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Bruxelles, 22 giugno 2004 - Dichiarazione di Maurizio Turco,
Presidente dei deputati della Lista Bonino al Parlamento europeo:
"La risposta del Presidente della Commissione Europea alla mia
richiesta urgente di visitare le prigioni, sostenuta da 124
parlamentari europei, dimostra che Cuba continua ad essere un
dittatura implacabile. In effetti, la richiesta di inviare
urgentemente, prima della fine della legislatura, una Delegazione
europea a visitare i detenuti condannati nel processo sommario del
10 aprile 2003, ha ricevuto una risposta negativa da parte del
Presidente della Commissione europea a causa della reazione del
governo cubano alle iniziative dell'Ue a favore dei dissidenti
cubani. Reazione che è consistita nella sospensione di tutti i
contatti del governo cubano con la maggior parte delle ambasciate
degli stati membri e con la Delegazione della Commissione europea.
Il Presidente Prodi ha scritto tra l'altro che "prima che tale
visita si realizzi, dovrebbe essere ristabilito il dialogo politico
tra l'Ue e Cuba" e che "è necessario tener presente che né al
Comitato Internazionale della Croce Rossa né ai gruppi che lottano
per il rispetto dei diritti umani è stato mai consentito accesso
alle strutture di detenzione ove i prigionieri politici sono
detenuti. L'ultima volta in cui la Croce Rossa fu autorizzata a
visitare prigioni cubane fu nel 1989. Inoltre, nonostante le
Risoluzioni 2002/18, 2003/13 e 2004/11 della Commissione sui Diritti
Umani delle Nazioni Unite, le autorità cubane hanno categoricamente
rifiutato di autorizzare il rappresentante speciale dell'Alto
Commissario per i Diritti Umani, Christine Chalet, a visitare il
Paese". Tutto questo dimostra che Cuba, rivoluzionaria o meno,
continua ad essere una dittatura".
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mail: |
CUBA: UGUAGLIANZA,DIRITTI PER TUTTI E DEMOCRAZIA DIRETTA.
SPLENDIDA CUBA ILLUMA IL MONDO DALLE BARBARIE!W FIDEL!!
Ma non scherziamo!Se c'è un paese dove la parola diritti, libertà,
democrazia hanno un senso , questa è Cuba.
I prigionieri (pochissimi, a Cuba sono cittadini come gli
altri.Diversamente negli usa e nello loro prigioni soparse per il
mondo regna la barbarie come negli orrendi campi di Abu Graib e
Guantanamo.
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Cuba ha 12 milioni di abitanti,Il popolo è entusiasta della propria
indipendenza e della libertà raggiunta con tanto sacrificio.E' un
paese giovane dove nessuno è perseguitato per le proprie idee o
arrestato perchè manifesta contro la guerra, come è accaduto negli
usa o in gran bretagna e in tanti altri paesi c.d.democratici dove i
capi di governo ridono e vogliono dare un'immagine del paese che non
corrisponde alla realtà!
Fidel è una figura simbolo, non ha poteri,è il rappresentante
dell'uguaglianza e della libertà raggiunta dal popolo cubano,un
popolo che era schiavo del privilegio e della tirannia e che oggi
scende entusiasta nelle piazze.
Cuba è la patria della libertà e della democrazia rispetto ad un
mondo dove regnano privilegi, sfruttamento, guerre, imperatori e
barbarie.Chi tenda di distruggere la liberta' e l'uguaglianza del
popolo cubano non ci riuscirà mai.Ciascuno è libero di dire ciò che
vuole a Cuba perchè il socialismo è libertà, è democrazia.
Coloro che vogliono distruggere l'uguaglianza e la libertà del
popolo, aprire le porte ai carri armati di bush, alle
sue orrende basi all'uranio, ai suoi sottomarini nucleari,
agli orrendi aerei che hanno distrutto la Yugoslavia e L'Iraq
portando diseguaglianza sociale e sfruttamento,non hanno bisogno di
gendarmi o di prigioni, è il popolo stesso ad isolarli.A Cuba il
privilegio, lo sfruttamento, il razzismo, le barbarie, non
passeranno mai!
Cuba offre la possibilità di un riscatto anche per quelli
(pochissimi) che malvagiamente hanno tentato di distruggerne
l'uguaglianza e la libertà del popolo cubano.Cuba Consente loro di
ritornare nella società civile e di poter studiare e lavorare
gratuitamente.
