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IL CRONOVISORE IN
DIRETTA DAL PASSATO
“Da Indymedia:
http://italy.indymedia.org/news/2004/08/607557_comment.php
Il Mistero del Cronovisore: «in diretta
dal passato»
D.ssa Laura Scafati -
http://www.popobawa.it
Questa vicenda sembra davvero superare i confini della realtà per entrare
in una dimensione dove il mistero si mescola al conosciuto dando vita ad uno
degli enigmi più affascinanti dell'ultimo secolo.
Inutile negare che il solo pensiero di poter rivisitare
gli eventi di un'epoca lontana attraverso una sorta di televisore è un'ipotesi
a dir poco intrigante; che gli eventi lontani abbiano potuto lasciare "
una traccia" nell'ambiente è un'ipotesi a dir poco suggestiva; che possa
esistere uno strumento capace di vedere il passato è un'ipotesi portentosa e
fantastica insieme.
Negli ultimi anni , la parola Stargate o
macchina del tempo è ricorsa, molte volte, sulla bocca di scienziati,
ricercatori e archeologi sperimentali accompagnata da ricerche spasmodiche e
fantascientifiche con l'unico fine di soddisfare quell'esigenza - insita
nell'uomo dagli albori della Civiltà - di conoscere il passato o il nostro
futuro .
Viaggiare nel tempo! Il sogno di ogni essere umano: un percorso
affascinante, filosofico e mistico insieme, capace di aiutarci a comprendere oggetti e strutture architettoniche per noi oggi
indecifrabili e misteriosi.
Un'aspirazione legittima ma di difficile realizzazione almeno così
sembrava fino a quando - al di sopra delle più
fantastiche previsioni - Padre Pellegrino Maria Ernetti, negli anni sessanta,
annunciò al mondo un'invenzione incredibile:" il Cronovisore": un
misterioso apparecchio capace di recuperare suoni ed immagini di ogni tempo!
A riprova delle sue affermazioni, Padre Ernetti dichiarò che al folle
quanto rivoluzionario progetto, parteciparono - oltre a lui, 12 scienziati tra
i quali: Padre Agostino Gemelli, fondatore
dell'Università cattolica di Milano; un nobel giapponese; Werner von Braun,
progettista dei missili tedeschi V2 e poi a capo del programma spaziale
statunitense; Enrico Fermi; che non riuscì a vedere la realizzazione del
progetto poiché l'inaugurazione avvenne nel gennaio del 1956, due anni dopo la
morte del celebre fisico; un allievo dello stesso Fermi ed altre personalità
del mondo della fisica.
Dodici partecipanti a quella che doveva essere la scoperta più
sensazionale della Storia del genere umano!
"12" partecipanti!…poteva esistere una motivazione precisa ed
occulta per cui ricorreva questo numero?
Vi confesso che - prima ancora di approfondire questa storia piena di
astuzie, contraddizioni, di colpi di scena sempre nuovi - il fatto di trovarmi
alla presenza di questo "numero", ricorrente in moltissime vicende
legate al Mistero, mi ha condotto verso un'analisi dei fatti basata più
sull'aspetto esoterico ed occultistico che storiografico.
Inutile negare che la vicenda del " Cronovisore" rappresenta
dei lati oscuri che poco hanno a che fare con il dibattito relativo alla sua
più o meno probabile esistenza! Almeno dal mio punto di vista!
Lo spunto iniziale è derivato da una combinazione di circostanze che mi
hanno portato a creare un'associazione tra la sensazionale scoperta, alla quale
si accingevano i " dodici" scienziati, con l'Alchimia, che, nel
processo esoterico, realizza rapporti fra elementi per i quali il simbolo
numerico è poco più di una sigla di definizioni.
Il " 12", in effetti, è uno dei numeri cabalistici per
eccellenza; spesso affiancato dal numero " 13" con il quale ha
costituito la base di molte indagini esoteriche.
Il numero 13 è il più importante numero della frammassoneria e ha vari
significati.
Nella Cabala, nella numerologia e con la tredicesima carta dei tarocchi,
" la Morte", il tredici significa la trasformazione, l'alchimia, la
rinascita, la fenice che risorge dalle ceneri, la consapevolezza dei segreti e
perciò la capacità di materializzarsi e di smaterializzarsi, la capacità di
creare dall'Etere!
L'americano James Vogh, autore di " Arachcne
Rising: the Thirteent Sign" (Arachcne sorgente: il tredicesimo segno), per
esempio, ci parla di alcune tavolette magiche egiziane dove ricorre il numero
tredici, facendo rilevare che la luna - rappresentata dal simbolo di Arachne -
costituiva il tredicesimo segno, in seguito cancellato nella rappresentazione
dello zodiaco.
Tredicesimo è sempre quel personaggio - nelle varie rappresentazioni di
miti e leggende - che viene tradito e ucciso e che
risorge per dimostrare la realtà di una possibile redenzione.
Sempre Vogh, tra le narrazioni più conosciute, annovera un'antica
versione della " Bella Addormentata" dove una delle "
dodici" fate si adopera per farla cadere in catalessi.
Come non pensare al Re Artù con i suoi " dodici" cavalieri,
tradito da Mordred ed ancora alla leggenda del dio scandinavo Baldur, ucciso da
Loki, uno dei " dodici" dei del Walhalla?
Gesù ebbe dodici discepoli e lui stesso fu il tredicesimo!
Per gli ebrei, è il numero che porta fortuna!
Dunque, questo " simbolo" compare innumerevoli volte nel corso
dei secoli e sempre con un carattere che poco ha a che fare con la Numerologia
intesa in senso matematico.
Tanto per fare un esempio: l'Ordine dei Filateti - denominato anche
" gli Amici della Verità"composto da membri
fondatori del Grande Oriente di Francia, di chiara ispirazione massonica -
aveva al suo interno una gerarchia iniziatica costituita da " dodici"
Gradi suddivisi in due sezioni di sei Gradi ciascuna.
E un dato di fatto che , per i ricercatori
storici dei Misteri antichi, il numero " dodici" rappresenta la
chiave che collega gli adepti di alcune Società esoteriche segrete, tipo il
misterioso " Priorato di Sion", che secondo una pagina riprodotta nei
Dossiers segreti e stampata prima del 1956 - aveva a capo della piramide il
Gran Maestro e " dodici" subordinati immediati con i quali costituiva
i " tredici" Rose - croix .
" Il Priorato di Sion", la Società segreta
per eccellenza; quella che potrebbe custodire da secoli delle Verità
fondamentali per il genere umano; la stessa che ha diviso - da sempre - gli
studiosi nel campo tra coloro che affermano la sua esistenza ed altri che la
considerano una semplice invenzione di ricercatori molto fantasiosi!
Che dire di uno dei Testi più misteriosi ed alchemici che siano mai stati
scritti :" Le Serpent Rouge notes sur Saint
Germani Des Pres et Saint Sulpice de Paris", i cui autori: Pierre Feugere,
Lous Saint- Maxent e Gaston De Koker, morirono misteriosamente dopo la
pubblicazione? Forse potrebbe essere una fatale coincidenza che il libro in
questione risulti composto da tredici strofe? Guarda
caso si tratta di un testo redatto in un linguaggio oscuro, simbolico ed
ermetico, che sembra contenere un segreto di incredibile portata, che ci
riconduce ai misteri di Rennes- Le Chateau!
Come non pensare da subito agli " Illuminati", che dovrebbero
appartenere a tredici delle più ricche famiglie del mondo la cui caratteristica
più peculiare sarebbe quella di vivere nascosti agli occhi del vasto pubblico
mondiale malgrado siano i personaggi che veramente comandano il Pianeta Terra
da dietro le quinte!
I così detti " Decision Makers" che dettano le regole da
seguire per Presidenti e Governi!
Non a caso il Gruppo Bilderberg, che rappresenta uno dei più potenti
Gruppi di facciata degli " Illuminati", nasce formalmente nel 1952 ma prende questo nome solo nel 1954 quando il 29 maggio
viene indetto il primo incontro presso l'Hotel Bilderberg di Oosterbeek in
Olanda. Nel 1954 dunque a soli due anni di distanza dalla stupefacente
invenzione della nostra Macchina del Tempo!
Il numero dei protagonisti , secondo la mia
opinione, riveste di un velo ancora più fitto di mistero questa vicenda che già
di per se è a dir poco stupefacente!
Con il Cronovisore ci si addentra in un dedalo di vicoli che sono
misteriosamente convergenti in un solo punto!…..Bisogna
fare attenzione a non perdere il " filo d'Arianna" per ritrovare la
strada……!!!!!
Inutile negare, infatti, che quanto accadde in un'anonima località
italiana - dove si riunirono: Padre Ernetti ed i dodici protagonisti della
vicenda - al cospetto del fantascientifico strumento ideato per "
visionare" epoche lontane, è veramente sconvolgente ed intrigante per
tutti coloro che, come me, amano il Mistero!
Stava divenendo realtà quanto, molto tempo prima, Edison avesse predetto " un giorno sarà possibile registrare
il Discorso della Montagna con le parole e la voce di Gesù stesso"!
