) che "le
carte contenevano situazioni puramente private di persone, per le quali
il dpr stabilisce una segretazione ancor più severa: 70 anni" (avevo
avuto conferma dell’esistenza di queste procedure all’epoca delle mie
ricerche presso l’Archivio di Stato di Milano). Garibaldi e Zanella non
si sono arresi ed hanno chiesto ripetutamente di visionare dunque i
soli diari, rivolgendo ulteriori richieste ai ministri del governo
Dini, ma la risposta è stata sempre negativa, l’ultima volta con il
pretesto che, a seguito di un’istruttoria (condotta da chi? e quando?)
"non erano state individuate notizie attinenti al campo di ricerca
degli studiosi"! (Palese bugia. Fonti indipendenti quali lo storico
Ricciotti Lazzero confermano che nei diari si trattava addirittura
degli accordi segreti con Winston Churchill). L’esistenza del Gabinetto
RS/33 è probabilmente documentata in quelle carte, la cui
derubricazione in passato venne caldeggiata, invano, anche dal celebre
Enzo Tortora. Garibaldi e Zanella, che peraltro non si occupano di UFO,
hanno dichiarato che "Claretta Petacci era una meticolosa annotatrice
di ogni frase, di ogni parola del suo uomo; confidava al suo diario ciò
di cui via via veniva a conoscenza" (e lo passava alla Gestapo, si è
poi scoperto...). Facile che si parlasse anche degli UFO.
Sfortunatamente la ricerca di documenti dell’epoca, indipendenti dai
files di Mister X, è oltremodo spinosa; molti carteggi sono stati
confiscati dai vari governi (nazista, americano, italiano del
Dopoguerra); il resto è andato distrutto nei bombardamenti aerei (come
i registri della questura di Milano o dell’aeroporto milanese di
Bresso, presumibilmente coinvolti nel recupero UFO del ‘33).
IL MAJESTIC FASCISTA
Ulteriori ricerche, più fortunatamente, mi hanno però permesso di
provare in maniera inequivocabile il legame fra Marconi ed il clan dei
professori che studiavano gli X-files fascisti. Di questa insolita
connection, occorre dirlo, Mister X non ha sinora fornito prove, non ha
esibito alcun carteggio dell’epoca; semplicemente, nel settembre
dell’anno scorso, aveva inviato all’ufologo scettico - reo di averlo
stroncato sulla stampa - una memoria battuta al computer, contenente i
nomi dei membri del Gabinetto RS/33. Nel foglio si leggeva: "Altri
componenti furono, nel corso del tempo, i professori Dallauri, Pirotta,
Crocco, Debbasi, Severi, Bottazzi e Giordani". Bisognava credere alla
parola dello scrivente, non esistendo veline dell’epoca. Nei numeri di
marzo e aprile di "UFO Notiziario" avevo poi sottolineato il fatto che
due di questi nomi fossero stati scritti in maniera errata: Dallauri
per Vallauri e Debbasi per De Blasi (segno che la memoria storica di
Mister X non era infallibile). Nuove scoperte mi hanno dato ragione,
dimostrando in più che Marconi era effettivamente in relazione con
questi personaggi. Vediamo cosa è emerso dalle ricerche sui giornali
dell’epoca. Il 14 agosto 1933, subito dopo la misteriosa scomparsa
dell’aviatore francese UFOtestimone, il Gabinetto RS/33 aveva convocato
una riunione straordinaria a Roma. La versione ufficiale data alla
stampa per quell’incontro al vertice fu di una riunione dei "membri
dell’Accademia d’Italia per la divulgazione di una memoria sulla
propagazione di microonde a notevole distanza" (ovvero, sulla
radiotelegrafia). Ma si parlò, probabilmente, anche del caso
fotografico delle Alpi Marittime (non si spiegherebbe altrimenti
l’urgenza della riunione, proprio il giorno dopo il fatto). A riprova
che Marconi fosse in stretto contatto con il clan dei professori
c’erano gli articoli apparsi sui quotidiani "Il mattino" e "L’Italia"
del 15 agosto, che titolavano: "Si è riunita in seduta straordinaria la
classe di scienze fisiche, matematiche e naturali della Reale Accademia
d’Italia. Erano presenti le LL. EE. Vallauri, vicepresidente, Pirotta,
Bottazzi, Severi, De Blasi, Giordani e Crocco. Assistevano anche il
vicepresidente anziano Formichi ed il segretario generale Volpe.
Presiedeva S.E. Marconi...".
A quali conclusioni giunse, dopo
sette anni di studi segreti, il Gabinetto RS/33 non ci è dato di
saperlo. Se fosse ancora vivo il colonnello Corso forse ci parlerebbe
di retroingegneria aliena del Ventennio; certo, un’esagerazione, ma
comunque stupisce il fatto che uno dei Majestic fascisti, Gaetano
Arturo Crocco, caldeggiasse in quegli anni e nell’immediato dopoguerra
la possibilità fattiva e a suo dire dimostrata di volare nello spazio;
come cosa fatta. Con un sin troppo sospetto ottimismo egli, secondo
quanto riferisce lo storico della scienza Franco Fiorio, "dimostrò sin
dal 1950 (!) come, mediante uno sfruttamento più efficiente della
fusione nucleare, fosse possibile raggiungere velocità quasi-luce e
varcare i confini del nostro sistema solare; fino a distanze
equivalenti a 34 anni-luce, contenenti circa 480 stelle come il nostro
sole, ciascuna delle quali rappresenta un sistema comprendente molti
pianeti". Prima ancora che esplodesse il fenomeno dei dischi volanti,
Crocco ne conosceva già un plausibile funzionamento. Solo per
coincidenza? Ne dubito...
Ed i caccia del Regno inseguirono gli UFO
FILES FASCISTI: NUOVE EVIDENZE
La ricerca sui files fascisti non smette mai di stupire. Le indagini
CUN stanno ancora andando avanti, ed i risultati che ogni giorno
ricaviamo dimostrano come si sia appena scalfita la punta di un
iceberg. In primo luogo, l’esame chimico degli unici originali in
possesso degli ufologi - i files veneti del ‘36, recapitati
anonimamente a Roberto Pinotti - ha dato esito positivo: i documenti
sono autentici; abbiamo così lavorato molto anche in questa direzione,
cercando di rintracciare i testimoni coinvolti. Non abbiamo avuto
fortuna, in quanto, dai nominativi forniti nei carteggi del ‘36, non vi
è più alcun Tolmini a Venezia-Mestre; quanto ai Venanzi (altro nome che
appare citato nei files), delle uniche due famiglie rimaste, una non
viveva in Veneto negli anni Trenta e l’altra non ha mai avuto a che
fare con avvistamenti di alcun tipo. Un testimone indipendente, non
citato cioè nei documenti, che aveva assistito a quell’evento pubblico
e plateale - la comparsa di un sigaro e di due sfere nel cielo
veneziano il 22 agosto 1936 - il nostro Pinotti lo ha comunque
rintracciato; un secondo spettatore potrebbe essere il misterioso "C.H.
di Mestre" che, nel dicembre del ‘43, scrisse alla rivista teosofica
"Arcobaleno" (diretta dal gruppo contattista milanese che oggigiorno
edita "Nuove albe, nuovi tramonti") chiedendo lumi sull’esistenza di
forme di vita extraterrestre sugli altri pianeti. É solo un’illazione,
ma il fatto che proprio un cittadino di Mestre - la città degli
avvistamenti UFO del ‘36 - decidesse di ricorrere ad una rivista
specialistica e così a circuito chiuso quale "Arcobaleno" (che era
stata messa fuori legge dal Regime per certe tematiche che oggi
definiremmo contattistiche), adombra più di un sospetto.
CERCANDO NUOVE PROVE
Ho poi indagato sui presunti "bollettini ufficiosi meteorologici" che
il Gabinetto RS/33 inviava alla Stefani di Milano (secondo quanto
scritto in uno degli ultimi documenti divulgati da Mister X),
presumibilmente tra il 1933, anno dell’atterraggio lombardo, al 1940,
periodo in cui tutta la documentazione sarebbe stata acquisita in toto
dai nazisti. Nella "nota personale riservatissima" che riferiva
dell’atterraggio del ‘33 si citava espressamente l’Osservatorio
astronomico di Milano Brera; esso era incaricato della diffusione di
versioni tranquillizzanti (passaggi di meteore), atte a coprire gli
avvistamenti UFO. É stato là che chi scrive ha indirizzato parte delle
proprie indagini. Presso la Biblioteca di Brera, una delle due più
fornite di Milano, quel bollettino però non risultava. La possibilità
di trovarlo era peraltro minima, trattandosi di documenti non
ufficiali, quindi coperti dal segreto; certo, sarebbe stato un
colpaccio. C’erano invece: il bollettino dell’Ufficio Centrale di
Meteorologia e Geotermica di Roma (nel ‘36 attivo come Regio Ufficio
Centrale di Meteorologia e Geofisica); quello degli Atti Ufficiali
Prefettura di Milano; il Bollettino parlamentare; quello dell’Aviazione
Civile, quello della Specola Vaticana; il Bollettino Ufficiale del CNR.
Parte di questi documenti non erano disponibili alla consultazione,
parte si riferivano a periodi storici precedenti o posteriori la durata
del Gabinetto fascista. Dopo questo buco nell’acqua indirizzai le
ricerche presso la Biblioteca dell’Osservatorio Astronomico di Brera.
Anche là non risultava alcun bollettino o bullettino, né astronomico né
meteorico, riferibile ai files fascisti. C’erano invece gli "Atti della
Reale Accademia delle Scienze di Torino", che documentavano le
condizioni meteo del giorno dell’atterraggio del ‘33: una giornata
piovosa, preceduta, il giorno prima, da un temporale. Un po’ poco per
ipotizzare, come hanno fatto altri, un UFO-crash stile Roswell (che
alcuni vogliono causato da un fulmine che avrebbe colpito l’UFO).
Non venivano riferiti eventi strani (passaggio di bolidi, sismi, globi
nel cielo) nel "Bollettino Sismico Macrosismi" del Regio Ufficio
Centrale di Meteorologia e Geofisica di Roma; né, circa i fatti del
‘36, nell’Estratto del "Bollettino del Comitato per la Geodesia e la
Geofisica del CNR" (contenente i risultati delle 164 osservazioni del
cielo e del sole condotte da alcuni scienziati nel ‘36 sul Monte Rosa,
durante i test per misurare la radiazione solare diretta, diffusa e
globale). Insomma, sulle pubblicazioni interne di astronomia non vi era
alcun riscontro circa i fatti del ‘33.
Maggior fortuna
abbiamo avuto invece con Marconi, grazie al rinvenimento di un
rarissimo volume, scritto durante il fascismo dal giornalista di regime
Mario La Stella, che documenta dati alla mano la passione del premio
Nobel per gli extraterrestri. Il testo in questione si intitola
"Marconi - mago dell’invisibile, dominatore degli spazi" ed è stato
pubblicato dalle edizioni sarde Aurora nel 1937, poco prima della
scomparsa del fisico.
In realtà, la voce che Marconi credesse
negli alieni circolò in Italia anche negli anni Sessanta (l’11 maggio
1966 il giornalista Pietro Cimatti ne accennò molto brevemente sulla
"Settimana Incom"); La Stella riporta invece due dichiarazioni dello
scienziato, apparse rispettivamente sul "Daily Mail" del 26-1-20 e
sullo "Evening Standard" del 15-12-31, con cui si riferiva e della
ricezione di radiomessaggi alieni, alcuni dei quali simili a lettere
dell’alfabeto, dallo spazio esterno; e dell’effettiva possibilità di
comunicare "tramite le onde hertziane" con altre intelligenze.
Alla luce di queste prese di posizione, non stupisce dunque che
Mussolini pensasse proprio a Marconi, come vertice del Gabinetto RS/33.
Proseguendo nella ricerca storica, abbiamo avuto ulteriori
conferme anche dell’interesse strategico dei servizi segreti fascisti
per le misteriose aeronavi; non solo l’Italia rivestiva un ruolo
prioritario nella conquista degli spazi aerei, all’epoca; era in realtà
dal secolo precedente che il nostro Paese tentava di potenziare il
proprio apparato aereo, come ribadiva la Domenica del Corriere del 29
gennaio 1899, inneggiando ad un siluro volante costruito dal tenente
Giampietro Vialardi, dell’Università di Pavia, nel tentativo di
"gettare le basi per una Società aeronautica italiana". Vialardi
custodiva a Milano un prototipo in alluminio a metà strada tra un
dirigibile ed un aereo; ideale continuatore delle sue opere fu, agli
inizi del Ventennio, quel Gaetano Arturo Crocco della Società Italiana
Razzi, scelto per merito come membro effettivo del Gabinetto RS/33.
E GLI ARCHIVI BRUCIATI
Riferimenti più precisi verso un’organizzazione così bene articolata ed
efficiente, quale si andava configurando ogni giorno di più il
Gabinetto RS/33, dovevano essere rimasti nei vari archivi storici.
Decisi così di concentrare le mie ricerche sugli archivi delle
strutture coinvolte
nel recupero lombardo del disco del ‘33.
Copia dei documenti, o dei registri che annotavano la presenza degli
stessi, dovevano esistere, per legge e per regolamento bibliotecario.