Nelle carceri cubane ci sono computer, laboratori di pittura e
scultura.Negli usa ci sono prigioni ottocentesche con i prigionieri
incatenati mani e piedi utilizzati come schiavi.
Questa è la realtà! W FIDEL E ITALIA GONZALES!
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE! VENCEREMOS!
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dimenticavo... |
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Nel corso dell’anno diversi dissidenti, compresi giornalisti,
oppositori politici e difensori dei diritti umani, hanno subito
gravi molestie. Diverse centinaia di persone sono rimaste in carcere
per reati di natura politica, alcuni di loro sono stati riconosciuti
da Amnesty International come prigionieri di coscienza. Alcuni
processi che hanno visto come imputati prigionieri di coscienza si
sono svolti in maniera non conforme agli standard internazionali. Il
governo cubano ha introdotto una nuova legislazione con l’intento di
combattere il dissenso e allargare l’uso della pena di morte. Almeno
13 persone sono state ‘giustiziate’ e altre 9 si troverebbero nel
braccio della morte. Sono giunte notizie di maltrattamenti e in
alcuni casi i prigionieri hanno subito trattamenti crudeli, inumani
o degradanti.
Contesto
Il presidente Fidel Castro continua a ricoprire l’incarico di capo
di stato 40 anni dopo la presa del potere e il suo partito, il
Partito comunista di Cuba, rimane il solo partito politico legale.
Ad aprile la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani ha
espresso una censura nei confronti di Cuba a causa degli abusi dei
diritti umani, chiedendo al governo il rispetto delle libertà
fondamentali. A novembre l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha
richiesto a grande maggioranza e per l’ottavo anno consecutivo la
fine dell’embargo contro Cuba. Il mandato del Relatore speciale
delle Nazioni Unite su Cuba, che scadeva nell’aprile 1998 senza che
all’inviato fosse mai permesso di mettere piede nel paese, non è
stato rinnovato.
Nuove leggi
A febbraio è stata approvata una nuova legge più restrittiva
concepita per combattere il dissenso politico e proteggere
l’economia cubana. La legge 88 - Legge per la protezione
dell’indipendenza nazionale e dell’economia di Cuba -, operativa dal
mese di marzo, prevede pene fino a 20 anni di carcere per diversi
reati. Tra essi sono inclusi: fornire informazioni al governo USA;
detenere, distribuire o riprodurre materiale prodotto dal governo
USA o da altre entità straniere; collaborare a qualsiasi titolo e
con qualsiasi mezzo con radio, televisioni, organi di stampa o altri
media stranieri con l’intento di destabilizzare il paese o
distruggere lo stato socialista.
Restrizioni al controllo sulle violazioni dei diritti umani
Le indagini sulle violazioni dei diritti umani a Cuba sono state
ostacolate da restrizioni imposte dal governo: i gruppi per i
diritti umani sono considerati illegali, mancano dati ufficiali
sulla popolazione delle carceri, e le autorità hanno ostacolato
l’accesso al paese da parte di osservatori indipendenti dei diritti
umani e secondo alcune fonti, le autorità controllerebbero le
telefonate e la posta.
Prigionieri di coscienza
Si ritiene che diverse centinaia di prigionieri politici, tra cui un
certo numero di prigionieri di coscienza, si trovino in carcere a
Cuba, la maggior parte dei quali condannati al termine di processi
iniqui. Alla fine del 1999, Amnesty International si era occupata di
19 prigionieri di coscienza. L’assenza di dati ufficiali e le severe
restrizioni poste alle indagini sulla situazione dei diritti umani
rendono difficile la conferma di qualsiasi informazioni su eventuali
altri prigionieri di opinione.
Nel corso del 1999 sono stati condannati diversi nuovi prigionieri
di coscienza.
* Jesús Joel Díaz Hernández, direttore esecutivo dell’agenzia di
stampa indipendente Cooperativa dei giornalisti indipendenti di
Ciego de Àvila è stato arrestato il 18 gennaio, processato il giorno
successivo e condannato a 4 anni di carcere per "pericolosità". Il
processo non sarebbe stato conforme agli standard internazionali di
equità, in particolare perché al suo avvocato non sarebbe stato
concesso un tempo adeguato per preparare la difesa.
