|
|
«Quale sarà il prossimo film di Kubrick?» è stata per quasi
quarant'anni una delle domande più frequenti nel mondo del cinema. Che
Stanley Kubrick abbia mantenuto la propria leggenda così a lungo è sia
un tributo alle sue straordinarie capacità come cineasta che una
conseguenza della sua precoce decisione di vivere e lavorare alle sue
condizioni, a qualsiasi costo. Per decenni i film di Stanley Kubrick
hanno distillato l'essenza dello zeitgeist, lo spirito del tempo. Negli
anni '50 fu uno dei pochi registi americani capace di raggiungere, con
Orizzonti di gloria, la dignità e la statura del cinema europeo. Per il
pubblico degli anni '60 fu l'uomo che realizzò Il dottor Stranamore,
sarcastico atto d'accusa contro la guerra atomica e il militarismo, e il
classico della fantascienza, 2001: Odissea nello spazio. Negli anni '70
creò l'inno archetipico alla violenza urbana, Arancia meccanica. Negli
anni '80 anatomizzò la natura della follia privata e del delirio
collettivo della guerra in Shining e Full Metal Jacket. Kubrick ha
creato una galleria di immagini indelebili che sopravviveranno finché
esisterà il cinema –
astronavi bianche come la fragile porcellana di Dresda, messe contro lo
sfondo vellutato dello spazio (2001: Odissea nello spazio); bellimbusti
imparruccati che duellano nella foschia dell'alba (Barry Lyndon); porte
d'ascensore che si aprono all'improvviso per far uscire un fiume di
sangue scuro che scorre al rallentatore nei corridoi di un albergo
deserto (Shining); il paesaggio crivellato del Vietnam sotto un cielo
annerito dal fumo della guerra (Full Metal Jacket). Non si conosce però
molto dell'uomo che sta dietro tutti questi film. Nato nel Bronx nel
1928 da una famiglia mitteleuropea, Kubrick ha vissuto fin dal 1961 in
un ferreo isolamento nell'Inghilterra rurale, «un Prospero», citando le
parole del critico David Thomson, «che ha tenuto la gente alla larga
dalla sua isola.» Con l'aiuto di attori, sceneggiatori, registi, tecnici
e amici d'infanzia, John Baxter offre il più completo resoconto mai
scritto della vita di Kubrick, della produzione di epopee come 2001:
Odissea nello spazio, dei suoi conflitti con Kirk Douglas e con altre
star, della storia dietro la mancata realizzazione di «Napoleon», che
prometteva di essere il suo più grande lavoro, alla sorprendente verità
sulla produzione e sulla definitiva proibizione del suo film più famoso,
Arancia meccanica, fino al racconto delle vicissitudini che hanno
accompagnato la sua ultima creazione, Eyes Wide Shut, al termine della
quale ci ha improvvisamente lasciati. Kubrick ne emerge come un uomo
sensibile e insieme spietato, irritabile e generoso, che glorifica la
ragione ma i cui film possono riflettere i più selvaggi eccessi della
passione, e che prima di tutto è guidato da una necessità implacabile di
portare la sua visione personale sullo schermo.
John Baxter è nato a Sydney. È autore di fortunate biografie dedicate
a grandi stelle del cinema mondiale, da Fellini a Buñuel, da Spielberg a
John Ford. Presso Lindau ha pubblicato «Woody Allen. La biografia».
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO:
http://www.archimagazine.com/bookshop/lcbiokubrik.htm
|