La ricerca si restringeva così a tre strutture ben precise: gli archivi
della Prefettura, dei Carabinieri, della Questura. In Prefettura, ove
legalmente il segreto di Stato decade dopo cinquant’anni (settanta in
caso di privacy) non trovai nulla, probabilmente perché i files
fascisti (che presumibilmente avvisavano il prefetto del recupero del
disco, come è riferito nella "nota personale riservatissima") erano
stati spediti all’archivio ministeriale di Roma, da prassi. Quanto ai
Carabinieri, un maresciallo, che ho agganciato casualmente durante le
ricerche, per poco non mi è scoppiato a ridere in faccia quando gli ho
chiesto come arrivare alla documentazione (prudentemente, avevo evitato
di dire che si trattava di avvistamenti UFO, preferendo parlare di
aerei spia Alleati...). "Su questi fatti c'è sempre il segreto
militare", è stata la prevedibile risposta. Quanto alla Questura, una
laconica nota sui registri prefettizi avvisava, stile X-files, che
"tutti i carteggi dal 1900 al 1943 erano andati distrutti in un
incendio". Ma alla fine la costanza è stata premiata e, sempre dagli
archivi della Prefettura, sono emersi due dossier dalla dicitura assai
intrigante: "Aeroplani sospetti - Segnalazioni 1931 - 1933 - 1934 -
1935" (ma si arrivava sino al 1938). Erano tutti documenti originali
che, pur non menzionando in alcun modo i files milanesi del Gabinetto
RS/33, riferivano di alcune centinaia di sorvoli anomali nell’arco di
sette anni, in tutta Italia. La sigla UFO ovviamente all’epoca non
esisteva; si parlava di "velivoli non identificati". Nei circa 500
telegrammi alla Prefettura da me visionati, riferibili ad altrettanti
casi, vi erano "UFO" (nel senso lato del termine) di ogni genere: aerei
di contrabbandieri, aerei spia o velivoli da turismo che sovente, a
causa della quota, delle condizioni meteo o della velocità, non si
riuscivano ad identificare; in molti casi, dunque, partiva l'allarme
aereo, per le intrusione non autorizzate. Le violazioni del nostro
spazio aereo venivano immediatamente segnalate ad una rete di
sorveglianza ben precisa (che anticipò di anni quella del Project
Twinkle americano); la stessa che, molto probabilmente, venne
utilizzata dal Gabinetto RS/33, in quanto attiva ed operativa.
VELIVOLI NON IDENTIFICATI
Per quanto riguardava il capoluogo lombardo, venivano immediatamente
allertati la Regia Prefettura (per "Intelligenza Milano", con
coinvolgimento cioè dei servizi segreti), gli Uffici di milanesi di
Cinisello, Piazza Napoli, Ghisolfa e Arena, il Comando Difesa, gli
aeroporti di Taliedo (centro radiotelegrafico) e Bresso, la Questura.
Talvolta i telegrammi venivano inoltrati in copia anche al Centro di
Raccolta Notizie del Viminale a Roma (con la dicitura "cta precdnz
asslt", consigliata precedenza assoluta). Ovviamente mi resi subito
conto che in larga parte gli avvistamenti si riferivano a violazioni
aeree ben terrestri (spesso gli aerei in seguito venivano identificati
e bloccati; molti erano svizzeri), giudicate particolarmente allarmanti
nel clima dittatoriale dell’epoca. Non tutti i telegrammi erano però
identici, ed i toni e gli allarmi erano tali da lasciare supporre che
la "mancata identificazione" dipendesse a volte da ben altro motivo.
Una minima ma consistente parte dei telegrammi inviati ai servizi
segreti descrivevano velivoli decisamente atipici (da qui,
probabilmente, la richiesta formale dell’inoltro all'Intelligence).
Facciamo alcuni esempi: "24 luglio del '34 - Precedenza assoluta su
tutte le precedenze - Allarme aereo - Comando aeroporto presso prefetti
Lombardia - Centro raccolta notizie Viminale Roma". Sondrio segnalava
l’avvistamento di un "velivolo non potuto identificare", a quota
altissima, apparso sopra la città alle 8.55; venivano allertati gli
Uffici milanesi dell’Arena, gli aeroporti di Bresso e Taliedo e la
Questura. Altro caso: 5 aprile 1934, telegramma urgente da Genova. Il
Semaforo (cioè il punto di osservazione aerea) di Portofino segnalava
alle 16.15, sulla rotta aerea di Genova tre ordigni sconosciuti diretti
a nordovest. Un minuto dopo gli ordigni diventavano due e venivano
avvistati da diversi punti d'osservazione della città: Punto Mesco e
Semaforo Genova. 18 maggio 1933; era la volta di un ordigno a quota
"altissima", che proveniva dalla Svizzera e si dirigeva verso Como e
Milano. 3 giugno del '33: la camicia nera milanese Agosti inviava un
fonogramma dal posto di osservazione Solferino chiedendo l'allarme
aereo. 8 luglio 1933; erano le 10.55 e due "velivoli sconosciuti", che
si differenziavano dai comuni aerei perché invertivano di botto la
rotta, sorvolavano Valona. Il 17 agosto 1933 il console Pagani avvisava
del sorvolo di un ordigno, su Milano. "Per misure precauzionali ho
fatto alzare la pattuglia di allarme", concludeva il fonogramma.
Dall’esame dei files più propriamente ufologici (69 su 500) emergeva
innanzitutto il fatto che a Milano, come del resto nelle prefetture di
tutta Italia, arrivavano in copia i telegrammi contenenti gli
avvistamenti; ciò significa che non esistono 500 telegrammi per la sola
Milano, ma per tutta Italia. Di questi, sono una ridottissima parte
poteva essere a sfondo ufologico, per un periodo compreso fra il 1933
ed il 1937. Non vi erano files degni di rilievo nell’annata 1931; non
appariva dunque casuale che le prime schedature risalissero al 1933,
anno della nascita del Gabinetto RS/33.
I punti di
osservazione (i Semafori) da cui provenivano principalmente le
segnalazioni erano Capo Noli, Capo Mele, Portofino, Genova per la
Liguria; l’aeroporto Mirafiori di Torino; quello di Ghedi a Brescia;
Campoformido (UD); altre segnalazioni provenivano da Imperia, La
Spezia, Savona, Ravenna, Varese, Aosta, Cuneo, Chiasso, Sondrio,
Chiavenna, Littoria, Napoli, Palermo, Trapani. Tutta l’Italia era
dunque rappresentata, ma solo 69 volte gli allarmi aerei furono tali da
essere considerati decisamente anomali (e solo 9, secondo questa
ricerca, potrebbero essere definiti ufologici in senso stretto). Questi
69 documenti sono sostanzialmente ben diversi dalle centinaia di altri
da me visionati (ove ad esempio seguiva il riconoscimento degli aerei;
a volte Genova confermava l'identificazione di velivoli francesi,
Ciampino-Torre Orlando dei tedeschi e olandesi, Varese-Porto Ceresio
degli svizzeri, ecc...).
In ogni caso quando i velivoli erano
chiaramente identificabili, veniva segnalato a chiare lettere. Tranne
in 69 casi. L'indagine dunque prosegue...
NON POSSIBILE IDENTIFICARE
Qui di seguito abbiamo raccolto tutte le segnalazioni anomale
indirizzate all’Intelligence fascista. Sono 68 fra telegrammi e
fonogrammi, sugli oltre cinquecento inviati alla Prefettura di Milano
(ed in alcuni casi anche ai servizi segreti) da tutta Italia. Alcuni di
esse si riferiscono ad episodi decisamente anomali, per i quali è stato
necessario il coinvolgimento di più enti; per altre è assai più
semplice ipotizzare una spiegazione convenzionale (da noi proposta a
margine, per dare la dimensione statistica della documentazione).
Sfortunatamente l’abuso dei termini "velivolo" ed "aereo" (in mancanza
dell’allora inesistente sigla UFO) non facilita l’identificazione di
taluni episodi. Circa la documentazione raccolta, abbiamo indicato con
la sigla "fon" i fonogrammi, con "tel" i telegrammi. I fonogrammi non
risultano inviati ai servizi segreti. Le voci in corsivo si riferisco
ai casi più anomali, presumibilmente ufologici in senso stretto.
16-4-33 ore 10.10 (fon). Apparecchio "non possibile identificare" fa
scattare l’allarme aereo su Milano. Il fenomeno si ripete alle 16.20,
facendo nuovamente alzare la pattuglia aerea d’allarme.
13-5-33 ore 18.20 (tel). Ordigno dallo Spluga verso Milano e Como. Il
fenomeno si ripete esattamente alla stessa ora, cinque giorni dopo.
Probabile aereo.
19-5-33 ore 10.20 (tel). "Aeroplano sospetto" dalla Svizzera a Brescia. Allertati Sondrio, Milano, Brescia e Bresso.
3-6-33. Raffica di telegrammi per un "velivolo sconosciuto" che
sfreccia a grande velocità e a quota altissima, attraversando in pochi
minuti lo spazio aereo che dalla Svizzera porta a Como e Milano,
descrivendo una rotta alquanto anomala; viene intercettato da terra
alle 10.00 (da Sondrio), alle 10.10 (da Montespluga), alle 10.22 (da
Milano Termine), alle 10.30 (Portoceresio). Alle 11.50 lo stesso
ordigno (o uno analogo) punta verso la Svizzera (tornando dunque
indietro). Lo spiegamento di forze è notevole. Alle "ore 5" un
fonogramma della camicia nera Agosti avvisa che è stato decretato
l’allarme aereo dalla postazione milanese di via Solferino.
8-6-33 ore 12.27 (tel). Portofino segnala "aeroplano sconosciuto" diretto a nordovest.
13-6-33 (due diversi tel). In mattinata un velivolo proveniente dallo Spluga si dirige verso Milano.
23-6-33 ore 9.20 (tel). Il brigadiere CC Pleavano segnala velivolo
proveniente dalla Svizzera e diretto verso Como e Milano. Alle 20.25 un
altro telegramma segnala un velivolo da Pontechiasso a Milano.
28-6-33 (fon). Il Console Soati del Comando Legione Antiaerea di Milano
smentisce il passaggio di velivoli sospetti sulla città, a seguito di
due fonogrammi di allarme inviatigli alle 10.45 e alle 11.13. Dov’è
finito il "velivolo" misterioso?
1-7-33 ore 3 (fon). La camicia nera Giovanni Erri avvisa di un "allarme aereo". Nessun altro dettaglio disponibile.
8-7-33 ore 10.55 (tel). Velivoli che invertono la rotta su Valona (Albania, sotto tutela italiana).
17-8-33 ore 17.25 (fon). Apparecchio "non ben identificato" su Milano. Alzata la pattuglia aerea.
8-9-33 ore 10.10 (tel). Velivolo ad alta quota sopra Varese e Luino.
23-9-33 ore 17.45 (fon). Velivolo su Milano, che viaggia da nord ad
est. Il Console Pagani (IIº Legione Milano) ordina il decollo della
pattuglia d’allarme.
3-4-34 ore 14.00 (ben sette telegrammi).
Velivolo su Imperia. L’ordigno viene segnalato alle 14.12 su Savona,
mentre inverte improvvisamente la rotta e sparisce alla vista dietro il
monte Madonna del Rio. Alle 14.20 viene segnalato un ordigno che
evoluisce sopra Genova e poi sparisce alla vista. Si apprende che alle
13.32 il Semaforo di Genova ha avvistato "tre idrovolanti sconosciuti".
Altri apparecchi ignoti avevano sorvolato il capoluogo ligure alle
11.28. Ancora avvistamenti alle 9.29 e alle 18.58 da Capo Mele (IM).
Allertati tutti gli Uffici milanesi.
4-4-34 ore 13.26 (tel). Ordigno su Savona che inverte la rotta e sparisce.
18-10-35 ore 10.45 (tel). Il "Distaccamento Boccio Pellice" segnala un aereo ad alta quota diretto al Colle della Gianna (TO).
5-4-34 ore 16.15 (tel). Tre aerei sconosciuti su Genova. Alle 16.30 su Imperia.
12-4-34 ore 17.52 (tel). Velivolo sconosciuto su Imperia.
16-4-34 ore 10.23 (tel). Velivolo su Capo Mele. Alle 16.40 i carabinieri di Milano segnalano un ordigno su Varese.
20-6-34 ore 16.49 (tel). Velivolo sconosciuto su Capo Mele.
24-7-34 ore 8.55 (tel). Ordigno "non potuto identificare" ad altissima
quota su Sondrio. Non viene allertata l’Intelligenza ma direttamente il
Centro Raccolta Notizie del Viminale a Roma.
16-5-36 ore
15.30 (ben cinque diversi telegrammi). Aereo sconosciuto su Savona,
notato da Capo Mele. Improvvisamente inverte la rotta e sparisce alla
vista. Lo stesso ordigno, o un altro, era stato segnalato alle 15.10 a
Punto Mortola, alle 15.16 a Capo Arma e alle 15.18 a Bordighera. Il
telegramma dell’avvistamento delle 15.30 viene inviato due volte dal
prefetto savonese Oliveri alla prefettura di Milano, all’Intelligenza,
agli aeroporti di Taliedo e Lonate Pozzuolo; quindi, a tutti i prefetti
del Regno.
17-5-36 ore 9.09 (tel). Aereo sconosciuto su Bordighera; altro avvistamento alle 9.18 su Imperia. Prob. aerei.
22-6-36 ore 12.09 (tel). Ordigno a quota altissima sopra Varese. Intelligenza non allertata.
28-6-36 ore 8.43 (tel). Ben sei "aerei sconosciuti" da Punto Mortola (IM) diretti a est.
2-7-36 ore 22.43 (tel). Aereo sconosciuto su Monte Circello, Littoria
(oggi Latina). Intelligenza non allertata; avvisato Ministero
dell’Interno.
