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8.3.06 IRAQ: I SOLDATI USA FILMAVANO LE STRAGI
 
ANCHE ITALIANI FRA I TORTURATORI 22.2.06
 
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BRUTALITA' DEI MILITARI USA SULLE DONNE IRACHENE  9.04
 
USA AL DI SOPRA DELLA LEGGE?
 
L CASO DI Lynndie England
 
Kofi Annan: ''Rispettare il diritto internazionale'' 9.2004
 
il mistero delle detenute fantasma
 
Il genocidio del Ruanda ricordato da Romeo Dallaire

CONSIGLIO D'EUROPA  28.7.08:

"In Italia violati i diritti umani"
Il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa Thomas Hammarberg: ''Le misure attuate in Italia non tengono conto dei diritti umani e dei principi umanitari e potrebbero fomentare altri episodi xenofobi''

UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA

La foto dei corpi delle bambine rom, morte in Campania per annegamento e riverse sulla spiaggia tra l'indifferenza dei bagnanti, sta facendo il giro del mondo, su tutte le principali testate giornalistiche mondiali! VERGOGNA!   24.7.2008

Stronzi d'Italia

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BRUTALITA' DEI MILITARI USA SULLE DONNE IRACHENE ("la Repubblica"19.9.04)

 

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martedì 21 settembre 2004 18.44
 Kofi Annan: ''Rispettare il diritto internazionale''
17.37: Un appello al rispetto del diritto internazionale calpestato in tutto il mondo è stato lanciato da Kofi Annan all'apertura dell'assemblea generale dell'Onu. "Gli abusi commessi nel carcere di Abu Ghraib ne sono un esempio" ha detto, "nessuno può ritenersi al di sopra della legge"."Gli Stati Uniti", ha replicato Bush nel suo intervento al Palazzo di Vetro, "sono impegnati per la libertà di ogni essere umano". "I dittatori scelgono la violenza"- ha aggiunto il presidente americano - "i paesi liberi risolvono le dispute in pace".
 

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il mistero delle detenute fantasma
 

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IL CASO DI LYNNDIE ENGLAND

Lynndie England, la soldatessa americana protagonista dello scandalo delle torture a Abu Ghraib, finirà a gennaio davanti alla Corte marziale. Rischia sino a 38 anni di carcere. È diventata famosa come la soldatessa che tiene al guinzaglio un iracheno nudo in una delle foto di Abu Ghraib che hanno fatto il giro del mondo.
Centomovimenti News - 1.5.05
Ha deciso di dichiararsi colpevole - almeno per sette dei nove capi d'imputazione che pendono sulla sua testa - la soldatessa americana Lynndie England, divenuta tristemente celebre perchè immortalata in una fotografia mentre tiene al guinzaglio un ...

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ANCHE ITALIANI FRA I TORTURATORI di Abu Ghraib
Roma, 22 febbraio 2006
Abu Ghraib: interrogati da italiani
Le immagini sono tratte dal sito www.salon.com che ha pubblicato immagini sulle torture nel carcere di Abu Ghraib

Dichiarazioni dell'uomo incappucciato

Il prigioniero incappucciato, con le braccia legate ai fili della corrente, tra le foto-simbolo delle violenze da parte dei carcerieri americani nel famigerato penitenziario di Abu Ghraib, alle porte di Baghdad, si chiama Ali Shalal el Kaissi e ha 42 anni. L'uomo, un'autorità amministrativa e religiosa, ha dichiarato di aver saputo che a condurre gli interrogatori c'erano anche contractors italiani ingaggiati da ditte americane.

Al Kaissi era studioso e insegnante di religione, arrestato nell'ottobre del 2003 a Baghdad con l'accusa di far parte della guerriglia. Dopo il rilascio denunciò le torture subite alle autorità irachene, ma nessuno gli credette poiché le foto dell'orrore non erano state ancora pubblicate.

L'ex detenuto ha rivelato alcuni interessanti particolari in un'intervista al giornalista Stefano Ranucci di Rai News 24, che ha raccolto le sue dichiarazioni mentre seguiva un corso per "Non violent action for Iraqi", tenuto da alcune Ong europee a Baghdad, e dove ha fondato l'Associazione delle vittime delle prigioni americane.

