Attenzioni puntate sui segreti militari
Di
Pasquale Arnaldo Serreti Questo indirizzo e-mail è protetto dallo
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Nel 2001 venne pubblicata negli Stati
Uniti un'opera intitolata Dreamland.
L'autore era il giornalista Phil Patton
che prometteva di fornire al lettore un
reportage dettagliato a proposito di un
mistero americano che sembrava destinato
a non trovare una spiegazione razionale.
Il titolo del libro si serviva di uno
dei tanti nomi usati dal Governo
americano per definire zona situata a
Ovest degli Usa e coperta da un riserbo
assoluto.
Dreamland, Area 51,
Groom Lake, oppure, più
ingenuamente, “il parco giochi privato
dei militari”. Tutte queste definizioni
indicavano un territorio che si
espandeva per circa 100 chilometri
quadrati nel deserto del Nevada. In
questa zona si trovava una delle basi
militari più sofisticate al mondo e
venivano condotti gli esperimenti
tecnologici più innovativi di cui
l'esercito degli Stati Uniti
necessitasse per mantenere la propria
supremazia militare sul resto del
pianeta.
L'autostrada 375 attraversa lo Stato del
Nevada e costeggia una cittadina
chiamata Rachel. Non si tratta
certamente di un luogo caratterizzato da
un paesaggio suggestivo o dove sia
possibile vedere opere di particolare
rilevanza artistica. Domina anzi il
silenzio tipico del deserto, si avverte
sporadicamente il rombo causato dal
motore di un jet e la presenza, un po'
sinistra, di qualche avvoltoio. Eppure,
ogni giorno, è qui che centinaia di
turisti accorrono da ogni parte del
mondo per vedere di persona la mitica
casella postale piantata sul ciglio
dell’autostrada e per spendere parte dei
loro soldi al “Little A'Le' Inn”: il bar
degli ufo. Il governatore del Nevada ha
addirittura battezzato il tratto di
strada vicino a Rachel con il nome di
“Extraterrestrial Highway” (l'autostrada
degli alieni) dopo i numerosi
avvistamenti di presunte “navicelle
spaziali” avvenuti nei primi anni
novanta proprio vicino alla casella
postale usata dalla troupe di Klass-tv
per fare da “esca” agli ufo.
Il tratto dell'autostrada 375 cambia
nome nel 1996. A celebrare l'evento,
assieme al governatore, c'è anche la
troupe cinematografica impegnata nelle
riprese del film Indipendence Day,
il cui set si trova a pochi chilometri
di distanza da Rachel.
Oggi Area 51 è spesso citata nei
discorsi che riguardano un tema che, da
decenni, appassiona l'uomo: la presenza
di altre forme di vita nell'universo. La
verità su questo luogo misterioso sembra
comunque molto più semplice e, per certi
aspetti, drammatica.
Area 51 venne fondata nei primi anni
cinquanta (quindi all'inizio della
“guerra fredda”) con il consenso del
Presidente Eisenhower. L'esercito
statunitense doveva mettere a punto un
aereo che potesse eludere i controlli
radar e perlustrare il territorio
sovietico allo scopo di ottenere
informazioni preziose su armamenti e
arsenali nucleari. L'aeronautica
militare si avvalse, in questo progetto,
della collaborazione dell'ingegnere
Clarence “Kelly” Johson: uno dei
pionieri dell'aviazione statunitense.
Johnson mise a completa disposizione del
Governo il proprio ingegno e tutte le
risorse della ditta aeronautica da lui
diretta: la Lockheed, con sede
in California.
Johnson e il personale di Area 51
elaborarono quindi, nel 1954, il
prototipo di “aereo-spia”. Il velivolo
venne battezzato con il nome di U2. Nel
frattempo il Presidente Eisenhower, per
mantenere il segreto sulle attività
condotte all'interno dell'Area 51,
firmava un decreto-legge che rendeva di
fatto inesistenti i 100 km quadrati del
deserto attorno a Groom Lake. Eisenhower
autorizzava inoltre i mass-media, sempre
più incuriositi dalle attività condotte
nella base del deserto, a presentare
l'U2 all'opinione pubblica come “aereo
meteorologico”.