17-7-36 ore 15.20 (tel). Aereo sconosciuto su Punto Mortola (IM). Fenomeno analogo alle 15.50 su Capo Noli. Prob. aerei.
29-7-36 ore 15.00 (tel). Un "aereo" proveniente dalla Francia sorvola
Ventimiglia a quota bassissima (600 metri); poi viola la zona militare
di Gouta e Baiardo. Nonostante la bassa quota, nessuno degli
osservatori militari riesce ad identificare l’ordigno; per una strana
"mancanza mezzi di comunicazione" (per un black-out?) la Centuria della
Milizia Confinaria può avvisare solo in notevole ritardo le prefetture
di La Spezia ed Imperia. Scatta l’allarme aereo.
3-8-36 ore 18.34 (tel). Aeroplano sconosciuto a Punta Mortola (IM).
10-8-36 ore 17.08 (tel). Aeroplano sconosciuto a Punta Mortola (IM).
19-8-36 ore 16 (tel). Aereo sconosciuto notato da Capo Mele. Prob. aereo.
27-8-36 ore 9.45 (tel). Aereo sconosciuto notato da Capo Mele. Prob. aereo.
30-8-36 ore 12.34 (tel). Aereo sconosciuto notato da Capo Noli. Prob. aereo.
31-8-36 ore 10.35 (tel). Aereo sconosciuto su Capo Mele. Volo regolare.
Altra segnalazione da Genova alle 11.08 (Intelligenza non allertata).
1-9-36 ore 8.25 (tel). Ordigno su Bordighera diretto a nordest. Volo regolare.
8-9-36 ore 11.19 (tel. cifrato). Oggetto su Portofino. Intelligenza non allertata.
22-9-36 ore 15.37 (tel). Aereo sconosciuto su Capo Noli.
13-10-36 ore 8.17 (tel). Aereo "indistinto"; allertato il Ministero degli Interni e la Sicurezza di Roma.
30-10-36 ore 12.25 (tel). Ordigno su Capo Noli. Prob. aereo.
22-1-37 ore 10.45 (tel). Aeroplano sconosciuto sorvola Bordighera. Prob. aereo.
13-2-37 ore 13.03 (tel). "Aero (sic) sconosciuto" su Savona.
18-2-37 ore 12.42 (tel). "Idro sconosciuto" visto dall’Osservatorio di Capo Noli.
13-3-37 ore 10.16 (tel). Aereo sconosciuto su Bordighera. Prob. aereo.
1-5-37 ore 11.10 (tel). Misterioso "rumore aereo" sopra Torino.
10-5-37 ore 9.33 (tel). Misterioso "rumore aereo" sopra Capo Mele.
19-8-37 ore 15.55 (tel). Ordigno proveniente dalla Francia diretto verso Torino; volava a quota altissima.
12-11-37 ore 14.55 (tel). Ordigno su Nuoro. Vengono allertate tutte le
prefetture d’Italia ed il Comando Aeroporto Mirafiori di Torino.
Le ricerche sugli X-files di Mussolini vanno avanti ed ogni giorno
nuovi elementi confermano l’autenticità dei documenti, delineando
parimenti un quadro sempre più completo ed intrigante, composto da
insabbiamenti, azioni di guerriglia e trame tessute per mettere a
tacere una scomoda verità. Oggi i mass media, brutalmente censurati
negli anni Trenta, si sono presi una rivincita "morale" dando ampio
risalto a questo giallo del Ventennio: i documenti fascisti sono stati
mostrati dal nostro Roberto Pinotti nello Speciale Tg1 andato in onda
sabato 30 settembre ed interamente dedicato agli UFO, durante il quale,
fra l’altro, l’Aeronautica Militare ha aperto i propri dossier. E la
rubrica Tentazioni de "Il Giorno" ai files fascisti ha dedicato
un’intera pagina il 7 settembre scorso, con una dettagliata inchiesta
del giornalista Gabriele Moroni.
L’UFO NASCOSTO A VERGIATE
É stato proprio "Il Giorno" il primo ad ipotizzare, su mia indicazione,
che il disco volante recuperato dai fascisti all’alba del 13 giugno del
‘33 fosse stato nascosto negli stabilimenti della Siai Marchetti di
Vergiate o Sesto Calende, due località confinanti in provincia di
Varese. Sono giunto all’identificazione del posto grazie ad una serie
di elementi combacianti. In primo luogo, la zona dell’atterraggio
doveva essere nel milanese o in Lombardia; lo dimostrava il fatto che
le veline Stefani che riferivano del recupero partissero dall’Ufficio
Telegrafico di Milano e non, ad esempio, da Roma o da una sede
giornalistica periferica; Vergiate si trova in provincia di Varese; a
cinque minuti di macchina c’è Sesto Calende, sul fiume Ticino, al
confine con Novara. A Sesto Calende e a Vergiate (e nella vicina
S.Anna) la Siai Marchetti aveva i propri stabilimenti ove venivano
costruiti gli aerei militari. A Sesto vi erano gli uffici dirigenziali,
a Vergiate gli stabilimenti veri e propri, a S.Anna i cantieri che in
seguito ospiteranno la Decima Mas. A Sesto e Vergiate erano di casa
Italo Balbo e Filippo Eredia, suo braccio destro. Balbo, lo apprendiamo
dai documenti fascisti, era uno dei vertici del Gabinetto RS/33 (ed era
in stretto contatto con Marconi, come dimostra un articolo su "La Sera"
del 15-7-33, circa alcuni telegrammi amichevoli fra i due personaggi).
La storia ufficiale ci dice che Balbo "era solito partire per le sue
imprese aviatorie proprio da Sesto Calende" (meglio ancora: dal campo
di volo dell’adiacente Vergiate). Filippo Eredia, responsabile
dell’Ufficio Meteorologico di Stato (forniva a Balbo le condizioni
atmosferiche per le trasvolate oceaniche) era di casa negli
stabilimenti della Marchetti (vi sono foto che lo ritraggono a S.Anna).
Dopo la guerra quest’ultimo divenne, curiosamente, uno dei più strenui
scettici d’ufficio del fenomeno UFO. Ancora, altre indicazioni
spingevano la mia attenzione nella zona di Varese. In primo luogo, il
fatto che, dopo il recupero del disco, era stato proprio un giornale
varesino, la "Cronaca Prealpina" del 20 giugno, a dare notizia con
enfasi dell’esistenza di forme di vita su Marte in contatto con uomini
della Terra; in secondo luogo il fatto che negli anni immediatamente
successivi il dopoguerra continuasse a circolare nella zona la voce che
a Vergiate fossero custoditi dischi volanti terrestri. Ho personalmente
reinchiestato il caso di Tradate di Varese. Nel 1950 l’operaio Bruno
Facchini di Abbiate Guazzone s’imbatté, in un bosco, in un disco
volante sceso al suolo e nei suoi occupanti. A ricordo di
quell’esperienza, Facchini portò sempre sull’addome gli effetti (da
scossa elettrica) provocatigli da un fascio di luce sparatogli contro
dagli alieni; conservò inoltre frammenti del disco volante, lasciati a
terra dagli extraterrestri, intenti ad effettuare sul disco un lavoro
di saldatura. Ciò che pochi sanno è che quando Facchini si imbatté nel
disco, pensò subito fosse un prototipo americano
custodito a
Vergiate. Proprio gli americani, che durante la guerra bombardarono ben
nove volte lo stabilimento Marchetti di Vergiate tentando di
distruggere qualcosa a tutti i costi, risparmiarono Sesto Calende,
sebbene sorgesse accanto ad uno strategico ponte in ferro sul Ticino.
Forse gli americani, venuti a conoscenza del fatto che negli uffici
della Marchetti vi erano preziosi incartamenti, decisero di risparmiare
Sesto. E a guerra finita, negli anni Cinquanta, l’US Air Force si
affrettò a mettere le mani sugli stabilimenti di Vergiate,
improvvisamente adibiti ad hangar manutentivi per gli aerei americani.
Altri elementi ancora mi spingevano ad investigare in questa direzione.
Va detto che negli ultimi mesi diverse teorie sui files fascisti sono
state veicolate su pubblicazioni varie; riguardavano in parte il crash
(sebbene nei documenti si parlasse solo di atterraggio) del disco
volante del ‘33; veniva avanzata l’ipotesi di un guasto causato da un
fulmine, chiaramente ispirandosi al crash di Roswell. Sin dall’inizio
della mia indagine era bastato controllare il bollettino meteo
dell’Osservatorio di Milano Brera per escludere a priori questa
ipotesi: quel giorno il cielo era semicoperto, occasionalmente piovoso.
Non vi erano stati furiosi temporali. Ma proprio per questo motivo
saltava subito agli occhi come una forzatura, una bugia male
orchestrata, la notizia che un misterioso lampo di luce schiantatosi
nella notte sullo "stradale tra Magenta e Novara" fosse un banale
fulmine. L’unica pubblicazione che si azzardava a riportare la notizia
(con un certo ritardo) era la Domenica del Corriere del 9 luglio;
riferiva assai stringatamente d
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altro
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Lissoni Friday, Oct. 21, 2005 at 12:21 AM |
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L'UFO di Mussolini Inediti documenti costringono a riscrivere la storia ufficiale e conosciuta dell'ufologia Una scoperta di Alfredo Lissoni e Roberto Pinotti
Comunemente si colloca la data della nascita ufficiale dell'ufologia
nel 1947, negli Stati Uniti. Ma oggi sappiamo che non è così. La storia
ufficiale degli oggetti volanti non identificati, quella fatta cioè di
commissioni di studio più o meno segrete, di raccolte governative di
dati e testimonianze, di discredito e di intimidazione dei testimoni è
già storia vecchia; risale al Ventennio di Mussolini! La ricerca
presente in questo sito ( che potete utilizzare a patto di citarne gli
autori ) è sfociata poi nel libro Gli X-files del nazifascismo" (Idea
Libri, di Alfredo Lissoni e Roberto Pinotti), e dimostra
inequivocabilmente che l'ufologia di Stato (con finalità di
retroingegneria) è nata in realtà nell'Italia del Fascio, togliendo
così il primato agli Stati Uniti ... Documenti inediti, ricevuti dal
CUN sin dal 1996 e sottoposti a meticola verifica incrociata nonché a
perizia, ed infine accreditati da esperti aeronautici, piloti,
ingegneri, storici e periti del Tribunale, costringono l'ufologia ad
una profonda revisione storica.
Grazie ad una rocambolesca
ricerca d'archivio, sulle tracce degli X-files fascisti disseminati e
sparpagliati nelle biblioteche di mezza Italia , è stato possibile
ricostruire l'intricato puzzle celato per oltre sessant'anni.
Quest'indagine ha ispirato ben tre romanzi di Mario Farneti, decine di
articoli su riviste e giornali sia storici che generalisti, una
recensione nel sito della Regia Aeronautica Italiana, su "Storia del
Novecento", su "Storia in Rete" e sulla prestigiosissima "Flying Saucer
Review", un servizio a "I Fatti Vostri" (nella foto a lato, Pinotti e
Lissoni da Giletti, 12.4.00), uno al Tg3 Leonardo (il tg scientifico
Rai), diversi servizi a Telepadania, uno speciale a Odeon Telereporter,
una lunga diretta su TeleNova (l'emittente ecclesiastica paolina di
Milano) ed uno special su "Voyager" di Roberto Giacobbo (RAI Due). Un
supplemento di indagine è in fase di pubblicazione in un nuovo libro di
Lissoni ed occuperà un intero capitolo sui files nazifascisti degli
anni Trenta, in Italia, Germania, Francia, Spagna, Norvegia e America. http://www.alfredolissoni.com/duce.htm
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Ufo e Nuovo Governo Mondiale
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by
Lissoni Friday, Oct. 21, 2005 at 12:25 AM |
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Il Governo invisibile
Tratto dal primo capitolo del libro "il governo ombra"
di Alfredo Lissoni
TESCHI E OSSA
L’estate del Duemila ha visto arrivare, nelle sale cinematografiche
italiane, una curiosa pellicola americana del regista Rob Cohen,
intitolata “I teschi - The skulls”. Essa denunziava l’esistenza di una
setta segreta, attiva negli Stati Uniti, che reclutava ragazzi nei
campus per formarli come nuove leve di un’aristocrazia
economico-politica il cui scopo era il mantenimento del potere ad ogni
costo, e con qualsiasi mezzo. Simbolo della setta, che assicurava
immediatamente ai propri adepti soldi sesso e successo, un teschio
poggiato su due tibie incrociate, come nello stemma dei pirati. Nella
pellicola si affermava altresì che la CIA, il servizio segreto
americano, era nato all’interno della setta dei “Teschi” e che ben tre
presidenti statunitensi ne avevano fatto parte. La fedeltà al club, si
riferiva nella pellicola, funzionava come una sorta di feroce
massoneria: apriva le porte al potere, assegnava denaro, chiedeva
scambi di favore, oltre ogni limite. Ciò che non veniva detto, e di cui
solo una parte del pubblico era forse al corrente, è che la setta dei
“Teschi” esiste veramente (anche se il suo vero nome è “Teschi e
ossa”). Come esiste effettivamente negli Stati Uniti (e non solo) un
“governo ombra” il cui fine ultimo è la distruzione dell’ordine
costituito per la costruzione di una “Sinarchia”, un governo unico
mondiale retto da un’aristocrazia di potenti, che instaurerà un “Nuovo
Ordine Mondiale”. Per giungere a questo scopo ogni mezzo è lecito,
dall’omicidio politico allo sterminio di massa, dal controllo della
stampa alla nascita del Grande Fratello telematico che tutto vede e
tutto spia; in questa disperata lotta al predominio del mondo entrano
in ballo le moderne tecnologie informatiche, i satelliti spia e le
guerre batteriologiche; ma hanno un ruolo fondamentale anche le
credenze esoteriche, le sette e certe filosofie New Age. E così il
governo ombra pesca aderenti nei movimenti ufologici messianici come
pure nel più bieco satanismo. Solo fantasie? Sfortunatamente no; i
primi ad ammetterlo sono gli stessi protagonisti di questa incredibile
congiura a livello planetario.