Ad Abu Ghraib, al Kaissi era stato soprannominato "Clawnman", l'uomo uncino, per una profonda ferita alla mano. "Prima di essere arrestato - ha raccontato - avevo subito un'operazione chirurgica alla mano. Ma quando sono entrato in prigione, gli americani hanno usato questa ferita come strumento di pressione. Mi dicevano: "Se collabori ti possiamo aiutare a far tornare la mano come prima con un intervento chirurgico, invece la mia mano è stata schiacciata".

"Dopo 15 giorni - ha ricordato - mi hanno tolto dalla cella, mi hanno messo una coperta con dei buchi, come se fosse un vestito tradizionale arabo. Mi hanno legato con del filo elettrico e messo su una scatola di cartone. Poi mi hanno detto che mi avrebbero elettrizzato se non avessi collaborato. Per tre giorni mi hanno colpito con scosse elettriche. La persona che mi torturava parlava la lingua araba molto bene. Si è presentato con una musica in sottofondo, 'By the rivers of Babylon', mi diceva che aveva già lavorato a Gaza e che aveva fatto parlare molte persone".

"Ogni volta che usavano gli elettrodi sentivo gli occhi che fuoriuscivano dalle orbite. Una scossa è stata talmente forte che mi sono morso la lingua e ho cominciato a sanguinare. Sono quasi svenuto. Hanno chiamato un dottore, che mi ha aperto la bocca con gli stivali, ha visto che il sangue non proveniva dallo stomaco ma dalla lingua e ha detto 'continuate pure'".

Al Kaisi sarebbe dovuto venire in Italia a raccontare la sua storia, ma gli è stato negato il visto.

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Il genocidio del Ruanda ricordato da Romeo Dallaire

Romeo Dallaire, comandante canadese, nel 1994, della missione ONU in Africa, ha vissuto in prima persona il genocidio perpetrato in Ruanda.

“Ci vollero appena 100 giorni per massacrare 1 milione di uomini: sette persone al minuto venivano trucidate a colpi di macete. La guerra etnica tra gli Hutu e i Tutsi divampò senza trovare nella politica della comunità internazionale un serio ostacolo. La popolazione Tutsi venne decimata".

Il generale non nasconde le responsabilità dei paesi occidentali nel genocidio rwandese, accusando principalmente gli Stati Uniti e la Francia di essersi disinteressate completamente dell'aspetto umanitario per proteggere i loro interessi particolari.

"Fino che non ci si occuperà seriamente dei problemi reali che affliggono le nazioni del terzo e quarto mondo, la povertà, la fame, l'istruzione, la rabbia di questi popoli genererà sempre nuove guerre e terrorismi. Prendiamo l'Iraq come esempio prosegue Dallaire -, gli Stati Uniti agiscono in quel paese per proteggere interessi strategici, creando con la loro presenza in quella zona una sorta di accerchiamento verso il suo principale competitor: la Cina. Anche il controllo degli immensi giacimenti di petrolio spingono gli americani a mantenere la loro presenza in quella zona. Ma chi si occupa seriamente degli iracheni, chi ha a cuore la dimensione umanitaria?".

(Fonte  http://redazione.romaone.it/  ) 

 

7MILA FUGGONO IN BURUNDI DA TRIBUNALI VILLAGGI

(AGI/REUTERS) - Ginevra, 10 mag.2005 - Il genocidio nel Ruanda provoca ancora, dopo nove anni, tensioni e rancori in grado di alimentare vendette e nuovi massacri. L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha espresso "preoccupazione" per il destino di circa settemila ruandesi che nelle ultime settimane sono riparati nel vicino Burundi. A spingerli verso il confine sarebbero state le minacce di vendette nei loro confronti provenienti dai "gacaca", i tribunali dei villaggi che giudicano i sospettati del'eccidio del 1994 nel quale morirono, per mano di estremisti hutu, 800mila tra tutsi e hutu moderati.
   Per l'agenzia dell'Onu queste persone in fuga sono, per il momento, richiedenti asilo. "La questione e' particolarmente complessa.
   Queste persone sono state coinvolte nel genocidio? Sono state minacciate o ricattate? Al momento si tratta di richiedenti asilo e, come tali, stanno usufruendo di assistenza umanitaria", ha spiegato la portavoce dell'Unhcr, Jennifer Pagonis. Sono oltre 80mila i sospettati di genocidio che si trovano in prigione. Circa 1.800 richiedenti asilo sono stati trasferiti nel Burundi. Altri 5mila si trovano al confine in attesa che le Nazioni Unite trovino loro una destinazione sicura. (AGI) Fab/Cis

