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LA PERPETUA GIOVINEZZA DEL CONTE DI SAINT-GERMAIN Diceva di essere stato intimo amico di Gesù e confidente di Giulio Cesare. Sotto gli occhi del famoso Casanova cambiò in oro un pezzo di rame, e stupì Luigi XV rivelandogli il segreto di una misteriosa sparizione. C'è chi afferma che sia vivo ancor oggi. Del resto la sua tomba è vuota: era davvero immortale il fantomatico conte di Saint Germain? |
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Verso il 1700 gli abitanti della piccola Rue de Hirondille, a Parigi, spiano stupefatti le strane abitudini di un loro inquilino. Da qualche anno "mastro Dumas" è diventato improvvisamente ricchissimo, e ha smesso di frequentare la Chiesa. La sua vita è un mistero anche per sua moglie, visto che passa la giornata chiuso in soffitta, dove ha allestito una specie di laboratorio. E c'è dell'altro: tutti i venerdì verso le tre del pomeriggio un orribile omino nero arriva su un vecchio ronzino a fargli visita. L'uomo lega la povera bestia che ha sulla groppa una ferita ripugnante, davanti alla casa di mastro Dumas, e sale direttamente nel laboratorio. Nessuno sa chi sia nè soprattutto cosa venga a fare. Il 31 dicembre 1700 l'omino si presenta più presto: sono le dieci
del mattino quando si arrampica sul solaio. Riparte verso
mezzogiorno. Alle cinque del pomeriggio la moglie di mastro Dumas,
preoccupata di non sentire più rumori dal solaio, sale, chiama,
bussa, e infine fa forzare la porta del laboratorio. Cinquantotto anni dopo uno strano gentiluomo attira tutti gli
sguardi alla corte di Francia. Si fa chiamare conte di Saint
Germain, ma il suo vero nome è ignoto. |
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"Al pari di Prometeo, egli rubò il fuoco per cui il Mondo esiste e tutto respira, La Natura al suo comando obbedisce e si muove:
Se non è dio egli stesso, un dio possente l'ispira."
In una raccolta poetica, pubblicata dal libraio-scrivano, Mercier, di Compiègne, si può leggere un sonetto su "La Creazione", di carattere nettamente ermetico e il cui originale si dice che sia della stessa mano del Conte. Questo "sonetto filosofico" è così concepito: Curioso scrutatore della natura intera,
ho conosciuto dell'universo il principio e la fine
,ho visto l'oro in potenza in fondo alla sua miniera,
ho carpito la sua natura e sorpreso il suo fermento.
... Spiegai per quale processo l'anima nel grembo di una madre,
fa la sua casa, la trascina, e come un seme di vite
messo vicino a un chicco di grano, sotto l'umida polvere;
l'uno pianta e l'altro ceppo, sono il pane e il vino.
Niente c'era, Dio volle, niente diviene qualche cosa,
ne dubitavo, cercai su cosa l'universo posasse,
nulla conservò l'equilibrio e servì da sostegno.
infine, con il peso dell'elogio e del biasimo,
Io pesai l'Eterno, Egli chiamò la mia anima
Io morii, L'adorai, non seppi più nulla
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