GLI ILLUMINATI
“Un
Nuovo Ordine Mondiale? Sì, esiste. C'è un coordinamento segreto fra le
sette sataniche, sia americane che europee, per la conquista del mondo
e per la sua riorganizzazione. La religione verrà abbattuta e
sostituita dal culto di Satana. E i politici saranno rimpiazzati dai
sacerdoti del Maligno. Le razze inferiori verranno eliminate e la
popolazione drasticamente ridotta”. A dipingere questo apocalittico
scenario è stato il giovane e biondissimo "Angel", pseudonimo di un
satanista californiano pentito che, nell'ottobre 1989, ha confessato al
giornalista televisivo Giorgio Medail l'esistenza di un'antichissima e
pericolosa setta infernale, gli Illuminati. “La sede di questo
movimento sotterraneo”, ha precisato "Angel", “è in Scozia, dove vive
il capo supremo di tutti i satanisti, il Maestro del Mondo, di cui
nessuno conosce la vera identità...".
Dell’esistenza di un
gruppo esoterico di destabilizzatori sociali è convinto anche il fisico
slovacco Vladimir Terzinsky. “Si fanno chiamare Gli Illuminati”, ha
detto Terzinsky in una conferenza negli Stati Uniti, “e hanno già
influenzato segretamente molti politici durante l'ultima guerra
mondiale. Le loro idee sono state fatte proprie nientemeno che da
Hitler... La setta sarebbe composta da individui eterogenei per classe
sociale, credo e razza, tutti accomunati da una fortissima propensione
per l'esoterismo e per il complotto politico. Il loro scopo è di
sovvertire il mondo, portandolo sull'orlo della catastrofe sia politica
che economica per poi, con un colpo di stato planetario, prenderne il
controllo".
Quella che sembra la trama di un thriller
fantapolitico è in realtà la versione moderna in chiave catastrofica
della cosiddetta “teoria del complotto esoterico”. Essa sottintende la
possibilità che le sorti dell’umanità siano decise da un ristretto
gruppo di personaggi, appartenenti a società segrete, che si sarebbero
infiltrati nei centri del potere politico, economico e militare di ogni
paese. Che non si tratti però soltanto di una teoria è sfortunatamente
dimostrato. Certo, le notizie che occasionalmente fuoriescono da queste
sette (in buona parte sataniche) sono molto stringate: il segreto è la
prima regola, e chi tradisce paga molto duramente. Dai frammenti di
informazioni recuperati dagli investigatori (l’FBI, ad esempio, è
spesso sulle tracce di questi sovvertitori dell’ordine pubblico)
sappiamo dell’esistenza di una “base”, spesso un vero e proprio braccio
armato, composto da gruppi di estremisti (satanisti, neonazisti e a
volte anche fanatici religiosi di vari credo) che, pur professando
filosofie, religioni e culti diversi fra loro, hanno un obiettivo
comune molto chiaro: conquistare il mondo e sovvertire l’ordine
sociale, sostituendolo con qualcosa di nuovo e di diverso. Alcuni di
essi provengono dall’estrema destra neonazista, altri dal satanismo,
altri ancora sono apolitici, ma tutti sono comunque manovrati dai
vertici del governo ombra.
Ufficialmente quella del Nuovo
Ordine Mondiale è stata per lungo tempo, secondo alcuni politologi, una
teoria socio-economica, propugnata dai presidenti Reagan e Bush negli
Stati Uniti e da Margareth Thatcher in Gran Bretagna, che prevedeva
l’abbattimento delle frontiere doganali e la creazione di un’unica
grande nazione euro-americana, diretta da un solo organismo. Un
progetto abbandonato, si dice, a causa dell’intransigente opposizione
di vari gruppi religiosi e laici caratterizzati da un forte
nazionalismo, e sostituita nel Vecchio Continente dalla nascita
dell’Europa Unita. Ma la Sinarchia è invece una realtà. Vi aderiscono
alcune delle principali famiglie economico-finanziarie internazionali,
raggruppate in centri di potere quali la Trilateral Commission, il
gruppo Bildeberg, il CFR americano. Vi sono industriali e magnati del
petrolio che, entrati in politica o nei servizi segreti, hanno spesso
trasformato il governo americano in un docile fantoccio nelle loro
mani. Questo è l’incredibile quadro che emerge dalla rilettura dei
documenti più scottanti e dalle testimonianze più esplosive. Grazie ad
essi si scopre che la Sinarchia non disdegna, per il raggiungimento dei
propri fini, utilizzare le tattiche più disparate, da quelle
scientificamente riconosciute (come il controllo delle
telecomunicazioni attraverso i satelliti e la rete spia Echelon) a
quelle considerate più esotiche, come la guerra psichica, la magia
nera, la retroingegneria UFO. Combattono la religione, sebbene molti
sinarchici si dichiarino apparentemente buoni cristiani, e questo
perché il cristianesimo tende ad abbattere le distinzioni tra classi
sociali; la Sinarchia invece le esaspera. Non meraviglia dunque che al
suo interno vi siano elementi legati al satanismo o al neonazismo (la
stessa CIA, braccio armato del Governo Invisibile, nacque con elementi
provenienti dalla Gestapo).
LA CACCIA ALL’ANTICRISTO
La presa di coscienza dell’esistenza di questa terrificante realtà ha
portato in America, come era prevedibile, ad una vera e propria caccia
alle streghe da parte di quegli ambienti religiosi (alcuni dei quali
fondamentalisti, sfortunatamente) che hanno deciso di opporsi alla
Sinarchia. E si è giunti a veri e propri eccessi, nella “lotta
all’Anticristo” (della quale lo scozzese Re del Mondo sarebbe il
vicario), con una serie di attentati alla casa di produzione
cinematografica statunitense Warner Bros, che ha l'unico torto di avere
la propria sede di New York al civico numero 666 (che nel libro
dell’Apocalisse indica il demonio) e che viene accusata di produrre
cartoons che incitano alla violenza; con il boicottaggio della Disney,
che nei propri film inserirebbe disegni osceni e subliminali (un fallo
ne “La sirenetta”, ecc...) e della Procter&Gamble, una
multinazionale chimica nota soprattutto per i suoi prodotti per
l'igiene personale: accusata ingiustamente da varie sette protestanti
di aver stretto un patto con Satana attraverso la chiesa del reverendo
Moon e di avere un marchio che ricordava (invero, con molta fantasia)
un simbolo satanico, la società ha visto crollare a tal punto le
vendite, da dover cambiare il marchio incriminato. La Procter aveva la
sfortuna di pubblicizzare i propri prodotti con il disegno di un
vecchietto barbuto, i cui riccioli ricordavano tre 6 in fila; fra gli
oltre 60 prodotti distribuiti, la Procter aveva anche il sapone
chiamato Ariel, che neanche a farlo apposta è uno dei nomi del diavolo.
A seguito della campagna di boicottaggio la ditta ha mutato il proprio,
antico simbolo sostituendolo con il volto di una ragazza sorridente.
Nel mirino è finito anche l’attore David Hasselhoff, già stella di
“Supercar” e “Baywatch”, che qualcuno ha stabilito essere...
l’Anticristo (ma è stato detto anche di Bill Gates). La lotta contro le
ditte seguaci del demonio (dal quale riceverebbero, in cambio di un
patto satanico, la ricchezza) ha raggiunto l’apice nel 1988, quando il
gruppo svizzero Crusade ha divulgato in Europa (in Italia grazie ad un
gruppo di preti bolognesi) una lista di “marchi di fabbrica” (i codici
a barre che identificano la casa e il prodotto) attribuiti a ditte
sataniche. Al di là della non dimostrata adesione delle ditte al
satanismo, l’aspetto più curioso fu che questa caccia alle streghe
venne da una parte scatenata dagli ambienti fondamentalisti cristiani,
dall’altra da quegli stessi movimenti neonazisti (con il libro “Secret
societies” del nazista Jan Udo Holey) legati proprio alla
Sinarchia.........
I CREDENTI DEL MALE
Sebbene il
cervello di questo movimento segreto sia in Scozia (patria storica di
un certo tipo di Massoneria), le fila vengono oggi tirate dagli Stati
Uniti; là ogni anno scompaiono circa diecimila persone, buona parte
delle quali, soprattutto in California, finirebbero nelle grinfie dei
satanisti. Tale è la convinzione di un agente dell’FBI confidatosi nel
1986 con il giornalista italiano Giorgio Medail, in America per un
reportage sulle messe nere. Proprio la California, a detta degli
esperti, è uno degli stati maggiormente a rischio. Sparizioni di
persone, da utilizzare per sacrifici umani, avvengono con una certa
frequenza lungo l’autostrada Highway A1. E S.Francisco altro non
sarebbe che il vertice di un triangolo nero che, con Torino e Praga,
rappresenterebbe una delle roccaforti dei seguaci del Maligno.
Se questi dati, indubbiamente esagerati dalla stampa, dovessero avere
un minimo di fondamento, allora ci troveremmo di fronte ad una
preoccupante mappa della religiosità deviata. Quanti siano i satanisti
nessuno lo sa con precisione. Nemmeno essi stessi. Questo perché le
loro identità, come pure i loro riti, sono strettamente segreti. Di
certo si sa solo che non esiste un rituale satanico ben preciso. E
sebbene negli anni Sessanta sia stata pubblicata in California
addirittura la Bibbia di Satana, i moderni seguaci del demonio hanno
riti e liturgie che differiscono da Paese a Paese. L’avvocato Davide
Venturini della Congregazione per la Cause dei Santi stima che siano
almeno diecimila i gruppi satanici che si rifanno allo gnostico inglese
Aleister (Edward Alexander) Crowley, e quindicimila i gruppi neri
italiani; secondo un rapporto del Viminale in occasione del Giubileo
del 2000, esisterebbero però solo 9 gruppi per un totale di duecento
adepti (secondo una ricerca del novembre 1994, gli adepti di sette
erano invece più di 600.000, cui andavano aggiunti altri 400.000
simpatizzanti. In pratica, due italiani su cento facevano parte - a
metà degli anni Novanta - di uno dei circa quattrocento movimenti
sparsi sul territorio nazionale. E circa tremila aderivano a gruppi
satanici). I dati dunque sono confusi. In Francia esistono diverse
sette che praticano la magia sessuale ed hanno una forte componente
femminile, mentre nei covens (congreghe) inglesi predominano i maschi,
molti dei quali si abbandonano a pratiche neopagane o sadomasochiste,
talvolta purtroppo con sacrifici di bambini (il 17 marzo 1990 scoppiò
nel Regno Unito uno scandalo enorme, quando si seppe di bambini
partoriti da sataniste per riti sacrificali). In Italia l’omicidio
rituale è invece pressoché sconosciuto, mentre è ammesso e anzi è una
pratica obbligatoria nelle conventicole dei narcotrafficanti messicani
che si ricollegano al culto azteco di Quetzalcoatl, il Serpente Piumato
(a Matamoros, nell’aprile del 1989, vennero arrestati diversi satanisti
narcotrafficanti, guidati dal boss Adolfo Costanzo, che credevano di
ottenere dal diavolo l’immunità bollendo in un calderone cuori umani e
sacrificando bambini).
Strutture e credi variano a seconda
delle nazioni, sebbene sia lecito ritenere che dietro le principali
sette del male vi sia comunque la Sinarchia. Taluni satanisti non sono
altro che una degenerazione dei movimenti hippies; sono dei ribelli
insofferenti all’autorità costituita che spettacolarizzano il disprezzo
della religione solo per dare scandalo. Alcuni di costoro sono noti
cantanti rock, come Dio, i Black Sabbath, Marylin Manson ed Alice
Cooper (che prende il nome da una strega del passato che terminò i suoi
giorni sul rogo) che si fingono satanisti ma che di fatto non hanno
nulla in comune con i veri adoratori del demonio. I veri satanisti, per
contro, non si addobbano con tatuaggi, teschi o croci rovesciate, ma si
travestono, più subdolamente, da persone rispettabili (tali parevano i
supposti partecipanti ai raid satanici del mostro di Firenze, che si
dice godesse della copertura di noti esponenti del bel mondo
fiorentino). Costoro, a differenza dei seguaci degli antichi culti pre
e paleocristiani (come molti gnostici che si rifanno ad Aleister
Crowley, o i neopagani) adorano effettivamente il Maligno, il diavolo
biblico, il signore del male, convinti che in questo modo non andranno
all’inferno ma erediteranno la Terra, e sicuri che il diavolo non sia
così brutto come lo dipinge la Chiesa.
