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| BERLUSCONI ESECUTORE O MANDANTE? |
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In tempi lontani i massoni erano una confraternita specializzata nella realizzazione di grandi cattedrali e monumenti. Inizialmente si trattava di una associazine segreta diffusa in tutto il mondo caratterizzata da scopi filantropici e di mutua assistenza tra i membri e interessi spiritualistici, derivata probabilmente dalle corporazioni medievali artigiane (gilde) caratterizzate da una gelosa custodia, oltre che delle tecniche relative al mestiere, di norme etiche e religiose comuni. Tali corporazioni andarono successivamente trasformandosi in associazioni aperte e intellettuali, nobili e in qualche caso cultori di esoterismo. Nella sua forma contemporanea la m. nacque a Londra nel 1717 quando venne fondata la Grande Loggia rapidamente diffusasi in Europa. Essa assunse generici fini di filantropismo e attraversò varie vicende secondo gli indirizzi prevalenti al suo interno. In Italia ebbe larga influenza durante il risorgimento, contribuendo alla formazione delle società carbonare. Accolse nelle sue fila personaggi illustri come G. Garibaldi e F. Crispi. In assenza di partiti organizzati, la Massoneria diviene terreno d'elezione per le intese politiche fra esponenti di regioni lontane e annovera, nelle sue logge, Lanza e Cairoli, Depretis e Zanardelli, Crispi e Di Rudinì. Adriano Lemmi, banchiere livornese geniale e spregiudicato, grande regista dell'intrallazzo, iscritto alla Massoneria dal 1875, fu il primo a intuire l'importanza di avere a propria disposizione una loggia "coperta" per manovrare la finanza pubblica stando dietro il palcoscenico. Il suo programma massonico era semplice: via dalle logge i poveracci e i pensatori, l'obiettivo deve essere conquistare il potere: "Chi è al governo degli Stati o è nostro fratello o deve perdere il posto". La stessa filosofia che un secolo più tardi avrebbe ispirato il "fratello" Licio Gelli: garantire adeguata "copertura" ai fratelli che svolgevano certe attività o ricoprivano ruoli pubblici nel mondo "profano", salvaguardando cioè‚ i fratelli "importanti" dalle curiosità dei tanti e da quelli che venivano definiti i "fratelli arrampicatori". I "fratelloni" erano esonerati dal frequentare i normali lavori di loggia e i loro nominativi non apparivano in alcun elenco ufficiale, ma erano "fratelli all'orecchio", noti soltanto al Gran Maestro il quale, al termine del proprio mandato, li comunicava oralmente "all'orecchio" del suo successore. Ma quando i fratelli così affiliati divennero tanto numerosi da non poter essere tutti ritenuti a mente, nacque l'esigenza di dar vita alla loggia Propaganda P2.
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I QUATTRO PASSI (di
Morias: Alla fine del mese di maggio 2009 si è tenuta una "riunione" a casa del giudice della Corte Costituzionale Luigi Mazzella, alla quale hanno partecipato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Gianni Letta, il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Carlo Vizzini, il ministro di Grazia e Giustizia Angiolino Alfano e Paolo Maria Napolitano, altro togato della Consulta... L’attacco ai poteri dello Stato e alle sue massime istituzioni va avanti senza sosta nella speranza di evitare guai maggiori al principale esponente di quel Piano Eversivo evocato a suo tempo dal Presidente del Consiglio, e che a nostro avviso lo vede quale primo interprete e realizzatore. Il primo passo
è stato fatto con l’approvazione alla Camera dell’emendamento al decreto
sicurezza che impedisce di fatto alla magistratura inquirente di
predisporre intercettazioni telefoniche e ambientali quando non
sussistano "evidenti indizi di colpevolezza", limitando
irresponsabilmente la possibilità di arrivare a scoprire reati gravi, in
primis quelli per corruzione. |
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BERLUSCONI, SILVIO |
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UNA STORIA ITALIANA, UNA STORIA UNICA ( http://www.loggiap2.com) Loggia Propaganda Due, più nota come la P2 di Licio Gelli, nata già segreta, era stata creata, all'inizio del Novecento, ma sarebbe sempre stata una loggia poco attiva, almeno sino a dopo la Seconda guerra mondiale, quando fu utilizzata per "ospitare" massoni importanti che desideravano restare "coperti" (nascosti). Fu una loggia massonica già appartenente al Grande Oriente d'Italia dedicata a reclutare nuovi adepti alla causa massonica. Licio Gelli incarnò dopo quasi un secolo le aspettative di questo antico ed ambizioso progetto, fino a concentrare un potere mai visto prima nella storia. Sviluppò i sogni più sfrenati degli antichi massoni che fondarono questa Loggia. Il 20 maggio 1981. L’Italia è scossa: di quella loggia misteriosa si parlava ormai da tempo, ma ora i suoi componenti prendono un nome e un volto. L'Italia scopre che esiste un potere sotterraneo, un governo parallelo, un vero e proprio governo ombra che operava sia su scala nazionale che internazionale. Negli elenchi della loggia erano iscritti i nomi di quattro ministri , 44 parlamentari, tutti i vertici dei servizi segreti SISMI e SISDE, comandanti della Guardia di finanza, alti ufficiali dei Carabinieri, generali, militari, prefetti, funzionari, magistrati, banchieri, imprenditori, direttori di giornali, giornalisti... Fondati sospetti fanno ritenere che gli elenchi integrali della P2 siano rimasti nell'ombra, la piovra della P2 toccava ogni cosa e controllava l'Italia intera. Il commendatore Gelli in un intervista affermerà: " La P2 è stata un'esperienza unica e irripetibile".
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P2 e mafia. il terzo livello "Allora: il “terzo livello” non è certamente il Padrino coi baffi e con gli occhiali neri. Non è nemmeno don Vito Ciancimino, che è importante sì, ma meno di tanti altri (eppure, chissà perché, si parla molto di più di don Vito che non di Sindona...). Non si riunisce nel retrobottega del bar del porto e nemmeno, per quanto sarebbe molto cinematografico, al circolo Lauria di Palermo. Ma allora, dove cercarlo? Intanto, possiamo dire che un “terzo livello” della mafia esiste, e che è una cosa seria. In secondo luogo, che tutti i tentativi prima di contestarne l’esistenza (si pensi alle polemiche contro Dalla Chiesa e Chinnici) e poi di sminuirne la portata sono miseramente falliti: nessuno oggi si stupirebbe se un magistrato chiedesse un’autorizzazione a procedere contro qualche personaggio di governo, attuale o passato. In terzo luogo, proprio perché si tratta di una cosa seria, non c’è da scrivere romanzi: c’è semplicemente da raccogliere una serie di fatti che si sanno - intendiamo, che tutti sanno - e da metterli in fila; e poi vedere che effetto fa. A questo punto, non sapremo ancora i nomi - questi, è compito del magistrato investigarli - ma avremo almeno qualche frammento del quadro generale. Fra questi frammenti, a nostro avviso, potrebbero esserci: un generale dei carabinieri che organizza strane faccende insieme alla pidue; due o tre piduisti che fanno cose strane in compagnia di boss mafiosi; un banchiere della mafia (almeno uno); alcuni arricchimenti un po’ strani; un’indagine di mafia stranamente bloccata; un golpe che si doveva stranamente fare giusto in Sicilia; e altre cose NON usuali". - Per approfondimento vedi ► |
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