Lo stesso Padre Ernetti, in alcune interviste rilasciate nel corso degli
anni, ci descrive lo stupore provato nel veder apparire sullo schermo di quello
che fu ribattezzato "Cronovisore", alcune scene che ritraevano Cicerone mentre declamava un'orazione; una " scena di
mercato" dell'epoca traiana……nonché il sogno degli scienziati : l'immagine
vera della Passione di Gesù Cristo!
Ancora più fantastico il fatto che i
protagonisti delle varie vicende erano proprio loro " in carne ed
ossa" e non attori ripresi durante una rappresentazione scenica!
Era stato inventata una macchina, che - secondo quanto affermato da Padre
Ernetti durante il Congresso di Riva del Garda nel
1987 -riusciva a captare una particolare scia energetica visiva e sonora,
lasciata dagli uomini nel corso dei secoli; questo particolare tipo di energia,
una volta emessa, non si distrugge mai più, piuttosto si trasforma e vaga
nell'etere!
Dunque il "Cronovisore"riusciva a percepire tale energia,
convertendola in un apposito monitor, che forniva la possibilità agli
spettatori di "vedere dal vivo" gli eventi di epoche lontane!
Immagini in bianco e nero, provenienti da secoli lontani, simili ad ologrammi
tridimensionali.
Una vera e propria trasmissione in diretta dal passato!
Dopo i primi attimi di comprensibile panico e stupore, tutto il filmato,
in un'udienza privata, fu mostrato al Presidente della Repubblica dell'epoca:
Giovanni Gronchi; al Papa Pio XII e ai membri dell'Accademia Pontificia.
Da questo momento, ha inizio una serie di vicende talmente misteriose da
rasentare quasi la realtà fantascientifica!
Come era ovvio, la scoperta suscitò un vero e proprio
putiferio; da una parte i sostenitori entusiasti della possibilità di rivedere
il passato che avrebbe sciolto, finalmente, tutti i dubbi restanti su eventi
fondamentali che avevano cambiato la Storia del Mondo; dall'altra, persone
spaventate poiché consideravano la " macchina del tempo" uno
strumento pericoloso per carpire segreti e mettere a rischio la sicurezza
dell'Umanità.
Dopo poco tempo dall'invenzione dello strano macchinario - come ogni buon
thriller che si rispetti - entrarono in " ballo" i Servizi segreti
russi ed americani, con l'univoco scopo di occultare quella, che rappresentava:
" la scoperta scientifica più sconvolgente" di tutti i secoli!
Per avere una visione più chiara della situazione - secondo il mio parere
- si deve " tornare indietro nel tempo" e rivisitare, anche se in
modo sommario, alcuni fatti accaduti nello stesso periodo nel quale fu
inaugurato il Cronovisore: anno 1956!
I "13" Codici di Nag- Hammadi, anche denominati " Rotoli
del Mar Morto" -scoperti nella primavera del 1945, a circa 60 chilometri da
Luxor, salgono agli onori della cronaca quando, nel
1956, verrà dedicata loro una prima raccolta di riproduzioni fotografiche. Il
codice che si è subito rivelato di eccezionale interesse è quello contenente
" il Vangelo secondo Tommaso", composto da
venti pagine di papiro e 114 detti. Certamente il più antico tra i Vangeli
conosciuti fino ad ora. Sono riportate, in questo documento, frasi inedite di
Gesù Cristo, che rendono la Sua figura diversa da quella a noi pervenuta
attraverso la religione cattolica.
Era il 1956 quando fu pubblicata per la prima
volta, dalla rivista ufologica inglese "Flying Saucers Uncensored" e
poi dalla rivista "The Doubi", la prima traduzione del "Papiro
Tulli", un papiro egiziano ritrovato nel negozio di un antiquario in
Egitto, nel 1934, dai fratelli: Alberto Tulli ( allora direttore del Pontificio
Museo Egizio Vaticano) e monsignor Augusto Tulli., la cui importanza è
rappresentata dal fatto che questo reperto archeologico narra avvenimenti
eccezionali verificatisi durante il regno di Thutmosis III ( 1504 - 1450 a.C.) che a tutt'oggi
non hanno trovato una spiegazione soddisfacente.
Nel 1956, Plantard, depositò presso la
prefettura dell'Alta Savoia l'atto costitutivo di un'Associazione chiamata
Priorato di Sion.
Sempre nello stesso anno vennero alla luce nuove teorie riguardanti il
"Teletrasporto"; basti pensare al libro di Alfred Bester:"The Stars My Destination", pubblicato in 4
puntate a partire dal 1956, sulla rivista "Galaxy" diretta da Horace
Gald.
Nel 1956, ad una conferenza al Dartmouth College, finanziata dalla
Fondazione Rockfeller, che sarà l'inizio delle ricerche sull'Intelligenza
Artificiale, Sara McCarthy propone tale termine a diversi suoi colleghi.
Tale incontro rimase storico perché riunì per due mesi quelli che
sarebbero stati i maggiori esperti mondiali del settore: Minsky, Shannon,
Rochester, Solmonoff, ed altri ancora.
Sempre nello stesso anno, McCarthy e Minsky fondano il Dipartimento di
Intelligenza Artificiale al Mit, gettando le basi per l'Informatica che
conosciamo oggi!
Dal punto di vista storico - politico, il 1956 rappresenta l'anno della
" Crisi di Suez", che portò il mondo sull'orlo di una Guerra Mondiale
senza precedenti; senza dimenticare che fu proprio in questa data che i carri
armati sovietici invadono Budapest, per reprimere con brutale violenza la
rivolta del popolo ungherese, insorto contro il regime di Mosca.
Un anno, dunque, denso di avvenimenti!
Rivelazioni nuove, che rivestiranno un'estrema importanza per il futuro
dell'uomo e nello stesso tempo, un periodo di grandi sconvolgimenti per quanto
riguarda gli assetti politici mondiali.
Visto il panorama dell'epoca è possibile supporre che una scoperta come
quella del Cronovisore poteva rivestire un interesse
fondamentale e strategico, ma, altresì, avrebbe potuto mettere in gioco la
Credibilità di quanto, per secoli, era stato venduto al mondo come "
Verità assoluta"!
Pertanto, si preferì permettere a Padre Ernetti di parlarne con amici
stretti e concedere interviste a vari quotidiani fino a quando il Vaticano lo
costrinse al silenzio assoluto su questa vicenda che poteva rappresentare un
vero e proprio " terremoto" all'interno delle Alte Sfere di potere!
Il Padre, obbediente a quanto gli venne imposto,
si portò dentro la tomba tutti i segreti legati al fantascientifico strumento!
Per anni, la vicenda di Padre Ernetti ed i dodici scienziati, rimase
nell'oblio fino al marzo del 2000 quando venne
pubblicato un libro di Peter Grassa che riaccese in parte i riflettori sul
misterioso evento per arrivare all'agosto del 2002, con il libro "
bomba" pubblicato a Parigi da Padre Francois Brune per le Edizioni Albin
Michel dal titolo :" Le noveau mystere du Vatican"( il nuovo mistero
del Vaticano).
La notizia è sensazionale nei suoi termini: in Vaticano sarebbe tenuta
gelosamente nascosta una macchina capace di vedere il passato! La macchina non
è altro che il nostro Cronovisore!
Il libro che si è rivelato una vera meteora nel mondo scientifico,
propone documenti e date, circostanze precise e fatti cui è difficile fare
opposizione.
Nel primo capitolo del libro di Padre Brune,
intitolato " Papà aiutami", Padre Ernetti parla delle prime
esperienze fatte nel laboratorio di fisica sperimentale di Padre Gemelli aventi
come obiettivo la scoperta di uno strumento atto a creare un ponte di
comunicazione tra gli esseri umani ed il mondo appartenente ad un lontanissimo
passato.
Attraverso questa "macchina del tempo" si rese possibile
l'opportunità di fare ricerche su Mussolini, su Napoleone fino ad arrivare ad
avvenimenti accaduti nell'età romana!
I dodici scienziati, insieme a Padre Ernetti, assistettero alla
rappresentazione di alcune famose tragedie, tra le quali " Thiestes"
di cui si conoscevano solo brevi citazioni.
La parte più affascinante delle rappresentazioni venne
occupata dalla visione di " Gesù Cristo e la sua Passione"
Queste sono le parole testuali di Padre Ernetti" Abbiamo cercato di
captare la Passione. Ci
siamo subito scontrati con una difficoltà: per quanto mostruoso possa essere
questo supplizio, la crocifissione a quell'epoca frequente. Crocifissi ce ne
erano molti, quale era Gesù? Anche la corona di spine come riconoscimento non
poteva aiutarci poiché contrariamente a quel che
generalmente si crede, nemmeno la corona di spine aveva qualcosa di
eccezionale. Allora abbiamo cercato di risalire un po' più in alto e siamo
arrivati all'ultima Cena. A partire da quel momento l'abbiamo visto e non
l'abbiamo più lasciato. Era l'anno 36 della nostra era, e queste scene sono
state captate tra il 12 e il 14 gennaio 1956."
