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IL GIARDINO ISLAMICO

 
Un tema affascinante quanto difficile, risolto sia attraverso la documentazione ottenuta con visite mirate nei più lontani paesi, sia con la rilettura dei resoconti nei quali i viaggiatori del passato hanno illustrato le suggestioni e l'originalità di giardini che non avevano pari in Occidente. A questi giardini si deve la diffusione in Europa di numerose specie vegetali che vanno dal limone all'arancio, dal tulipano al gelsomino.

Il volume costituisce la prima monografia sul giardino islamico di un autore italiano. Un tema affascinante quanto difficile risolto sia attraverso la documentazione ottenuta con visite mirate nei più lontani paesi, che con la rilettura dei resoconti dovuti ai viaggiatori del passato, e illustranti le suggestioni e l'originalità di giardini che non avevano pari in Occidente. Giardini appartenenti a un universo vastissimo che andava dalla Spagna all'India, passando per l'Africa del Nord, la Siria, l'Uzbekistan, e il Pakistan, e che trovavano una matrice comune nelle forme del persiano cahârbâgh, il giardino quadripartito attraversato da canali e recinto da mura che evocava il paradiso mussulmano. Solo nella Turchia ottomana si lasciò spazio a soluzioni più paesaggistiche che anticiparono quelle del giardino all'inglese. A questi giardini dobbiamo la diffusione in Europa di numerose specie vegetali che vanno dal limone all'arancio, dal tulipano al gelsomino. Accompagnano il testo iniziale un'antologia di antichi documenti con le pagine sui giardini della Sicilia islamica dovute a Brunella Lorenzi, e quelle sulla diffusione e fortuna del giardino persiano redatte da Nausikaa Mandana Rahmati con un abaco alfabetico dei giardini islamici e un glossario delle dinastie che regnarono nei paesi musulmani.

INDICE

1. Il giardino islamico nelle sue denominazioni 2. L’acqua nel giardino islamico 3. Fiori e frutti 4. Il cipresso di Abarqu 5. Giardini e passeggiate pubbliche 6. Paradisi celesti e cimiteri terrestri 7. I giardini del Gran Serraglio 8. Le feste nei giardini islamici

APPENDICE DI SCRITTI

BABUR, I fiori e i frutti dell’India, 1530 PIETRO DELLA VALLE, Le ghiacciaie in Persia, 1672 MICHELANGELO TILLI, Una descrizione del Topkapi Sarayi, 1684 JACQUES VILLOTTE, Disgression sur le Paradis terrestre, 1730 JEAN CHARDIN, Des fruits et des fleurs de Perse, 1735 JEAN CHARDIN, Description des Fauxbourgs d’Isphahan, 1735 SAVARY, Le feste del Nilo nella citta‘ del Cairo, 1787 FRANÇOIS CHARLES HUGUES LAURENT POUQUEVILLE, Description of the sultan’s gardens, 1813 JAMES ATKINSON, A visit to Bâber’s tomb, 1842 XAVIER RAYMOND, L’irrigation de l’Afghanistan, 1848 LOUIS ROUSSELET, Una festa al Taj Mahal, 1877 BRUNELLA LORENZI PARCHI E VERZIERI NELLA SICILIA ISLAMICA E NORMANNA

I parchi suburbani

I parchi urbani

L’Aula Verde e i giardini ‘figurati’

NAUSIKAA MANDANA RAHMATI

FORTUNA DEL GIARDINO PERSIANO

Afganistan

Egitto

India

Iran

Iraq

Israel

Marocco

Spagna

Turchia

Uzbekistan

Abaco alfabetico dei giardini

Glossario delle dinastie

FONTI BIBLIOGRAFICHE

BIBLIOGRAFIA DAL XX SECOLO

INDICE DEI LUOGHI

 

Luigi Zangheri, è presidente del Comité international des jardins historiques et paysages culturels ICOMOS-IFLA e docente di Storia del giardino e del paesaggio e di Restauro dei parchi e giardini storici alla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze. Segretario generale dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. Come architetto si è occupato del progetto di conservazione delle fabbriche e dei manufatti nel parco Demidoff a Pratolino per conto dell’Amministrazione Provinciale di Firenze nel 1985; ha avuto il coordinamento del progetto per l’adeguamento normativo e funzionale del Museo dell’Opera di S. Maria del Fiore a Firenze, committente l’Opera di S. Maria del Fiore nel 1998-99; ha collaborato al progetto di restauro del Chiostro di Santa Chiara a Napoli per conto della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Napoli nel 1999-2004. è autore di più di 180 pubblicazioni di storia dell’architettura, di storia del giardino e del paesaggio, e sul tema del restauro negli edifici monumentali

Brunella Lorenzi, laureata in architettura con una tesi su Santi di Tito, è iscritta al Master in Paesaggistica dell’Università di Firenze. Si occupa della progettazione di giardini. Recentemente, ha realizzato Il prato infinito per la rassegna I giardini dell’Illusione alla Fortezza da Basso di Firenze e in gruppo, i seguenti giardini: Babel al XIII Festival International des Jardins a Chaumont sur-Loire, Rosa, è una rosa, una rosa... a Villa Le Corti, San Casciano V.P; Effetto Notte all’interno del SET alla Fortezza da Basso di Firenze.

Nausikaa Mandana Rahmati, di padre iraniano e di madre italiana, ha vissuto 10 anni in Iran per poi trasferirsi con la famiglia in Italia, dove si è laureata in Architettura all’Università di Firenze con la tesi "Giardino persiano e giardino islamico. Genesi, archetipo e sua evoluzione". Negli anni 2003-2004 ha effettuato un tirocinio formativo presso la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico per le province di Firenze, Pistoia e Prato. Attualmente esercita la professione di architetto, con lavori di progettazione d’interni e architettura del giardino.