Negli anni successivi vennero elaborati
altri prototipi di aerei-spia nei
laboratori di Dreamland. Velivoli
sofisticati come “l'A12” e il “Blackbird
SR-71”. Essi volavano a velocità sempre
maggiore grazie all'uso di tecnologie
all'avanguardia e di materiali
innovativi.
L'interesse della comunità scientifica
che gravita attorno all'ufologia
comincia alla fine degli anni '80. Nel
1989, in particolare, vengono trasmesse,
dall'emittente televisiva Klass-tv di
Las Vegas, alcune interviste di estremo
interesse. Il reporter G. Knapp chiede
in diretta a Bob Lazàr, ex-impiegato
all'interno di area 51, di rivelargli il
contenuto di alcuni documenti da lui
esaminati nella base segreta. Lazàr
rivela che si tratta di resoconti e
fotografie riguardanti extraterrestri e
affermava anche di poter stabilire con
esattezza il luogo e il momento in cui
le navicelle spaziali extraterrestri
torneranno nei pressi di Area 51. Gli
avvistamenti vengono quindi filmati,
come era prevedibile, dalle telecamere
di Klass-tv e in questo modo decolla, in
pochi giorni, l'interesse del pubblico
nei confronti della base militare nel
deserto.
Area 51 diventa così, per molti anni, la
meta preferita dagli ufologi di tutto il
mondo. Fino al 1996 quando una ricerca
condotta dalla Federations of American
Scientists sembra finalmente fare luce
sul mistero. L'iniziativa, battezzata
“Public Eye” prevede il noleggio di un
satellite privato per ottenere immagini
proprie dell'area segreta. La
conclusione fornita dai membri della
Federations of American Scientists è
inequivocabile: la base serve
esclusivamente per la messa a punto di
velivoli tecnologicamente avanzati. I
giornalisti che si occupano del “caso
Area 51” sono dello stesso parere. Bill
Sweetman, in particolare, afferma:
"All’interno della base si lavora
all'invisibilità dei radar. Il pezzo
forte sembra essere l' “aereo spaziale”,
un aereo che decolla sfruttando la sua
stessa energia e che permette di
raggiungere qualsiasi parte del mondo in
meno di mezz'ora".
Dreamland torna poi alla ribalta,
tragicamente, alla fine degli anni
novanta, in seguito alla morte di due
ex-impiegati della base segreta
costeggiata dall'autostrada 375.
L'avvocato J. Turley riesce a svelare,
al termine di un lungo processo contro
il Governo degli Stati Uniti, una verità
sconcertante. L’indagine, fortemente
voluta da ex-impiegati di Area 51 e
famigliari di operai deceduti
misteriosamente dopo aver prestato
servizio alla base, accerta che
all'interno della zona militare vennero
condotti esperimenti su sostanze
tossiche i cui rifiuti venivano
addirittura bruciati entro i confini di
Area 51 (gli impiegati, in particolare,
chiamavano la nube tossica cui venivano
quotidianamente sottoposti: “fumo di
Londra”).
La verità, o almeno ciò che ci è dato
sapere fino a questo momento, sembra
pertanto presentare più Dreamland
come una “discarica di rifiuti
radioattivi d’America” o come sede di
innovazione tecnologica a scopo militare
più che un centro dedito allo studio di
presunte forme di vita aliene.
Particolarmente significative, in merito
a quest'ultimo aspetto, le parole
dell'autore di Dreamland, Phil
Patton:
"Forse il mistero e l'inspiegabile
servono solo a ritrovare un senso umano
del vivere, e a creare una nuova
comunità".
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