Il Cronovisore avrebbe anche mostrato le immagini della morte del Cristo
e rivelato alcune Verità non presenti nei Vangeli.
La stupefacente narrazione di Padre Ernetti non può che suscitare stupore
e perplessità al punto da chiederci se l'ipotesi di uno strumento capace di
navigare nel tempo possa essere semplicemente
considerata una " idea pazzesca" oppure se possa contenere un fondo
di verità la leggenda che vuole che l'unico esemplare prodotto si trovi
attualmente dimenticato in qualche sotterraneo del Vaticano!
Inutile dire che molti scienziati e religiosi dell'Epoca accusarono Padre
Ernetti di mitomania e - come da copione - fecero in modo che la storia del
Cronovisore fosse al più presto relegata in un dimenticatoio.
Se le scoperte di Padre Ernetti fossero state
autentiche, potevano diventare una bomba devastante, come abbiamo già detto,
poiché avrebbero potuto dimostrare che eventi fondamentali per la Storia e per
le Religioni non erano mai esistiti con inimmaginabili conseguenze sociali.
Molto più semplice etichettare Padre Ernetti come un folle, di
conseguenza era inutile perdere tempo a contestarlo mentre
era fondamentale metterlo a tacere ed impedire così ai Media di parlarne a lungo!
Ma fu veramente un uomo folle e bugiardo?….Fu veramente un monaco
maledetto e delirante?…….Cosa avrebbe guadagnato dalle sue rivelazioni?……Nel
1956 fu davvero possibile un ritorno al passato?
Secondo una pubblicazione del 1987 dello stesso Padre Ernetti dal titolo:" Bibbia, Teologia; Magia e Scienza" fu possibile
- senza ombra di dubbio - ricostruire i fatti del passato e muoversi nel tempo!
In questo proliferare di ipotesi suggestive potrebbe essere interessante
domandarci: se lo stargate fosse stato inventato prima ancora del Cronovisore
in questione?
Non dobbiamo dimenticare, infatti, che la stessa macchina del tempo era
sta precedentemente proposta da Edoardo Rhein nel libro: " Il miracolo
delle onde" edito in Italia da Hoepli nel 1937!
Andando avanti in questa ridda di supposizione, potremmo ancora
chiederci: E se la " macchina del tempo" fosse stata realizzata in un
passato senza storia e senza ricordo da Civiltà per noi oggi sconosciute?
E' recente una notizia di un importante progetto scientifico da poco
realizzato: è stata inventata, infatti, una macchina in laboratorio che per due
minuti è tornata indietro nel tempo seguendo i principi della relatività!
Tanto per rimanere in tema è bene citare una teoria ufologia, che non
manca di originalità nell'ipotizzare che gli " incontri ravvicinati"
altri non siano che il ritorno al passato di esseri umani tecnologicamente
avanzati; i quali userebbero uno strumento che permette loro di viaggiare nel
tempo e che modificherebbe il nostro presente e di conseguenza il loro
passato…! Un'ipotesi che riconduce all'idea che i nostri "
Visitatori" abbiano avuto un ruolo attivo nell'evoluzione umana, secondo
un programma che potrebbe essere ancora in corso.
Teorie senza dubbio affascinanti ed intriganti ma che non gettano lumi su
quanto potrebbe realmente essere accaduto nei lontani anni 60! Lo stesso
mistero che ancora oggi avvolge la collocazione di questa macchina.
Padre Brune sembra non aver dubbi in proposito;
nel suo libro " Misteri del Vaticano - Il Cronovisore" a pagg.118
afferma "….ma ormai sapevo con certezza che c'era
stato qualcosa, qualcosa di molto importante che si cercava con tutti i mezzi
di nascondere al mondo"!
Nascondere al mondo!!! Il nocciolo della
questione potrebbe essere proprio legato al suo occultamento!
Mi permetto di fare alcune considerazioni personali: partendo dal
principio che " la macchina del tempo" sia stata realmente costruita
nel lontano 1956 non riesco a spiegare il motivo per il quale ne abbia parlato
solo Padre Ernetti mentre gli altri 12 scienziati non
ne fanno menzione alcuna nelle loro opere.
Perché è stato scelto proprio Padre Ernetti, che era prevedibile sarebbe
stato da subito messo in silenzio dal Vaticano e non ne ha annunciato la
scoperta uno degli scienziati laici?
Dei partecipanti al progetto si conoscono solo pochi nomi; malgrado, si
tenti di penetrare nel muro dell'anonimato, ogni sforzo è vano!
Se il Cronovisore esiste chi ci offre la sicurezza che sia stato smontato
in ogni suo parte e nascosto segretamente?
Come mai il Vaticano non ha richiesto lo stesso
silenzio a Padre Brune?
Credo che per affrontare un progetto scientifico di tale livello occorra
del tempo e soprattutto dei fondi stanziati per sostenerlo dal punto di vista
economico; eppure, nel caso specifico tutto sembra apparire improvvisamente per
opera di una misteriosa " bacchetta magica".
Anche il libro di Padre Brune non rivela nessun
particolare esaltante a parte la sua convinzione legata all'esistenza di questo
particolare macchinario!
E' impossibile credere che 13 scienziati di tale spessore si siano
riuniti " tanto per passare il tempo" ed abbiano fatto la scoperta
più sensazionale del mondo!
Chi ha sovvenzionato la ricerca? Quali interessi politici, economici ed
altro ancora si nascondono dietro a tale vicenda? Perché in quel particolare
momento storico? Per quale motivo se ne parla nuovamente oggi a distanza di
quasi cinquanta anni?
Partendo dal principio che " nulla accada per caso", ci sono
senza dubbio - a parer mio - delle motivazioni nascoste, legate sia alla teoria
della sua comprovata esistenza come alla teoria totalmente contraria.
E' come se " qualcuno" che tira i fili
di un certo tipo di comunicazioni abbia deciso che sia arrivato il momento di
interrogarci nuovamente su tale invenzione.
Non importa in quale maniera….non importa crederci o
meno……quello che conta è divulgarne il messaggio!
Laura Scafati
e facendo un gugol... by jost Wednesday,
Aug. 25, 2004 at 3:35 PM mail:
parola chiave ricercata "cronovisore AND asimov"
mi ha portato a "
http://www.forumcommunity.net/?t=616914&st=0
"
di cui un post relinkava a " ttp://http://www.nexusitalia.com/cronovisore.htm
"
dove appare l'articolo intitolato:
-Alla ricerca del cronovisore-
dal libro "Le Nouveau Mystere du Vatican" di Padre Fancois Brune
di Alberto Roccatano tratto da
http://www.lombardiacitta.com
Una macchina in grado di osservare gli eventi del passato che appaiono in forma
olografica in un piccolo spazio cubico. Questa la scoperta attribuita al monaco
benedettino Padre Pellegrino Ernetti insieme a 12 scienziati, fra cui Enrico
Fermi e Padre Agostino Gemelli fondatore
dell'Università cattolica di Milano, nei primi anni '50 del secolo scorso. Una
notizia che era entrata nell'oblio se non fosse per un libro di Peter Krassa
nel marzo del 2000 e di Padre Francois Brune nel febbraio di quest'anno che
accendono i riflettori su una vicenda ancora avvolta nel mistero e che
coinvolgerebbe anche il Vaticano.
Una recensione "sui generis" del libro in francese "Il nuovo
mistero del vaticano" di Padre Francois Brune ,
un teologo molto conosciuto in Francia, edito dalla Albin Michel di Parigi che
ce lo ha inviato alla fine di agosto.
Anno 2002, verso la fine del mese di Luglio. Ricevo una telefonata da un amico
del Veneto. Conoscendo i miei interessi di ricercatore, l’amico mi comunica che
rimbalzano sui giornali veneti notizie di un libro su Padre Pellegrino Ernetti,
scritto da Padre Francois Brune, edito dalla Albin Michel di Parigi dal titolo
stimolante: "Le Nouveau mystere du Vatican".
Già, Padre Ernetti.
Intorno al 1997, con altri ricercatori, stavo raccogliendo informazioni su
persone dotate della capacità di visione a distanza e della visione temporale.
Naturalmente eravamo interessati anche alle apparecchiature che avrebbero
potuto rendere possibile osservare e registrare eventi di luoghi lontani nel
tempo e nello spazio.
In questo contesto, mi ero anche documentato sulle ricerche
molto particolari di Giuseppe Calligaris (13). Il Prof. Calligaris aveva
scoperto che, sollecitando alcuni precisi punti del corpo umano, si potevano
rivivere non solo eventi del passato personale, ma anche eventi storici non
direttamente riconducibili alle esperienze personali.
Fra i ricercatori, in questo campo di frontiera, ero venuto a conoscenza delle
ricerche di Padre Pellegrino Ernetti. Il monaco benedettino, nei decenni
trascorsi, era stato trascinato al pesante onore della cronaca perché ritenuto
ideatore e costruttore, con altri scienziati, di un apparecchio che sarebbe
stato in grado di osservare e registrare eventi del passato. Feci ricerche su
di lui per poterlo incontrare.
