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LA DEMOCRAZIA ATENIESE NEL IV SECOLO A.C.

Autore: Mogens Herman Hansen

 

Questo testo (che è già stato tradotto in francese, tedesco e polacco) è considerato fin dal suo apparire, nel 1991, il manuale di riferimento per lo studio dell'Atene democratica, sia sotto il profilo storico-politico sia sotto il profilo giuridico-istituzionale. Ma il libro non si rivolge solo agli addetti ai lavori, cioè agli studiosi del mondo classico. Infatti Hansen riesce magistralmente a inserire la puntigliosa disamina delle istituzioni ateniesi nel quadro delle problematiche generali che sono tuttora al centro del dibattito sul concetto di democrazia. Si tratta quindi di un testo che, senza essere divulgativo nel senso triviale del termine, può essere avvicinato con profitto anche da chi non abbia alcuna conoscenza specifica del mondo antico. Dopo un capitolo relativo allo stato delle fonti per lo studio della storia ateniese e un succinto profilo storico dello stato ateniese nel VI e nel V secolo, l'autore entra nel vivo della materia con i capitoli dedicati alla popolazione ateniese e a ciascuno dei principali organi costituzionali: l'assemblea, gli organi legislativi, il tribunale popolare, i magistrati, il Consiglio dei Cinquecento, l'Areopago. Di particolare interesse sono i capitoli volti ad illustrare la dialettica fra ideologia democratica e funzionamento effettivo delle istituzioni nel quadro più generale dell'esperienza politica greca; una prospettiva in cui risalta, per la sua originalità, l'approfondita ricostruzione del ruolo degli uomini politici. Il libro si chiude con un bilancio delle caratteristiche peculiari alla democrazia ateniese: sintesi incisiva delle idee dell'autore su un'esperienza storica che continua a buon diritto ad essere considerata, se non un modello, almeno la prima realizzazione compiuta del regime politico con cui oggi si identifica la civiltà politica dell'Occidente.

Mogens Herman Hansen è da tempo riconosciuto a livello internazionale come il massimo conoscitore dei complessi meccanismi che regolavano il funzionamento della democrazia ateniese. Ha fondato e dirige il Copenhagen Polis Centre, che è rapidamente diventato il punto di riferimento degli studi sulla polis greca.