I satanisti si
radunano periodicamente per cantare le lodi al loro signore
generalmente il 1° maggio, festa pagana di Lammas, ed il 2 novembre,
Halloween (ma non c’è una regola. Altri satanisti italiani prediligono
il 31 ottobre, il 2 febbraio, il 30 aprile, il 21 giugno; in buona
sostanza le ricorrenze sono collegate alle stagioni, a solstizi ed
equinozi). Questi incontri, chiamati in Gran Bretagna sabba quando vi
partecipano molti adepti ed esba se in tono minore, avvengono
prevalentemente di notte. Solitamente fra la mezzanotte e (per il
sacerdote luciferino romano Efrem Del Gatto) le due e tre quarti, nel
momento in cui le influenze lunari sarebbero più forti ed il momento
propizio per le evocazioni demoniache e le pratiche magiche. Durante
questi incontri si celebra una messa, che è nera in quanto ripete al
rovescio quella cristiana. Si evoca il diavolo anziché il Signore, si
recita nema anziché amen, si utilizza come altare una donna nuda e ci
si scambia un segno di pace congiungendosi carnalmente. Durante queste
cerimonie, praticate con diverse varianti a seconda dei vari covens, si
è soliti raccogliere in un calice, la “coppa di Babalon”, gli umori
sessuali di tutti i presenti e quindi comunicarcisi. Tale liquido,
chiamato amrita, servirebbe a conferire maggiore forza psichica durante
gli incantesimi con i quali i satanisti cercano di ottenere vantaggi
personali, dalla ricchezza alla giovinezza al successo, ma solo e
soltanto attraverso il male procurato ad altri, ottenendo benefici solo
attraverso le altrui disgrazie. Durante questi riti viene talvolta
portata a termine una pratica segretissima, la costruzione del bambino
interno, basata sulla credenza che non tutti gli uomini abbiano
un’anima immortale e che pertanto sia necessario costruirsela giorno
per giorno. Questo avviene, per i satanisti, con la ritenzione del
liquido seminale. Che, in questo modo, andrebbe ipoteticamente ad
alimentare il bambino interno, che come tale viene nutrito ed allevato;
e battezzato satanicamente con un nome segreto che nessuno dovrà mai
conoscere, se non si vorrà correre il rischio di diventare schiavi
psichici, zombi privi di volontà in balia dello scopritore del nome
segreto.
Ma la più aberrante pratica magica dei satanisti è
sicuramente l’immolazione di una vittima umana. “Il vero segreto della
Scienza occulta”, ha scritto il demonologo francese Georges Demaix, “è
il controllo del magnetismo umano e la sua proiezione nello spazio.
Coloro che ignorano il magnetismo non possono agire. I fluidi umani
sono potenti e di una rara efficacia...” E la caccia a questi fluidi
sembra essere una delle occupazioni principali del cultori del male.
Dicevamo che nel 1990 i giornali della Gran Bretagna riportarono a
titoli cubitali la notizia che decine di bambini sarebbero stati rapiti
dai satanisti londinesi e sacrificati (qualche anno dopo si scoprì di
riti pedofilo-satanici su di un’isola vicina a Washington, coinvolti
politici di alto livello come il deputato Barry Franks e membri del
Pentagono e della CIA, come Craig Spence, ex direttore dello staff di
George Bush; Kenneth Lanning, dell’FBI Behavioral Science Unit, dopo
otto anni di indagini ha liquidato il tutto come falsità). Nel caso
della Gran Bretagna molti infanti sarebbero stati figli di coppie
sataniche, appositamente allevati per l’olocausto finale. Questa
abietta forma di rito verrebbe praticata in quanto, al momento del
trapasso, il sacrificato sprigionerebbe potentissime energie psichiche
che i satanisti utilizzerebbero, oltreché per propiziarsi le divinità
infernali, per ottenere il dominio sulle forze della natura. Essendo,
fortunatamente, tale costume non esente da rischi e da procedimenti
penali, molti adepti del demonio preferiscono ridurre il pericolo
operando su cadaveri trafugati dai cimiteri. Queste profanazioni di
tombe avvengono talvolta corrompendo i custodi dei cimiteri. Un caso
che destò scalpore si verificò in Italia, a Ioppolo, nel 1984, allorché
un necroforo venne colto sul fatto mentre disseppelliva una bimba di
cinque anni. Le tombe hanno poi una funzione centrale presso molti
gruppi satanici. Angel ha raccontato che la sua setta soleva
nascondersi nelle tombe per sfuggire alla polizia; la terra di cimitero
sarebbe poi considerata un elemento di prim’ordine per la realizzazione
di filtri e pozioni.
Il legame di queste settacce (nel 1988
lo studioso Gianluigi Marianini stimò in 40.000 i satanisti italiani)
con la Sinarchia (gli Illuminati) deriva dal fatto che una delle idee
fisse di alcuni gruppi settari dediti al male sia la convinzione
dell’imminenza della fine del mondo. Fine che deve essere accelerata
per permettere al diavolo di sgominare le forze del bene, incarnate
dalla società borghese e conservatrice, detentrice del potere. “Alcuni
maghi dei secoli passati”, ha scritto l’avvocato Venturini, “hanno
affermato che l’Anticristo avrebbe iniziato la sua manifestazione
pubblica nel 1996 e che l’avrebbe condotta a compimento nel 1999.
Questa idea è stata ripresa dalla maggior parte dei gruppi satanici,
che l’hanno poi fatta propria e che tentano di darle corpo”. Per
scardinare dalle fondamenta lo status quo molti satanisti anni Ottanta
e Novanta hanno cominciato a reclutare tra le loro fila, soprattutto in
America, membri dell’esercito ed esponenti della finanza, tutti
accomunati dall’idea di un nuovo ordine mondiale. Alcuni di essi hanno
effettivamente confessato la loro appartenenza alle milizie nere.
Oggigiorno gli Illuminati, che di fatto si considerano una antichissima
setta di risvegliati (cioè di ribelli alla cultura e alla religione
ufficiali, giudicate oppressive e massificanti), vantano - vero o falso
che sia - affiliati in tutto il mondo. Utilizzano individui psicolabili
per destabilizzare periodicamente le basi della società; pilotano i
movimenti neonazisti di tutto il mondo (si pensi alla setta giapponese
Aum Shinrikyò o ai nazionalisti russi di Zhirinovskij);
strumentalizzano e manovrano guru e santoni ed alcune sette New Age per
far filtrare nella società le proprie idee rivoluzionarie. A questo
proposito diversi scandali ha suscitato, fra il 1985 ed il 1998,
la scoperta che molti moderni Rasputin da anni manovrano i principali
capi di stato: in America l’astrologa Joan Quigley indicava a Reagan i
giorni fasti e nefasti per firmare i trattati di proliferazione
nucleare (e per l’astrologia impazzivano anche Nancy Reagan ed il
generale Schwarzkopf, il comandante dell’operazione “Tempesta nel
Deserto” contro Saddam Hussein) e la medium inglese Rosemary Altea
sosteneva di essere il consigliere di fiducia della famiglia Clinton. E
se Bill dormiva con sul comodino una copia del libro de “La profezia di
Celestino” (del padre della Next Age James Redfield), Hillary, da parte
sua, organizzava sedute spiritiche con la parapsicologa Jean Houston,
che l’aveva convinta di essere la reincarnazione della regina Caterina
di Russia e grazie alla quale la first lady cerca di evocare lo spirito
di... Gesù e del Mahatma Gandhi. In Russia il ruolo della Houston l’ha
ricoperto la discussa guaritrice georgiana Djuna Davitashvili, una
ciarlatana che ha avuto in cura prima Breznev e poi Eltsin; e c’è anche
il teleguaritore Anatoli Kashpirovski, ex consigliere di fiducia del
leader ultranazionalista Zhirinovskij e del ministro degli esteri
Gennadj Gherassimov all’epoca del mandato di Gorbachov; qualche anno fa
si è poi saputo che molti alti papaveri sovietici avevano tutti un
astrologo personale e che la CIA intendesse sfruttare la loro credulità
intervenendo sui loro operatori dell’occulto. Non è certo migliore la
situazione in Gran Bretagna, ove grande scandalo vi è stato quando la
cartomante greca Vasso Kortesis ha venduto ai tabloid londinesi le
confidenze della sua cliente Sarah Fergusson, l’ex consorte del
principe Andrea d’Inghilterra. La Kortesis ha rivelato che l’ex
duchessa di York era una grande appassionata di magia ed occultismo,
credulona al punto da chiamarla “mamma”. Anche Lady Diana e Dodi Fayed
avevano un astrologo personale, Rita Rogers, che aveva previsto per i
due un futuro di amore e di felicità. Contro la mania per l’occulto dei
reali d’Inghilterra ha tuonano nientemeno che l’arcivescovo di
Canterbury (il papa dei protestanti) Lord Runcie, che ha rivelato che
Carlo d’Inghilterra è stato manipolato ed allontanato dalla religione
dal santone reincarnazionista sudafricano Laurens Van Der Post; infine,
il dito è stato puntato in passato dai media anche contro il guru
indiano Sri Chinmoy, che addestrava personalmente i funzionari
dell’ONU, e contro il santone Sai Baba, che ebbe in passato stretti
legami con la famiglia Craxi.
In molti si sono domandati
quanto possa essere pericolosa l’influenza di alcuni dei sopracitati
personaggi sui leader delle due principali superpotenze. E che tanti
sospetti non siano ingiustificati è stato dimostrato dall’attentato con
il gas nervino al metrò di Tokyo, nel ‘95, di cui parleremo in seguito.
L’episodio ha infine spinto i media a domandarsi se non vi sia
effettivamente una regia occulta (quella sinarchica) dietro sette e
santoni, con scopi destabilizzanti.
Un classico esempio di
attacco mascherato alle istituzioni fu la strage a Bel Air del 1969,
durante la quale perirono sei persone, compresa Sharon Tate, la
bellissima moglie di Roman Polanski. Tale eccidio era stato ordinato da
un pazzoide fanatico a nome Charles Manson, un satanista che amava
farsi identificarsi alternativamente in Dio e Satana e che aveva
raccolto un gruppetto di hippies sbandati in un ranch, l’Old Spahn,
ribattezzato Family, la famiglia Manson. Di questa congrega di sbandati
Vincent Bugliosi, il procuratore incaricato delle indagini sulla strage
di Bel Air, scrisse: “Quasi tutti i membri della Family avevano
maturato una profonda e radicata ostilità verso la società”. Lo stesso
Bugliosi si convinse che i mansoniani intendevano ordire l’Helter
Skelter, un complotto su larga scala “per provocare una gigantesca
carneficina e fuggire nel deserto da dove Manson sarebbe stato
richiamato un giorno per governare il mondo.”
Molti satanisti
credono che per ottenere tale scopo sia necessario stipulare un patto
col diavolo, per ottenerne i favori: danaro, protezione o successo
dell’impresa. Si ritiene che gli adepti possano stipulare il patto per
ottenere un dono, uno e uno soltanto, in cambio dell’anima e in genere
per soli venti anni, come è documentato nella tradizione stregonesca
sin dal XVI° secolo. Nel tentativo di prolungare questi favori i
satanisti cercano di piegare il diavolo ai propri voleri servendosi
dell’incantesimo della mano di gloria. Si tratta di una pratica oramai
pressoché scomparsa e consistente nel procurarsi la mano mummificata di
un impiccato (operazione tutt’altro che agevole) da utilizzare come
portacandele per affascinare il diavolo. Nei trattati stregoneschi
rinascimentali si dice infatti che il demonio provi un’attrazione
irresistibile per questo amuleto e che, pur di potere restarsene a
contemplarlo in santa pace, sia disposto a concedere qualsiasi favore
al possessore della mano, che, in questo modo, acquista la gloria, cioè
i poteri, del demonio (tematica parzialmente ripresa nell’ultimo film
di Polanski, “La nona porta”; qui l’amuleto è in realtà un libro magico
con le figure dei tarocchi). L’ultima mano di gloria in circolazione si
trova nel museo personale dello studioso torinese Lorenzo Alessandri,
pittore e grande esperto di satanismo.
Dal 30 aprile 1966
esiste anche una chiesa ufficiale per il culto del male. Si trova a
S.Francisco, è una palazzina in legno di tre piani, tutta nera,
tappezzata internamente da drappi rossi, maschere diaboliche, fruste e
crocefissi rovesciati. La sua frequentazione è libera, come pure il
culto è autorizzato, essendo in America ammessa per legge qualsiasi
religione. Vicario e fondatore di questa chiesa è l’ungherese Anton
Szandor La Vey, un ex domatore di leoni dal fascino mefistofelico, che
vanta migliaia di aderenti non solo negli States ma anche in Europa e
Canada. La Vey ha scritto nel 1969 una bibbia satanica che in pochi
anni è diventata un best seller ed il cui comandamento principale è fa
ciò che vuoi; ha inoltre pubblicato “Il rituale satanico” (1972), che
codifica i riti. I due libri hanno venduto nel mondo oltre 300.000
copie.
La Vey sostiene che Satana voglia il bene dell’umanità
e che sia contrario alla mortificazione della carne e della volontà.
Per questo motivo i satanisti si sentono autorizzati a fare tutto ciò
che vogliono, soprattutto il male. La Vey ha operato per anni assieme
alla biondissima moglie e alla figlia Karla, dispensando sacramenti
(ovviamente satanici) e celebrando matrimoni e creando anche una moda.
Uno dei più discussi matrimoni satanici, celebratosi a Louisville nel
Kentucky fra il locale vescovo nero ed una sacerdotessa di Satana, ha
attirato centinaia di curiosi. Inseritosi, con i suoi discepoli,
profondamente nell’ambiente hollywoodiano, La Vey ha ispirato film come
“Il sosia di Lucifero” e “Invocazione a mio fratello demonio” (nel
quale recitò egli stesso). Dopo vari scismi, il suo credo è stato
portato avanti dalle figlie.