 

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QUESTI MOSTRI VIVONO FRA NOI


IL turpe TRAFFICO DI ANIMALI-clicca

 

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IL MASSACRO DEGLI INNOCENTI

 

Ossezia(Russia) clic Sudan (clic) Burundi(clic).  DARFUR DIMENTICATO
GLI INTERESSI ECONOMICI DELL'ITALIA IN IRAQ 14.5.05
Iran (la condizione femminile)

Amnesty: brutalità dei soldati USA sulle donne irachene: Annan,nessuno al di sopra della legge
K.Annan raggiunto limite saturazione-Il responso del “notaio del mondo” va considerato definitivo

BRAVO KOFI! I popoli sono con te!-ai

FATWA E MUFTI per i giornalisti francesi rapiti

Ciampi:''Arrestare il ciclo perverso della violenza''

Prodi: impossibile dialogo con USA

Al Sistani e al-Sadr: due diverse visioni dell’Iraq (Asia news) 27.8     -Il commento di E. Scalfari-

Intervista a Massimo Cacciari «Il governo ci ha venduti agli Usa»          
ITALIA CENSURATA PER DISUMANITA' 14.4.05

 

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Da il Trentino 6.7.2004 - BRUXELLES. GLI ORRORI DELLE ARDENNE Una coppia diabolica che aveva studiato tattiche ben precise per attirare piccole vittime destinate ad essere violentate e uccise dal mostro delle Ardenne: è questo il quadro che emerge sempre più chiaramente dalle indagini sugli agghiaccianti crimini commessi tra il 1987 e il 2001 dal guardaboschi francese 62enne, Michel Fourniret, con la complicità della moglie, Monique Olivier, 55 anni. Nell’inchiesta si fanno sempre più centrali le responsabilità della donna, che inizialmente sembrava avere un ruolo passivo e sottomesso davanti alla violenza del marito, tanto da affermare che «era stata intrappolata in un ingranaggio infernale».
 Dalle ricostruzioni appare infatti come una complice attiva, capace perfino di far ricorso al proprio figlioletto di un anno per attirare in macchina una bambina di dodici anni (la belga Elisabeth Brichet) con la scusa di farsi accompagnare al più vicino ospedale per soccorrere il neonato.
 La piccola Elisabeth è stata poi violentata e strangolata da Fourniret sotto gli occhi della moglie, prima di essere seppellita con una ruspa sotto tre metri di terra nella tenuta del castello degli orrori di Sautou, nelle Ardenne, al confine tra Francia e Belgio, dove il corpo è stato rinvenuto sabato, insieme a quello della 22enne francese Jeanne-Marie Desramault.
 Gli investigatori belgi e francesi stanno intanto cercando di ricostruire l’attività della coppia non solo negli anni in cui sono stati commessi i nove omicidi confessati da Fourniret (fine anni’80 e inizi del 2000), ma anche nel decennio 1990-2000, nel quale il guardaboschi ha indicato di non aver commesso crimini: un’ipotesi alla quale, affermano gli inquirenti, «purtroppo credono in pochi». L’ombra del killer pedofilo delle Ardenne potrebbe allungarsi infatti su circa trenta casi di omicidi e sparizioni rimasti irrisolti negli ultimi decenni in Francia e in Belgio. Sul versante delle indagini basate sulle confessioni della coppia, gli inquirenti belge e francesi stanno procedendo intanto all’ esame del caso più controverso: l’assassinio di una ragazza alla pari che la coppia aveva preso in casa nel 1993.
 

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CANADA, MIGLIAIA DI FOCHE MASSACRATE IN NOME DELLA MODA
31 Marzo 2005|15:02 | APCOM

Ottawa, 31 mar. (Apcom) - Galvanizzati dai prezzi di nuovo in ascesa dopo la scarsa domanda degli ultimi anni, 1500 cacciatori con cento barche si sono ritrovati nel Golfo di San Lawrence per catturare e uccidere migliaia di cuccioli di foca. Il rituale è iniziato martedì a largo delle isole Magdalene e andrà avanti per le prossime sei settimane nell'area conosciuta come il "Fronte". Ieri il cattivo tempo ha impedito le operazioni, che dovrebbero riprendere oggi con regolarità. Al termine della più brutale e sanguinosa battuta di caccia dagli anni Settanta, si conteranno oltre 300 mila esemplari morti. Lo scorso anno, il giro d'affari fu di sette milioni di dollari, ma quest'anno le stime prevedono profitti maggiori. Una pelle di foca può arrivare a costare trenta dollari.

