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SICUREZZA/ FAMIGLIA CRISTIANA: INDECENTE E RAZZISTA PROPOSTA SU ROM
Bocciati a prima prova d'esame, per loro dignita'
uomo vale zero
postato 1 ora fa da APCOM
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Roma, 30 giu. (Apcom) -
Questa volta tocca al ministro dell'Interno Roberto Maroni a finire nel mirino
di 'Famiglia Cristiana': prendere le impronte digitali ai bambini rom è una
"'indecente' proposta", sostiene il settimanale dei Paolini.
"Alla prima prova d'esame - scrive 'Famiglia Cristiana' - i ministri
'cattolici' del Governo del Cavaliere escono bocciati, senza appello. Per loro
la dignità dell'uomo vale zero. Nessuno che abbia alzato il dito a contrastare
Maroni e l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom". "Avremmo dato credito al ministro
- sottolinea il settimanale nell'editoriale di questa settimana - se, assieme
alla schedatura, avesse detto come portare i bimbi rom a scuola, togliendoli
dagli spazi condivisi coi topi. Che aiuti ha previsto? Nulla". "Non stupisce, invece - continua 'Famiglia Cristiana' - il
silenzio della nuova presidente della Commissione per l'infanzia, Alessandra
Mussolini (non era più adatta Luisa Santolini, ex
presidente del Forum delle famiglie?), perché le schedature etniche e religiose
fanno parte del Dna familiare e, finalmente, tornano a essere patrimonio di
Governo. Non sappiamo cosa ne pensi Berlusconi:
permetterebbe che agenti di polizia prendessero le impronte dei suoi figli o
dei suoi nipotini?".
"Oggi, con le impronte digitali - prosegue - uno Stato di polizia
mostra il volto più feroce a piccoli rom, che pur sono
cittadini italiani. Perché non c'è la stessa ostinazione nel combattere la
criminalità vera in vaste aree del Paese? La Convenzione Onu
sui diritti dell'infanzia (firmata anche dall'Italia, che tutela i minori da
qualsiasi discriminazione) non conta più niente. La schedatura di un bambino rom, che non ha commesso reato, viola la dignità
umana. Così come la proposta di togliere la patria potestà ai
genitori rom è una forzatura del diritto: nessun Tribunale deiminori
la toglierà solo per la povertà e le difficili condizioni di vita".
"È giusto reprimere, con forza, chi nei campi nomadi delinque, ma le
misure di Maroni non servono a combattere l'accattonaggio (che non è reato).
C'è un solo modo - osserva 'Famiglia Cristiana' - perché i
bambini rom non vadano a rubare: mandarli a scuola. Qui, sì, ci vorrebbe
un decreto legge perché, ogni mattina, pulmini della polizia passassero nei
campi nomadi a raccoglierli. Per la sicurezza sarebbero soldi ben spesi. Quanto
alle impronte, se vogliamo prenderle, cominciamo dai nostri figli; ancor
meglio, dai parlamentari: i cittadini saprebbero chi lavora e chi marina, e
anche chi fa il furbo, votando al posto di un altro. L'affossa
'pianisti' - conclude - sarebbe l'unico 'lodo' gradito agli italiani".
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