Contro queste chiese sataniche
si sono mossi molti esperti dell’occulto, come il ricercatore Jeremy
Kingston, che ha dichiarato: “La setta di La Vey si sta espandendo, ma
molti studiosi di occultismo sostengono che è molto rischioso avere a
che fare con la magia nera. E un fatto accaduto nel 1967 sembra
avvalorare questa ipotesi. La sera del 29 giugno un uomo di mezza età
crollò sul pavimento del suo appartamento a S.Francisco, urlando con
voce di donna ‘Non voglio morire’. Lui e la sua famiglia, tutti membri
della setta di La Vey, riconobbero in quella frase la voce di Jayne
Mansfield, la nota attrice erede di Marilyn Monroe, segretamente
seguace di La Vey. In quello stesso momento Jayne, che aveva dichiarato
di volersi staccare dalla setta, sarebbe morta in un incidente d’auto
dopo essere stata maledetta da La Vey...”
La morte dei singoli seguaci, se non addirittura dell’intero coven, non è un evento raro.
Non è difatti infrequente che questi gruppi concludano la propria
esistenza in un bagno di sangue. Non potendo mutare la realtà
circostante, vari adepti decidono di cambiare il proprio stato di
esistenza togliendosi la vita, entrando in questo modo, a loro dire, in
un’altra dimensione (lo stesso fecero molte sette New Age ed
ufologiche, dalla Higher Source ai Solariani di Luc Jouret). Quest’idea
folle è molto antica e risale al 1300. Margareth Murray, nota studiosa
di stregoneria e paganesimo, ha scritto nel libro “Le streghe
nell’Europa occidentale” (Garzanti, 1978): “Il sacrificio del dio delle
streghe era compiuto in Francia, Belgio e Gran Bretagna. Lo studioso
James Frazer ha rilevato che la vittima umana, dio o vicario, non
soltanto soggiaceva al suo destino, ma spesso lo anticipava dandosi la
morte o mettendosi spontaneamente nelle mani del suo sacrificante”.
Questa stessa rassegnazione al sacrificio è stata rilevata nei settari
del XX° secolo. Susan Atkins, una delle adepte della Family Manson, ha
scritto nel suo memoriale “Figlia di Satana figlia di Dio”: “Dovevo
morire per tutta la gente. Loro non lo sapevano, non sapevano ma stavo
per morire per loro...”
Non tutti gli adepti del demonio
adorano la stessa entità. I cosmisti, come la setta francese della Cosa
astrale, credono in un’entità spaziale, una forma di energia che permea
l’universo. I satanisti venerano invece il diavolo biblico, l’autentico
avversario di Cristo, il signore del Male, l’angelo ribelle
all’autorità politica e religiosa. I luciferiani e i diabolici, invece,
credono in una versione eretica della figura del diavolo. Sono cioè
convinti che il dio cristiano fosse un Signore geloso, intenzionato a
tenere Adamo come uno schiavo imbelle recluso in Paradiso, e pensano
che l’intervento del serpente, che ha regalato all’uomo la conoscenza,
ci abbia liberati dalla tirannia di Dio. Per questo i luciferiani
venerano un idolo di matrice templare, il baphomet, un demone con una
candela accesa tra le corna: la candela della conoscenza che con la sua
luce rischiara le tenebre dell’ignoranza voluta da Dio. Gruppi
luciferiani in Italia sono i seguaci di Efrem del Gatto (vero nome
Sergio Gatti). Da non confondersi con gli adoratori del Maligno sono i
neopagani, che recuperano gli antichi culti greco-romani; i seguaci
della Wicca, la religione dell’Europa occidentale precristiani; e i
draconiani, un gruppo gnostico convinto che divinità aliene abbiano da
sempre controllato energeticamente il nostro pianeta.
Decisamente satanici gli yezidi o adoratori del Pavone, un gruppo
eretico in campo islamico, convinto che non un serpente ma il
sopracitato pennuto abbiano affrancato l’uomo dalla schiavitù, con il
compito di distruggere le forze del bene. Bene che, come si sa, è
sempre relativo, specie se dietro le quinte operano i sinarchici.
LE PSICOSPIE
Ma la magia nera non è l’unica tecnica “alternativa” praticata dai
sinarchici, che hanno un notevole serbatoio anche nell’universo delle
facoltà extrasensoriali. La prima delle notizie esplosive uscì nel
novembre del 1991: la Psi Tech, una società americana con sede nel
Maryland, aveva spiato per conto delle Nazioni Unite gli arsenali
segreti di Saddam Hussein servendosi di... un team di veggenti!
Grazie ad una squadra di potenti sensitivi, il direttore della Psi Tech
Edward Dames, un ex ufficiale della CIA, aveva così tracciato una mappa
precisa delle installazioni segrete del dittatore irakeno. I telepati
della Psi Tech avevano individuato due centrali per la costruzione di
armi batteriologiche, i cui piani sarebbero stati poi consegnati al
Pentagono. La notizia stupiva in quanto il governo americano, già nel
1988, aveva dichiarato di non avere nessuna intenzione di servirsi di
medium e sensitivi in quanto "tutti i test effettuati per stabilire
l'esistenza di poteri paranormali erano risultati negativi". Ma
evidentemente, dietro le quinte, le cose andavano diversamente. Non
solo, nel novembre del 1995 dagli archivi della CIA, il servizio
segreto americano con sede a Langley in Virginia, fuoriusciva la
notizia che per oltre vent’anni, e per la modica spesa di 32 miliardi
di lire, i servizi segreti USA si erano serviti di medium e sensitivi
per le loro attività clandestine (o “black projects”). In particolare,
per rintracciare il leader libico Gheddafi nel 1986; per liberare il
generale Dozier sequestrato in Italia dalle Brigate Rosse; per
scoprire, nel 1979, dove fossero i nuovi sommergibili atomici dei
sovietici ed infine per individuare le centrali al plutonio dei
nordcoreani. I sensitivi, sei potenti telepati la cui identità non
veniva rivelata, operavano presso la base di Meaden, Washington,
nell’ambito del programma “Stargate” (la porta delle stelle). Il
gruppo, per cercare di frugare a distanza nella mente del nemico, si
serviva soprattutto della telepatia. Nel 1994 il Congresso degli Stati
Uniti aveva posto il veto a questo tipo di esperimenti, giudicati
inutili e costosi, ma i servizi della Difesa avevano protestato
sostenendo che “le facoltà extrasensoriali esistono e vanno sfruttate”.
I sei veggenti, in particolare, avrebbero individuato, nel corso degli
anni, sommergibili sovietici e campi di addestramento libici per
terroristi. Quanto ai fiaschi, come la mancata individuazione di
Gheddafi, i portavoce della Difesa rispondevano: “Erano, sono e saranno
inevitabili. Quando i nostri i top gun bombardarono Tripoli nella
speranza di uccidere Gheddafi i nostri sensitivi indicarono con
precisione il bersaglio: ma quella notte il colonnello non dormì sul
posto e scampò alla morte. La colpa, dunque, non è dei sensitivi...”..
L’inchiesta sui veggenti di Meaden è stata condotta, per conto del
Congresso, dalla professoressa Jessica Utts dell’Università della
California e da Ray Hayman dell’Università dell’Oregon. Mentre la prima
ha dichiarato che le ricerche meritavano di proseguire, Hayman si è
detto totalmente scettico, visto che i sensitivi ci avevano azzeccato
solo nel 15% dei casi. Da allora il Governo avrebbe sospeso i
finanziamenti; ma sappiamo invece che lo spionaggio mentale continua
ugualmente, grazie ai fondi in nero della CIA.
I russi, del
resto, fanno altrettanto, e da più tempo rispetto agli americani. Già
nel 1940 girava per il Cremlino Wolf Messing, un ebreo polacco
ricercato dai nazisti non solo per le sue origini ma per la sua
profezia della fine di Hitler qualora questi avesse attaccato la
Russia. Intimo di Stalin, Messing non lesinava dare mostra dei propri
poteri di controllo mentale. In un occasione il polacco riuscì a
penetrare nella casa di campagna del leader sovietico, in barba alla
rigidissima sorveglianza armata, suggestionando mentalmente le guardie
del corpo e facendo credere loro di essere Lavrenti Beria,
l'onnipotente capo della polizia segreta sovietica. Ma la possibilità
di boicottare i nemici psichicamente grazie all'uso di sensitivi Stalin
l'avrebbe messa in pratica, a detta del parapsicologo Massimo Inardi,
"nel 1953, quando la scoperta di soggetti dotati di facoltà
telecinetiche fece balenare, presso le Forze Armate, l'idea di un loro
utilizzo a scopo pratico, come l'intercettazione telepatica di piani
strategici, il disturbo di strumentazioni tattiche (missili, aerei,
radio...), fino alla neutralizzazione a distanza degli armamenti
nucleari". In quell'anno è nata la psicotronica, o “scienza delle reali
energie umane“, così è stata ribattezzata la parapsicologia nella CSI.
La ricerca ha fatto passi da gigante da quando il governo ha messo le
mani su medium e sensitivi dalle capacità a dir poco eccezionali. Come
nel caso dei telepati Karl Nikolaev e Yurij Kamenskij che dal 1965
hanno eseguito difficili esperimenti di comunicazione mentale anche a
centinaia di chilometri di distanza, con risultati ritenuti talmente
sbalorditivi da spingere il Cremlino ad istituire differenti istituti
di ricerca sui fenomeni ESP non solo nella capitale, ma anche a
Novosibirsk, Odessa, Zhaporozhje, Taganrog e Alma Ata. E questi studi
si sarebbero spinti così avanti al punto che, nel dicembre del 1992, la
stampa mondiale ha riportato la notizia - quanto seria non si sa - che
i sovietici possiedono una macchina psicotronica in grado di
amplificare a comando i desideri, permettendo a sensitivi
opportunamente manovrati di uccidere a distanza! I dettagli di
quest'arma provengono ovviamente da fughe di notizie, raccolte in un
documento top secret intitolato “Inventario delle informazioni di cui è
proibita la pubblicazione”, un misterioso volume di quattrocento
pagine, aggiornato annualmente dagli organi di censura nazionali. In un
paragrafo di questo testo militare c'è una sezione dedicata proprio
alle armi extrasensoriali. E si citano quattrocento cittadini sovietici
che hanno denunciato insoliti dolori o vere e proprie alterazioni
psichiche, provocate dalle psicospie. Fra le vittime, ci sarebbe anche
un ex colonnello del KGB, pronto a testimoniare che tali
apparecchiature vennero usate per favorire colpi di stato e per
eliminare oppositori politici, spingendoli al suicidio. Quest'arma
sarebbe stata utilizzata per ridurre a miti consigli i sei golpisti
rivoluzionari che, nell'estate del 1991, sequestrarono Mikhail
Gorbachov. Costoro, pur avendo in mano i codici segreti per lanciare
tutte le testate nucleari sovietiche e disponendo dunque in quel
momento di un potere immenso, tutt'a un tratto si arresero docilmente
ed inspiegabilmente alla Guardia Rossa, lasciandosi arrestare come in
trance...
Dell'esistenza di simili armi è convinto anche il
colonnello dell'Esercito americano Thomas E. Bearden, un ingegnere
nucleare il cui nome è legato a diversi esperimenti top secret per il
Pentagono. "Esiste un'operazione segreta dei sovietici battezzata
fer-de-lance “, ha raccontato il militare nel volume “Excalibur
briefing”, “tesa alla conquista del mondo. L'operazione, ideata durante
la guerra fredda, e ad appena pochi anni dalla conclusione della
Seconda Guerra Mondiale, è stata ordinata nientemeno che da Stalin, ma
i primi risultati vennero raggiunti solo verso la fine degli anni '50.
Io credo che la catastrofe nucleare che sconvolse gli Urali nel 1958 fu
dovuta ad un esperimento sfuggito di mano, il tentativo di trasmettere
a distanza un'esplosione nucleare attraverso l'iperspazio...". In altre
parole, un team di sensitivi avrebbe tentato di smaterializzare gli
effetti di un'esplosione atomica per rimaterializzarli su un obiettivo
nemico. "Ritengo che abbiano usato un cannone nucleare iperspaziale,
basato sullo sviluppo del raggio della morte in fase di studio in quel
tempo", ha concluso Bearden, al quale l'informazione sarebbe arrivata a
Bearden da fonti riservate.
Fantascienza? É probabile;
curiosamente però, due anni dopo l’incidente, il presidente Krushev,
parlando dinanzi al Presidium, confermava le supposizioni
dell'americano annunciando lo sviluppo di una nuova arma “così potente
da poter cancellare ogni forma di vita sulla Terra”. Armi psicotroniche
o deterrenti psicologici abilmente propagandati?
Sempre
Bearden cita un attacco all'ambasciata americana a Mosca, cominciato
fra il 1959 ed il 1960, per mezzo di radiazioni. "I sovietici erano
interessati a scoprire se avessimo dei soggetti psicotronici. In questo
modo hanno irradiato l'ambasciata con radiazioni psichiche ad alto
livello, causando vari disturbi ai diplomatici: aritmia cardiaca,
infezioni del sangue, cancro. Questi esperimenti continuano tuttora",
ha scritto Bearden nel 1988. In quello stesso anno l'agenzia di stampa
Agi/Ap dichiarava che "il Dipartimento di Stato di Washington ha
accusato i sovietici di continuare a bombardare con fasci di microonde
l'ambasciata americana a Mosca. L'Ufficio per la sicurezza diplomatica
ha detto trattarsi di segnali a microonde di potenza 5-11 gigahertz. I
segnali continuano ad essere rilevati nei locali della cancelleria
dell'ambasciata". Il fenomeno, denunciato nel marzo dell' '88, era già
noto al governo americano da almeno cinque anni, dopo che
l'ambasciatore USA in URSS aveva protestato contro queste interferenze
mentali, subite dai diplomatici per un periodo di quattro mesi, "dal 4
luglio al 19 ottobre". Anche in questo caso tali onde mentali sarebbero
state prodotte da sensitivi molto dotati psicocineticamente.
