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MORTE DI BALDONI, QUALCOSA NON QUADRAVA ALLORA... E CONTINUA A NON QUADRARE ADESSO.

"Secondo il racconto del capogruppo Faina e secondo le testimonianze video dei giornalisti spagnoli "Baldoni voleva raccontare il genocidio e per questo sarebbe stato ucciso, da bande prezzolate al soldo degli occupanti. Un documento - ha concluso Faina - che potrebbe aiutare la magistratura italiana che si occupa del caso Baldoni" Questa affermazione veniva rilasciata ancora nel mese di giugno, quando non era  trapelata la notizia che a Falluya fossero state effettivamente impiegate armi chimiche, e veniva pubblicata su "uruknet.info"

Alla luce delle recenti rivelazioni per cui risulta ormai assodato che a Falluya l'esercito ha usato in modo non convenzionale il "fosforo bianco"("La nuova ecologia.it"), non, come dovrebbe essere, per illuminare le postazioni nemiche, ma sulla città, indiscriminatamente, appare non più peregrina o fantasiosa l'ipotesi che Baldoni fosse in effetti venuto a conoscenza di una verità scomoda e per questo sarebbe stato assassinato.

Non dimentichiamo che sin dal momento del tragico epilogo parecchi dubbi erano stati avanzati su tempi luoghi, modalità e motivazioni dell'esecuzione; nonchè sulla tiepidezza del Governo italiano nell'adoperarsi per il rilascio di Baldoni. Anzi, quando Al Jazeera diffuse il video dell'ultimatum, il giornale di Feltri, Libero, aveva persino ipotizzato che il sequestro potesse in realtà essere una messinscena.
"Il volto del prigioniero non rivela contrazioni inevitabili per chi si trovi sull'orlo dell'abisso - si leggeva in un articolo - non appaiono intorno all'italiano uomini armati e mascherati. Potrebbe essere una recita". E ancora, in un altro corsivo: "Baldoni appare straordinariamente rilassato. Come se avesse un asso nella manica. Lo sappiamo su che cosa conta: sulle proprie idee. In fondo, è un loro simpatizzante. Perché dovrebbero fargli del male?". "Colpo in testa a Baldoni - titolava Libero il giorno dopo l'omicidio - i rapitori non hanno esitato a sparargli anche se era amico loro e antiberlusconiano".

(UN documento video sulla strage di Falluya)

.Riportiamo di seguito il giudizio di Bruno Ballardini, un vecchio amico di Baldoni, dal titolo emblematico: "Morte di Baldoni, qualcosa non quadra". Alla luce delle recenti rivelazioni sull'eccidio di Falluya quel titolo è più che mai d'attualità. (A.I.)

 

 

I centoventi giorni a Baghdad di un reporter che ha saputo guardare l’Iraq con occhi non consueti e colmi di umanità. Un viaggio accompagnato da quanti hanno seguito nel suo blog i suoi racconti di guerra.
Il reporter si lascia poi guidare dai ricordi: i viaggi in Somalia e in Afghanistan, i volti visti e conosciuti. Le storie ascoltate e vissute. Le immagini di viaggio.
E l’omaggio agli altri giornalisti che come lui hanno scelto di rischiare la vita per raccontare la verità. E nel rischio hanno trovato la perdita. Ilaria Alpi. Gli ultimi giorni dell’amico Enzo Baldoni.

Pino Scaccia, inviato speciale del Tg1. Ha seguito i più importanti avvenimenti degli ultimi vent’anni: dalla prima guerra del Golfo al conflitto serbo-croato, dalla disgregazione dell'ex Unione Sovietica alla crisi in Afghanistan, fino al difficile dopoguerra in Iraq dove e’ stato per quattro volte. Oltre a numerosi reportage in tutto il mondo (è stato il primo giornalista occidentale ad entrare nella centrale di Chernobyl dopo il disastro e a scoprire per primo i resti di Che Guevara in Bolivia), si è occupato spesso di cronaca con particolare riferimento a mafia, terrorismo e sequestri di persona, oltre a terremoti e disastri naturali. Ha vinto fra gli altri il premio cronista dell'anno per lo scoop su Farouk e il premio speciale Ilaria Alpi per i racconti di guerra. Ha pubblicato tre libri: "Armir, sulle tracce di un esercito perduto", "Sequestro di persona" e "Kabul, la città che non c'è". Da anni è molto attivo anche sul web nel suo blog La Torre di Babele

 

 