Le immagini che provengono dal luogo del massacro e le testimonianze dei presenti hanno messo in seria discussione la credibilità del Canada. Uno dei presenti, Paul Watson, ha raccontato di carcasse abbandonate sui ghiacci: " E' stata una carneficina, i cuccioli di foca erano indifesi, alcuni erano di poche settimane. Non potevano nuotare né fuggire. Non avevano alcuna speranza di salvarsi". L'eccidio ha scatenato le proteste dei movimenti ambientalisti che hanno invocato un boicottaggio dei prodotti canadesi.

Le critiche si concentrano sull'utilizzo dell'uncino adoperato per trapassare il cranio dei cuccioli di foca. Secondo le associazioni ambientaliste, tale metodo procura agli animali atroci sofferenze. Le accuse non si fermano qui. Rebecca Aldworth, un'ambientalista, ha giurato di aver visto cuccioli di foca ancora vivi dopo che era stata tolto loro la tanto preziosa pelle: "Ho visto foche ammassate che si muovevano e respiravano in uno stato di semi-incoscienza". Il governo canadese ha spiegato come l'operazione, costantemente monitorata, porterà milioni di dollari alle locali comunità degli indigeni poveri e non provocherà danni all'ecosistema. Diversi membri dell'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno però imposto un bando sugli acquisti di prodotti ottenuti dalle foche.

Fonte: LAV - Lega Anti Vivisezione by Unimondo.org13 maggio 2005

Si è chiusa con alcuni giorni di anticipo la caccia alle foche in Canada (Golfo di San Lorenzo): la quota triennale fissata dal Governo canadese in 975.000 cuccioli di foca da uccidere nel 2003-2005 è stata ampiamente raggiunta.

L'Italia è il secondo maggiore Paese europeo coinvolto nel commercio di prodotti di foca dopo la Danimarca: lo denuncia la LAV che, con un una petizione popolare, ha raccolto circa 100 mila firme per chiedere al Governo italiano di vietare per legge ogni forma di commercio di pelli, pellicce e derivati di foca.
Gli Stati che finora hanno assunto ufficialmente una posizione contraria al commercio di prodotti derivati da questi animali, sono gli Stati Uniti (hanno proibito, con il "Marine Mammal Act", l'importazione, l'esportazione, la vendita e il possesso di ogni prodotto derivante da mammiferi marini); il Belgio (ha deciso di stabilire un bando sull'importazione e la vendita di pelli di foca); la Gran Bretagna che ha espresso una condanna formale.
La Commissione Affari Esteri del Parlamento italiano ha già approvato due Risoluzioni che impegnano il nostro Governo a emanare norme di divieto al commercio di prodotti di foca."L'Italia in passato si è già schierata in favore degli animali emanando un'Ordinanza, trasformata in legge nel 2004, che ha vietato l'importazione e la commercializzazione delle pelli di cani e gatti. Ci auguriamo che ora il Governo italiano segua la scelta di civiltà già intrapresa in tema di pellicce di animali domestici, e segua l'esempio di paesi amici come gli Stati Uniti o il Belgio, ponendo fine a questo ingiustificato e riprovevole commercio" - conclude Sonny Richichi, presidente della LAV.

 

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NASSYRIA, MORIRE PER UN POZZO DI PETROLIO!

Eravamo in Irak per il petrolio?
Parlando di missione umanitaria, il governo ha mentito!

L'Eni, prima della guerra, avrebbe prenegoziato un accordo per lo sfruttamento delle risorse petrolifere della zona (2-3.5 miliardi di barili). Il governo, a suo tempo, negò. Ma oggi una inchiesta di Rai News 24 svela l'esistenza di un dossier del ministero delle Attività Produttive risalente al 21 febbraio del 2003 nel quale si sottolineavano – un mese prima dell'intervento angloamericano che scattò il 20 marzo di quell'anno – le «opportunità economiche» che in caso di guerra si offrivano all'Italia per sfruttare le ingenti risorse petrolifere irachene, indicando proprio Nassiriya quale «area in cui puntare». Cosa poi puntualmente avvenuta.
Fu lo stesso ministro degli Esteri Franco Frattini a notare, l'11 novembre 2004, che «il nostro impegno rappresentava un solido investimento...Ecco perché sarebbero morti i militari italiani.