PREFAZIONE
Questo libro si basa sui miei volumi in lingua danese Det Athenske Demokrati i. 4 arh. f. Kr., I-VI (Copenhagen 1977-81), ma ho totalmente riscritto, rielaborato e aggiornato il lavoro, e l'ho trasformato da un manuale (con discussioni di problemi e dozzine di riferimenti alle fonti in note estremamente ampie) in quella che spero sia una trattazione generale e più accessibile. Il presente libro si rivolge pertanto non a specialisti, ma principalmente a studenti di antichistica, storia e scienze politiche, così come a chiunque altro abbia interesse per la storia dell'antica Grecia e della democrazia. A beneficio del non specialista ho dedicato molto spazio e molta attenzione alla descrizione delle istituzioni democratiche e a una ricostruzione del funzionamento della democrazia. Ho anche cercato di analizzare i principi e gli ideali che stavano alla base delle istituzioni, ma ho eliminato la discussione delle controversie erudite. La conclusione, nel bene e nel male, presenta la mia visione della democrazia ateniese.
Poiché è probabile che molti lettori non conoscano il greco, le citazioni sono presentate in traduzione e i termini greci sono traslitterati in corsivo; inoltre, tutti i termini tecnici sono spiegati nel Glossario (pp. 348-370). Le note sono state abbreviate il più possibile e consistono esclusivamente in riferimenti alle fonti e alla dottrina moderna: non solo, ma in ciascun caso mi sono limitato a scegliere una, due, al massimo tre fonti di riferimento, seguite da opportuni richiami a trattazioni moderne in cui si possono trovare una più completa presentazione delle testimonianze e una più dettagliata discussione dei problemi. I riferimenti agli studiosi di cui non condivido i punti di vista sono introdotti da pace o contra, a meno che non sia chiaro dal contesto che le loro opinioni differiscono dalle mie. Nel complesso, tuttavia, ho preferito, nelle note, fare riferimento direttamente alle fonti piuttosto che a trattazioni moderne e, nel testo, discutere le testimonianze piuttost
o che le contrastanti interpretazioni moderne che ne sono state date. Il secondo capitolo presenta le testimonianze su cui il libro si basa, ma questa è una sede opportuna per dire qualcosa sullo scopo del libro e sul metodo che ho usato.
Il libro è una trattazione sistematica della democrazia ateniese nel periodo che va dal 403/2 al 322/1. Non condivido l'opinione secondo cui la democrazia del quarto secolo fu pressoché identica alla cosiddetta democrazia "radicale" del 462-411 e 410-404. Al contrario, ritengo (1) che la democrazia restaurata nel 403 fosse differente dalla democrazia del quinto secolo sotto molti importanti aspetti e (2) che, negli anni fra il 403 e il 322, la democrazia sia passata attraverso cambiamenti e riforme molto più numerosi di quanto solitamente si ritenga.
Mi sono più specificamente concentrato sul periodo 355-322, che si distingue sia per gli sviluppi costituzionali sia per la relativa abbondanza di fonti. Sembra che le sconfitte nella guerra sociale, nel 355, e nella seconda guerra contro Filippo di Macedonia, nel 338, abbiano dato luogo a molte importanti riforme delle istituzioni democratiche, oltre che a una rinascita degli ideali inerenti alla "democrazia avita di Solone", anche se la democrazia fu sostituita dall'oligarchia dopo la conquista macedone di Atene nel 322. Per quanto riguarda le fonti, il periodo più importante della retorica attica comincia nel 355 e per i successivi 34 anni disponiamo di una impareggiabile quantità di eccellenti fonti relative alla vita pubblica ateniese, soprattutto le orazioni di Demostene, Eschine, Iperide, Licurgo, Dinarco, nonché le ultime orazioni di Isocrate. La parte sistematica della Costituzione di Atene di Aristotele descrive le istituzioni democratiche negli anni 30 del quarto secolo, e
 la seconda metà del quarto secolo segna l'apice delle testimonianze epigrafiche. Nessuna orazione è successiva all'abolizione della democrazia da parte di Antipatro nel 322/1. Il periodo 355-322 coincide anche con la carriera politica di Demostene, incominciata nel 355 con i processi contro Androzione e Leptine e terminata con il suo suicidio nel 322. Questa è la ragione per cui ho scelto di intitolare il libro La democrazia ateniese nell'età di Demostene.
La trattazione si basa su fonti di quel periodo e, a meno che non sia specificamente dichiarato, esse sono considerate tutte contemporanee.
In alcuni casi, tuttavia, sono state utilizzate fonti di altri periodi per far luce sulla democrazia del quarto secolo: per esempio, nella mia descrizione delle istituzioni del quarto secolo vengono usate fonti che descrivono le istituzioni democratiche nell'età di Pericle, sempre che vi siano testimonianze del fatto che l'istituzione in questione non sia stata riformata sotto quel particolare aspetto. Basandosi poi sul presupposto che gli ideali cambiano più lentamente delle istituzioni, nei capitoli sull'ideologia e sul carattere della democrazia ateniese si fa abbastanza spesso riferimento alle numerose fonti del quinto secolo riguardanti gli ideali democratici. Inoltre, in alcuni casi, fonti ellenistiche (sempre iscrizioni) sono state usate con riferimento al quarto secolo per far luce in particolare sul funzionamento dell'Assemblea e del Consiglio. Talvolta sono state utilizzate anche fonti che si occupano della polis democratica in generale, se c'è ragione di ritenere che le ge
neralizzazioni fossero ispirate da istituzioni ateniesi e ne fossero il riflesso. In questa categoria le tre fonti più importanti sono le Leggi e la Repubblica di Platone e la Politica di Aristotele.
Come altri storici, devo talvolta basarmi su analogie o ipotesi aprioristiche, ma evito analogie con i governi delle democrazie moderne basate sul principio di rappresentanza, e preferisco analogie con la Landsgemeinde svizzera, che è un eccezionale ma notevole esempio di democrazia diretta attuata in una piccola società.
Ho volutamente impiegato termini moderni quali "costituzione", "stato", "decisione", "separazione dei poteri", "democrazia", "libertà" e "uguaglianza" in parte perché è inevitabile e in parte perché è desiderabile.
È inevitabile perché la sola alternativa sarebbe quella di scrivere sulla storia romana in latino, sulla storia ateniese in greco e sulla storia babilonese in cuneiforme, il che è semplicemente impossibile.
Ma è anche desiderabile, perché la prospettiva storica emerge dal contrasto fra i nostri concetti e il linguaggio delle fonti che interpretiamo. Solo un pessimo storico potrebbe pretendere di evitare i concetti contemporanei: in ogni pagina egli inevitabilmente porterebbe i suoi lettori fuori strada. Uno storico deve essere una sorta di Giano bifronte e la sua analisi deve muoversi in due opposte direzioni: deve leggere e capire le sue fonti in lingua originale, ma nella sua interpretazione di esse deve anche analizzare i concetti moderni da usare. L'arte di scrivere la storia sta nello scegliere, fra tutti i concetti che abbiamo a nostra disposizione, quelli che consentono una significativa descrizione delle società antiche, e nell'evitare invece quelli che possono fuorviare. Credo, per esempio, che "città- stato", "costituzione" e "democrazia" siano utilizzabili come equivalenti di polis, politeia e demokratia, mentre concetti quali "sovranità", "uomo politico" e "partito politico"  siano piuttosto da evitare.