Seppi che, essendo monaco Benedettino, viveva presso il monastero benedettino
dell'isola di San Giorgio maggiore a Venezia, dove era morto nell'aprile del
1994.
Nominato dal Ministero della Pubblica Istruzione, era stato anche insegnante di
Prepolifonia, unica cattedra in Italia istituita nel 1955, presso il
conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.
Coinvolgendo due amici trovai il modo di recarmi con loro a Venezia con
l’obiettivo di parlare con qualche suo confratello nel monastero. Era, infatti,
mia intenzione sapere se esistessero, sulla questione della macchina del tempo
poi chiamata cronovisore, documenti o appunti di cui si fosse potuto prendere
visione.
Ci accompagnò al Monastero una giornalista del Gazzettino di Venezia che
conosceva bene Padre Ernetti e ne aveva una grande stima; ma non sapeva nulla
sulle ricerche scientifiche del Padre benedettino riguardanti la macchina del
tempo.
Giunti al Monastero, fummo accolti, con molta disponibilità, da un confratello
di Padre Ernetti. Il Padre benedettino ci condusse in quello che ci presentò
come lo studio dello stesso Padre Ernetti, dove conversammo a lungo.
Lo studio di padre Ernetti si trovava vicino alla
porta d'entrata del Convento, ritengo, a causa della sua attività pubblica
prima e di esorcista poi.
Il Padre benedettino mise delicatamente in dubbio che questo gran chiasso,
intorno a Padre Ernetti potesse, alla fine, avere un fondo di verità.
Com'era nel programma, chiedemmo di avere maggiori informazioni sull'argomento
e di prendere visione di documenti scientifici lasciati da Padre Ernetti sulla
sua macchina del tempo, ormai mondialmente famosa. Il Padre rispose che non
poteva esserci d'aiuto perché presso il monastero non esistevano incartamenti
sulle "ipotetiche" ricerche di Padre Ernetti.
D'altra parte, capimmo che non eravamo i soli ad aver varcato la soglia del
Convento attratti da queste notizie.
Esposi quanto avevo letto su un'intervista rilasciata
da Padre Ernetti alla Domenica del Corriere, pubblicata il 2 maggio 1972, di
cui mi ero procurato una copia.
Il Padre negò che quanto apparso su quell'articolo potesse
avere un qualunque concreto riscontro scientifico. E così, consapevoli del
“giro” a vuoto, ci accomiatammo.
Ma cosa diceva quest'articolo pubblicato nel 1972 per scatenare l'interesse
generale, oltre che il nostro, a quasi trent’anni di distanza.
Diceva, attraverso un non nominato signor X, che la macchina inventata da padre
Ernetti, insieme ad un gruppo di 12 fisici, sarebbe
stata in grado di fotografare il volto di Cristo mentre era ancora vivo sulla
croce. Non solo ma, creando il massimo di rimbombo giornalistico, presentava
un'immagine di Cristo, in molti punti combaciante, si dichiarava, con la Sacra Sindone.
Un'immagine che il Signor X, e non Padre Ernetti, dichiarava
proveniente da questa macchina del tempo che dunque esisteva e funzionava.
Ma com'era fatta questa macchina, come funzionava e con quali principi?
Dalla lettura dell'intervista della Domenica del Corriere n. 18 del 2 maggio
1972, che chi vuole può leggersi integralmente fra i documenti presenti in
appendice (1), estraggo le seguenti risposte direttamente provenienti da Padre
Ernetti:
- la macchina è formata da una serie di antenne per permettere la
sintonizzazione delle singole voci ed immagini.
- la procedura di funzionamento della macchina è la stessa utilizzata dagli
astronomi che, calcolando gli anni-luce, riescono a ricostruire l'aspetto di
una stella spentasi da migliaia di anni.
- il sistema di funzionamento si basa sul principio di fisica, comunemente
accettato, secondo il quale le onde sonore e visive, una volta emesse, non si
distruggono, ma si trasformano e restano eterne ed onnipresenti intorno alla
terra; quindi possono essere ricostruite, come ogni energia, in quanto esse sono energia.
- il suono e la luce sono energie
- la luce può trasformarsi in suono e viceversa.
- Il suono, una volta emesso, inizia un processo di
disgregazione in altri tipi di onde sonore che l'orecchio umano non è in grado
di udire.
- Dal suono disgregato si può tornare al suono originario, così come dalla
materia disgregata si può ricostruire la sua forma originaria, secondo i
principi della teoria atomica.
Tutto parte dallo studio dei suoni attraverso l'analisi dell'oscillografia
elettronica.
Ogni essere umano lascia dietro di sé una doppia scia, una sonora e una visiva,
esse sono uniche, come sono uniche le impronte digitali.
Nell'intervista si parla anche della registrazione originale, con la macchina
del tempo, di un'antica opera teatrale attribuita a Quinto Ennio dal titolo
"il Thyeste" che fu rappresentata nel 169 a.c. presso il tempio di
Apollo, che si trovava fra il Foro e il Circo Flaminio. In questo modo l'intera
opera venne ricostruita. Tutte queste dichiarazioni
sono attribuite, dal Giornalista Vincenzo Maddaloni, sempre al Signor X e non a
Padre Ernetti che, sia pure sollecitato, non risponde.
Inoltre, Padre Ernetti, nell'intervista, considera la sua invenzione pericolosa
perché potrebbe mettere in pericolo la libertà di parola, di azione e di
pensiero. Infatti, dichiara che, con la sua macchina, si può captare anche il
pensiero, essendo il pensiero stesso un'emissione di energia. Sarebbe quindi
possibile, e questo viene considerato pericolosissimo,
conoscere sia il pensiero del vicino di casa che il pensiero di un avversario.
Padre Ernetti, però, precisa che i suoi studi non hanno nulla a che vedere con
la parapsicologia o con la metapsichica e, tanto meno, possono essere
equiparati con gli studi che cercano di dare una spiegazione a tutto ciò che è
voce, suoni o figure provenienti dall’aldilà.
Nel primo capitolo del libro di Padre Brune intitolato
“Papà aiutami” Padre Ernetti racconta delle prime esperienze registrate nel
laboratorio fisica sperimentale di Padre Gemelli, presso l’Università Cattolica
di Milano, riguardanti le voci provenienti dal cosiddetto aldilà, ma anche
della costruzione del cronovisore.
Padre Gemelli aveva l’abitudine di fronte a qualche
difficoltà di dire “Ah! Papà aiutami”. Un giorno, era il 17 settembre 1952,
dopo l’ennesima esclamazione di Padre gemelli, sul
magnetofono si registrò la voce del papà di Padre Gemelli che diceva: “Ma certo
che ti aiuto, io sono sempre con te”.
Il primo istinto di Padre Gemelli fu di spegnere l’apparecchio
ma Padre Ernetti lo convinse a riaccenderlo per verificare quanto
avevano ascoltato. Riudirono la voce che Padre Gemelli riconosceva come quella
di suo padre che aggiungeva: “Ma si, zuccone, non vedi che sono proprio io?”.
Il termine “Zuccone” era proprio il termine usato dal padre di Gemelli mentre era in vita nel rivolgersi in alcune
occasioni al figlio ancora bambino.
Da questo episodio Padre Gemelli, che era anche specialista in fisica quantica,
iniziò, con Padre Ernetti, una serie di ricerche nel campo della fisica
applicata per andare a fondo delle possibilità che si aprivano.
Occorre anche tenere presente che Padre Gemelli era, in quegli anni, presidente
dell’accademia scientifica pontificia. Incarico che Padre
Gemelli utilizzò per ottenere, insieme a Padre Ernetti, un'udienza
riservata con Pio XII il quale spinse i due a studiare accuratamente la questione.
Padre Ernetti, utilizzando la sua cattedra presso il
conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, inizia a lavorare sul progetto del
visore temporale, avvalendosi della collaborazione di una dozzina di scienziati
fra cui Fermi e Werner Von Braun.
Il visore viene, alla fine, messo a punto e appaiono le immagini ed i suoni
dell’evento del passato al centro di un piccolo spazio; appaiono in bianco e
nero e come ologrammi, tridimensionali.
Tutte le esperienze vengono filmate.
Attraverso un regolatore di onde, per tentativi, si cercava di prendere
contatto con le onde specifiche del personaggio su cui si voleva sviluppare la ricerca.
Mussolini, Napoleone, Cicerone. I mercati di Traiano a Roma,
(Probabilmente questa macchina, se esistente, veniva
portata sul posto dove doveva richiamare l’evento del passato, nota mia)
Naturalmente, essendo prete, Padre Pellegrino vuole rivedere la passione, morte
e resurrezione di Gesù Cristo.
Tutto viene filmato. Siamo negli anni '50.
Ma torniamo al 1972.
Dopo qualche tempo, sulla fotografia del Cristo, pubblicata dalla Domenica del
Corriere, nasce una feroce polemica.
La polemica è innescata nel n. 17 del Giornale dei Misteri. In questo numero,
nella rubrica di corrispondenza curata da Sergio Conti, viene
pubblicata una lettera di un lettore del GdM che accusa Padre Ernetti di
mistificazione.
