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IL
DRAGONE E NOI, OSSERVAZIONI SU UN CERTO APPROCCIO CINESE IN EUROPA. LA
NOTA
Prima la notizia: dall'8 all'11 novembre, è ospite di Pechino il primo
ministro della Slovenia. La notizia è stata anticipata il 7 novembre
dalla stampa di Pechino. Evidentemente all'Impero di mezzo interessa
anche la piccola Slovenia. Perchè? La domanda presenta qualche lato
interessante. E tentiamo qui di dare qualche, limitata e parziale,
risposta.
La Slovenia non è certamente il primo paese dell'Unione Europea, di
piccole o medie dimensioni, ad essere oggetto delle 'attenzioni'
geopolitiche dell'Impero di mezzo. Altri paesi 'piccoli' o 'medi'
dell'UE in questi anni hanno stretto progressivamente relazioni strette
con la Repubblica Popolare. Due esempi di una certa importanza (ma assai
probabilmente i casi sono più di due...) sono Portogallo e Ungheria.
Il caso più interessante è quello portoghese. In questi due tre anni,
Pechino ha costruito con Lisbona un rapporto politico e strategico molto
stretto: l'opportunità è arrivata con la questione di Macao (la ex
colonia portoghese ritornata assieme all'inglese Hong Kong alla Cina).
Pechino ha approfittato di quella occasione per iniziare a stringere
relazioni con Lisbona, relazioni che sono diventate importanti grazie
alla Comunità dei paesi lusofoni, le ex colonie portoghesi. La ragione è
ovvia: questi paesi sono molto, molto interessanti agli occhi di
Pechino. Il Brasile è una delle grandi potenze del Sud del mondo
emergenti; l'Angola è uno dei grandi produttori di petrolio e grazie
agli investimenti e ai programmi cinesi è diventata sempre più
importante; il Mozambico, la Repubblica di Timor est, la Guinea Bissau e
la Repubblica di Capoverde sono comunque paesi di un certo interesse
economico e strategico. 'Usando' la Comunità lusofona, con la quale la
Cina ha siglato numerosi accordi e ha tenuto numerosi summit, Pechino ha
iniziato a stringere a sé il Portogallo e le sue ex colonie.
Come abbiamo detto, un'altro paese 'piccolo-medio' con il quale Pechino
ha iniziato a stringere rapporti è l'Ungheria, una nazione da una lunga
storia con uno spazio centrale nell'Europa centroorientale: a settembre
il primo ministro ungherese è stato ricevuto con tutti gli onori,
copertura giornalistica compresa, dai massimi esponenti del regime
cinese, segno di un interesse significativo da parte dell'Impero di
mezzo. Oggi arriva a Pechino il primo ministro della Slovenia, paese
della ex Yugoslavia. Ad ottobre, Pechino aveva siglato accordi
tecnologici con l'Olanda.
Quale è la 'logica' di questi approcci di Pechino in Europa? In primo
luogo c'è un fatto semplice: la Cina sembra prediligere i paesi 'piccoli
e medi' dell'Unione. C'è poi un secondo passaggio che vale la pena di
annotare: l'Europa unita, grazie anche alla frattura irachena, alle
manovre dell'amministrazione Bush nell'usare le divisioni del vecchio
continente anche per evitare che l'UE potesse diventare un competitore
strategico, ha visto indeboliti i suoi legami comunitari. Nell''ircocervo
Europa' è diventato più forte il lato intergovernativo: ciò ha reso più
penetranti le azioni diversive dell'amministrazione Bush prima, ed ora
rende più attive le politiche cinesi. Detto in altre parole, con le
azioni 'divisive' in Europa, l'amministrazione Bush potrebbe aver
lavorato per il Re di Prussia. La Cina ha subito imparato la lezione e
tende anch'essa a stringere rapporti bilaterali con singoli paesi
europei. Tendendo a preferire i paesi 'piccoli e medi'.
FONTE:
http://www.lettera22.it/showart.php?id=8021&rubrica=209 |