 

ABBIAMO PUBBLICATO PER INTERO IL DOSSIER DEL MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE SOTTO IL GOVERNO DI SILVIO BERLUSCONI - NEL QUALE SI EVINCE CHE LA GUERRA IN IRAQ ERA STATA PROGRAMMATA SEI MESI PRIMA.

altro che medaglie d'oro - TG2 10 MINUTI DA LECCAPIEDI - monumenti dedicati ai caduti nella capitale ... CHI HA GOVERNATO L'ITALIA DOVREBBE VERGOGNARSI E CHI LA GOVERNA DOVREBBE INVECE DIRE COME SONO ANDATI EFFETTIVAMENTE I FATTI... tanto per dare dignita' e memoria ai famigliari delle vittime.

una ricerca indagine MORIRE PER UN PIENO - nel quale spieghiamo dettagliatamente che i nostri militari a NASSIRIYA sono stati inviati per proteggere un pozzo di petrolio dell'eni - E CHE HANNO PERSO LA VITA 19 RAGAZZI PER UN PIENO DI BENZINA... che la questione umanitaria non c'entra nulla - che l'ITALIA e' entrata in guerra per favorire losche operazioni americane e che AL ZARKAWI - l'uomo che organizzo' l'attentato a NASSIRIYA contro i nostri militari - voleva in realta' colpire l'ENI - terrorizzarla e mandarla via da quel luogo - e sul perche' tiriamo le nostre conclusioni. IN QUESTO LIBRO CAPIRETE CHE LA BARBARA CONTINI e' stata voluta dagli americani - che sono spariti tanti dollari - che la liberazione dei tre italiani era stata programmata - CHE CALIPARI E' STATO VOLUTAMENTE UCCISO - che ci sono state domande parlamentari alle quali nessuno ha mai dato risposta.

l'inchiesta e' di EMMEDI oramai firma nota del nostro sito internet.

poi sempre nel nuovo namir troverete gli articoli :

LA CORRUZIONE SISTEMATICA E LA FALSIFICAZIONE DELLA REALTA' di w.piccinonno CRITICHE AL SIGNORAGGIO ECONOMICO - di claudio CHI HA RELMENTE SCONFITTO GEORGE BUSH ? - di comitato iraq libero L'ESPROPRIO DEL TFR - di lucio garofalo CHI PAGA LE BASI AMERICANE IN ITALIA ? - di alfonso navarra LIBANO - INTERVISTA A SAMAH IDRISS - di francesco bertolucci BERLUSCONI CHIEDE 10 MILIONI DI EURO A ELIO VELTRI - di democraziaelegalita'
UN PUNTO DIVISTA SULLA PALESTINA ODIERNA - di conques DOPO LA SHOAH PARLIAMO ANCHE DELLA PULIZIA ETNICA DELLA PALESTINA di ismitalia IL PMLI E LE MAFIE DEL MEZZOGGIORNO - del pmli EOLICO BATTE IL NUCLEARE - di gianni donaudi GENOVA AD UN ANNO DALL'ATTENTATO CHIUDERE LA CASERMA DEGLI ORRORI - di enrica bartesaghi L'ITALIA FRA SORDI E VOLONTE' - di andreina de tomassi PUBBLICATE UNA PARTE DELLE FIRME CONTRO IL MACRO - GALLERIA DI ROMA.

.... e tanto ma tanto altro ancora ... cliccando sul sito sotto riportato e successivamente sulla copertina LIBERAKLEE

http://artenamir.interfree.it

 

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Afghanistan: Ancora abusi e torture da parte dei militari Usa
Domenica, 22 maggio

http://www.canisciolti.info/modules.php?name=News&file=article&sid=323

22 mag 15:22  Afghanistan: Onu condanna abusi Usa

KABUL - Dura condanna delle Nazioni Unite per gli abusi inflitti a due prigionieri nella base militare americana di Baagram, in Afghanistan. L'inviato speciale dell'Onu in Afghanistan, Jean Arnault, ha giudicato "totalmente inaccettabili" i metodi applicati nei confronti dei prigionieri, definendoli "un affronto a tutto cio' per cui la comunita' internazionale si batte nel paese". Arnault ha aggiunto che "la gravita' delle torture richiede la punizione dei coinvolti" , come richiesto dal presidente Karzai. (Agr)
(
http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id=%7B3B41A127-F105-4583-A453-D493D1951343%7D)

 

U.S.A. AL DI SOPRA DELLA LEGGE?