In questa lettera, che trovate in appendice (2), un lettore di Roma scrive una
lettera aperta a Padre Ernetti. Questo lettore afferma che il volto di Cristo
apparso sulla Domenica del Corriere, e ripreso dal Giornale dei Misteri nr. 16,
è lo stesso volto del Crocifisso ligneo, opera dell'artista Cullot Valera,
venerato nel Santuario dell'Amore Misericordioso di Collevalenza (Todi).
Alla lettera è allegata una copia del santino in cui appare il volto del
crocefisso ligneo.
A fianco del santino è pubblicata, dal GdM, una copia invertita e schiarita
dell’immagine del Cristo apparsa sulla Domenica del Corriere (1).
Sergio Conti, nel suo commento, afferma, per certo, che la foto pubblicata dalla
Domenica del Corriere sia stata consegnata dallo
stesso Padre Ernetti al giornalista curatore dell’articolo. Mentre noi
sappiamo, dai documenti che abbiamo, che non è vero.
O Sergio Conti si è inventata la circostanza, oppure ha ricevuto questa informazione,
non vera, direttamente o indirettamente da Vincenzo Maddaloni.
Padre Ernetti non interviene nella polemica. I suoi estimatori fanno capire che
è stato ridotto al silenzio dai suoi superiori, su pressione dalle autorità
ecclesiastiche vaticane.
Sulla rivista Arcani n. 25 del giugno 1974 appare un articolo di Teresa Pavese.
E’ un articolo-intervista dal titolo “Cronovisore – la materia racconta” nel
quale viene presentata la ricerca di Don Luigi Borello
nel campo della fisica neutrinica. (3)
L’articolo si propone di rendere note le ricerche di Don Luigi Borello.
Ricerche, anche quelle di Don Borello, tendenti a recuperare e rendere visibili
e udibili gli eventi del passato. Nello stesso articolo viene
comunicato che lo stesso Don Borello sta preparando un libro sui risultati
delle sue ricerche.
Sempre nel 1974, sul n. 24 della rivista Arcani, Don Luigi Borello, che vi
tiene una rubrica nella sua qualità di sacerdote, sollecitato da un lettore, ci
tiene a rimarcare la differenza tra la sua ricerca e quella di Padre Ernetti
(4).
Padre Ernetti ritiene di poter pescare gli eventi intorno alla terra, Don
Borello ritiene invece che gli eventi si fissino sulla materia.
Don Borello, in un'altra risposta, pubblicata nel numero con il quale cessa di
tenere la rubrica per la rivista Arcani (5),
sintetizza gli elementi teorici della sua ricerca nel campo della
"cronovisione". Egli dichiara di basare le sue teorie su quelle di
Renato Palmieri sulla fisica del campo antigravitazionale. Le teorie di
Palmieri tendono ad inquadrare tutti i fenomeni dell'universo fisico in
una precisa "geometria di campo". Cosa possibile solo se esiste un
"plenum continuum" alternativo alla teoria dello spazio vuoto; che è,
invece, una teoria che accomuna molti dei moderni cosmologi.
Personalmente non trovo contraddizione fra l’ipotesi Ernetti e l’ipotesi
Borello: l’energia risultante degli eventi spazio-temporali del passato può
trovarsi accumulata nella materia, attorno alla quale si sono svolti gli eventi
stessi, oppure, la stessa energia risultante può avvolgersi attorno alla terra
in movimento.
Ma questa è altra cosa dalla possibilità di ogni singolo essere vivente di
collegarsi con gli eventi che si svolgono nel presente, nel passato, nel
futuro.
Passano diversi anni. Sulla cronovisione, nonostante le speranze accese con
l'articolo del 1972 sulla Domenica del Corriere, non ci sono più notizie.
Otto anni dopo, sul Giornale dei Misteri n. 114 del 1980 (6), lo stesso
giornalista Sergio Conti che cura la rubrica di corrispondenza dal titolo
"I lettori ci scrivono", entra in dura polemica con un difensore di
Padre Ernetti: il signor Annunziato Gandi. Il titolo dell’articolo è: “Padre
Ernetti e la cronovisione”.
Il Signor Gandi è Presidente della Fondazione Giorgio Gandi Museo del Grammophon
del Disco e delle voci celebri, ex Oratorio Della Fava che si trova a Venezia
(dal 1991 il museo è stato chiuso), Il Gandi scrive una lettera dal titolo
"Perché il Padre Pellegrino Ernetti non ha partecipato al Congresso di
Fermo (ottobre 1979).
In questa lettera, il Signor Annunziato Gandi cerca di spiegare la mancata
presenza di Padre Ernetti, suo amico carissimo, al Congresso di Fermo. Il Gandi
afferma che l’organizzazione del congresso di Fermo era più opera sua che del
Conte Mancini. Il Gandi afferma che fu appunto lui a convincere Padre Ernetti a
partecipare al congresso di Fermo.
In questa lettera, si aggiunge che Padre Ernetti è il depositario delle idee
segrete di Marconi, di Severi e di padre Gemelli, di cui fu allievo e
collaboratore. Fu con Padre Gemelli che si verificò,
il 17 settembre 1952, la registrazione di voci dall'aldilà (la voce del papà
defunto di Padre Gemelli, nota mia). Nella sua lettera
aggiunge la seguente nota:
P.S. - P. Pellegrino non fa alcun mistero dei suoi segreti: ne ha dato
pubblicamente delle prove, ultima è stata la conferenza del 17 febbraio u.s.
nell’aula magna dell’Università di S. Tommaso a Roma ove parlò sul tema
«Nessuno muore» presenti fisici e scienziati (cito anche un amico di Mancini,
il Prof. Marasca), nella quale egli svelò chiaramente il principio di fisica
sia per le Voci dell’aldilà sia per la «cronovisione».
(Del Prof. Giuseppe Marasca insegnante di letteratura
presso il collegio Amedeo d’Aosta di Jesi, parla anche Padre Brune nel capitolo
“Quinto Ennio ritorna sulla scena”).
Sergio Conti, nella sua risposta, mette in discussione che siano state
presentate delle prove sulla possibilità di registrare immagini dal passato,
(il ritorno nei mass media sarebbe stato immediato). Come può Padre Ernetti –
chiede Conti - per partecipare ad un congresso di Parapsicologia, pretendere
che non vi fossero parapsicologi, ("Dica un po',
signor Gandi, cosa penserebbe se ad un congresso di biologia si escludesse la
partecipazione dei biologi?")
Il Conti fa anche riferimento alla foto del Cristo apparsa sulla Domenica del
Corriere, ecco testualmente cosa scrisse:
“Io personalmente non conosco Padre Ernetti, perciò non posso permettermi alcun
giudizio sulla sua persona, ma sui fatti posso esprimere un’opinione. Fino a
questo momento su questa sua «macchina che fotografa il passato» abbiamo
soltanto una gran quantità di "si dice", ma
prove concrete nessuna. L’unico fatto ufficialmente divulgato dalla stampa e da
lui avallato come prova concreta, risultò essere un
colossale falso. Mi riferisco all’immagine del volto di Cristo che Padre
Ernetti consegnò ai giornalisti dichiarando di averla ottenuta con la sua
"macchina". Tale foto all’esame non risultò essere altro che la
riproduzione, rovesciata, di un’immagine sacra che viene
venduta a cento lire nel Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza,
vicino a Todi (Perugia), riproducente una scultura lignea di Cullot Valera, che
si trova appunto in quel Santuario (ne demmo precisa e documentata relazione
sul n. 17 del G.d.M., invitando il Padre a chiarirci la cosa. Non avemmo alcun
cenno da parte dell’interessato).”
Sergio Conti dichiara che lo stesso Padre Ernetti avrebbe
consegnato ai giornalisti l’immagine del Cristo, proponendola come
proveniente dal cronovisore. Questa circostanza, ad onor del vero, non
corrisponde a verità.
E la presenza alla conferenza del Professor Giuseppe Marasca?:
"... pur essendo un vivo sostenitore di Padre Pellegrino Ernetti, mi ha
dichiarato più volte che anche lui non ha mai veduto il misterioso apparecchio
cronovisivo."
Conti incalza ancora il Gandi, rilevando che oltre i "si dice" non siano mai state prodotte prove concrete sull'esistenza del
cronovisore:
"Lei lo ha visto, signor Gandi? Lo ha visto funzionare?".
Di questa polemica fa menzione anche Padre Brune nel suo libro, nei capitoli: “colpo di teatro” e “chi è veramente Padre Ernetti”.
Quanto al prof. Giuseppe Marasca Padre Brune rivela,
sempre nel capitolo “Quinto Ennio ritorna sulla scena”, che fu lui stesso a
chiedere a Padre Ernetti e al suo gruppo di lavoro di ritrovare il testo del
Thyestes. Padre Ernetti gli fece avere il testo e la musica.