La guerra psichica era foraggiata direttamente dal KGB, il servizio
segreto russo, una volta appurato che in America la CIA stava facendo
la stessa cosa. Ma fortunatamente l'omicidio a distanza era l'ultima
delle risorse. I combattenti psicotronici delle due nazioni in lotta si
limitavano, in genere, a spiarsi telepaticamente.
Nell'agosto
del 1962 nei palazzi del Cremlino si verificava un episodio curioso. Il
presidente Krushev veniva preso da una crisi di nervi leggendo sulla
stampa che Kennedy aveva dichiarato: “L’URSS ha firmato un trattato
militare ed economico con Cuba. Per la Repubblica cubana il trattato è
stato ratificato da Che Guevara...". L'esistenza di questo accordo era
segretissima e non si riusciva a spiegare in che modo l'Intelligence
Department americano ne fosse venuto a conoscenza. L'unica spiegazione
era lo spionaggio telepatico. Di questa ipotesi si sono detti convinti
due ricercatori del mistero, l'italiano Peter Kolosimo ed il francese
Robert Charroux. "Gli americani hanno usato un sensitivo opportunamente
stimolato con sostanze stupefacenti", hanno dichiarato.
Molti
di questi esperimenti sarebbero stati attuati dai sovietici in una
sezione riservatissima adiacente la tristemente nota centrale nucleare
di Chernobyl, in mano alla Sinarchia russa (che ovviamente si oppone a
quella americana). Ne è sicuro lo studioso polacco Michal Kaszowski
che, nella rivista “Nie z tej ziemi”, ha dichiarato:"Molte ricerche
insolite sono state portate avanti in Russia. Un test di conquista
della materia attraverso lo psi fu sperimentato parecchi anni fa. Lo ha
svelato una mia collega di cui debbo tacere il nome. Si tratta di una
pubblicista che lavorava per il giornale ‘Kijevskie Novosti’, e che ha
scoperto che a Chernobyl, nella celebre e famigerata centrale nucleare
esplosa nell' '86, le installazioni erano rimaste contaminate da
parecchi pericolosissimi isotopi di plutonio, chiamati americio 241 e
242. Questi isotopi ufficialmente non esistono, e la scienza ufficiale
ne prevede la messa a punto ed il controllo solo fra 50 anni. La
giornalista ottenne altresì materiale su certi laboratori segreti,
conosciuti come Chernobyl 2, dove si conducevano varie ricerche
sull'influenza del cervello e della mente umana con tecniche super e
subsoniche, o con campi magnetici. Queste tecniche di controllo
mentale, con supporto di strumenti e generatori atomici, venivano
condotti non da militari o da agenti del KGB ma da un gruppo di
satanisti, noti come Bialego Bractwa, o setta dei Fratelli Bianchi...
Questi esperimenti psicotronici sarebbero attualmente ancora in corso".
Anche un altro ricercatore polacco mio buon amico, il militare
Robert Lesniakiewicz, ha svolto delle indagini che lo hanno portato ad
affermare: "Sono sicuro che dietro la catastrofe di Chernobyl si celino
esperimenti segreti delle Forze Armate o di altri gruppi. Non è vero
che il reattore è esploso per un semplice e banale riscaldamento di un
motore, c'è qualcosa di più. Si tentava di mescolare psicocinesi ed
energia atomica, si voleva dominare paranormalmente la materia..".
Inutile dire che, trattandosi di esperimenti segretissimi, non esistono
prove a sostegno di queste tesi e che tutte le testimonianze si
riducono a dei sentito dire. Ma se la veridicità di queste storie è
molto dubbia e contestata, esperimenti di condizionamento mentale per
programmare ad uccidere sotto ipnosi sono stati comunque condotti
durante la guerra fredda. Lo ha potuto stabilire il giornalista tedesco
Joachim Ward, che ha dichiarato:"Gli scienziati sovietici avevano
sviluppato per conto del KGB un sistema di condizionamento mentale che
trasformava in robot alcuni soldati impiegati per missioni speciali
durante la guerra in Afganistan. Due degli scienziati da me
intervistati, Anatoli Chadrin e Valeri Kanjuka, mi hanno detto che i
soldati erano stati programmati in modo da entrare in azione non appena
ricevevano via radio un segnale in codice registrato nel loro cervello.
La psicoarma fu abbandonata per ordine di Gorbachov nel 1988, ma ora se
ne servirebbe la mafia". Un dettagliatissimo servizio su questa
psicoarma è stato presentato il 26 maggio 1995 durante il programma
“Panorama”, trasmesso dalla televisione pubblica tedesca. Durante il
quale è stato spiegato che gli scienziati sovietici utilizzavano onde
radio ad alta frequenza in combinazione con parole chiave e codici
numerici innestati nel cervello di militari e agenti di polizia.
La lotta di spie, convenzionali e psichiche, tra americani e russi è
continuata anche dopo il disgelo gorbachoviano. Nel novembre del 1999
tre infiltrati dei due Paesi sono stati scoperti ed arrestati; nello
stesso periodo un misterioso incendio ha distrutto la Lubianka, la sede
del KGB a Mosca. Nelle guerre di spie sono adesso coinvolte altre
nazioni: la Cina, che in diverse occasioni ha carpito segreti
informatici, ed il Giappone, che nel luglio del 2000 ha divulgato via
Internet segreti CIA trafugati, riguardanti il personale dell’Agenzia
USA e Paesi caldi scelti come obiettivo principale per infiltrare spie.
Negli ultimi anni sono stati svelati anche altri dettagli un
tempo segreti: si è saputo che negli anni Settanta i servizi segreti
americani avevano speso quasi un milione di dollari all’anno per le
ricerche sulle psicospie; vennero a sapere che i russi avevano uno di
questi centri a Novosibirsk (ove in seguito i russi condurranno gli
esperimenti per le Guerre Stellari) e cercarono di carpirli grazie ad
un giornalista del “Los Angeles Times”, che nel 1977 venne arrestato
dal KGB proprio mentre tentava di ottenere materiali riservati da un
istituto di parapsicologia. I militari ne erano al corrente. Nel 1980
la rivista “Militar Review” pubblicava un articolo sui “nuovi campi di
battaglia mentali” e la potenzialità dell’uso dell’ipnosi telepatica in
guerra......
E I DISCHI VOLANTI
Un altro fattore
determinante nelle scelte occulte del governo ombra americano (ma anche
per quello russo) è stato rappresentato dagli alieni. Sia che esistano
(come è assai probabile), sia che non esistano, gli UFO hanno avuto un
ruolo primario nell’influenzare le scelte dei vertici USA. E così da
una parte i servizi segreti hanno raccolto ed occultato prove,
intimidito testimoni ed ufologi; dall’altra hanno lasciato fuoriuscire
in maniera mirata “rivelazioni” ed “ammissioni” per coprire esperimenti
segreti (come lo Stealth, testato in Gran Bretagna e volutamente fatto
passare per un UFO), per ottenere fondi per la Difesa (con la scusa
della possibile “minaccia esterna”), per seminare confusione fra i
credenti, alimentando e strumentalizzando culti ufologici con a capo
pretesi “messia” che parlavano per bocca dei “fratelli dello spazio”
(tutto ciò, al di là della reale consistenza del fenomeno UFO in sé).
Quest’ultima tecnica, detta del discredito, venne utilizzata anche nel
campo delle credenze sul paranormale. Nell’ambito dell’Operazione
Oracolo un gruppo di agenti CIA schedarono superstizioni, credenze,
fobie e nevrosi di molti personaggi del mondo politico internazionale.
Secondo quanto ha dichiarato l’ex agente CIA Miles Copeland, lo scopo
era quello di contattare poi i loro astrologi, costringendoli a fornire
oroscopi manipolati dall’Agenzia. Oracolo fu attiva a partire dagli
anni ‘50; vent’anni dopo i servizi segreti francesi dello Sdece fecero
altrettanto tentando di corrompere Jean Viaud, famoso astrologo di
Arcachon e redattore di “Horoscope”, consultato da molti leader del
Terzo Mondo. Ma Viaud, immaginando che avrebbe rischiato la pelle,
rifiutò.
Nel campo degli UFO la Sinarchia, secondo quanto
dichiarato nel 1997 dall’ex ufficiale del Pentagono colonnello Philip
Corso, condusse ricerche segrete per capire come volassero i dischi
volanti, in che modo potessero essere trasformati in armi da guerra,
con che tipo di energia avveniristica funzionassero. Le ricerche
vennero dette di retroingegneria; gli americani avrebbero avuto un
disco alieno ed avrebbero cercato di costruirne uno terrestre tentando
di carpire la tecnologia aliena (ma invano).
L’interesse vero
e proprio dei sinarchici per gli UFO cominciava non tanto il 24 giugno
del 1947, data in cui un pilota americano ne vedeva nove nel cielo di
Washington e, riportandone la notizia alla stampa, faceva nascere
ufficialmente l’interesse per il fenomeno; ma il 3 o 4 luglio dello
stresso anno quando, secondo la stampa locale, un disco volante si
sarebbe schiantato nel deserto di Corona, vicino Roswell, Nuovo
Messico. I servizi segreti americani avrebbero provveduto a recuperare
ed occultare il velivolo (e presumibilmente i suoi quattro occupanti,
tutti deceduti) e a fare sparire tutte le prove, arrivando persino a
minacciare testimoni e giornalisti affinché non ne parlassero più.
Oggi, a oltre mezzo secolo di distanza, su quell’episodio non è stata
ancora fatta luce. Molti ufologi ritengono che a cadere fu veramente un
velivolo spaziale; gli scettici ritengono si sia trattato invece di
un’arma segreta americana (un pallone militare tarato per spiare
l’attività atomica dei sovietici; questa tesi di comodo è stata
ovviamente condivisa anche dall’Aeronautica USA); sia come sia,
l’episodio portò alla nascita di una commissione supersegreta nota come
Majetic 12, composta da esponenti delle Forze Armate, della scienza e
della politica il cui compito, di fatto, era studiare questi ordigni.
Lo provano, fra le altre cose, alcuni carteggi emersi alcuni anni fa,
ed inviati anonimamente sotto forma di microfilm, al produttore
televisivo americano Jaime Shandera. Le carte Majestic, la cui
autenticità ha scatenato violenti dibattiti, riferivano di fatto
dell’esistenza di un team ultrasegreto, un vero governo ombra
dell’illegalità che radunava a sé persone inserite nei gangli vitali
del Paese per tramare alle spalle della nazione, contro ogni legge ed
ogni regola (basti pensare che in alcuni mandati persino ai presidenti
USA venne tenuta nascosta l’esistenza di questo gruppo). In uno
stralcio dei documenti erano indicati i nomi dei dodici “apostoli” che
fecero parte della prima commissione segreta di studio, così riferendo:
“TOP SECRET MAJIC - T52 - EXEMPT (E) - COPIA DI UNO. Operazione MJ-12 è
una ricerca di sviluppo top secret/operazione di Intelligence. Unico
diretto responsabile è il presidente degli Stati Uniti.
Le
operazioni del progetto sono sotto il controllo del gruppo MJ-12
(Majic-12), stabilite tramite speciali ordini esecutivi classificati
dal presidente Truman il 24 settembre 1947 sotto raccomandazione del
dottor Vannevar Bush e del segretario James Forrestal. I membri del
gruppo MJ-12 furono designati come segue: Amm. Roscoe H. Hillenkoetter,
Dott. Vannevar Bush, Segr. James V. Forrestal, Gen. Nathan F.Twining,
Gen Hoy S. Vandenberg, Dott. Detlev Bronk, Dott. Jerome Hunsaker, Sig.
Sidney Souers, Sig. Gordon Gray, Dott. Donald Menzel, Gen. Robert M.
Montague, Dott. Lloyd V. Berkner. La morte del segretario Forrestal il
22 maggio 1949 creò una lacuna che venne colmata il 1° agosto 1950,
data in cui il generale Walter B. Smith fu nominato sostituto
permanente”.
Ho valide ragioni per ritenere che ciò che
nacque come un banale team di studio UFO divenne in seguito un vero e
proprio governo ombra che, negli anni della Guerra Fredda, arrivò ad
estendere la sua sinistra influenza in tutti i campi della vita
pubblica dei contribuenti americani e, di fatto, sui Paesi della NATO,
Italia compresa.
I primi a dare notizia dell’esistenza del
governo ombra furono due giornalisti americani, David Wise e Thomas B.
