LE FOIBE

(Una foiba è una cavità carsica, solitamente di origine naturale (grotte), con ingresso a strapiombo. Le foibe sono diffuse soprattutto nella provincia di Trieste, nelle zone della Slovenia già parte della scomparsa regione Venezia Giulia nonché in molte zone dell'Istria e della Dalmazia. La parola "foiba" è una dialettizzazione del latino "fovea" che significa fossa.)

http://it.wikipedia.org 

 

La verità sulle foibe. Di Marco Ottanelli (http://www.democrazialegalita.it/foibe07febb05.htm

"Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani".  Benito Mussolini, 1920

 Premessa: Questa redazione ha, come suo scopo principale, sempre privilegiato quello della ricerca obiettiva della realtà dei fatti, anche quando scomoda e dolorosa. In un momento storico in cui gli eredi del partito fascista sono al governo del Paese, ed in cui la retorica patriottarda risuona ancor più violenta e oscurantista del solito, riteniamo necessario ricollocare storicamente e documentatamente la vicenda delle foibe istriane, vicenda alla quale la destra e le sinistra amorevolmente unite hanno deciso di dedicare una speciale giornata della memoria. Anzi, il ministro Gasparri ha voluto sollecitare tutti i mezzi di informazione liberi ad occuparsi della vicenda. Ci siamo occupati di questo aspetto nell’articolo “Ultime dal Minculpop”.La nostra redazione ha partecipato ad una trasmissione radiofonica – trasmessa da Controradio- che è servita a far luce e a chiarire la verità, appunto, di quel tragico periodo. L’audio completo della trasmissione, cui hanno partecipato Raffaele Palumbo, Nicola Tranfaglia, Giacomo Scotti, Marco Ottanelli, Giovanni Bellini, Sandro Damiani è disponibile nel CD intitolato “l’impunità” in vendita tramite il nostro sito.

 

 Cosa sono, le foibe? Cioè, quale episodio della storia evocano?

In poche ed essenziali parole, sono le foibe (caverne e aperture carsiche del terreno) il luogo in cui, a fine guerra mondiale, furono uccisi e gettati, spesso dopo umiliazioni e tormenti, moltissimi italiani. Gli eccidi ebbero due momenti: il primo, all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, quando si scatenarono vendette e rancori mai sopiti dopo 20 anni di italianizzazione forzata; il secondo, molto più grave per numero delle vittime, nella primavera del ’45, quando le truppe titine occuparono la Venezia Giulia, la Dalmazia, Trieste e parte del Friuli....

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INNOCENTI
E COLPEVOLI

NELL'INFERNO
A CIELO APERTO

..."Ci fu davvero il silenzio della sinistra? E se fu un silenzio non fu anche degli altri settori della politica e della cultura? Sono sicuro che la rimozione ci fu, e che fu generalizzata, non soltanto della sinistra, non soltanto sulle foibe, ma sull'intera vicenda della Venezia Giulia e degli esuli del 1945 - '54, ignorati o respinti come seccatori, come viventi promemoria delle conseguenze del la guerra fascista che tutti volevano dimenticare. Nella sua evidente verità, appare perfino ingenua la rivendicazione dei politici e degli storici giuliani, che dicono di non aver mai dimenticato.".......

http://cronologia.leonardo.it/mondo38v.htm

Il presidente Napolitano sulle foibe: "Una tragedia rimossa per ideologia" 11.2.07

Nel “Giorno del Ricordo” il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano commemora le vittime delle fobie e dice: “E’ una tragedia rimossa per calcoli ideologici”

 
Oggi è il “Giorno del Ricordo”, la data in cui
 viene commemorata una tragedia che per
 molti anni è passata quasi inosservata: il
 massacro subito da parte del popolo giuliano- dalmata nelle foibe durante la Seconda Guer- ra Mondiale. Migliaia gli oppositori di Tito che  scomparvero nelle cavità carsiche tra il 1943  ed il 1945.

Al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano consegna le decorazioni del “Giorno del Ricordo” durante una cerimonia nella quale erano presenti, tra gli altri, il presidente della Camera Fausto Bertinotti, il vice presidente del Senato Gavino Angius, il vice presidente del Consiglio dei ministri e Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Francesco Rutelli, il giudice Alfio Finocchiaro (in rappresentanza della Corte costituzionale), il sindaco di Roma Walter Veltroni e il prof. Paolo Barbi (ex Presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia).

Durante il proprio il proprio intervento, il presidente Napolitano ha detto: “Le istituzioni della Repubblica sentono come proprio, a tutti i livelli, la necessità di un riconoscimento troppo a lungo mancato. Nell'ascoltare le motivazioni che hanno questa mattina preceduto la consegna delle medaglie, abbiamo tutti potuto ripercorrere la tragedia di migliaia e migliaia di famiglie, i cui cari furono imprigionati, uccisi, gettati nelle foibe. E suscitano particolare impressione ed emozione le parole : "da allora non si ebbero di lui più notizie", "verosimilmente" fucilato, o infoibato. Fu la vicenda degli scomparsi nel nulla e dei morti rimasti insepolti. Una miriade di tragedie e di orrori; e una tragedia collettiva, quella dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati, quella dunque di un intero popolo”. “Si è scritto in uno sforzo di analisi più distaccata – continua il presidente -, che già nello scatenarsi della prima ondata di cieca violenza in quelle terre, nell'autunno del 1943, si intrecciarono "giustizialismo sommario e tumultuoso, parossismo nazionalista, rivalse sociali e un disegno di sradicamento" della presenza italiana da quella che era, e cessò di essere, la Venezia Giulia. Vi fu dunque un moto di odio e di furia sanguinaria, e un disegno annessionistico slavo, che prevalse innanzitutto nel Trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una "pulizia etnica".
Quel che si può dire di certo è che si consumò - nel modo più evidente con la disumana ferocia delle foibe - una delle barbarie del secolo scorso”.

Per il capo dello Stato, che cita il prof. Paolo Barbi, “va ricordata la "congiura del silenzio", "la fase meno drammatica ma ancor più amara e demoralizzante dell'oblio". Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell'aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell'averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali. Oggi che in Italia abbiamo posto fine a un non giustificabile silenzio, e che siamo impegnati in Europa a riconoscere nella Slovenia un amichevole partner e nella Croazia un nuovo candidato all'ingresso nell'Unione, dobbiamo tuttavia ripetere con forza che dovunque, in seno al popolo italiano come nei rapporti tra i popoli, parte della riconciliazione, che fermamente vogliamo, è la verità”.

 

Napolitano accusato di razzismo dal presidente croato Mesic

Stipe Mesic contro Giorgio Napolitano sulle foibe: il presidente croato ha accusato in una nota ufficiale il capo dello Stato di dichiarazioni "in cui e' impossibile non ravvisare aperti elementi di razzismo, di revisionismo storico e revanscismo politico".

Mesic Napolitano

 

 

 

 

 

D'Alema convoca l'ambasciatore croato dopo l'attacco a Napolitano

Il ministro degli Esteri D'Alema ha convocato , alla Farnesina, l'ambasciatore croato Vidosevic. E' quanto si apprende da fonti del ministero. Il vicepremier intende protestare per le dichiarazioni del presidente croato Stipe Mesic, che ha definito "razziste" le parole pronunciate dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, sulle foibe.

12 febbraio 2007

 

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