Passano ancora nove anni. Nel 1989, Don Luigi Borello
pubblica il suo libro, da anni annunciato, dal titolo "Le pietre
raccontano". Nell'introduzione (7) Teresa Pavesi attacca duramente Padre
Ernetti chiamandolo "sedicente inventore". Lo stesso Don Borello a
pag. 83 del libro definisce la notizia della costruzione della macchina del
tempo "un'idea peregrina". (8)
Naturalmente la risposta di Padre Ernetti non si fa attendere. Infatti, in una
lettera scritta nel novembre 1990, quattro anni prima della sua morte, il
religioso ribadisce le sue lontane affermazioni con termini inequivocabili.
"La macchina del tempo è una verità sacrosanta", scrive. a Don Borello, il quale parla della lettera, ricevuta da
Padre Ernetti, in un'intervista rilasciata al settimanale “Chi” (9). In quella
lettera, Padre Ernetti entra nel merito della questione dell'immagine del
Cristo, per il quale era stato accusato di mistificazione, scrivendo: "Il
nostro Cristo fu captato nel 1953, mentre quello di Collevalenza venne realizzato circa sei anni dopo; e quando madre
Speranza lo vide nella nostra foto, fece salti di gioia, perché corrispondeva a
quello della sua visione: questi sono fatti storici".
Anche di questo episodio parla Padre Brune nel
Capitolo: “Un confratello non proprio fratello”. Ma sulla questione
dell’immagine del Cristo, che tanta denigrazione aveva attirato verso Padre
Ernetti, Padre Brune ha qualcosa da dire nel suo
libro, precisamente nel capitolo “Padre Ernetti si spiega”. In questo capitolo
Padre Francois ricorda come un giorno, essendo di passaggio a Venezia, andò a
trovare Padre Pellegrino e, senza mezzi termini, a costo di sembrare duro e scortese,
gli chiese cosa avesse da dire su questa dura campagna di stampa che gli
attribuiva la diffusione di una falsa immagine del Cristo. Ecco di seguito la
risposta di Padre Pellegrino:
“Padre Ernetti spiega a Padre Brune che il crocefisso
in questione è l'opera di uno scultore spagnolo e che era stato realizzato
secondo le indicazioni di una religiosa anche lei Spagnola. Questa religiosa,
Madre Speranza, aveva delle esperienze mistiche. Era una stigmatizzata e, come
la maggior parte delle stigmatizzate, non solo riviveva i principali episodi
della passione di Cristo, ma aveva, nello stesso tempo, delle visioni.
Esisteva, come sempre, lo stesso problema e cioè che queste visioni di
differenti mistici non coincidevano mai completamente fra loro. Questa mistica
venne ad abitare in Italia, a Collevalenza, e Padre Ernetti l'aveva conosciuta
molto bene e l’aveva seguita fino alla sua morte. E', evidentemente, l'immagine
del crocifisso realizzato dopo le sue visioni che La Domenica del Corriere e
altre riviste avevano pubblicato, ma quell’immagine non proveniva dal
cronovisore."
"Del resto, con il cronovisore - mi spiega Padre Ernetti - abbiamo anche
il movimento, che abbiamo filmato. Quello che è vero, piuttosto, è che la
rassomiglianza fra l’immagine che noi abbiamo visto e la scultura di Cullot
Valera è stupefacente.
Ma allora perché questo silenzio? Perché non avete risposto su questo argomento
a tutti coloro che vi chiedevano spiegazioni?
Il fatto è che non sono libero. Ho già parlato troppo. Ho avuto l'impedimento
assoluto da parte dei miei superiori di dare nuove spiegazioni, di rispondere
alle accuse, di riaffermare la realtà del cronovisore e dei risultati
raggiunti. Non posso neppure dire che sono i miei superiori che mi impediscono
di parlare; perché, allora, la pressione dei giornalisti o dei servizi segreti
stranieri si sarebbe esercitata su di loro. Io li avrei messi in pericolo. In
un certo senso, le accuse mosse contro di me le ritenevano utili. Poiché non
potevo rispondere, il discredito scoraggiava poco a poco tutti i curiosi. Ed
era precisamente quello che volevano, dopo la decisione di smontare
l'apparecchio e di mantenere il segreto.”
Questa risposta, che ci giunge postuma, dovrebbe convincerci a buttare nella spazzatura tutte le accuse di mistificazione lanciate
su Padre Ernetti e permetterci, quindi, di valutare con altra attenzione la
questione dell’esistenza o meno della macchina audiovisiva temporale.
Ma torniamo a Don Borello il quale, nell’intervista sopra menzionata (9),
dichiara di essersi incontrato con Padre Ernetti e di aver da lui ricevuto
l'informazione che la macchina era stata smontata e portata in una sala del
Viminale (il Ministero degli Interni italiano).
(Non, quindi, come affermato allo stesso Padre Brune e
ad altri, in Vaticano).
Va da sé, che rimane non credibile che una macchina simile sia stata consegnata
al vaticano dal Ministero degli Interni italiano; ma
rimane altrettanto incredibile che il Vaticano l'abbia consegnata al Viminale.
Nel marzo del 2000, esce negli Stati Uniti un libro su Padre Ernetti scritto da
Peter Krassa, dal titolo "Il cronovisore di Padre Ernetti - la costruzione
e la scomparsa della prima macchina del tempo del mondo".
In questo libro è contenuta una testimonianza del Prof. Giuseppe Marasca. Infatti egli dichiara di aver ricevuto da Padre Ernetti il
testo del Thyeste. Quel testo la cui autenticità, nel libro di Krassa “Il
Cronovisore di Padre Ernetti”, è messa in discussione dalla Professoressa
Katherine Owen Eldred diplomata in letteratura classica all’Università di
Princeton.
Padre Brune era stato, in precedenza, contattato da
John Chambers direttore delle edizioni “New Paradigm Books” che stava
preparando una edizione americana del libro, in tedesco, di Peter Krassa. A Padre Brune veniva richiesto di mettere a disposizione
tutta la documentazione di cui poteva disporre. Nell’occasione, gli veniva inviata una copia dell’edizione americana in
preparazione che risultava molto rimaneggiata rispetto all’edizione tedesca.
Padre Brune si rende conto che l’edizione americana ha
un allegato esplosivo.
Un italiano che, venuto a conoscenza della nuova edizione in inglese, aveva
inviato una lettera nella quale si dichiarava come una sorta di “figlio
spirituale” di Padre Ernetti.
L’italiano voleva assolutamente rimanere anonimo e chiedeva formali garanzie a
questo scopo, prima di permettere la pubblicazione della sua lettera.
Naturalmente il direttore della “New Paradigm Books” conduce una sua piccola
inchiesta, al termine della quale, ritiene di avere buone ragioni per
considerare il documento pervenuto autentico.
Il documento viene accompagnato da una perfetta
traduzione in inglese, che è appunto quella utilizzata nell’edizione americana
del libro di Krassa.
La lettera, pubblicata nel libro di Padre Brune, nel
capitolo “Il bugiardo crolla alla fine”, contiene, o vorrebbe contenere, una
vera bomba; la confessione di Padre Ernetti che racconta la verità circa il
cronovisore, il volto di Cristo, il Thyeste. (un’opera
teatrale attribuita a Quinto Ennio di cui Padre Ernetti avrebbe recuperato con
il suo cronovisore la rappresentazione tenuta a Roma nel 169 a.c.) (10).
Ecco sinteticamente il contenuto della lettera:
Padre Ernetti avrebbe confessato al figlio di un suo caro amico, che fin da
bambino lo chiamava Zio Pellegrino, che:
- la ricostruzione del Thyeste era stata immaginata da lui e non proveniva
dalla macchina del tempo
- l'immagine di Cristo proveniente dalla macchina del tempo era una bugia
- la macchina l'aveva costruita da solo, Fermi non c'entrava nulla, anzi ogni
volta che lo incontrava lo prendeva in giro.
Insomma, gli eventi registrati dalla macchina sarebbero tutta una montatura.
Ma la macchina non era una fantasia, l'aveva veramente costruita, ma da solo.
Ecco cosa dice al giovane sul cronovisore:
"Lascia che ti dica a cosa assomiglia il mio cronovisore.
E' una sfera, come un apparecchio da immersione o un sottomarino individuale,
con aperture all'altezza degli occhi in tutte le direzioni. E' sospesa a un
cavo con un sistema che gli da la completa libertà di
movimento. E' fatta di materiale molto leggero, una lega di alluminio. E' mossa
dal solo potere del pensiero"
Qui c'è qualcosa che non va.
Riporto di seguito:
- l'intervista con Vincenzo Maddaloni, che non ha brillato per deontologia
informativa, nel 1972, (1)
- la lettera scritta a Don Borello nel 1990 (9) ,
richiamata da Padre Brune nell’intervista rilasciata alla rivista
"Chi" del luglio 2002 (12):
nell'intervista con Maddaloni del 1972 ecco cosa diceva della macchina:
Maddaloni: Captare, ma come ?
Padre Ernetti: Con l'uso di apparecchiature adatte.
La nostra èquipe è stata la prima nel mondo a costruirle.
L'attrezzatura è formata da una serie di antenne per permettere la
sintonizzazione delle singole voci ed immagini.
Si sa che ciascun essere umano da quando nasce a
quando muore lascia dietro di sé come una doppia scia una sonora e una visiva,
una specie di carta di identità diversa per ogni persona.