Dal sito :
> http://francescolauria.blog.tiscali.it
> Morte di Baldoni : qualcosa non quadra...
> postato da Reporter Associati
> Venerdi 27 Agosto 2004 ore 22:14:03
> "Sono un vecchio amico di Enzo Baldoni, e in questa
> storia c'è qualcosa che non quadra..."
> di Bruno Ballardini 27 Aug 2004
> Riceviamo e immediatamente pubblichiamo
> "Sono un vecchio amico di Enzo Baldoni ed ho seguito > tutto quello che è accaduto dall'inizio tenendo anche > contatti con osservatori di Londra e medici iracheni.
> Vorrei dare un minuscolo e invisibile contributo alla
> ricostruzione dei fatti, nella speranza che per il mio
> amico Enzo venga ristabilita un po' di verità. Quello > che colpisce è come mai la stampa italiana non sia in
> grado di fare giornalismo investigativo e collegare
> indizi peraltro già esistenti. Posso capire Pino
> Scaccia della RAI, con cui ho avuto diversi scambi,
> che, trovandosi sul posto non può andare oltre alle
> considerazioni concesse a qualsiasi giornalista
> "embedded". Ma voi potete fare senz'altro di più.
> Faccio un esempio:
> Su La Repubblica del 25 agosto uscì la notizia: "ROMA
> - Baldoni potrebbe essere nelle mani degli ex servizi
> segreti di Saddam. Lo sostiene l'intelligence italiana
> che sta lavorando per la liberazione del freelance
> rapito in Iraq. Secondo una fonte qualificata, la
> priorità è in questo momento trovare il canale giusto
> per 'interloquire' con il gruppo di sequestratori
> formato "almeno in parte" da uomini degli ex servizi o  comunque dai fedelissimi del raìs di Bagdad".
> Mentre già dal 18 agosto Enzo scriveva sul suo Blog:
> "In macchina con noi c'è anche Salah, il braccio
> destro di Beppe, un iracheno dal volto mefistofelico
> che è stato maggiore nell'aeronautica e che rimpiange > Saddam. Mi chiedo se è con noi per aiutarci o per > controllarci. Chi lo sa. Ma così è l'Irak: è difficile > sapere chi è davvero chi hai di fianco. In uno dei due
> camion c'è un alto esponente dell'Esercito del Mahdi
> (gli uomini di Mouktada As Sadr) che è la nostra
> assicurazione sulla vita. L'unica cosa che ci fa
> davvero paura sono gli americani".
> (http://bloghdad.splinder.com
> Lo sceicco Hassan al Atharii, portavoce di Sadr a Sadr
> City ha chiarito subito che la resistenza non aveva
> nessuna notizia di Baldoni. E allora chi poteva essere
> stato, in un'area dove TUTTO è sotto il controllo
> della resistenza da una parte o degli americani
> dall'altra?
> A questo punto occorrerebbe chiedersi da dove spuntano
> gli "ex di Saddam". E' possibile che nessuno sappia
> per chi lavorino gli ex di Saddam? E se fossero loro a
> fare del lavoro sporco per conto degli americani? E'
> possibile che nessuno si chieda che fine ha fatto
> Salah? E che cosa ci racconterebbe oggi?.
> Che cosa sa Beppe De Sanctis, della Croce Rossa, che
> era presente ed è stato immediatamente richiamato a
> Roma da Scelli?
> Perché non ponete questi quesiti per una volta in un
> articolo, anche se non avete voglia di indagare fino
> in fondo? Siete voi che dovreste farlo. Il mio amico
> Enzo, un po' per ingenuità un po' per caso, si è
> ritrovato così a fare la stessa fine di Ilaria Alpi.
> Suo malgrado.
> Aveva dichiarato forse un po' incautamente, di voler
> intervistare Moqtada Al Sadr e questo non poteva
> essere permesso dagli americani che, oltre a voler
> portare a termine un'operazione su cui vigeva il più
> totale top secret e quindi non volevano testimoni
> scomodi in zona, non potevano permettere comunque che
> venisse fornito un canale mediatico alla resistenza.
> Non credo assolutamente alla versione dolciastra di
> Pino Scaccia, che inizia e finisce con i "ladroni" che
> fanno business nella zona rivendendo i rapiti ai
> "gruppi terroristici".
> Spero che qualcuno continui a farsi domande. Per
> qualche tempo ancora. Prima che il caso venga
> archiviato e non offra più nessun interesse perché
> "non è più d'attualità", o, peggio, prevalgano le
> versioni "embedded". > Bruno Ballardini
 

11 giugno - BALDONI: IPOTESI SU MORTE, SAPEVA DEL GENOCIDIO DI FALLUYA FRATELLO SANDRO IN SILENZIO STAMPA

Spoletonline

"Nessun commento, nulla da dire se non che da questo momento in poi non parlerò più con i giornalisti". Così Sandro Baldoni, uno dei fratelli di Enzo, il giornalista de 'Il Diariò rapito e ucciso in Iraq il 26 agosto dell'anno scorso. Baldoni si è detto stupito di come alcuni giornalisti "abbiano travisato una mia mezza parola" sull'arrivo in Italia dei presunti resti del corpo di Enzo che saranno sottoposti prossimamente all'esame del dna. "Per questo motivo - ha detto Sandro Baldoni - non rilascerò più dichiarazioni ai giornalisti".Mentre cala il silenzio stampa della famiglia Baldoni ,dalle agenzie una notizia relativa alla vicenda del freelance umbro.
"A Cuba alla conferenza internazionale sul terrorismo, sono stati proiettati dalla televisione cubana dei filmati girati da alcuni giornalisti spagnoli, nei quali con tanto di testimonianze, viene attribuita la morte di Enzo Baldoni (il giornalista freelance italiano de Il Diario) al fatto che si era pericolosamente avvicinato alla verità sul genocidio di Falluya: la città teatro del più grande scontro tra le forze di occupazione e la resistenza irachena". Lo ha detto in una intervista, il consigliere comunale del PSDI Fabio Faina, capogruppo al comune di Perugia per il suo partito, che è stato tra i pochissimi italiani in totale 16, invitati alla conferenza internazionale sul terrorismo mondiale tenutasi a Cuba l'1-2 giugno scorso. La notizia è stata pubblicata da "Settegiorni Umbria" diretto da Bruno Brunori, settimanale del venerdi', dell'editore Luigi Piccoli già fondatore del Giornale dell'Umbria e di altri media locali, "una ipotesi ulteriore" come è stata definita dal capogruppo del PCDI che era stato invitato a Cuba per la sua interpellanza, tra le prime a livello nazionale su Luis Posada Carilles, autore di attentati terroristici in chiave anti-castrista, dove morì anche il genovese Fabio Di Celmo. Secondo il racconto del capogruppo Faina e secondo le testimonianze video dei giornalisti spagnoli "Baldoni voleva raccontare il genocidio e per questo sarebbe stato ucciso, da bande prezzolate al soldo degli occupanti. Un documento - ha concluso Faina - che potrebbe aiutare la magistratura italiana che si occupa del caso Baldoni".