I RACCONTI di
Mariagrazia Di Stasi

...su MARIAGRAZIA DI STASI

"Scrivo per vincere la mia abitudine all'infelicità. Certe volte mi riesce, altre no. Comunque ci provo." ( Mariagrazia Di Stasi)

Ho conosciuto Mariagrazia nel settembre 2004. In quel periodo frequentavo un sito web letterario che permetteva pubblicazioni di aspiranti scrittori; non che avessi velleità, era solo un modo come un altro per colmare uno di quei momenti di transizione che scandiscono la vita di ciascuno.

Avevo appena pubblicato su quel sito un commento riguardante una notizia arrivata dal Radiotelescopio Arecibo di Portorico che aveva captato un segnale radio anomalo, proveniente da una distanza stimata di 1000 anni luce e, come prevedibile, si era scatenata una ridda di ipotesi più o meno fantasiose, dagli Ufo agli extraterrestri, da ET sino ad Einstein, etc. etc.(Dopo qualche tempo si scoprì che il fenomeno era stato indotto, se non ricordo male, da errore umano).

Al mio commento aveva così replicato Anna Robbe (questo era allora lo pseudonimo di Mariagrazia): "Mi sembra molto probabile che su qualche altro pianeta di questo immenso universo, si siano create le condizioni ideali per la vita. Ma per essere prosaica, io già mi sento un’aliena in questo mondo che capisco poco e non mi piace affatto".  Rimasi colpito da queste parole che esprimevano disagio esistenziale un disagio che appartiene a quanti rifiutano la grettezza di una certa borghesia. Mariagrazia aveva pubblicato il "Vento di scirocco", una raccolta di novelle sottovalutate dalle "baronie" letterarie... Eppure, a mio parere, elementi quali l'ineluttabilità della vita (piuttosto che della morte!), il fatalismo mai di maniera, quella vena di ironia che a volte riscatta "a tinta sorti",  pongono l'opera di Mariagrazia nel solco dei grandi narratori siciliani, da Capuana a Verga, a Pirandello, sino a Camilleri.

Le proposi di collaborare alla realizzazione di un sito web (nel 2004 non era ancora usuale disporre di un sito) dove avrebbe potuto esprimere liberamente i suoi pensieri, mentre io mi sarei occupato di altre tematiche. Accettò con entusiasmo, un entusiasmo che alternava a momenti di scoramento. Nacque così un sodalizio che durò  quasi tre anni, cementando, lei, lucana, a Capo d'Orlando, io, siciliano a Trento, una forte amicizia. In questo periodo pubblicò più di cento racconti (Non pochi, considerando che doveva attendere alla famiglia e all'anziana madre inferma). 

Nel 2007 mi trasferii a Capo Verde. Questo evento produsse un allentamento nei nostri rapporti. L'ultima volta che la sentii fu nel 2011 quando ci scambiammo gli auguri natalizi. Mi disse che stava bene e che finalmente stava ottenendo i meritati riconoscimenti. Fui molto contento per lei.

E poi... appena alcuni giorni fa ho saputo che Mariagrazia se n'era andata per sempre, alla fine del 2012, a soli 53 anni...

Non tutti sanno che un lato del carattere di Mariagrazia era talvolta la giocosità di una ragazzina, con cui esorcizzava il pessimismo di fondo; rammento  quando, in una finzione letteraria, inscenò un dibattito col mitico conte di Saint Germain sull'"ars amatoria"... E sotto questo aspetto  mi piace ricordarla...

Andrea Ingianni 9-9-2013

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