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"Tra le due mura di cinta [...] ci sono prati e alberi e ogni specie di animali selvatici:

cervi bianchi, caprioli, daini, quei cervi che producono il muschio, scoiattoli, ermellini e altri animali ancora belli e rari. Ce ne sono tanti che tutto il giardino ne è pieno, salvo lo spazio riservato al passaggio delle persone.

Sull'angolo di nord-ovest del palazzo c'è un gran lago pieno di pesci d'ogni genere [...]. A Nord a una distanza dal palazzo di un tiro di freccia, il Gran Khan ha fatto costruire una montagna alta cento passi e di circa un miglio di circonferenza, coperta di alberi che non perdono mai le foglie perché sempre verdi [...]. Ha fatto poi ricoprire tutta la montagna di pozzetti di lapislazzuli che è una pietra verde [...]. Sulla cima c'è un pa-lazzo, anch'esso verde, così grande e bello che chiunque lo guardi ne rimane incantato".

Marco Polo, Il Milione

L'Oriente agli occhi occidentali è sempre apparso rivestito di un'aurea immaginifica che ha catturato la fantasia di molti scrittori, soddisfatto l'ansia di meraviglia di numerosi esploratori / alimentato la passione per l'arte orientale, passione che si è concretizzata in un collezionismo colto e raffinato.

Un Oriente all'inizio idealizzato, ricostruito con grande fantasia sulla base dei resoconti dei viaggi dei grandi esploratori, e che dal XVII secolo darà vita ad una raffinata moda diffusasi in tutta Europa dall'architettura all'arredamento, dall'abbigliamento fino alla letteratura e il teatro come "facon de Chine"'.

Il gusto per l'esotico, infatti, da tempo aveva già invaso la corte di Versailles, dove un certo cavaliere d'Arvieux, vissuto per dodici anni tra gli ottomani, faceva divertire il re e più ancora la sua favorita Madame de Montespan, con il racconto delle usanze sentimentali delle donne turche. Sulla scia di questa crescente passione Luigi XIV ordinerà allo stesso d'Arvieux di unirsi a Molière e a Luili "per comporre un'opera di teatro - scrive d'Arvieux nelle sue memorie - in cui potesse fare entrare qualcosa dei costumi e delle usanze dei turchi". Nascerà così la commedia " II Borghese Gentiluomo" dove il protagonista sogna di far sposare la figlia ad un principe turco.

Del resto la moda per l'esotico, assieme alla curiosità di sperimentare nuove sensazioni, si diffondeva sempre più: dall'arte della tavola, dove cresceva il gusto per le nuove bevande, quali il caffè o la cioccolata, alla letteratura con la traduzione delle novelle delle Mille e una Notte per opera di Gallard, pubblicate ai primi del XVIII secolo, che coronavano questa moda imperante, fino a contrassegnare anche la produzione architettonica e decorativa.

Il pittore Jacques Aved, divenuto famoso per aver ritratto un ambasciatore turco nel 1772, scatenò la nuova passione fra gli aristocratici di farsi ritrarre in costume orientale. Molti viaggiatori e diplomatici occidentali avevano portato in Europa i costumi orientali, che dapprima cominciarono a diffondersi durante i balli mascherati e poi influenzarono la moda, la stessa Maria Antonietta e la sua corte amavano indossare vestiti "alla Sultana".

Questa nuova tendenza del gusto, questo desiderio insieme di fasto e di esotismo, alimentato anche dai resoconti dei viaggi dei missionari nel paese del Sol Levante, finirà per imporsi anche sullo scenario del giardino dando vita fin dal XVIII a quella nuova tendenza per le prospettive irregolari e cangianti, per i sentieri tortuosi e le prospettive fugaci, segnate dafabriques dalle più insolite e diverse forme che si definirà giardino anglo-cinese. Passeggiare nel giardino divenne come una sorta di viaggio intorno alla mia stanza di De Maistre che sollecitava la fantasia e l'immaginazione.

"Mais il est plus sur d'attribuer les premierei parcs irréguliers aux Chinois - scrive Lefreve nel suo saggio sui giardini del 1882 - Bien des siècies avant notre ère, la Chine avait surpassé Vari des le Notre et de Kent, autant aue la puissance et la richesse des empereurs chinois dépassaient la grandeur et le faste de Louis XIV ou de la reine Anne".

Lefreve nel suo scritto, attribuendo l'invenzione dei parchi irregolari ai cinesi, descrive i soli giardini Imperiali della Cina, dove fin dal X secolo dopo Cristo si riflette la ricchezza del Grande Impero, come nel giardino di Kubla Kan che doveva con le sue meraviglie destare l'ammirazione del viaggiatore veneziano, o nel giardino Riflesso della Perfezione di Pechino (XVIII secolo), che si stendeva su di un terreno di circa 320 ettari riproducendo nei suoi cangianti scenari cento diversi paesaggi.

L'Oriente, terra di mille seduzioni e incantamenti ha continuato ad esercitare il suo fascino rarefatto fino a tutto il XIX secolo influenzando numerosi artisti e letterati. La diffusione delle Mille e una Notte, tradotte integralmente, rilanciarono l'interesse per l'Oriente.

SOMMARIO

Giardini e Oriente, - Paola Moresca - 5

I Giardini Bahà'ì di Haifa, David Palterer - 9 II Kafeehaus, Litta Medri - 19 Giardini, Oriente e pittoresco, Maurizio Oddo - 27 Madama Butterfly, Silvia Mantovani - 45 Sotto il segno dell'Oriente, Paola Moresca - 59 II paradiso nei giardini persiani, Paola Moresca - 93 Recensioni - 102

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