Non mi resta che esprimere i miei ringraziamenti.
In primo luogo, vorrei ringraziare il Dr. Oswin Murray che, per conto di Blackwell, mi ha chiesto di scrivere questo libro.
In secondo luogo, sono grato ai miei colleghi del Dipartimento di Studi Classici dell'Università di Copenhagen Johnny Christensen, Minna Skafte Jensen, Jorgen Mejer, Helle Salskov Roberts e a Christian Marinus Taisbak, che nell'anno accademico 1989-90 mi ha sostituito nelle mie funzioni di insegnante e amministratore, così che ho potuto avere un anno sabbatico per finire il libro.
Sono grato poi alla Fondazione Carlsberg per avermi assegnato la borsa di studio Carlsberg al Churchill College di Cambridge per il secondo trimestre del 1990. E con ciò vengo ai ringraziamenti di gran lunga più importanti: al mio amico John Crook che tanto generosamente si è impegnato a tradurre il mio dattiloscritto in inglese (fatta eccezione per questa prefazione, della quale sono responsabile in prima persona), e che durante la mia permanenza a Cambridge ha dedicato quasi tutto il suo tempo a questo compito. Il mio lavoro ha tratto giovamento dalla sua eccellente comprensione del danese e dal suo vivace inglese idiomatico; cosa ancora più importante, oltre ad aver tradotto il libro, egli ne ha sottoposto il contenuto a un esame critico e mi ha aiutato nel determinarne la struttura. Gli argomenti di scarsa efficacia sono stati messi a punto, le ripetizioni eliminate, le imprecisioni scoperte e messe in evidenza, e le mie interpretazioni di passi difficili delle fonti sono state a
ccettate solo dopo lunghe discussioni con "l'avvocato del diavolo", e dunque spesso con alcune modifiche.
Questo libro è mio - nessun dubbio al riguardo - ma Crook vi ha sicuramente lasciato la sua impronta e per questo gli sono particolarmente grato.
La versione tradotta è stata letta dal Dr. Paul Cartledge e dal Dr. Paul Millett, che hanno fatto molti utili commenti. Sono molto grato anche al redattore capo del mio testo, Graham Eyre, che ha fatto un così eccellente lavoro sul dattiloscritto.
Doverosi ringraziamenti infine a Ollie, senza la cui assistenza questo libro non sarebbe mai stato terminato.