* A marzo Félix A. Bonne Carcasés, René Gómez Manzano, Vladimiro
Roca Antúnez e Marta Beatriz Roque Cabello, tutti membri del Gruppo
di lavoro della dissidenza interna per l’analisi della situazione
socio-economica cubana, sono stati processati e condannati per
"altre azioni contro la sicurezza dello stato" in relazione a un
crimine di "sedizione". Le pene comminate vanno da tre anni e mezzo
a cinque anni di carcere. I quattro erano stati arrestati nel luglio
1997 dopo la pubblicazione di una critica a un documento distribuito
in occasione del V Congresso del Partito comunista cubano (vedi
Rapporto 1998).
* A maggio si è svolto il processo nei confronti di Manuel Antonio
González Castellanos, un reporter dell’agenzia di stampa
indipendente Cuba Press, e di altre tre persone, Yoanis Caridad
Varona González, Leonardo Varona González e Roberto Rodríguez
Rodríguez (vedi Rapporto 1999). I quattro imputati sono stati
condannati per "mancanza di rispetto". A tre di loro sono state
comminate pene tra i 16 e i 31 mesi di carcere, Yoanis Varona è
stata condannata a 18 mesi di libertà condizionata.
Rilasci
Alcuni prigionieri di coscienza sono stati rilasciati.
A marzo Reinaldo Alfaro García, vice presidente del gruppo non
ufficiale Associazione per la lotta contro l’ingiustizia, è stato
liberato a patto che lasciasse il paese. Reinaldo Alfaro, che si
troverebbe ancora a Cuba, aveva scontato più della metà della sua
condanna a tre anni di carcere per "diffusione di notizie false
contro la pace internazionale" (vedi Rapporto 1999).
Tutti gli appartenenti al Partito per i diritti umani a Cuba che
erano stati arrestati nell’ottobre 1997 e che si trovavano ancora in
carcere a Santa Clara (vedi Rapporto 1998 e Rapporto 1999) sono
stati liberati. Si tratta di Daula Carpio Mata, José Antonio
Alvarado Almeida, Iván Lema Romero, José Manuel Llera Benítez,
Lilian Meneses Martínez e Ileana Peñalver Duque.
A gennaio è stato rilasciato Lorenzo Páez Nuñez, presidente del
Centro non governativo per i diritti umani "José de la Luz y
Caballero" e corrispondente dell’agenzia di stampa indipendente
Libertad. Egli aveva scontato una condanna a 18 mesi di prigione per
"mancanza di rispetto" e "diffamazione".
Detenzioni di breve periodo e persecuzioni
Le libertà di espressione, associazione e assemblea hanno continuato
a essere severamente limitate dalla legge e nella pratica. Le
persone che hanno tentato di organizzare incontri, esprimere
opinioni o creare associazioni che andassero contro la politica del
governo sono state vittime di misure punitive e molestie di varia
natura.
Si hanno notizie di detenzioni per brevi periodi, interrogatori,
minacce, intimidazioni, sfratti, licenziamenti, restrizioni poste
sugli spostamenti, perquisizioni, arresti domiciliari,
intercettazioni telefoniche e atti di aggressione fisica e verbale
effettuati da sostenitori del governo.
Detenzioni per brevi periodi
Molti dissidenti cubani sono stati frequentemente incarcerati per
brevi periodi e si sono registrati casi di detenzioni di massa.
Il 14 gennaio, circa una dozzina di persone sarebbero state
arrestate per impedir loro di partecipare a una marcia organizzata
in coincidenza dell’anniversario della nascita di Martin Luther
King.
Tra il 22 e il 27 gennaio almeno una dozzina di dissidenti sono
stati arrestati dopo che alcuni membri della Fondazione Lawton dei
diritti umani avevano tenuto un incontro pubblico per chiedere alla
popolazione di unirsi alla loro causa. In quegli stessi giorni si
dovevano svolgere altre manifestazioni pubbliche: il 25 gennaio era
stato organizzato un pellegrinaggio in ricordo dell’ultima messa
celebrata dal papa Giovanni Paolo II a Cuba nel 1998 e il 28 gennaio
si doveva tenere una dimostrazione pacifica in favore dei diritti
umani in occasione dell’anniversario della nascita dell’eroe cubano
José Martí. Tutti gli arrestati sono stati in seguito rilasciati.
