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Fino a che punto una pièce teatrale possa
fondarsi sull'attesa di un assente è attestato da un capolavoro
contemporaneo come Aspettando Godot di Samuel Beckett. Ma già molti
secoli fa i tragediografi ateniesi sapevano far lievitare la tensione
drammatica ritardando ad arte il momento della comparsa in scena di un
eroe: essi creavano una situazione di sospensione e pericolo, che solo
con il suo arrivo poteva trovare uno scioglimento, e moltiplicavano
nelle battute degli altri personaggi i riferimenti a lui, con l'effetto
di rendere
quasi tangibile la sua mancanza. Così accade in opere quali Persiani,
Supplici e Agamennone di Eschilo, Trachinie ed Elettra di Sofocle,
Eraclidi, Andromaca ed Eracle di Euripide, dove l'attesa del personaggio
lontano innerva e sorregge l'intera trama, ed egli
risulta presente' nel testo proprio in virtù della sua assenza dallo
spazio scenico come suggerisce il titolo ossimorico del saggio, che
indaga tre diversi sviluppi del motivo in relazione al ruolo svolto
dall'eroe nei riguardi di chi lo aspetta: attesa del reduce, del
persecutore, del salvatore. I drammi assimilabili ad ogni tipologia sono
legati da un gioco di analogie e variazioni, in cui si esplica la
creatività degli autori, capaci di ricavare da uno stesso schema
soluzioni sempre nuove e originali in rapporto alla propria personale
elaborazione del mito. Lo studio del motivo della presenza assente
tramite un approccio che coniuga l'analisi testuale alla disamina degli
aspetti scenici, nel quadro di un'interpretazione complessiva delle
tragedie, diventa così una via d'accesso privilegiata al laboratorio di
Eschilo, Sofocle ed Euripide, che consente di far luce non solo sui
testi presi in esame, ma anche sulla tecnica drammaturgica degli autori
e sulla loro concezione del tragico.
SOMMARIO
Introduzione
PARTE PRIMA: L'ATTESA DEL REDUCE
I. Persiani
1. Spazio scenico e spazio extrascenico
2. La localizzazione di Serse nello spazio extrascenico
3. Il re e il suo popolo: un sodalizio spezzato
4. Un processo in contumacia
5. Il trionfo della morte
II. Agamennone
1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico
2. L'attesa sgomenta di un ritorno trionfale
2.1. Dai "Persiani" all'"Agamennone":
rovesciamenti e riprese
2.2. La progressione delle notizie su Agamennone e l'emergere delle
tensioni fra i personaggi in scena
2.3. La situazione ad Argo nel tempo dell'assenza di Agamennone
2.4. La scomparsa di Menelao
2.5. La valutazione dell'operato di Agamennone
III. Trachinie
1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico
2. La localizzazione di Eracle nello spazio extrascenico
3. Gli oracoli sul ritorno di Eracle
3.1. Le oscillazioni nella formulazione della profezia
3.2. La funzione drammaturgica dell'oracolo
3.3. L'oracolo frainteso e il problema gnoseologico
4. Il motivo della paura e del desiderio frustrato
PARTE SECONDA: L'ATTESA DEL PERSECUTORE
IV. Supplici
1. Spazio scenico e spazio extrascenico
2. L'attesa del persecutore come situazione tragica
3. Bestie feroci e prede impaurite
V. Eraclidi
1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico
2. La preparazione dell'ingresso di Euristeo
2.1. La longa manus del re di Argo
2.2. L'avvicinamento di Euristeo a Maratona
2.3. La sconfitta e la rotta di Euristeo
3. La metamorfosi di Euristeo
4. Il ribaltamento di una suppliant tragedy'
PARTE TERZA: L'ATTESA DEL SALVATORE
VI. Andromaca
1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico
2. Il Leitmotiv dell'assenza di Neottolemo
3. La struttura della tragedia e il ruolo della presenza assente'
3.1. La critica e la questione dell'unità: Neottolemo come garante
della coesione interna del dramma?
3.2 Tre tragedie in una: l'Andromaca come summa delle forme
dell'attesa tragica
4. L'Andromaca e le tragedie dell'attesa del salvatore:
trasformazione e superamento di un modulo consolidato
4.1. Lo sdoppiamento dei ruoli
4.2. Neottolemo e Peleo
5. La caratterizzazione del personaggio di Neottolemo
5.1. Andromaca, Neottolemo e la memoria di Ettore
5.2. Molto rumore per nulla: la vanificazione dell'oggetto del
contendere
5.3. Verso la dissoluzione del personaggio
VII. Eracle
1. La rappresentazione dello spazio
1.1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico
1.2. Spazio reale e spazio immaginario
2. Il salvatore in pericolo: all'intersezione fra due tipi di
presenza assente'
3. La preparazione di un ritorno inatteso: la presunta morte di Eracle
4. Areté e philía: le due anime dell'Eracle euripideo
5. Lico, l'anti-Eracle
5.1. Il bandito e il campione: due personaggi complementari
5.2. La rilettura critica del mito di Eracle e la funzione delle
calunnie di Lico
VIII. Elettra
1. Spazio scenico, extrascenico e retroscenico
2. L'inserimento dell'"Elettra" fra le tragedie del
salvatore
2.1. Mito di Oreste e presenza assente: la specificità della versione
sofoclea
2.2. Dal dramma del ritorno e della vendetta all'attesa del
salvatore'
3. Elettra in assenza di Oreste: le tappe di una passione
3.1. Il transito di Oreste sulla scena
3.2. L'attesa del ritorno di Oreste
3.3. Il dolore per la morte di Oreste
3.4. Elettra e l'urna di Oreste
4. Contaminazioni e anomalie nella costruzione dell'attesa del
salvatore'
5. La caratterizzazione del personaggio di Oreste
5.1. L'opinione di Elettra su Oreste: oscillazioni emotive e
adeguamento all'interlocutore
5.2. La vera natura di Oreste e l'assenza di sintonia con Elettra
Considerazioni conclusive
Riferimenti bibliografici
NICOLA STANCHI (Milano 1973) si è laureato in Letteratura greca
all'Università degli Studi di Milano con una tesi sulle
Argonautiche di Apollonio Rodio e nello stesso ateneo ha conseguito il
dottorato di ricerca in Filologia e letteratura del mondo classico.
Nell'ambito dei suoi studi sul teatro antico si è occupato anche
di ricezione omerica in Eschilo.
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