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La "questione" riguarda l'autenticità dell'ode Wenn aus
der Ferne, che viene recisamente messa in dubbio, nonostante l'esistenza
di un manoscritto (il Marbach 53), che è sicuramente di mano di
Hölderlin. L'autore propone una soluzione incentrata sul nome di Wilhelm
Waiblinger. A una serrata analisi filologica vengono sottoposte altre
due poesie del periodo tardo, segnato dalla malattia mentale del grande
poeta. Viene proposta infine una decifrazione del suo eteronimo
Killalusimeno. La ricerca compie una verifica filologica
sull'intuitiva percezione che l'ode Wenn aus der Ferne non sia opera
autentica di Hölderlin: per l'inusitata forma del testo, che è una
missiva dall'oltretomba dell'amata Diotima; per la banalizzata
esposizione della vicenda amorosa, sempre tabuizzata dal poeta; e perché
Hölderlin darebbe qui un inverosimile ritratto di se stesso, quando già
l'affezione schizofrenica aveva distrutto la sua identità personale.
Quest'ultimo fatto sembra smentito da due tarde poesie: Der Spaziergang
e Das fröliche Leben, imperniate sulle idilliache emozioni di un
soggetto recitante in prima persona; tuttavia l'obiezione cade se si
suppone che esse siano frutto di una manipolazione. Le tesi della non
autenticità di Wenn aus der Ferne non mancherà di suscitare riserve,
dato che ne possediamo l'autografo
– nel Marbach 53
del Deutsches Literaturarchiv. Finora si è datato questo manoscritto al
primo decennio dell'Ottocento, ma un esame comparativo condotto in
archivi o sulle filigrane di altri manoscritti consente di datarlo ai
primi anni Venti, quando il poeta ebbe un intenso sodalizio con W.
Waiblinger, un giovane poeta affetto da psicopatico narcisismo. Si
prospetta così l'ipotesi che questi abbia plagiato il folle, inducendolo
a mettere su carta una sua produzione, forse presentata come una
simpatetica prosecuzione dell'Hyperion. Da segnalare nel libro anche
un'inedita decrittazione dell'eteronimo Killalusimeno e nuovi argomenti
circa la presenza di Hölderlin a Francoforte nel giugno 1802.
PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO:
http://www.archimagazine.com/bookshop/llholderlin.htm |