Ad agosto, più di venti dissidenti sono stati incarcerati
temporaneamente per impedire che potessero partecipare a due
dimostrazioni antigovernative. La prima, organizzata dal gruppo
ecologista Naturpaz, si sarebbe dovuta tenere nel parco Lenin, a
L’Avana, la seconda era prevista a Pedro Betancourt, nella provincia
di Matanzas. Uno degli arrestati, Oscar Elías Biscet González, ha
affermato di essere stato minacciato di lunga detenzione se non
avesse lasciato il paese.
A settembre, sette oppositori sono stati arrestati all’interno del
parco Butari a L’Avana dove stavano tenendo una lezione di
disobbedienza civile. Gli arrestati sono stati portati in un
commissariato e poi presso il Dipartimento tecnico di investigazione
a L’Avana. Cinque di loro sono stati rilasciati poco dopo, mentre
Marcel Valenzuela Salt e Marlon Cabrera sono rimasti in cella per
due settimane. Marcel Valenzuela al momento dell’arresto sarebbe
stato colpito al volto da un poliziotto in borghese.
A ottobre almeno dodici persone sono state arrestate dopo essersi
riunite presso l’abitazione di Maritza Lugo Fernández per un
incontro organizzato dal Forum del terzo millennio, un gruppo di
associazioni non governative che avevano scritto ai presidenti dei
paesi del summit ibero-americano chiedendo la democrazia e il
rispetto dei diritti umani a Cuba.
A novembre e dicembre circa 260 dissidenti sono stati arrestati in
occasione del summit ibero-americano a L’Avana. Molti altri sono
stati posti agli arresti domiciliari. Alla fine del 1999 11 di
queste persone erano ancora in carcere, fra di essi il dr. Oscar
Elías Biscet González, presidente della Fondazione Lawton, arrestato
il 3 novembre per "oltraggio ai simboli della patria". La data del
processo non è stata ancora fissata. Il dr. González è considerato
un prigioniero di coscienza.
Sfratti
Gli sfratti sono stati usati dalle autorità con l’intento di
reprimere i dissidenti.
* Ad agosto, mentre si trovava temporaneamente in carcere a causa
delle propria opposizione al governo, Ramón Humberto Colás Castillo
è stato sfrattato dalla propria casa nella provincia di Las Tunas
assieme alla moglie Berta Mexidor Vázquez e ai loro due figli. Ramón
Colás e Berta Mexidor, fondatori della prima libreria indipendente a
Cuba, avevano vissuto per 13 anni in quella casa prima di esserne
considerati gli occupanti abusivi. Anche altri librai indipendenti
hanno subito minacce, detenzioni per brevi periodi e la confisca dei
propri libri.
Restrizioni ai movimenti
Vi sono stati casi in cui le autorità hanno imposto restrizioni ai
movimenti di alcune persone.
* Il reverendo Santos Osmani Domínguez Borja è stato inviato nella
provincia di Holguin a 700 chilometri dalla sua casa. Insieme al
reverendo Lázaro William Urbina Dupont era stato imprigionato per
breve tempo dopo aver formalmente chiesto al governo di poter tenere
una celebrazione religiosa pubblica.
Minacce
Molte persone sono state minacciate di arresto allo scopo di
intimidirle.
* Ad agosto Venancio Roberto Rodríguez Martinez appartenente
all’associazione Hermanos fraternales por la dignidad, è stato
minacciato di arresto per essere un controrivoluzionario.
Molti dissidenti sono stati minacciati di procedimenti penali sulla
base della nuova legge 88. Hanno subito intimidazioni di questo
genere Lázaro Estanislao Ramos González del Movimento civico ‘Máximo
Gómez’, Raúl Rivero e Hirán González González, giornalisti
indipendenti di Cuba Press e Oswaldo Paya Sardiñas del Movimento
cristiano di liberazione. Hanno subito minacce anche diverse persone
che in giugno hanno preso parte a uno sciopero della fame durato 40
giorni.
* Leonel Morejón Almagro del gruppo ecologista Naturpaz è stato
costretto a lasciare il paese a causa delle molestie e delle
intimidazioni di cui è stato vittima.
Convocazioni nei posti di polizia
Sono stati registrati numerosi casi di persone sospettate di
attività antigovernative che sono state convocate presso le stazioni
di polizia per essere interrogate.
Nel corso degli interrogatori, durati talvolta qualche ora, molti di
loro sono stati minacciati di lunghe detenzioni.
Licenziamenti
Diversi oppositori del governo e i loro familiari sono stati
licenziati, secondo alcune fonti per motivi politici.