E' in base a questa carta d'identità che si può ricostruire la singola persona
in tutti i suoi fatti e i suoi detti, per questo motivo si è in grado oggi di
risentire e di rivedere i personaggi più grandi della storia.
Allora questa macchina è una sfera attaccata ad un filo o è un insieme di
apparecchiature collegate ad una selva di antenne?
E ancora, quando Padre Ernetti scrive a Don Borello (9)
"L'esistenza dell'apparecchio (la macchina del tempo) è una sacrosanta
verità",
che si abbia captato (con quella macchina) tante cose del passato è pure una
verità;
che tra queste cose captate ci sia anche l'immagine di Gesù e il Thyeste di
Ennio è una verità,
e che le supreme autorità ne abbiano proibito l'uso è anche una verità"
Queste dichiarazioni, scritte a Don Borello, vengono
ricordate e rafforzate anche nell'intervista rilasciata a "Chi" da
Padre Brune (12) e naturalmente sono riportate nel suo libro.
La contraddizione tra la confessione di falso e queste dichiarazioni è più che
palese.
In mezzo a questa nebbia artificiosa, dov'è la verità.
Se è vera la “confessione” allora anche la macchina è
esistita, non ha importanza che forma avesse.
Su questa equivalenza si basa la considerazione di Padre
Brune che questa lettera, pur avendo intento denigratorio, ammette che
la macchina è esistita.
Il fatto è che la macchina, se mai è stata costruita, è stata ben occultata.
E senza prove vacillano anche gli angeli.
In sintesi.
Questa lettera, che dall'Italia ha varcato l'oceano, non sappiamo se è stata
scritta e spedita per amore della verità.
Sarebbe opportuno che chi si nasconde nell'anonimato si facesse conoscere,
prima che qualcuno lo rintracci. Può darsi, infatti, che, fra queste righe, fra
i documenti allegati, ci sia il filo che potrebbe condurre all'estensore di
quelle parole che calpestano l'onore di un sacerdote molto amato e rispettato,
oltre che deriso e contrastato.
Quella lettera (10), che esce dall'ombra, invece di chiarire, rende tutto
confuso. Che amico, che “figlio spirituale” sarebbe colui che rende pubblica
una confessione, se mai vi sia stata, resa da una
persona, incontestabilmente, non nel pieno possesso delle proprie facoltà
mentali.
Credo che non dovrebbero rallegrarsi di questa "confessione" i suoi
detrattori, quand’anche abitanti su un colle, né dovrebbero rammaricarsene i
suoi estimatori.
Circa un anno dopo questo colpo di scena, nel febbraio del 2001, nella sua
Varazze, muore Don Borello. Nella Gazzetta d'Alba del 7 marzo 2001 (11) Don
Eugenio Fornasari, ricordando la sua attività di sacerdote e di scienziato, ne
traccia un profilo lusinghiero.
(Padre Brune che cerca di prendere contatto con Don
Borello nella seconda metà del 2001 non sa ancora della sua morte.)
Nell'articolo della "Gazzetta" (11) si accenna anche al monaco
Benedettino Padre Pellegrino Ernetti e delle sue ricerche simili a quelle di
Don Borello.
E' degno di nota il fatto che, in Italia, la macchina del tempo, ovvero la
possibilità di registrare gli eventi del passato, sia legata, per quanto
riguarda la stampa non scientifica, a due figure di sacerdoti: Don Luigi
Borello e Padre Pellegrino Ernetti appunto.
La reazione di Padre Brune, amico carissimo di Padre
Ernetti, è decisa e senza tentennamenti. Una reazione sintetizzata nel titolo
del 9° capitolo del suo libro: “Un contre-feu” che ho tradotto: “una risposta all’aggressione”.
Un titolo del nono capitolo che vorrebbe essere il vero titolo del libro,
essendone la vera motivazione.
Infatti, con questo libro titolato: "Il nuovo mistero
del vaticano", Padre Brune cerca di ricondurre la ricerca della
verità dove, forse, ancora c'è qualcuno che la conosce. Padre
Brune rilascia al settimanale "Chi" una
lunga intervista che viene pubblicata il 29 luglio 2002 nella quale parla
appunto del suo ultimo libro (12).
“Ho la certezza che quella macchina sia stata veramente inventata da Padre
Ernetti e che si trovi ora nascosta in Vaticano”.
Una certezza che si basa:
«Su un’amicizia con Padre Ernetti che è durata trent’anni, dal 1964 alla sua
morte, avvenuta nel 1994. Durante tutto questo tempo ci siamo incontrati spesso
e abbiamo trascorso insieme decine di ore a parlare del cronovisore. In alcune
occasioni sono andato a trovare Padre Ernetti anche con degli amici scienziati
e anche loro hanno ascoltato le sue confidenze. Non ho alcun elemento per
ritenere che Padre Ernetti fosse bugiardo o fosse un
mitomane, per cui io credo ciecamente a quanto mi ha riferito».
Questo libro è la difesa appassionata di una amico che
prende le difese dell'amico scomparso, mentre su di lui aleggiano, postume,
accuse di frode.
Padre Brune cerca con grande determinazione, non
tralasciando nessun indizio, qualcuno, un amico, una sorella, che abbia
raccolto le confidenze di Padre Pellegrino, ma è una ricerca che sventaglia la
mano al buio e nel vuoto.
Forse, bisognerebbe cercare di parlare con gli alunni del conservatorio
Benedetto Marcello di Venezia o con studenti che lo abbiano
avuto come docente all’università o a Roma, presso il Conservatorio di
Santa Cecilia. E’ possibile che Padre Ernetti non abbia mai detto nulla ai suoi
alunni sulle sue ricerche e sulla macchina del tempo?
Se qualcuno degli alunni di Padre Ernetti avesse
qualcosa da dire, dopo aver letto queste righe, accetterò volentieri un
contatto a mezzo della mia posta elettronica. Anche mantenendo la riservatezza,
se richiesta.
Padre Francois è così amico di Padre Pellegrino da non rendersi conto che il
vero e unico amico di Padre Pellegrino, l'unico a cui
ha detto tutto il dicibile
e con il quale si è veramente confidato, vive nello stesso luogo in cui lui
abita. Padre Francois lo vede tutti i giorni, quando si specchia.
Caro Padre Francois, è lei l'unico, vero, amico per la pelle di Padre
Pellegrino, e chi non vorrebbe avere un amico pronto a difenderti anche dopo
che sei morto. Un amico che è pronto a fare lunghi viaggi, a parlare con tante
persone; avendo come unico scopo quello di difendere la buona memoria
dell'amico scomparso.
Caro Padre Francois, il suo libro dovrebbe essere letto, anche solo per l'inno
all'amicizia vera e disinteressata che rappresenta.
Vorrei richiamare le affermazioni, espresse in varie interviste, sia di Padre
Ernetti che di Don Borello.
Padre Ernetti nell'intervista del 1972 dice:
"Padre Ernetti: Questa macchina può provocare una tragedia universale
Maddaloni: Perché?
Padre Ernetti: Perché toglie la libertà di parola, di azione e di pensiero infatti, anche il pensiero è una emissione di energia,
quindi è captabile.
Si potrà, cioè, per mezzo della macchina, sapere quello che il vicino o
l'avversario pensa.
Le conseguenze sarebbero due:
- o un eccidio dell'umanità
- oppure, cosa difficile, nascerebbe una nuova morale.
Ecco perché è necessario che questi apparecchi non diventino alla portata di
tutti, ma restino sotto il controllo diretto delle autorità.
Maddaloni: Fino a quando?
Padre Ernetti: Fino a quando l'uomo imparerà ad agire bene per il bene".
Don Borello, nell'intervista rilasciata al settimanale "Chi" (9),
parlando della lettera che gli aveva scritto il monaco benedettino, in diversi
punti dell'intervista dice:
«E se invece, attraverso quella macchina, si scoprirà che i fatti prodigiosi
riguardanti la vita di Gesù sono stati inventati dai suoi discepoli ? ».
«Se le scoperte di padre Emetti fossero state autentiche, potevano diventare
una “bomba” devastante. Avrebbero potuto portare alla dimostrazione che eventi
fondamentali per la storia e per le religioni non sono mai esistiti con
inimmaginabili conseguenze sociali».
«È chiaro che una invenzione del genere “sconvolge” il
mondo. Se si riesce a ricostruire quanto è accaduto, è possibile risolvere
tutti i dubbi, tutti i delitti, tutte le congiure. Non ci sarebbero segreti,
vita privata. Ogni azione, per il fatto che diventa energia, vagherebbe nello
spazio e potrebbe essere captata da chiunque abbia un “cronovisore”».
Sostanzialmente essi affermano che questo apparecchio:
- è pericoloso perché è in grado di leggere il pensiero e quindi in grado di
rendere visibile ogni segreto,
- è pericoloso perché potrebbe dimostrare che gli eventi straordinari
attribuiti
a Gesù sono stati inventati dai suoi discepoli,
- è pericoloso perché potrebbe dimostrare che eventi considerati fondamentali
nella storia scritta e nella nascita delle religioni non sono mai esistiti.
