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Era il mio amore...
21/11/2006
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)  
Per le sue labbra ricusai il mio stato, ma lei era il mio amore.

Gli occhi profondi e la pelle di raso.

Di giorno vendeva il suo corpo senza sporcarsi.


Di notte mi donava i suoi fianchi sui quali scoprivo me stesso.

Siamo stati felici alla casa del cedro!

La morte mi colse addosso al suo pube.

Denigratori dalla lingua rapace!

Se aveste saputo guardare il candore di quelle lenzuola


il perbenismo che vi imprigiona l’anima forse si sarebbe dissolto.

Adesso lei vende il suo corpo in un’altra città.

Ma di notte la sua pelle di raso è ancora me che ricerca.

I RACCONTI DI
L. MARINO clicca

 

   

Se le parole...
20/11/2006
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)

 Se le parole fossero note

sul pentagramma comporrei dei versi

che un tappeto di violini suonerebbe in sottofondo

mentre

la voce di un oboe soave

canterebbe dell’incanto

e delle meraviglie

del mondo nuovo che mi muove dentro…

Ti amo

come il sole la sua luce

gli uccelli la loro aria

il piano i suoi accordi sussurranti…

Dei corni il contrappunto

alla melodia che cresce nella gioia

di un  sentire puro

primitivo

tra l’armonia pastosa degli ottoni

che ricolma il silenzio dei giorni tediosi.

   

Se avessi...
14/11/2006
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)  
Se avessi ancora tempo non resterei in questo luogo

cimitero di giorni consumati dall’inedia

e dall’angoscia di dover essere vivo…
 

Se avessi ancora tempo non mi crogiolerei nei ricordi di un viaggio mai intrapreso

di un amore mai sbocciato

di un volo mai spiccato…
 

Brandelli di coscienza  taglienti come lame affiorano dal buio…
 

Ma la Sorte non fa sconti ed io non ho avuto occhi per vedere

né orecchie per sentire

né parole per pregare…


Se avessi ancora tempo forse brucerei le mie paure gettandomi nel fuoco

e come cenere mi disperderei nel vento  

per diventare della natura un solo palpito.

 
Polvere bianca
20/07/2004
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)
Ti ho aspettata
19/07/2004
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)

 

Liquida notte di pioggia,
nel bagliore del lampo
vedo un viso scarno e contratto:
sono io,
quando provo a fuggire
dalle mie ossessioni,
da un rosario di giorni
che si susseguono uguali.

Mi protendo allo spasimo,
ricerco un tragitto diverso
ma non reggo allo sforzo,
ed ancora ricado
nella mia anima afflitta.

Torno a nascondermi dentro me stesso,
non ascolto nessuno,
nessuno mi ascolta,
e per bloccare la paura
che d’improvviso mi assale
invoco l’aiuto di una polvere bianca,
la quale mi accoglie nel suo grembo soave
dove sogno di vivere senza dolore.
Come un bimbo la gioia di un sorriso,
mentre il sole incendiava di colori la campagna
e la pioggia frantumava il profilo delle cose,
ti ho aspettata.

Come i ladri aspettano la notte,
tra gli sguardi distratti della gente
e l’incauto stridore dei binari,
ti ho aspettata.

Come i tasti le dita del pianista,
in questa casa antica come il tempo
sotto gli occhi insoddisfatti di mia madre,
ti ho aspettata.

Come un sogno un po’ di realtà,
mentre il vino bagnava la mia gola
e la notte scivolava sopra un fiume di parole,
ti ho aspettata

 

   

A Brio
21/07/2004
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)

Implosione
22/07/2004
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)

Cantano i cuori
ineffabile
Amore prende a volteggiare
e non so dove mai potrà arrivare
anche se i baci che stanotte sentivo frusciare
lambivano il cielo.
Decrepito, implodo.
Pulviscolo d’anima
si disperde
nell’aria.
     
Disarmonia...
12/09/2004
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)
Luna
27/07/2004
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)
 
Disarmonia
di giorni furibondi
che attraverso
con l’anima
dentro una busta.
Luna
Fioco riflesso di luce
Come inutile seme disperso
Senza virgulto di vita
 
     
Avanti così...
02/06/2004
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)
Acquarello.
02/09/2004
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)
 
Il giorno ha perso
la sua luce
giocando col tempo della vita.
Forse è servito solo ad invecchiare
un'età già vecchia.
Cosa potremmo dire?
O fare?
Andiamo avanti così,
semplicemente,
prendendo un bagno caldo
la domenica mattina,
ascoltando un violinista nomade
suonare lungo il viale,
annaffiando il vaso di gerani
sopra il davanzale;
e riponendo in uno scrigno
foto, ricordi, appunti,
ciarpame che non vogliamo buttare via...

Si va avanti così,
sempre,
senza disertare.
Ali di farfalle fremono su petali rosa.

Dell’amore
l’estasi in tele viventi.

Nell’armonia
si cela un inganno:
i petali cadranno
le ali si strapperanno
i colori sbiadiranno
nel grigiore d’inverno.

Ma Natura non dipinge la morte.

Ed io pervaso e felice
m’abbandono alla vista
e alle carezze dell’erba
per un istante di pace.
 
     
Mattino d’autunno
19/10/2005
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)
Il pettirosso
21/07/2005
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)
 
Un timido sole
accarezza
foglie ingiallite
cadute
sui capelli arruffati
dai sogni disciolti
nel caffè della moka
che col mattino sorseggi
quietata
senza il ronzio
del mio amore incapace.
Dalle mie mani
vola un pettirosso
Con sé porta via un sorriso
un germoglio appassito
un figlio mai nato

Chissà dove andrai
pettirosso-bambino?

Ma se tornerai dal tuo nido più alto
laveremo la terra
puliremo i colori
e scioglieremo il dolore
al tuo cinguettio.
 
     
Non è il vento...
19/07/2005
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)
Il senso imperfetto
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)
 
Non è il vento
che scuote la mia schiena
quando cammino
lungo il filo di ore svogliate
unte di caldo e di zanzare.

Non è il vento
che incupisce i palpiti nel mio petto
quando l’acqua
con la barba del mattino
non basta a trascinare nello scarico
i cocci di un sogno frantumato.

Non è il vento
che smuove le mie viscere
quando cerco nel fondo oscuro dei miei occhi
il senso del mio essere presente
passo dopo passo
in questo viaggio senza prospettive.

Non è il vento
che increspa la mia voce
quando guardo le mie mani
consumarsi all'ombra di una pace
angosciosa.
Il senso imperfetto
dell’amore
mi condanna
Sul filo di lama
i miei sogni imbolsiti
Mi cadono gli occhi
Da terra non ho
prospettive
Si chiude lo scrigno
non riesco a scappare
Rimango nel buio
Batte
lo sento
Batte veloce
il mio cuore di cane
Adesso lo vedo
ne distinguo la forma
le ritmiche scosse
E mi vedo partire
lasciare la tana
Ora sono lontano
Una falce di luna
attraversa la notte
Ho paura…
 
     
Soli
17/02/2006
di Lino Marino  (Invia un messaggio all'autore)
   
Deserto il tuo ventre
Sconfina
Nei miei sensi sfiniti
Dall'amore derisi.