* L’ex prigioniero di coscienza Eduardo Blanco Tolosa è stato
licenziato e gli è stato detto che se non avesse trovato un nuovo
lavoro sarebbe ritornato in carcere con l’accusa di ‘pericolosità’.
Pena di morte
Nel corso dell’anno il ricorso della pena di morte è aumentato, in
particolare dopo l’introduzione a marzo della nuova legge che
prevede la condanna a morte per gravi casi di commercio di droga,
corruzione di minore e rapina a mano armata.
Almeno 13 persone sarebbero state ‘giustiziate’ e altre nove persone
si troverebbero nel braccio della morte.
Maltrattamenti
Sono giunte molte notizie riguardanti pestaggi di prigionieri
politici da parte delle guardie carcerarie e qualche altra
riguardante maltrattamenti subiti da persone non detenute.
* Il 14 agosto il dr. Oscar Elías Biscet González, attivista per i
diritti umani (vedi sopra), è stato arrestato in un parco mentre
stava tenendo un discorso sulla resistenza civile. Al momento
dell’arresto i poliziotti lo avrebbero percosso sul viso e sul collo
e gli avrebbero bruciato un gomito con una sigaretta. Secondo quanto
riportato, dopo essere stato messo in una cella sarebbe stato
spogliato, picchiato e preso a calci. L’uomo in seguito è stato
trasferito presso il comando del Dipartimento tecnico di
investigazione dove avrebbe subito minacce di lunga detenzione se
nel futuro avesse organizzato qualsiasi altra attività di
opposizione. Il dr. González è stato rilasciato il 16 agosto.
Condizioni carcerarie
Le condizioni di vita nelle prigioni continuano a essere pessime,
tanto da costituire in alcuni casi, soprattutto nelle celle di
punizione, trattamenti crudeli, inumani o degradanti. A quanto si
conosce, tra le misure punitive sarebbero comprese la negazione del
cibo e delle cure mediche, la detenzione per mesi in celle prive di
luce o letto, minacce, discriminazioni, insulti e pestaggi. Molti
prigionieri sarebbero malati a causa della scarsa nutrizione e della
pessima igiene. Gli effetti dell’embargo statunitense sulla
disponibilità di medicinali ed equipaggiamenti contribuiscono al
problema.
Rapporti di Amnesty International
Cuba: Some releases but repression and imprisonment continue
(AI Index: AMR 25/005/99)
Cuba: Prisoners of conscience - Manuel Antonio González Castellanos,
Leonardo Varona
González and Roberto Rodríguez Rodríguez (AI Index: AMR 25/027/99)
Cuba: A worrying increase in the use of the death penalty
(AI Index: AMR 25/029/99)
Cuba: Current prisoners of conscience must be released
(AI Index: AMR 25/036/99)
Questa è la realtà! W FIDEL E ITALIA GONZALES!
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE! VENCEREMOS
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Firmatevi con il vostro nick!
Non riuscirete nessuno a convincere che a Cuba
non c'è la democrazia e che l'Europa è il regno della libertà e dei
diritti!
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE! |
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...ma possibile, coglioncello radicale, che tu nella vita non
abbia niente di meglio da fare se non postare articoli che vomitano
merda su un popolo e su una Rivoluzione che ancora e nonostante
tutto osano resistere, con dignità,all'impero americano?
...Cuba è una dittatura?...certo che lo è!!!
Ti piacerebbe vero,figlio di puttana,sbarcare sull'isola insieme ai
tuoi compari yankees/mafiosi di Miami, fondarvi un bel partito
modello solidarnosc, una magnifica radio-tv e con i dollaroni
nord-americani vincere ,in tripudio di bandiere stelle e strisce ,le
prime "libere" elezioni ,per cancellare nel giro di pochi mesi tutte
le conquiste sociali della Rivoluzione?..ti piacerebbe,vero,confessa
che ogni tanto di notte te lo sogni...
...e invece no!..coglioncello radicale, ti becchi la dittatura e ,se
provi a spargere a Cuba il tuo veleno, ti becchi pure un pallottola
in bocca!
VIVA LA DITTATURA RIVOLUZIONARIA!
VIVA CUBA LIBERA E SOCIALISTA!
LUNGA VITA ED ETERNA GLORIA AL COMANDANTE FIDEL!