Che dire di queste argomentazioni.
Nel campo ecclesiale, per quanto specialmente attiene alla Chiesa Cattolica,
dovremmo ricordare che la
stessa Chiesa è il corpo di Cristo. Le ricerche di Giuseppe
Calligaris, (edite dall'Associazione Aquarius), contenute nei volumi "Le
catene lineari del corpo e dello spirito" (13), dimostrano che ognuna
delle singole parti del corpo umano contiene, anche, le informazioni di tutto
il resto del corpo. Per quale motivo, all'interno della visione cristiana, il
corpo di Cristo non dovrebbe funzionare, in quanto grande corpo concreto, allo
stesso modo. Il principio della circolazione libera e totale di tutta
l'informazione, anche in ogni singolo componente di un organismo, non solo
motiverebbe lo stesso corpo cristico, ma sarebbe base, irrinunciabile, dello
stesso scorrere della vita. Da qui, la deduzione conseguente che un corpo è morto quando non vi scorre l'informazione, perché non vi
scorre la vita.
Ecco perché un cristiano non dovrebbe avere paura della
verità. Dovrebbe, invece, augurarsi che scorra libera, anche senza strane
macchine all'orizzonte.
In modo esplicito, nelle parole dette durante le interviste, sembra di cogliere
un timore riflesso, proveniente dalle alte autorità del Vaticano.
Si ipotizza, fra le righe, che le alte autorità del Vaticano temano
che una macchina come questa possa esistere, funzionare ed essere utilizzata.
Quali potrebbero essere queste informazioni relative al passato che non debbono
essere conosciute.
Forse, si potrebbe scoprire che il cristianesimo cattolico romano non ha i
duemila anni che vanta, ma, a mala pena, potrebbe arrivare a cinque/sei secoli,
aggiungendo il secolo appena trascorso. Questa menzogna sarebbe più grave di eventuali alterazioni scritturali, se fosse accompagnata
anche da alterazioni nel computo del tempo. Potrebbero essere state compiute
alterazioni cronologiche che, se scoperte, porterebbero all'indietro, e di
molto, il reale computo degli anni fino ad ora trascorsi.
Ammettiamo, solo per qualche secondo, che quanto si è detto e scritto, in
questi ultimi trenta anni, sulla macchina del tempo fosse,
anche minimamente, vero. E ancora ipotizziamo, sempre e solo per qualche
secondo, che di là dal Tevere ritengano di avere
qualcosa da nascondere, riferito al passato. Sarebbero credibili silenzi,
assilentimenti, trappole, deviazioni non importa come motivate?
Si potrebbero essere credibili. Ma siamo nel campo delle congetture ne
converrete.
Sempre nel campo delle congetture, cosa potremmo dire di una organizzazione
semi-segreta, che, scoperta la tecnica dell'imbroglio (geniale: scrivi oggi
quello che vuoi sia vero ieri), l'avesse usata a sua volta, negli ultimi tre
secoli. Questa organizzazione avrebbe avuto la certezza del silenzio da parte
di quelli che, loro malgrado spero, si fossero ritrovati complici della grande
sceneggiata costruita contro l'intera umanità. Un piccolo, agguerrito, gruppo
che, appena se ne creassero le condizioni, potrebbe avere in programma di
liberarsi dello scomodo complice.
Un complice in carne ed ossa, soggetto alla mortalità. Nel corso dei ricambi
generazionali ai vertici del potere, qualcuno, ricoprente la massima carica,
potrebbe soffrire di crisi di pentimento, potrebbe essere spinto a dire la
verità sulla tecnica utilizzata dei falsi documenti antichi.
Ma anche questa organizzazione semi-segreta, che è costretta a reggersi principalmente
su uomini mortali, potrebbe, un giorno, iniziare a perdere pezzi a causa di una
nuova sensibilità nei nuovi avvicendamenti umani nelle cariche del potere
piramidale.
Tutti condizionali d'obbligo naturalmente.
Se aveste la pazienza di leggere, senza salti, tutta
la documentazione raccolta in appendice, relativa alla storia dell'esistenza o
meno di questa macchina, della sua capacità di vedere e sentire gli eventi del
passato, anche voi, come me, potreste credere che qualche lampo di verità potrebbe
essere visibile in tutta questa storia. Potreste, come me, ritenere non così
incredibile che si possa essere attivata, negli ultimi cinquant'anni, una sorta
di operazione "sabbie mobili". Un’operazione complessa e coordinata
nel tempo, con un duplice obiettivo: condurre, lentamente, tutta la questione
del cronovisore verso il dimenticatoio e, parallelamente, avvolgere il più
esposto fra le persone coinvolte (Padre Ernetti) nel “fumus” della non
attendibilità.
I documenti che ho raccolto possono aiutare chi vuole saperne di più. Di certo
li spedirò volentieri a Padre Francois.
Queste pagine non vogliono essere, naturalmente, un intervento esaustivo sulla
vicenda del cronovisore.
Essendo stato in qualche modo coinvolto in questa vicenda, sia pure in qualità
di ricercatore, è naturale che in queste pagine cammini indisturbato il mio
punto di vista.
Queste pagine sono principalmente una recensione, anche se “sui generis”, del
libro di Padre Francois Brune.
Invito quindi, e volentieri, per chi conosce il francese, alla lettura diretta
del libro “Le nouveau mystere du Vatican”, edito dalla Albin Michel di Parigi.
Rinvio i lettori che non conoscono il francese ad una edizione
italiana sperabilmente prossima.
Quanto a me che scrivo, se fossi riuscito, almeno in
parte, a dissolvere qualche piccola ombra e ad illuminare, anche di poco, quel
buio mortale che circonda tutta questa vicenda, mi riterrò, momentaneamente,
pago.
Dovremmo essere grati ai ricercatori della verità come lo è Padre Francois
Brune e come certamente lo era Padre Pellegrino
Ernetti.
Un unico rammarico, alla fine di questo scritto che è stato, come intuirete,
anche un lavoro di ricerca, che la completezza di tutta l’informazione
disponibile, di per sé, non rende automaticamente visibile la verità.
Alberto Roccatano
Milano, 14 ottobre 2002
Documenti in appendice:
1 - DOMENICA DEL CORRIERE n. 18 del 2 Maggio 1972
Servizio di Vincenzo Maddaloni
2 - Il Giornale dei Misteri n. 17 - I lettori ci scrivono Rubrica di
corrispondenza - a cura di Sergio Conti
SCOPPIA LA
POLEMICA SULLE FOTOGRAFIE DEL PASSATO
Le rivelazioni di un lettore di Roma - Lettera aperta a P. Ernetti
3 - Articolo di Teresa Pavese - sulla ricerca di Don Luigi Borello
Pubblicato sulla rivista ARCANI n. 25 del giugno 1974
Cronovisione - LA
MATERIA RACCONTA
4 - Arcani n. 24 - maggio 1974 - Don Luigi Borello tiene una rubrica intitolata
"La posta di Padre Borello" - IMMAGINI E SUONI DEL PASSATO
5 - Arcani n. 29 - ottobre 74 - Con questo numero Padre Borello cessa per un
periodo indefinito la sua collaborazione con il giornale per inderogabili
impegni professionali
La posta di Padre Borello - il Mistero e la Fede è per il
momento sospesa - TEORIE COSMOLOGICHE
6 - Giornale dei Misteri n. 114 - ottobre 1980 - I LETTORI CI SCRIVONO -
Rubrica di corrispondenza a cura di Sergio Conti
Padre Ernetti e la «cronovisione»
7 - pagina 5 e 6 dell’introduzione del libro “Come le pietre raccontano”
INTRODUZIONE di Teresa
8 - pagina 83 del libro di Don Luigi Borello: “Come le pietre raccontano”
9 - CHI (Rivista italiana) n. 45 del 10 novembre 1999 - incontro con Don Luigi
Borello, lo scienziato che sostiene la possibilità' di vedere nel passato -
articolo di Renzo Allegri
10 - Dal libro "Il nuovo mistero del vaticano" di Padre Francois
Brune
Un capitolo esplosivo – “le fradeur craque enfin” – “il bugiardo crolla alla
fine” – traduzione in italiano con testo francese a fronte
11 - ”Gazzetta d'Alba” n.10 del 7-3-2001 - di Don Eugenio Fornasari - Il
sacerdote langarolo ha teorizzato la possibilità di leggere i
"ricordi" della materia inanimata
12 - CHI (Rivista italiana) - del 29 luglio 2002 il giornalista Renzo Allegri
intervista padre Francois Brune sul libro che ha scritto su Padre Pellegrino
Ernetti e sulla sua scoperta e costruzione della "Macchina del tempo"
13 - Aquarius – Cenni biografici sulla vita di Giuseppe Calligaris
mbò.....ho solo formulato una ipotesi per il puro gusto di ginnastica mentale e
mi ritrovo accusato di aver iniziato il post con uno scritto di asimov......
questa si che è fantascienza...altro che Aasimov.
ba'e croccadia drommiu.
jost
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