DEMOCRAZIA DIRETTA IN PROSPETTIVA STORICA
Quasi tutti coloro che scrivono sulla democrazia cominciano con la distinzione tra democrazia "diretta" e "indiretta" o "rappresentativa".
Quelli che si concentrano sulle istituzioni talvolta contrappongono la "democrazia assembleare" alla "democrazia parlamentare", ma la distinzione è la stessa: in una democrazia diretta il popolo effettivamente si autogoverna, cioè tutti hanno diritto di partecipare alle decisioni, mentre nell'altro tipo di democrazia la sola decisione che tutti hanno il diritto di prendere è quella di scegliere chi prende le decisioni.
Anche le analisi strutturali della democrazia richiedono sempre una prospettiva storica (il che è abbastanza naturale): essa si risolve nel sostenere che la democrazia diretta non esiste più 2, almeno negli stati sovrani rispetto a unità più piccole; e questa innegabile verità tende ad essere seguita dall'affermazione che una tale democrazia non può più esistere a causa della dimensione delle società moderne...

SOMMARIO: Prefazione - Abbreviazioni delle fonti classiche. - 1. Democrazia diretta in prospettiva storica. - 2. Testimonianze: Esempi - Classificazione delle testimonianze - Distribuzione cronologica delle testimonianze. - 3. La costituzione ateniese fino al 403 a.c.: Un profilo storico: L'età arcaica - Cilone, Draconte, Solone - Pisistrato e Ippia - Isagora - Clistene - Efialte - Pericle - I successori di Pericle - Rivoluzioni oligarchiche - Excursus 1. Solone e le classi censitarie - Excursus 2. La suddivisione dell'Attica da parte di Clistene - Excursus 3. Nomina dei magistrati per sorteggio - Excursus 4. La legge di Pericle sulla cittadinanza. - 4. Atene come città-stato e come democrazia: Atene come città-stato - Atene come democrazia - Democrazia come ideologia. - 5. Il popolo di Atene: La popolazione di Atene - Diritti e doveri dei cittadini - La geografia politica dell'attica - Le classi censitarie dei cittadini - Le divisioni sociali dei cittadini in base alla ricchezza - M
eteci e schiavi. - 6. L'assemblea popolare: Organizzazione - Dibattito - Poteri. - 7. Le leggi e i nomothetai: La revisione delle leggi, 410-399 a.c. - Legislazione nel quarto secolo - Stabilità delle leggi. - 8. Il tribunale popolare: organizzazione - Le fasi di una causa davanti al tribunale popolare - Il ruolo politico del tribunale popolare - La graphe paranomon e la graphe nomon me epitedeion theinai - Eisangelia - Dokimasia, euthynai e altri controlli. - 9. I magistrati: Requisiti e Funzioni - Come erano scelti i magistrati - Collegialità, numeri e remunerazione - I Compiti degli amministratori - Subordinati. - 10. Il consiglio dei Cinquecento: Organizzazione - Riunioni - Ruolo nel processo decisionale - Ruolo nella giurisdizione - Ruolo nell'amministrazione. - 11. I leader politici: Iniziative politiche - Oratori e generali - Partiti politici. - 12. Il Consiglio dell'Areopago: Composizione - Poteri - Caratteristiche nel quarto secolo. - 13. I caratteri della democrazia atenies
e: "Democrazia dell'età dell'oro" - Democrazia del quarto secolo - Alcune Caratteristiche fondamentali. - Carte Geografiche e piante - Glossario - Bibliografia - Indice delle fonti.