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LE RECENSIONI
Daniel Zimmermann - L'ALLIEVO (narrativa straniera)
Meridiano zero - 13,00 Euro - tr. F. Alba (distr. PDE)
www.letteratuur.it
Ogni sgarrafone e’ bello a mamma sua,
e per ogni figlio la mamma e’ bellissima, anche se e’ trasandata e
ha l’aspetto di una befana. Parte da questo presupposto Daniel
Zimmermann, autore dell’avvincente romanzo “L’allievo”, appena
pubblicato dall’editrice padovana Meridiano zero ed egregiamente
tradotto dal francese da Federica Alba, per raccontare il legame
diabolico che unisce madre e figlio, ambedue affetti da turbe
psichiche, incapaci di leggere la realta’ e dediti a comportamenti
assurdi, poco coerenti. Quando il piccolo Patrick va a scuola, e’
accolto da un maestro pietoso in una classe differenziale. La sua
bruttezza e’ impressionante, per certi versi il personaggio ricorda
il protagonista di “Profumo” di Suskind, e subito il lettore e’
portato a provare compassione per questo povero ragazzo perseguitato
dai compagni, tenuto alla larga da chiunque e soggetto alle violenze
di un padre ubriacone. Poco alla volta pero’ si comincia a dubitare,
e qui sta la bravura dell’autore, che costruisce la storia come un
giallo, anche se giallo non e’, non ostante ci sia un omicidio.
S’intuisce che le menti disturbate dei due protagonisti stanno
andando allo sbando. A nulla valgono le attenzioni educative del
maestro nella scuola sperimentale, non si trovano spiegazioni per i
comportamenti incongruenti di opposizione e remissione di Patrick,
soprannominato la scimmia, ne’ per le imprevedibili reazioni della
sua mammabefana. E intanto il ragazzo cresce e si sviluppa, grazie
al karate’ che il maestro insegna alla classe dei senzacervello
diviene un adolescente robusto e imbattibile, in preda a forti
spinte ormonali e desideri di accoppiamento favoriti dalla madre.
Il nucleo centrale di questo libro
che si legge tutto d’un fiato sta nelle pagine in cui l’autore butta
la’ qualche frase sibillina sulla verita’ dei fatti, che ciascuno
puo’ trasfigurare tramutando in leggenda i piccoli eventi quotidiani,
oppure, nel caso del giovane Patrick, credendo ciecamente alle
fandonie e alle messe in scena della madre, suo unico enorme oggetto
d’amore a scapito del povero papa’. Una storia piena di colpi di
scena, di suspence e impensabili nuove chiavi di lettura degli
stessi fatti. Si passa dalla comprensione al dubbio, dal sospetto
alla certezza di un rapporto edipico consumato appieno fino
all’estrema conseguenza dell’uccisione del padre da parte di
Patrick, si attraversano i territori dell’antipsichiatria selvaggia
praticata in Francia negli anni Settanta, fino a giungere a un
epilogo incredibile e tenero che in nome dell’amore riscatta
l’emarginazione e l’orrore.
Maurizia Rossella
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