Il 'New York Times' ha rivelato oggi l'esistenza di un rapporto confidenziale dell'esercito Usa contenente dettagli di abusi diffusi sui detenuti afgani nel 2002, abusi comessi da soldati "giovani e male addestrati". Gli abusi, tra i quali la descrizione della morte di due carcerati nel centro di detenzione di Baghram, sono emersi dall'indagine, di quasi 2 mila pagine, condotta dalla sezione investigazioni criminali dell'esercito Usa.
Il rapporto, del quale il quotidiano americano ha ottenuto una copia, si incentra sulla morte di un tassista di 22 anni, Dilawar e di un altro detenuto, Abibullahh, deceduto sei giorni prima, nel dicembre 2002.
Secondo quanto riportato dal fascicolo, Dilawar fu incatenato per i polsi al soffitto della sua cella per alcuni giorni, durante i quali venne ripetutamente colpito alle gambe, prima di morire. I maltrattamenti denunciati variano dall'interrogatrice che camminava sul collo dei prigionieri, ai calci negli organi genitali, all'obbligare un detenuto a baciare gli stivali di coloro che lo interrogavano.Ad un prigioniero vennero fatti raccogliere dei tappi di plastica immersi in una miscela di acqua ed escrementi. A seguito del rapporto, potrebbero finire sotto processo 27 persone per il caso di Dilawar e 15 per quello di Habibullah.

Il presidente afgano Hamid Karzai ha chiesto agli Stati Uniti il trasferimento di tutti i detenuti di nazionalità afgana alle strutture carcerarie amministrate dal governo. "Chiediamo la loro consegna, sia che si trovino a Bagram che a Guantanamo", ha dichiarato Karzai in partenza per gli Stati Uniti.

Attualmente nel carcere di Guantanamo, sull'isola di Cuba, si trovano 500 detenuti di nazionalità afgana. Bush e Karzai si incontreranno lunedì alla Casa Bianca, sull’onda delle violenze scoppiate in tutto il mondo musulmano dopo la notizia pubblicata da Newsweek (e poi ritrattata) di presunte abusi compiuti sul Corano dai secondini di Guantanamo. A rincarare la dose, il New York Times che ha rivelato appunto che due afghani detenuti nel carcere gestito dalle truppe Usa nella base di Bagram morirono nel 2002 per le torture inflitte da militari statunitensi.

Il sito del New York Times

Dall'agenzia Reuters: U.N. condemns reported U.S. abuse in Afghanistan

La situazione militare e politica in Afghanistan si fa sempre più grave. L’8 maggio una violenta battaglia tra talebani e forze Usa sulle montagne della provincia orientale di Laghman, distretto di Alishing, ha causato la morte di 2 marine Usa e di 23 guerriglieri talebani. La notte successiva l’aviazione Usa ha bombardato sospetti nascondigli talebani nella zona uccidendo almeno 8 civili, tra cui una donna e un bambino.

L’11 nella città di Jalalabad, 130 chilometri a est di Kabul, 4 ragazzi sono morti e decine sono stati feriti quando i soldati afgani hanno aperto il fuoco sulla folla che stava dando alle fiamme uffici governativi e di ong occidentali al grido di “Morte all’America”, “Morte a Bush”. A scatenare la protesta (organizzata dai fondamentalisti antiamericani) la notizia che nella prigione Usa di Guantanamo le guardie statunitensi hanno dissacrato il Corano gettandolo nelle tazze dei gabinetti.

Il 12 le proteste sono proseguite estendendosi ad altre città afgane (compresa Kabul) e a Jalalabad altri 3 manifestanti sono stati uccisi dai soldati.

 

 

NUOVO VIDEO INCRIMINA SOLDATI USA 1.6.2006

il premier iracheno Nouri al Maliki ha condannato la violenza Usa contri i civili, divenuta un "fenomeno quotidiano", annunciando l'apertura di un'inchiesta parallela a quella Usa sui fatti di Haditha.
Stando a quanto denunciato a marzo dal 'Time', gli iracheni sarebbero stati uccisi dai marines nel corso di una retata ordinata dopo la morte di un loro commilitone. I militari avrebbero aperto il fuoco contro cinque uomini a bordo di un taxi e contro le persone trovate all'interno di due abitazioni, tra cui donne a bambini.

Guarda il video della Bbc

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