Ross, quest'ultimo giornalista del “Sun Times”, già assistente
segretario per gli affari pubblici della Difesa dal '77 all' '81, in un
libro intitolato “Il governo invisibile”: “Nella libera America
esistono due governi, uno visibile e l'altro invisibile. Il primo è
conosciuto, ne parlano quotidianamente tutti i giornali e viene preso a
modello democratico nei libri di scuola. Il secondo, invece, è più
subdolo, è celato sotto la superficie del cosiddetto establishment. É
un meccanismo segreto strettamente intrecciato al primo e si prefigge
lo scopo di guidare gli affari politici ed economici del Paese e di
dirigere, di fatto, la vita di oltre duecento milioni di americani. Il
governo invisibile non è un organo formalmente costituito, ma è un
raggruppamento eterogeneo che lega a sé i più disparati uffici e
settori del governo visibile. Oltre alla ben nota CIA, asse portante
del governo invisibile e principale serbatoio di uomini, si ricollegano
ad esso altri nove organismi che fanno parte, taluni in misura minore,
della Comunità delle Informazioni. Essi sono:
il National Security Council (NSC)
il Defense Intelligence Agency (DIA)
il National Security Agency (NSA)
il Servizio Informazioni dell'Esercito
Il Servizio Informazioni della Marina (ONI)
il Servizio Informazioni dell'Aviazione (ATIC e AFIS)
l'Ufficio Informazioni e Ricerche del Dipartimento di Stato
la Commissione per l'Energia Atomica (AEC)
il Federal Bureau of Investigation (FBI)”.
Collaborano con la CIA anche moderni enti di difesa, dal NORAD,
incaricato di sorvegliare il passaggio di intrusi nel cielo, al
NAVSPASUR, il sistema di sorveglianza spazio-navale per mezzo di
satelliti, sino al Pentagono e alla NASA. Ma nel Governo Invisibile
confluiscono anche molti enti pubblici e privati - persino aziende -
apparentemente prive di qualsiasi legame.
“In tutti questi
modi”, proseguivano i due reporter, “il governo segreto riesce a
controllare l'intellighenzia americana e a indirizzare la vita del suo
popolo quasi sempre, a delineare la politica estera statunitense con
decisioni che appaiono prese in una determinata direzione e che,
invece, vengono segretamente dirottate dal governo invisibile in quella
opposta”. É la machiavellica ragion di stato. Diversi presidenti degli
Stati Uniti furono succubi di questa logica statalista. Quando, negli
anni '80, l'aereo del pilota Eugene Husenfus venne abbattuto dalle
forze nicaraguensi, rendendo evidente il coinvolgimento statunitense a
sostegno della guerriglia antisandinista, Ronald Reagan, inquisito, si
disse più volte all'oscuro delle manovre a favore di una o più forze
ribelli nei Paesi del Terzo Mondo. Non stentiamo a credergli. Vera o
falsa che fosse la posizione del presidente, essa servì a chiarire una
volta di più la finalità del Governo Invisibile. Esso è difatti
un'istituzione relativamente recente e ben lontana dai principi
democratici dei padri fondatori della nazione americana. Più figlio,
potremmo affermare, del maccartismo della seconda metà degli anni '50,
questo ente è nato a seguito della constatazione che gli Stati Uniti,
dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, erano diventati una
superpotenza alla quale il comunismo sovietico aveva lanciato una
sfida. L'URSS, specie dopo la caccia agli scienziati nazisti e la corsa
allo spazio e agli armamenti, si rivelò una minaccia capace di
insidiare l'egemonia planetaria dell'America. Questa minaccia, come la
storia ci insegna, si è trasformata negli anni nella cosiddetta Guerra
Fredda. Pertanto, per bloccare tale minaccia, vennero organizzate una
vasta raccolta di informazioni e una sofisticata rete di spionaggio
che, solo nel 1964, davano lavoro a ben duecentomila persone.
SPIONAGGIO E BASI SOTTERRANEE
L'informazione riveste un carattere importantissimo nel sistema
difensivo CIA. Esiste un sistema centrale di raccolta informazioni e
comunicazioni, gestito da branche di sicurezza che appartengono ad ogni
Arma. Sui tetti della centrale della CIA a Langley, in Virginia,
spuntano almeno 200 antenne di viario spessore e misura, sintonizzate
sulle radio private sparse per tutto il globo. “Dove c'è un'anima viva,
si trova anche un'emittente della CIA”, ha dichiarato la spia sovietica
Adolf Abel. Tali antenne sono collegate ad una segretissima centrale
radio, l'accesso alla quale è consentito solo a pochissimi funzionari.
Colà per anni hanno lavorato tre strumentazioni spionistiche ai limiti
del fantascientifico. Si chiamavano Minicard, Intellofax e Walnut.
Minicard è un memorizzatore della Eastman Kodak che funziona
elettronicamente e che incamera qualsiasi tipo di informazione;
Intellofax è un dispositivo automatico a nastro fotoelettrico che,
indipendentemente da qualsiasi condizione di luce o di tempo,
immagazzina qualsiasi tipo di immagine e che in un centimetro di
pellicola riesce a contenere sino a 100 soggetti; Walnut è un
gigantesco calcolatore progettato dall'IBM appositamente per la CIA.
Sebbene attualmente Walnut sia stato senz'altro sostituito dai più
moderni computer, negli anni '70 questa macchina funzionava
egregiamente sia come calcolatore che come cervello elettronico,
schedando ogni mese circa 350.000 informazioni di ogni tipo. A
richiesta, era possibile sapere vita, morte e addirittura previsioni di
sviluppi possibili, cioè il futuro, di singole persone, ditte,
operazioni bancarie, titoli, compartecipazioni aziendali, prodotti e
brevetti, crac finanziari. Ma soprattutto, Walnut conteneva migliaia di
informazioni circa questioni militari, armamenti, nuovi congegni
bellici, spostamenti di truppe, esercitazioni, uomini politici,
partiti, personaggi pubblici. Il tutto venne coordinato dalla National
Defense Agency, insieme con la DIA e con la Defense Communications
Agency. Le varie branche raccoglievano dati informativi e materiale
fotografico e fornivano comunicazioni per gli altissimi livelli
mediante reti di trasmissione a carattere mondiale. I centri
amministrativi di queste branche si trovavano nei comandi delle Forze
Armate, mentre i gangli operativi, coordinati dai comandi congiunti, si
celavano nelle sale operative terrestri aeree del Pentagono e della
Casa Bianca. Compito speciale della NSA è tuttora “ascoltare tutto ciò
che gli altri vorrebbero restasse segreto”, come ha dichiarato l'ex
consulente del Dipartimento di Stato Luttwak. Secondo una statistica
compilata nel 1983, ben 33.400 uomini lavoravano per i servizi di
informazione nei reparti delle Armi (ASA) che fanno funzionare i centri
d'ascolto della NSA. Altri 33.600 erano dislocati nelle comunicazioni
sotto il controllo della DCA. Il totale complessivo di queste forze
rappresentava il 3% di tutti i militari in servizio. Adesso questo
sistema è stato superato da Echelon, un sistema di spionaggio
satellitare con basi in America, Gran Bretagna, Australia, Canada e
Nuova Zelanda, in grado di intercettare tutte le comunicazioni
telefoniche, via mail, fax e cellulari.
Ed infine vi sono le
basi segrete, quelle ufficialmente non conosciute nemmeno dal Congresso
degli Stati Uniti. La più famosa di tutte, una volta che la stampa ne
ha scoperto l’esistenza, è l’Area 51. Di essa sappiamo che la CIA prima
e dei non meglio identificati servizi segreti ne sono entrati in
possesso negli anni Cinquanta. Dell’Area 51 si cominciò a parlare con
una certa frequenza dal marzo del '94, dopo che la serissima rivista
“Popular Science” aveva dedicato la copertina all’argomento,
pubblicando le uniche foto esistenti della base, piratate da un
satellite meteo americano e da uno sovietico. Si tratta di un immenso
perimetro riservato a Nellis Air Force Range, nel Nevada, nella zona di
Groom Lake, un luogo segreto chiamato Area 51 o Dreamland (la Terra dei
Sogni), un poligono militare al di sopra della quale tutti i voli
civili e militari sono rigorosamente proibiti. Nel 1955 questa zona
veniva controllata dalla CIA ma negli anni '70 passò nelle mani
dell'USAF, l’Aviazione americana. In seguito, la zona scomparve persino
da tutti i rilevamenti topografici destinati alle cartografie della
regione. A Groom Lake venivano sperimentate “tecnologie belliche con
laser esotici” contro i satelliti sovietici, meglio definite come “armi
di origine straniera” (aliena, secondo gli ufologi, che ritengono che
laggiù, in mezzo al deserto, siano custoditi anche cadaveri alieni e
frammenti di dischi volanti). Nel 1984, durante l'amministrazione
Reagan, i militari acquistarono novantamila acri di terreno attorno a
Groom Lake per ragioni di sicurezza. Altri 4000 vennero recintati per
impedire ai curiosi, perlopiù ufologi, di accamparsi sulle colline con
cineprese e macchine fotografiche per riprendere gli strani ordigni che
venivano testati a Dreamland (perlopiù aerei invisibili Stealth ed
Aurora). Si dice che la base si estenda per diversi chilometri sotto
terra, come l’Inferno di Dante, e che in ogni livello venga studiata
una micidiale tecnologia, dagli UFO alle psicoarmi alle manipolazioni
genetiche su umani e addirittura su presunti feti extraterrestri.
Il giornalista Tony Pelham è stato uno dei coraggiosi che ha osato
sfidare il Governo Invisibile per andare a curiosare nei dintorni di
Dreamland, solleticato dalle strane voci sull'Area 51 e sfidando i
cartelli militari di divieto di accesso. “Il deserto laggiù”, ha
dichiarato, “è pieno di truppe in uniforme mimetica, portano degli M16
e non hanno alcun cartellino di riconoscimento. Non sono
dell'Aeronautica, non sono dell'esercito, non hanno alcun genere di
distintivo. E c'è mancato davvero poco: stavano per arrestarmi, una o
due volte. Ho trovato che questo fosse davvero insolito. Ho sentito le
più strane teorie riguardo a questi uomini. Ma loro sfidavano me ed io
sfidavo loro. Quando si avvicinavano e mi chiedevano: 'Cosa stai
facendo qui?' io rispondevo: 'Cosa state facendo voi qui, questo è
territorio libero'. Stavo ronzando intorno ad una zona proibita. La mia
opinione è che il governo nasconda qualche cosa che è molto più
protetto dello Stealth o dell'U2, qualcosa di clandestino. Non so se ci
sia una base sotterranea aliena, non so se siano UFO o extraterrestri,
so solo che hanno un apparato di sicurezza molto maggiore di quello che
si vede abitualmente attorno a qualsiasi tipo di installazione militare
e non capisco perché le guardie in uniforme non abbiano alcun
distintivo. Quando ho chiesto loro: 'Siete dell’Aeronautica o
dell'Esercito?' non ho avuto risposta. Vi dicono solo di lasciare la
zona. Alla fine mi hanno fermato e hanno chiamato il distretto di
polizia della contea di Lincoln, in ben tre differenti occasioni. E
ogni volta hanno riempito dei fogli su di me ed hanno intimato di non
avvicinarmi più alla zona. L'ultima volta, con il pretesto che non
avevo nulla da fare vicino ad una installazione militare. Io ho
spiegato che non ero nemmeno ad un miglio dalla base, che mi trovavo su
un territorio libero. Sei mesi dopo mi avvicinai al ranch Merlin a
riprendere un blazer, uno dei loro furgoni fantasma. Non mi ero mai
arrischiato troppo a ridosso della zona protetta, ma a volte ci sono
andato vicino. Al mio ritorno ad Alamo lo sceriffo chiese di vedermi,
riempì un'altra pila di documenti e, in modo molto formale, mi disse:
'Mister Pelham, questa è l'ultima volta che l'avvisiamo. La prossima
volta, e parlo a nome dei miei superiori, se lei ritorna su questa
strada e si avvicina nuovamente alla base, lei va dritto in prigione!'.
In un'occasione in particolare ho avuto una strana esperienza con delle
luci che sembravano inizialmente essere lontane, ma che in pochi
secondi furono sopra di me. E pensare che non mi sono mai recato lì con
una macchina da ripresa, mai rivolto alla stampa o a investigatori per
dire che avevo visto un UFO. Io non so cosa ho visto quella notte. Poco
tempo dopo, mentre stavo tornando indietro, un blazer mi si avvicinò da
una strada laterale, ne uscirono i militari in uniforme mimetica con i
loro M16 e mi chiesero come mai stessi ritornando da un’installazione
militare. Risposi che me ne stavo lì da solo, seduto nel deserto. Mi
replicarono: 'A fare cosa?'. 'Sto guardando le luci'. E loro: 'Quali
strane luci, quali luci? Noi non vediamo nessuna luce'...”.
Area 51 in seguito è diventata popolarissima, dopo che ufologi e
curiosi di tutto il mondo hanno iniziato ad appostarsi di nascosto,
filmando e fotografando gli strani velivoli (o UFO?) che si sollevano
dagli hangar sotterranei di Dreamland. Un ufologo, Glenn Campbell, si è
addirittura accampato per anni con una roulotte ed ha scattato
centinaia di foto e realizzato cartine del territorio, subito veicolate
in Internet; il trucco di divulgare immediatamente le informazioni
carpite pare sia servito a salvargli la pelle: ucciderlo, per la
Sinarchia, avrebbe significato creare un martire, attirando
maggiormente l’attenzione. Troupes di ufologi giapponesi, attrezzati di
tutto punto con telecamere e macchine fotografiche professionalissime,
sono arrivate dal Sol Levante ed anno strappato molti altri segreti a
Dreamland (ma nonostante ciò, nulla si sa per certo di ciò che vi è
custodito al suo interno); la base è diventata infine conosciutissima,
al punto che si ritiene che oramai il Governo Invisibile l’abbia
semiabbandonata; viene menzionata nel film “I
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