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le cose che scrivono su Cuba rispetto carceri, diritti civili,
persecuzioni poliziesche ecc... in minima parte, forse, sarà anche
vero(non ci illudiamo il paradiso non esiste ne in cielo ne in
terra!)ma anche in Italia queste cose succedono quotidianamente,
basta ricordare Genova e Napoli,i compagni in prigione o agli
arresti domiciliari, le perquisizioni, le provocazioni con le finte
bombette,le espulsioni degli immigrati,la violenza quotidiana delle
istituzioni che ti buttano fuori di casa o ti fanno morire di cancro
se non hai i soldi per curati adeguatamente o pagare un'affito o ti
tolgono auto e patente anche per delle stronzate, e se capiscono che
sei un "antisociale" ci godono particolarmente...insomma a Cuba in
minima parte sarà anche vero, ma qui è pure peggio.Non ho mai
conosciuto uno che è uno, di destra o sinistra, che è stato a Cuba e
non è tornato colpito positivamente dalla situazione sociale, con
chiunque parlate! Questa è la prova dell'ignobile propaganda
filoamericana di altrettanti ignobili personaggi pagati per spargere
merda su Cuba. Se gli fa tanto schifo, perchè la vogliono a tutti i
costi?
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in italia le hai le forze per manifestare a genova e napoli e ci
sono associazioni/comunita'/(o come le vuoi chiamare) che hanno i
soldi per pagare ai manifestanti il biglietto del treno, a cuba
dubito.
in italia ce l'hai una casa decente che poco assomiglia ad una
prigione dove scontare gli arresti domiciliari, a cuba se ti danno
gli arresti domiciliari preferisci andare in prigione.
in italia ce l'hai un'auto (nel bene o nel male) (sono io l'unico
pirla che nn puo' permettersela) immatricolata la prima volta dopo
il 1995, a cuba fai festa se l'hai immatricolata la prima volta nel
1960 e l'hai avuta per "gentile" "concessione" di qualche mafioso
yankee.
quindi... dire che cuba e' meglio dell'italia e' una bella
bestemmia, forse a livello sociale si. Ma si sa, dove c'e' poverta',
fascismo o comunismo che sia, la gente si aiuta e' nella nostra
altezzosa econocrazia dove tutti stanno bene che la gente tende a
fregarsene/inculare il prossimo per apparire migliore e forte, ma
con una coscienza da pezzo di merda.
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Caro amico,io non ho l'incazzatura facile...
è una vita intera che per le mie convinzioni di comunista/libertario
non faccio altro che ricevere calci in bocca, ne ho ricevuto cosi'
tanti che ormai non ho piu' la forza ne la voglia di reagire...
ma di fronte a tanta meschinità, all'ingenerosità di chi, per non
vedere la merda in cui ci costringono a vivere, si diletta a
spaccare il capello in quattro nel fere l'esemino quotidiano al
sistema sociale di una lontana isola caraibica,un sano giramento di
coglioni spero mi sia ancora consentito. |
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qui chi ha fatto per primo l'esamino quotidiano sociale al
sistema cubano sei tu tanto per sparare ciacamente contro la nostra
econocrazia, dipingendo di rosa una dittatura con la politica
fallimentare del "se loro fanno cosi', w la dittatura"... dittatura
in cui il popolo (motore primo del comunismo) vive in condizioni
tutt'altro che invidiabili, come ci vuoi far credere tu. quindi non
stare neanche li' a prendertela se prima lanci la pietra e poi
l'acqua si increspa e' matematica la cosa. |
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...mi arrendo e ,come si diceva un tempo, faccio autocritica: a
Cuba il popolo sta uno schifo!
Sono pronto,ora che ho finalmente ripulito il mio cervello delle
ultime scorie vetero-comuniste,ad arruolarmi nelle gloriose brigate
radicali che ,sotto la guida illuminata del comandante Capezzone e
con i dollari dei mafiosi di Miami, instauranno nell'isola la vera
felicità liberale/liberista/libertaria!
...la stessa che il popolo conosce a Melfi, a Torre Annunziata, a
Lamezia Terme o nei quartieri periferici di Reggiio Calabria e di
Palermo.
Credimi"Splendido" voi questa schifo che chiamate democrazia
semplicemente ve lo meritate se, continuo a ripeterlo, non avete
niente di meglio da fare che contare le pulci di quell'isola
lontana.
Io, semplicemente, non voglio essere vostro complice.
Hasta la victoria...forse! |
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